Posa corretta delle piastrelle: accortezze

Posare correttamente delle piastrelle in grès porcellanato o in ceramica: le operazioni preliminari e le accortezze da utilizzare 

04/03/2022

Quali accortezze mettere in atto prima di iniziare la posa delle piastrelle: controlli del supporto, delle piastrelle, scelta dei collanti e tutte le altre attività che un posatore deve svolgere prima della posa delle piastrelle.

La posa corretta delle piastrelle: quali accortezze usare?

Devi posare delle piastrelle a pavimento? Oppure devi incollare delle mattonelle a parete nel tuo nuovo bagno moderno? Probabilmente sarai preoccupato per la buona riuscita dei lavori. Bene!
Allora dovresti proprio leggere questo articolo, ricco di consigli e che ti eviterà errori comuni, che ho scritto in base alla mia esperienza di cantiere.
Sono il responsabile pose della Fratelli Pellizzari e seguo cantieri di pavimenti da più di 20 anni, al ritmo di una decina alla settimana.
 

posa piastrelle
Qui sono in cantiere, laser alla mano, per decidere le partenze prima della posa di una nuova pavimentazione


Purtroppo vengo anche chiamato a risolvere situazioni che si creano quasi sempre perché alcune persone sottovalutano le problematiche che possono insorgere durante la posa di un pavimento.
In questo articolo vorrei insegnarti ad evitare queste difficoltà, a prevenirle. Se, invece, vuoi sapere (e vedere) quali sono i possibili esiti negativi di un lavoro di pavimentazione male eseguito li ho elencati, fotografati e descritti qui:

Problemi di piastrelle e piastrellature

 

Posa piastrelle errata
Quando lasci posare "ammiocuggino che sa fare tutto" si possono presentare casi... strani. 

Di seguito, come detto, proverò a metterti al corrente delle attenzioni, delle accortezze che occorre mettere in atto per far sì che tu non abbia bisogno di conoscere questi problemi. 
Sono consigli preziosi, frutto di molti anni di esperienze ed errori, che ti metto a disposizione gratuitamente e che spero apprezzerai. 

Argomenti dell'articolo

Ti anticipo, qui, i contenuti principali dell'articolo in modo che tu possa decidere se leggerlo tutto o andare direttamente al punto che ti interessa:

 

posa di piastrelle a pavimento


Sei pronto? partiamo! 


 

Posa piastrelle da incubo

La posa corretta di un pavimento dipende anche dalla sequenza dei lavori

Prima di chiamare il posatore, e prima di preoccuparsi dei controlli pre-posa, è necessario avere bene in mente qual è la sequenza dei lavori che devono essere eseguiti prima della posa dei pavimenti in piastrelle.
Abbiamo dedicato a questo argomento uno specifico articolo in cui ti spieghiamo quali sono i lavori che vanno eseguiti prima dei pavimenti.
Eccolo:

La sequenza dei lavori in cantiere

Se leggi l'articolo vedrai che, prima di posare i pavimenti, devono essere eseguiti i sottofondi, a copertura degli impianti, ed i massetti. Chiaramente devono essere eseguiti anche gli intonaci.
Tutti i lavori preliminari sono stati eseguiti ed è il turno di posare le piastrelle?
Bene, la prima cosa da fare, prima ancora di scaricare gli attrezzi per la posa, è controllare la conformità del fondo di posa, cioè della superficie su cui dovremo incollare le piastrelle.
Vediamo come.
 

Posa di piastrelle da incubo II

Per una posa corretta è fondamentale il controllo del massetto

Il fondo di posa può essere un pavimento esistente oppure un massetto.
Nel caso tu debba sovrapporre il nuovo pavimento ad un pavimento esistente ti consiglio di leggerti, prima, questo articolo in cui ti spiegheremo quali sono le accortezze da usare e, in particolare, come va trattato il pavimento in piastrelle esistente al fine di consentire un giusto aggrappo per il nuovo pavimento:

sovrapposizione su vecchio pavimento

 

Quando si tratta di incollare le piastrelle su un massetto (nelle nuove abitazioni o in ristrutturazioni più radicali) l'ideale sarebbe affidare alla stessa persona che fa la posa anche l'esecuzione del massetto, in modo da avere l'intero strato del pavimento eseguito da un unico soggetto. Questo a massima garanzia del cliente finale.
Tieni sempre presente che un massetto male eseguito può far precipitare notevolmente la qualità del risultato finale. Nonostante oggi ci siano prodotti per "correggere" la planarità e le imperfezioni del massetto, un massetto eseguito bene fin dal primo momento è determinante per la buona riuscita del pavimento.


Ma nel malaugurato caso, invece, in cui il massetto sia stato affidato a soggetti terzi? Nel caso in cui, magari per risparmiare un paio di euro al metro quadrato, il committente abbia deciso di affidarlo ad una impresa edile o alle cosidette "ditte specializzate in massetti"?
In questi casi prima di incollare le piastrelle sul massetto il direttore lavori - assieme al posatore - dovrà compiere una serie di verifiche per accertare il rispetto della Uni En 13813 che specifica i requisiti che deve avere un massetto per pavimenti.

Queste verifiche vanno assolutamente eseguite e se il fondo di posa presenta delle problematiche, non devi assolutamente far iniziare la posa.

 

Posa delle piastrelle: il controllo del massetto
Prima cosa: si verifica il fondo di posa. In questo caso si tratta del massetto in un bagno. 

Il controllo va effettuato dal direttore dei lavori con il supporto del posatore che devono controllare alcuni requisiti del massetto. Dato che i controlli da fare sono molti ho preferito raccoglierli in uno specifico articolo in cui te li spiegherò, uno alla volta e ti dirò come eseguirli: 

I controlli sul massetto

Qui mi limito a citarti i controlli più importanti: planarità, durezza, bleeding, rispetto degli spessori previsti dei pavimenti

Pose da incubo III

Prima di posare un rivestimento controlla le pareti! 

Il direttore lavori oppure, in sua mancanza, il committente, hanno il compito di far verificare al posatore anche la corretta esecuzione delle superfici verticali su cui si incolleranno le piastrelle.

Posa piastrelle, il controllo delle pareti
Controllo della planarità della parete prima della posa delle piastrelle a rivestimento con una staggia. Va controllata anche la consistenza dell'intonaco. 

Vanno in particolare controllate la planarità delle pareti, la consistenza dell'intonaco che non deve sfarinare o sgranare o spolverare. Le pareti vanno controllate sia con una squadra per rilevare eventuali fuori squadra, che con una staggia lunga due metri per analizzare eventuali rilievi o concavità che andranno corrette prima di iniziare la posa in opera. 

Se non viene fatto questo controllo è possibile che il risultato finale sia da incubo con, negli angoli, una situazione come in questa foto:

Errori di posa di piastrelle
Mano a mano che si sale lo spigolo interno presenta ritagli di piastrelle di dimensioni crescenti. Le pareti non sono state messe "a piombo"!

 

 

Posa piastrelle da Incubo IV

Prevedere e organizzare uno spazio per la posa

Vicino all’ambiente di posa, si deve identificare e preparare una zona di deposito, dove si pos­sano conservare tutti i materiali - piastrelle, collanti, sigillanti - e anche tutti gli attrezzi da lavoro (personali e di cantiere).
Io faccio anche predisporre dei contenitori per differenziare i rifiuti: un bidone per il nylon, un altro per la carta, un contenitore dove mettere i ritagli di piastrelle etc. 

posa delle piastrelle, organizzazione degli spazi
Bisogna organizzare gli spazi decidendo la posizione in cui si stoccherà il materiale, quella dove gettare carta/nylon/ritagli ed infine riservare uno spazio di lavoro dove si taglieranno le piastrelle e si mescolerà il collante

 

Bisogna anche identificare uno spazio dove posizionarsi per fare i tagli con il flessibile: meglio scegliere uno spazio aperto ed areato: il cortile, un terrazzo, oppure anche uno spazio interno se nei pressi di un finestrone. La zona dove si faranno i tagli dovrebbe essere sufficientemente lontana per evitare di fare polvere nei locali di posa, ma sufficientemente vicina per ottimizzare i tempi di lavorazione. Capiterà spesso, infatti, di dover modificare più volte un singolo pezzo fino ad ottenere la forma voluta andando avanti ed indietro. 

Posa di piastrelle da incubo V

La posa: attenzione al peso

I materiali pesanti (piastrelle, sacchetti di collante e di sigillante, etc.) devono essere collocati vicini alle pareti per non sovraccaricare il solaio. Le piastrelle pesano molto.
Se vuoi sapere quanto clicca qui:

Quanto pesa una piastrella in ceramica?

 

Dato il peso e per evitare cadute di materiale e danni alle persone, non si devono appoggiare una sull’altra più di tre o quattro confezioni di piastrelle; per gli stessi motivi, è bene che siano ben discoste dal passaggio di persone e cose.

Le piastrelle non vanno appoggiate su altri oggetti presenti in cantiere (ad esempio piatti doccia o vasche) per il rischio elevato di danneggiarli. Sia il piatto che la vasca devono essere protetti con dei cartoni ben fissati. 

posa piastrelle protezione del piatto doccia
Il piatto doccia deve essere protetto, come in questo caso, con dei cartoni e non ci si devono appoggiare piastrelle al di sopra.



La presenza di vasca e piatto doccia è normale mentre non ci dovrebbero essere altri elementi di arredo bagno presenti. 
Se ci sono mobili, rubinetti o sanitari in ceramica presenti in bagno questi vanno assolutamente protetti.

Posa piastrelle attenzione a non danneggiare
La mensola, i miscelatori, il WC e la relativa placca sono stati rivestiti con del cartone per non rovinarli durante la posa di listelli in ardesia multicolor africana.

 

Posa piastrelle da incubo VI

Pensiamo a dove appoggiarle per non romperle

Per evitare rotture del materiale ceramico, le confezioni stesse devono essere appoggiate in modo che le piastrelle risultino verticali, cioè poggino con il loro peso su uno dei lati e non sulla faccia o sul dorso. Noi evitiamo anche di disporre le piastrelle a secco e poi camminarci sopra, spesso non succede nulla, ma meglio non rischiare.  
 

Posa piastrelle: tavolo di lavoro
Per posare correttamente le piastrelle è importante preparare anche una zona di lavoro dove tagliarle, per non trovarsi poi in queste condizioni...

 

Posa di piastrelle da incubo VII

Fondamentale il controllo dell'imballo e delle confezioni

Le confezioni di piastrelle devono essere integre; se appaiono danneggiate o sembrano manomesse, si deve verificare attentamente lo stato del contenuto già al momento dell'arrivo in cantiere. Questo per poterle riordinare immediatamente, evitando problematiche di mancanza di materiale. 
Come vedremo più avanti nell'articolo non dobbiamo commettere l'errore di iniziare il pavimento e trovarsi, alla fine, con una quantità insufficiente di piastrelle: rischieremo, ri-ordinandole, che non arrivino uguali. 

Posa piastrelle da incubo VIII

Per una posa di qualità servono piastrelle di qualità 

Quando si parla di qualità di piastrelle spesso ci si limita a considerare la "scelta" e cioè la presenza o  l'assenza di difetti. Ma, come per ogni prodotto, oltre alla presenza o meno di difetti, vi è una differenza anche abbissale di qualità costruttiva tra una piastrella di alta gamma ed una "da brico". Peggio ancora se prodotte in paesi in via di sviluppo, dove l'unico obiettivo è riuscire ad offrire il prezzo più basso.
Non possiamo pretendre una perfetta riuscita di una pavimentazione se le piastrelle sono, magari di prima scelta, ma di infima qualità.

La scelta: presenza di difetti nelle piastrelle

Per le piastrelle, è importante controllare - su tutte le confezioni - le indicazioni di “scelta”, di “tono” e di “calibro” o “dimensione di fabbricazione”.
È importante verificare, prima della posa, se si tratta di prima scelta o seconda o terza scelta.
La prima scelta viene indicata sulla scatola con "1" oppure "1°" con "I. La seconda scelta può essere indicata con "SE" oppure "SS" o anche "II". 
Il direttore dei lavori (o in mancanza il committente) devono verificare la conformità del materiale consegnato rispetto a quello ordinato e approvare il materiale in cantiere oppure decidere di non farlo posare nel caso in cui, a suo avviso, ci siano problemi o difformità. 

La qualità delle piastrelle

Come accennato, però, non è solo la scelta a dover essere considerata. Ci sono piastrelle di prima scelta che costano meno di 10 euro e piastrelle di seconda scelta che costano più di 20 euro... Che cosa fa costare più cara una piastrella rispetto ad un'altra?
Se vuoi approfondire l'argomento leggi questo articolo:

il prezzo delle piastrelle

Una piastrella di maggiore qualità avrà una maggiore resistenza meccanica, sarà in grado di resistere agli acidi, avrà una superficie progettata per essere più semplice da pulire, resisterà ai graffi, resisterà all'abrasione nei punti più sollecitati della casa (ingresso e sotto il piano cucina), avrà una porosità minore e quindi sarà più compatta.

Centrare il decoro rispetto all'architettura

Prima di partire con la posa controllare decori e pezzi speciali

Nella posa di piastrelle a parete, quindi nella posa di rivestimenti, è frequente il caso in cui i materiali ceramici da posare nello stesso locale siano di più tipi da combinare tra loro.
Può capitare di dover abbinare alle piastrelle “normali” altre piastrelle di altri colori, oppure decorate. Infine potrebbero essere previsti la posa di  pezzi speciali come i “listelli”, oppure di “greche" magari in marmo, o mosaici.

In questi casi, oltre all’uniformità del tono di fondo e della scelta, è importante verificare che le piastrelle del fondo siano compatibili con gli spessori e le misure dei lati dei decori da accostare. 

Per quest'ultima verifica è bene non limitarsi alle scritte sulle confezioni ma effettuare anche un esame diretto dei pezzi ceramici mediante accostamento a secco in buone condizioni di luce. 

Posa di piastrelle: gli interuttori elettrici

Controllare e rispettare (sempre) il progetto!

Il controllo dei pezzi speciali e dei decori va fatto tenendo conto del progetto esecutivo del pavimento da piastrellare o delle pareti da rivestire.

Il direttore lavori (o in mancanza, come sempre, il committente) deve controllare per prima cosa le misure delle superfici per accertarsi che il progettista abbia sviluppato l'esecutivo e quindi l'ordine delle piastrelle sulle giuste basi di partenza. Quindi deve controllare la corrispondenza del materiale descritto nel progetto con il contenuto delle scatole. 

Se il progetto esecutivo sarà cambiato in corso d'opera, bisognerà controllare la mancanza o l'eccedenza di piastrelle e pezzi speciali. 

 

Posa piastrelle in bagno
Una posa corretta ti consentirà anche di ... risparmiare sul nastro adesivo!

 

Posa di piastrelle: errore sulla porta

L'importanza dell'adesivo per la posa 

I collanti per le piastrelle ed i sigillanti devono essere tenuti al riparo da bagnature accidentali e dall’umidità.
Le piastrelle non si rovinano con l'acqua ma è bene che siano anch'esse riparate per evitare che le scatole, bagnandosi, si rovinino lasciando uscire le piastrelle che potrebbero danneggiarsi cadendo.
I collanti devono essere idonei per l'uso per cui va controllata la scheda tecnica prima di utilizzarli (generalmente le schede tecniche si possono scaricare facilmente anche da smartphone).  


 

Posa piastrelle dentini e gradini
Fondi di posa non planari, adesivi errati e mancato uso di cunei livellatori possono portare a risultati "da incubo" come questo...

 

Altri errori nella posa di piastrelle

Attrezzature per la posa delle piastrelle

Occorre distinguere tra piastrelle di grande formato e piastrelle "normali". Le attrezzature di base, il kit minimo necessario per la posa delle piastrelle normali è composto da:

  • Una serie di spatole dentate, con denti di varie larghezze in base al formato delle piastrelle
  • Un rabot (raschiaintonaci) per eliminare eventuali imperfezioni nel massetto o nell'intonaco
  • Una tagliapiastrelle, meglio se di ultima generazione (le marche migliori sono Sigma, Montolit, Raimondi) con utensile diamantato, corsia di scorrimento, barre per posizionare la piastrella e manopola a pressione per spaccarle
  • Flessibile con disco diamantato per realizzare, a secco, tagli di precisione
  • Tazze diamantate per realizzare fori nelle piastrelle, di varie dimensioni per i fori degli attacchi e scarichi dei sanitari. Serve anche una tazza piccola per realizzare gli angoli dei fori rettangolari delle prese elettriche (si fanno prima i fori e poi il taglio lineare col flessibile, per evitare che dall'angolo parta il crepo).
  • Trapano con possibilità di lavorare a bassi giri e mescolatore a frusta per preparare la colla e lo stucco (a bassi giri perchè altrimenti si formano bolle nello stucco e poi la stuccatura non viene bene).
  • Distanziatori autolivellanti (vedi prossimo paragrafo)
  • Cunei e distanziatori normali
  • Spugna grande da posatori
  • Spatola in gomma morbida per distendere lo stucco sulle piastrelle
  • Martello in gomma bianca per regolare la posizione delle piastrelle
  • Vaschetta, spugna e spatola per rimuovere lo stucco in eccesso
  • Staggia da due metri
  • Livella laser con treppiede di sostegno
  • Flessometro
  • Scopa e paletta
  • Aspirapolvere industriale
  • Ginocchiere
  • Sottoscarpa
  • Squadra

In caso di posa di piastrelle di grandi dimensioni, le cosidette "grandi lastre" occorre dotarsi di altre attrezzature di cui abbiamo parlato qui:

ATTREZZATURE PER POSA DI GRANDI LASTRE

La posa sarà migliore usando dei livellatori

Quando posiamo piastrelle di grande formato (ma anche marmo) noi utilizziamo dei livellatori per evitare la formazione di fastidiosi "denti" o gradini. Troviamo siano particolarmente buoni quelli di Progress oppure di Raimondi.

Posa piastrelle controllo livellatori
Utilizzo dei cunei Raimondi per posare piastrelle di grande formato. 

In entrambi i casi il posatore dovrà controllare di averne in quantità sufficiente e della misura corrispondente alla dimensione della fuga richiesta. 

Evitare gradini e dentini tra piastrelle

Una quantità errata di piastrelle può rovinare tutto 

Prima di iniziare a posare verificare la quantità sia delle piastrelle che dei collanti. È sempre consigliabile aprire diverse scatole per verificare che il materiale consegnato sia esattamente quello ordinato in ogni scatola.
Mi è successo di trovare scatole che contengono piastrelle non corrispondenti al nome stampigliato nella scatola, quindi, per favore, aprile tutte.
 
Il controllo della quantità delle piastrelle consegnate, rispetto alla superficie da rivestire, è molto importante, molto più di quanto possa sembrare.
Una quantità insufficiente di piastrelle scoperta solo quando ormai si è alla fine dei lavori potrebbe trasformarsi in un problema gravissimo.
Ne parlo in questo articolo:

Piastrelle insufficienti!

La posa delle piastrelle: quanta e quale colla serve?

Se provi a sfogliare il catalogo Kerakoll o Mapei, le due aziende più importanti in Italia nel mondo degli adesivi per ceramica, rimarrai stupito dalla enorme gamma di collanti che mettono a disposizione dei posatori di piastrelle. Non esiste una colla valida per ogni occasione, ma esistono differenti casistiche e, per ognuna, vari tipi di collanti utilizzabili.

La quantità di collante necessario dipende da alcuni fattori:

  • planarità letto di posa. Se siamo in presenza di un massetto tradizionale piuttosto che un sottofondo male eseguito con avvallamenti da colmare.
  • dimensione rivestimento da posare. A seconda delle dimensioni della piastrella sarà prevista, come da normativa, la posa con doppia spalmatura.
     

Cos'è la doppia spalmatura?


La scelta della colla è determinata dal tipo di materiale che ci si appresta a posare e dal sottofondo in cui esso va posato. Ce ne sono davvero tantissimi, nel mercato e vanno consigliati in base al tipo di piastrella ed al tipo di intervento da realizzare.

Mono o bicomponenti?

La gamma disponibile si può dividere in due grandi famiglie:

  • cementizio mono-componente
  • ibrido bi-componente

In ognuna di queste due maggiori categorie vi sono poi delle sottocategorie. 

Deformabilità: S1 o S2?

La famiglia più utilizzata è quella dei cementizi che possono essere classificati in classe S1 o S2, in base alla loro deformabilità.

Classe S1: adesivi cementizi deformabili
Classe S2: adesivi cementizi altamente deformabili

Classe di adesione

Infine il collante si sceglie in base alla classe di adesione:

Classe 1: adesivi con valori di adesione normali
Classe 2: adesivi con valori di adesione migliorati

Se dopo la classe c'è la lettera "F" si tratta di adesivi a presa rapida

Quanto collante?

Il collante va preparato in quantità limitate, tenendo conto della superficie che potremo rivestire in una sola ripresa di posa, senza interruzioni. Il tempo a disposizione per ogni ripresa di posa dipende dalla durata dell’impasto, detta anche "tempo di vita” o “tempo aperto” del collante. Se prepariamo troppo collante rischiamo di doverlo buttare via. 

Il tempo medio di vita è indicato sulle confezioni di collante, ma può variare con le condizioni di posa: diminuisce sensibilmente con una temperatura ambientale alta, con tempo secco, ventoso, ecc.

Quando posi mescola piastrelle da scatole diverse

Anche se le indicazioni sulle confezioni sono tutte uguali, il tono di colore delle piastrelle potrebbe non essere del tutto uniforme, a causa di lievi differenze inter­venute nel ciclo di cottura del materiale ceramico.
Al momento della posa, è sem­pre buona norma prelevare le piastrelle da posare in una stessa area, da un certo numero di confezioni diverse, per evitare che le eventuali differenze di tono delle piastrelle si concentrino in una porzione definita del rivestimento.

La posa delle piastrelle: occorre bagnarle? 

Sfatiamo una leggenda: a differenza della posa a sabbia e cemento, che si praticava nel passato, con la moderna posa a collanti non è necessaria la bagna­tura delle piastrelle. La bagnatura era un'operazione abituale in passato e prevedeva l'immersione della piastrella in acqua in modo da agevolare la veicolazione della polvere del cemento all'interno del corpo della piastrella.
Oggi non serve più. 
Se vuoi sapere le differenze tra posa a colla ed a sabbia e cemento puoi leggere:

Posa a sabbia e cemento e posa a colla: differenze

Per la posa servono acqua e corrente elettrica

Prima di iniziare verificare che ci sia acqua e che l’impianto elettrico del cantiere sia compatibile con il voltaggio indicato sulle macchine elettriche che si intendono usare, con il loro assorbimen­to e che sia in regola con le vigenti norme in materia di prevenzione degli infor­tuni.

La posa delle piastrelle: come si prepara la colla? 

Se in polvere, il collante deve essere ben miscelato a secco con altri eventuali additivi, e solo dopo con acqua e con altri eventuali additivi liquidi. Si versa la giusta quantità d’acqua - indicata dal fabbricante sulle confezioni di colla - a dosi successive, miscelando con un trapano dotato di “frusta” a basso regime di giri, o nelle apposite impa­statrici.

Se del tipo in pasta, la miscelazione serve soltanto a riomogeneizzare il prodotto. Dopo la miscelazione e prima dell'uso il collante non deve essere utilizzato subi­to: deve, infatti, “riposare” per qualche minuto (da cinque a dieci, seguendo le istruzioni del produttore), in modo che i componenti organici contenuti nell’impasto possano distribuirsi uniformemente.

Poiché esistono diversi tipi di collanti, ti posso fornire solo indicazioni generali sul loro impiego. È buona norma, comunque, seguire le istruzioni del fabbricante che sono riportate sulle confezioni.

Decidere la partenza può fare la differenza

Sembra una decisione di poco conto ma partire dal punto giusto condizionerà il risultato finale.
E non sempre la scelta è corretta...

Partenza posa piastrelle errata
La partenza deve essere una, ma se chiami "ammiocuggino" a posare...

 

La decisione spetta al direttore dei lavori o, in mancanza, al committente e va presa prima di iniziare a posare. Solitamente si posano a secco le prime piastrelle e si misurano i locali da pavimentare. 
Quindi si tiene conto del disegno di posa, della disposizione dei locali, della presenza e posizione delle finestre, dell'eventuale presenza di giunti, del formato delle piastrelle, della presenza di eventuali fuori squadra...

 

piastrelle pavimenti Vicenza Verona

Tutte queste variabili devono essere considerate per capire come cadranno le piastrelle in corrispondenza delle diverse soglie (ingresso, portefinestre) ma anche nei corridoi ed in altri punti a vista.
Spesso capita di dover scegliere il male minore
Una volta decise le "partenze" si inizia la posa in opera. 

 

Prima della posa: lo studio delle partenze in una casa a Vicenza

La stesura della colla sotto alle piastrelle

La colla si stende con una spatola a denti (o spatola americana) con movimenti ad arco, per il pavimento, e movimenti, invece, lineari e orizzontali per le piastrelle a rivestimento.
Una volta stesa la colla si applica la piastrella e poi si rimuove la colla in eccesso in prossimità delle piastrelle posate in modo che lo stucco possa riempire lo spazio vuoto tra una piastrella e l'altra.

Mentre si appoggia la piastrella allo strato di adesivo si applicano anche i distanziatori, sia quelli normali (a croce o a T) sia quelli per i cunei livellatori. In questa fase occorre fare attenzione a non sporcare di colla la piastrella, magari mentre si regolano i distanziatori immersi nel collante. Lavorare sporcando le piastrelle di collante non va bene perchè una volta che la colla avrà fatto presa sarà difficile da togliere.
Un altro buon motivo per lavorare sempre in pulizia è che se utilizzi i cunei livellatori e se si sporcano di colla, quando poi li togli potresti finire per scheggiare la piastrella

Posa con doppia spalmatura o doppia bagnatura

Nella posa dei grandi formati è obbligatorio utilizzare il metodo della doppia spalmatura o doppia bagnatura. Ma questo metodo noi lo consigliamo anche nella posa dei medi formati. Il sistema permette di ottimizzare la presenza del collante sotto alla piastrella correggendo errori nella stesura. Il legame tra il collante sul retro della piastrella ed il collante spalmato sul fondo di posa sarà più tenace.
Perchè la doppia spalmatura sia efficace occorre battere o, meglio ancora, vibrare la piastrella, in modo da far fuoriuscire l'aria.

Le pose da incubo continuano...

Posa delle piastrelle: jollatura degli spigoli

La posa del rivestimento dovrebbe sempre prevedere la jollatura delle piastrelle negli angoli e cioè il taglio a 45° e la congiunzione della ceramica, mentre vanno evitati assolutamente gli antiestetici profili in alluminio o plastica che spesso ci capita di vedere nei bagni degli anni '90.

La lavorazione a 45° dello spigolo si può fare manualmente, azionando a mano libera il flessibile (pericoloso), oppure (molto meglio) con una sega a tavolo, che i posatori più attrezzati hanno e che garantisce una maggiore precisione. Con il tavolo si possono lavorare formati fino a 80x80 o 100x100.

Nella posa delle grandi lastre (formati fino a 3 metri di lunghezza) questi due metodi non sono sufficienti a garantire la linearità e la perfezione di lavorazione del bordo che, pertanto, deve essere lavorato a 45° portando le lastre da un marmista. Il marmista utilizzerà una sega a 5 assi di grandi dimensioni che ci garantirà il perfetto andamento del taglio nella lunghezza della lastra.

 

La stuccatura delle piastrelle

Una volta posate le piastrelle si tratta di applicare lo stucco sulle fughe. Abbiamo parlato dei vari tipi di stucco qui:

Stucco per le fughe delle piastrelle

Pulizia dei solchi

Come abbiamo già detto bisogna lavorare "puliti", evitando incrostazioni di colla nei bordi delle piastrelle e facendo attenzione che all'interno delle fughe non finiscano detriti. Buona norma sarebbe pulire i solchi delle fughe con l'apposito strumento in modo da "scavare via" eventuali incrostazioni più alte e aiutandosi con un aspirapolvere industriale.
Se il pavimento non si può stuccare immediatamente dopo la posa, e se in cantiere sono previsti altri lavori, è necessario proteggere i solchi con un nastro carta (per mascherature, da pittore) in modo da evitare che ci cadano detriti all'interno.
Ripetiamo che la presenza di collante all'interno delle fughe potrebbe compromettere il risultato finale.

Preparazione dello stucco

Questa è una operazione estremamente importante e delicata. Va trovata la giusta miscela di acqua e polvere, lo stucco non deve essere nè troppo denso, nè troppo liquido. Inoltre va mescolato con un mescolatore a frusta a bassi giri, per non creare bolle d'aria nella miscela.
Attenzione: se lo stucco è troppo liquido una volta evaporato lascerà un solco troppo profondo e sarà meno resistente. Ma se è troppo denso non si riuscirà a farlo penetrare completamente nella fuga e a chiudere bene l'intero solco.

Distribuzione dello stucco

La distribuzione si effettua utilizzando l'apposita spatola gommata e va fatta "a campo pieno", cioè spalmando lo stucco sull'intera superficie del pavimento. Lo stucco va distribuito uniformemente sulla superficie mediante continue operazioni di spalmatura eseguite in modo consecutivo e con movimento ad arco.

La pulizia dello stucco

Non si intende parlare qui della "pulizia post posa", ma dell'operazione con cui si toglie quasi completamente lo stucco dalla superficie della piastrella lasciandolo solamente nella fuga. Per forza di cosa questa pulizia sarà leggera (e quindi grossolana) se fatta troppo a fondo rischia di rovinare la stuccatura. Si utilizza una apposita spugna grossa imbevuta d'acqua oppure una spugna con impugnatura a spatola e, senza fare pressione, si va a togliere l'eccedenza di stucco.
Si lavora per piccole zone controllando sempre di non fare troppa pressione altrimenti si finisce per "scavare dei canali" nelle fughe. Nel caso in cui si formassero dei buchi nelle fughe (indicano che vi era presenza di bolle d'aria nella miscela) si dovrà immediatamente procedere alla ristuccatura in sovrapposizione, possibile solo finchè lo stucco è fresco.

Una volta terminata la pulizia dello stucco è necessario apporre dei cartelli per vietare il calpestio o altre lavorazioni che potrebbero provocare polvere e rovinare la stuccatura.

 

Al termine della posa: la scheda di tracciabilità

La norma Uni En 11493 che stabilisce regole e metodi di valutazione della posa delle piastrelle in ceramica, dispone che al termine della posa venga rilasciata una "scheda di tracciabilità" dei lavori. Questa scheda, una evoluzione positiva per il nostro settore, è rimasta lettera morta, nel senso che sono rarissimi i posatori che la rilasciano.
Ma di cosa si tratta?

In sostanza si tratta di una sorta di certificato di collaudo che viene emesso al termine della posa dove vengono indicate le tecniche ed i materiali utilizzati e che, generalmente, ha l'aspetto di una check list.

Gli elementi da riportare nella scheda riguardano infatti:

  • i dati sul cantiere
  • nomi degli operatori coinvolti
  • schema della stratigrafia del pavimento realizzato
  • dati sul tipo di supporto sul quale è stata eseguita la posa e sugli eventuali interventi di rettifica effettuati
  • presenza o meno dell'impianto di riscaldamento a pavimento
  • dati sui materiali utilizzati (tipo di piastrelle, adesivi per piastrelle, stuccanti etc).

La norma prevede che la scheda sia approntata e rilasciatra dal Direttore Lavori al committente al momento dell'ultimazione della posa in opera. In alternativa la stessa norma prevede che a rilasciare la scheda di tracciabilità sia il posatore che la consegna committente, in caso di mancata nomina del direttore lavori.

 

 

 

Al termine della posa: la pulizia delle piastrelle

Al termine della posa il posatore esegue una pulizia grossolana del pavimento ma, generalmente, non esegue la pulizia con acido tamponato in quanto la stuccatura è ancora fresca e delega questa operazione al committente o all'impresa di pulizia che la eseguirà dopo qualche giorno. Il posatore, di prassi, non metterà mai in preventivo la pulizia "di cantiere" a meno che non venga espressamente richiesta dal committente.

La pulizia che il posatore esegue con spugna grossa e acqua, non è idonea a rimuovere completamente i residui di stuccatura, specie quelli moderni che sono additivati ed hanno formulazioni molto più sofisticate rispetto agli stucchi di qualche anno fa.
Ma se il posatore, anzichè spugna morbida ed acqua, usasse detergenti più aggressivi ed una spugna abrasiva, finirebbe certamente per rimuovere la porzione superficiale della stuccatura rovinando il lavoro appena terminato.

Per questo motivo è necessario un successivo intervento di pulizia "di fine lavori" atta a rimuovere i residui. Lo si esegue - dopo un paio di giorni -  utilizzando un detergente acido come il Keranet di Mapei o il Deltaplus di Kerakoll o Instant remover di Fila abbinato ad una spazzolatura energica.

La pulizia straordinaria di fine cantiere generalmente si fa dopo che hanno terminato di lavorare anche cartongessisti, pittori, elettricisti ed idraulici in modo da rimuovere, in un singolo intervento, anche gli altri residui di cantiere.

Nel caso in cui il cliente non si senta in grado di eseguirla può incaricare il posatore che, in genere, dispone anche di strumenti come monospazzola ed aspiraliquidi che velocizzano il compito.

Va detto che nonostante la prassi quotidiana non veda il posatore impegnato in questa operazione, la norma 11493 prevede che al termine della posa la superficie vada consegnata "pulita", questione controversa e che non ci vede completamente d'accordo perchè, come accennato, dopo il posatore dovranno intervenire altri artigiani che provocheranno il depositarsi di altra sporcizia sul pavimento e sulle fughe rendendo questo intervento del tutto inutile.

Renderlo obbligatorio significa che il posatore dovrà aumentare almeno di 4/5 euro il costo della posa in quanto l'operatore dovrà tornare solo per eseguire questa operazione.
 

Come trovare un bravo posatore di piastrelle

1. Il posatore ti deve dare soluzioni

Come dice spesso Julio Velasco, allenatore di Pallavolo tra i migliori al mondo:

"io voglio attaccantiche schiacciano bene palloni alzati male... Gli schiacciatori non parlano dell’alzata, la risolvono".

Ebbene lo stesso concetto vale anche per i posatori di piastrelle: se un posatore inizia a parlare (male) di tutti quelli che l'hanno preceduto in cantiere, se ti dice che l'intonaco non va bene, che i massetti non vanno bene, che le soglie sono state posate male... Questo è un primo sintomo di qualcosa che non funziona. Un bravo posatore non scarica su di te i problemi, ma li trova e poi ti suggerisce delle soluzioni.

2. Il posatore deve avere mani ed attrezzature pulite

Un buon posatore di piastrelle, anche in fase di posa, avrà sempre le mani pulite da colla e stucco. Mantenere le mani pulite significa saper eseguire un lavoro pulito. Gli attrezzi o i macchinari puliti sono indice di un atteggiamento preciso, pignolo. Viceversa attrezzature sporche indicano poca pazienza ma possono anche rendere più difficile l'esecuzione del lavoro.
Un consiglio? Dai un'occhiata al furgone... se tutto è in ordine e ben sistemato è molto probabile che sia la persona giusta per te.
Quando inizia a lavorare controlla se prende tutte le accortezze per proteggere dalla polvere ambienti vicini a quello dove sta lavorando o oggetti di tua proprietà.

3. Il posatore deve essere aggiornato e formato

Un bravo posatore ha partecipato a corsi di aggiornamento, di formazione professionale e conosce le tecniche più moderne di posa, possiede e sa usare le attrezzature migliori, è preparato sui prodotti per la posa, distingue un adesivo di qualità da uno mediocre, sa quali sono gli stucchi migliori. Se ti dice che "le piastrelle sono tutte uguali" oppure che "le colle sono tutte uguali", beh, significa che non ha studiato. Controlla sulla sua pagina FB se si tagga in qualche corso di aggiornamento. I produttori di prodotti chimici per la posa di piastrelle (adesivi, stucchi etc) e di attrezzature per la posa organizzano continuamente corsi di formazione presso magazzini edili o negozi specializzati.

4. Il posatore deve essere educato

Ci sono artigiani che entrano in casa tua con arroganza, trattandoti da ignorante e che saranno poco attenti alla polvere ed allo sporco che ti portano in casa. Ecco, non pensare che questa arroganza, questo farsi vedere sicuri di sì, nasconda professionalità e cura del proprio lavoro. Nella nostra esperienza dietro all'arroganza c'è solo cialtroneria.
Quando un posatore mette un piede dentro a casa tua, tu gli stai dando fiducia, gli stai affidando la tua casa. Fallo entrare solo se lo vedi professionale, pulito, gentile... se ti chiede dove può appoggiare gli attrezzi, se ti chiede delle coperte o degli stracci per proteggere gli spazi di lavoro.

 

 

 

Grazie!

Grazie per aver letto il mio articolo. Spero ti sia stato utile 😀
Se abiti a Vicenza o a Verona, vienici a trovare nel negozio di Gambellara, così ci conosceremo. Se vorrai affidarci i lavori sarò io a prendermi cura della posa dei pavimenti, oltre che dei massetti, e la mia assistenza è compresa nel prezzo dei prodotti che acquisterai 👍👍

Buoni lavori!


P.S.
Se hai osservazioni, critiche o domande puoi commentare utilizzando il box qui sotto.
Mi riservo di rispondere solo alle domande di interesse generale, se invece ti serve una risposta specifica per un problema o un aspetto particolare puoi chiedere una consulenza a pagamento.

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Terminologia e definizioni

Adesivo per piastrelle

Miscela in polvere di agenti leganti idraulici, di aggregati inerti (sabbia e pietrisco) e di additivi organici. La polvere viene additivata con acqua e miscelata con idoneo mescolatore a frusta qualche minuto prima della posa in opera delle piastrelle.
Se vuoi approfondire leggi: adesivi per piastrelle in ceramica

Area di contatto

Si tratta della porzione sul retro della piastrella in grès e della porzione di letto di posa che entra in contatto con l'adesivo dopo che la piastrella è stata posata.

Assorbenza della piastrella

Alcune piastrelle hanno la caratteristica di assorbire una certa quantità d'acqua. Questo fenomeno deve essere considerato in fase di posa e la piastrella, in questi casi, deve essere imbibita per evitare che secchi troppo il collante.

Bagnabilità

Con questo termine si fa riferimento allla capacità di uno strato di adesivo spalmato con la spatola dentata di "bagnare" la piastrella, cioè di coprirne l'intera superficie.

Deformabilità

Capacità di un adesivo per piastrelle, una volta indurito (quindi qualche giorno dopo la posa) di essere deformato da tensioni tra la piastrella ed il fondo di posa senza che si creino delle fratture o dei danni nella piastrellatura. La deformabilità può essere longitudinale o trasversale: la prima è quella che si verifica quando c'è unao sforzo di taglio e cioè parallelo al piano di posa, mentre la seconda è quando c'è uno sforzo di flessione decentrato sulla piastrella.

Disegno o schema di posa

Lo schema di posa è il progetto, redatto dal progettista o dall'arredatore, della disposizione delle piastrelle nei locali.

Dislivello

Con questo termine intendiamo una differenza di livello tra due ambienti adiacenti che si può verificare nel letto di posa (massetto o pavimento esistente) oppure anche nella piastrellatura ultimata. Il dislivello dovrebbe essere sempre evitato ma se non c'è modo di livellare i due ambienti si dovrà prevedere un profilo di compensazione del dislivello.

Durabilità di una piastrellatura

La durabilità di un pavimento in piastrelle dipende sia dalla scelta del materiale che dalle tecniche di posa ed è la capacità della piastrellatura di mantenere nel tempo le proprie caratteristiche tecniche, funzionali ed estetiche.

Fuga

La fuga è la distanza tra due piastrelle adiacenti che potrà essere riempita con dello stucco.
Se vuoi approfondire: stucco per piastrelle

Giunto

Il giunto è una interruzione della piastrellatura, un taglio, che viene previsto dal progettista con specifiche finalità a seconda del tipo di giunto. Ne esistono infatti di diversi:

  • giunto di dilatazione: ha lo scopo di dividere la piastrellatura in riquadri per limitare le sollecitazioni meccaniche dovute, ad esempio, a sbalzi termici o ad assestamenti dell'immobile;
  • giunto di frazionamento: questo giunto va più in profondità ed il taglio interessa anche il massetto o altro fondo di posa. Ha funzioni simili al giunto di dilatazione ma permette al pavimento di sopportare meglio eventuali movimenti strutturali dell'edificio.
  • giunto perimetrale: ha lo scopo di isolare il pavimento dai muri perimetrali e dai divisori ed interessa tutto lo spessore del pavimento, sia la piastrellatura che il massetto sottostante
  • giunto strutturale: riguarda la struttura dell'edificio e dovrà essere rispettato anche dai pavimenti

Se vuoi approfondire: i giunti sui pavimenti

Ingobbio

Si tratta di uno degli elementi che costituiscono la piastrella e più precisamente dello strato che si pone sulla piastrella per evitare che aderisca ai rulli all'interno del forno. Una volta tolta dalla scatola il retro della piastrella si presenta polveroso proprio a causa dell'ingobbio.

Intonaco

Per intonaco si intende lo strato che viene fatto aderire al muro grezzo al fine di regolarizzarne la superficie. Può essere rinforzato con una rete metallica o con una rete in fibra di vetro. Sarà la base su cui andranno posate le piastrelle.
Se vuoi approfondire: intonaci a base cemento o calce?

Larghezza della stuccatura

Con larghezza della stuccatura intendiamo la distanza tra due piastrelle adiacenti e non, come si crede, la dimensione del distanziatore utilizzato tra le piastrelle. La dimensione del distanziatore (ne esistono a forma di T, a forma di L, a forma di croce) è sempre inferiore rispetto alla larghezza della fuga che ne deriva. Dipende anche dalla forma - in sezione - della piastrella nel bordo che può essere svasata o irregolare e può contribuire ad aumentarne le dimensioni.

Malta

Con questo termine si intende il conglomerato costituito da una miscela di leganti (ad esempio cemento o calce) con acqua, inerti di granulometria adeguata, ed eventuali additivi. Un impasto che deve garantire, contemporaneamente, una buona lavorabilità all'operatore ed una buona resistenza meccanica una volta che sarà asciutta ed indurita.

Manutenibilità

Facilità o difficoltà nel fare manutenzione ad un pavimento o ad un rivestimento in ceramica.

Manutenzione

Azioni che devono essere periodicamente compiute per mantenere in stato di efficienza il pavimento in ceramica, come, ad esempio, la pulizia, i trattamenti ed il ripristino periodico delle piastrellature.
Se vuoi approfondire: la pulizia delle piastrelle in ceramica

Massetto

Il massetto è il letto di posa per eccellenza di un pavimento in ceramica. Si realizza stendendo e livellando uno strato di malta cementizia, ed attendendo l'indurimento e la maturazione. Lo strato costituirà il supporto della piastrellatura, assicurando la funzione di rinforzo e la ripartizione dei carichi. Il massetto può incorporare un sistema di riscaldamento a pavimento e verrà detto "massetto radiante".
Se vuoi approfondire: il massetto per le piastrelle in ceramica

Massetto desolidarizzato

Massetto "staccato" dal sottofondo mediante uno strato separatore, solitamente un telo di nylon oppure un isolante acustico. Desolidarizzare è la soluzione preferibile perchè impedisce la trasmissione delle tensioni alla superficie.

Massetto in aderenza

Massetto che aderisce sul sottofondo mediante la stesura di boiacca di adesione o di un adesivo. Si realizza quando non c'è sufficiente spessore per realizzare un massetto desolidarizzato.

Massetto rinforzato

Il massetto può avere una rete di rinforzo in acciaio o in fibra di vetro oppure possono essere inserite delle fibre all'interno dell'impasto che si legano tra di loro. In questo caso si definisce "massetto rinforzato".

Piastrella ceramica

Sottile strato di ceramica realizzato mediante pressatura e cottura di miscele di argilla e minerali, utilizzata per rivestire pavimenti e pareti.
Se vuoi approfondire: Piastrelle in ceramica, produzione e tipologie

Piastrelle smaltate

Piastrelle che presentano uno strato superficiale vetroso applicato sul supporto prima della cottura in forno.
Se vuoi approfondire: Piastrelle in grès smaltate

Piastrelle lappate o levigate

Piastrelle che hanno subito una lavorazione meccanica dopo l'uscita dal forno, per rimuovere finemente lo strato superficiale in modo da renderle lucide e brillanti (levigatura) o rendere liscia la superficie (lappatura).
Se vuoi approfondire: Piastrelle levigate e Piastrelle lappate

Piastrella rettificata

Piastrella di ceramica i cui bordi vengono, appunto, rettificati, cioè ritagliati in modo da essere a spigolo vivo, più precisi e rettilinei.

Piastrellatura

La piastrella è l'elemento di base della piastrellatura che è, invece, il frutto dell'insieme di letto di posa (massetto o fondo), adesivo, piastrella e posa in opera del tutto.

Planarità della piastrellatura

Per planarità si intende la conformita, rispetto alle norme Uni En della piastrellatura rispetto al piano orrizzontale o verticale. La presenza di piccoli gradini, di concavità e convessità, nei limiti dettati dalle norme, sono considerati tollerabile in quanto il lavoro viene svolto manualmente.
Se vuoi approfondire: Piastrellatura non planare, tolleranze e metodi di misura

Posa a malta o a boiacca cementizia

Il sistema di posa a malta o a boiacca cementizia è un metodo ormai obsoleto che prevedeva l'applicazione delle piastrelle su di uno strato di malta cementizia fresco su cui veniva posto un sottile strato di boiacca (miscela di acqua e cemento).  In alternativa alla posa a boiacca si effettuava la posa a "spolvero": in quel caso sul letto di malta fresca veniva "spolverato" il cemento e poi si procedeva alla posa delle piastrelle e alla bagnatura.
Se vuoi approfondire: Posa a sabbia e cemento o a colla?

Posa con doppia spalmatura

La posa con doppia spalmatura si esegue applicando l'adesivo sia sul letto di posa che sul retro della piastrella in modo da assicurare la presenza del collante in tutta la superficie senza la presenza di bolle d'aria al di sotto della piastrella. Questo metodo va utilizzato tassativamente in caso di posa di grandi lastre.
Se vuoi approfondire: Posa con doppia spalmatura

Primer

Si tratta di additivi o liquidi che possono avere diverse funzioni. Le principali sono quelle di rendere il fondo idoneo alla posa (consolidandolo o aumentandone il grip, in quest'ultimo caso si parla di promotore di adesione) ma anche quello di isolare il fondo di posa dal materiale che si va ad incollare, per esempio quando si vuole evitare l'assorbimento di umidità.

Progettazione della piastrellatura ceramica

Per progettazione della piastrellatura intendiamo la scelta delle piastrelle, del supporto, dello schema di posa, del metodo di posa, dell'adesivo da utilizzare, della larghezza delle fughe e del tipo di stuccatura. Il tutto in base alle caratteristiche estetiche e funzionali della pavimentazione che si vogliono ottenere ed alla destinazione di impiego dei locali da piastrellare.

Scivolamento (scivolamento verticale nullo)

Quando si parla di scivolamento si intende il movimento verso il basso che fa una piastrella applicata in parete mediante un certo tipo di adesivo. Ci sono particolari adesivi per piastrelle che si dicono "a scivolamento verticale nullo" che impediscono questo movimento.

Scivolosità

Riferito ad una piastrellatura significa la capacità di una superficie di provocare lo scivolamento e la caduta delle persone. Dipende in modo particolare dall'attrito, dal grip, della superficie delle piastrelle. Esistono diversi modi per misurarla, uno dei più conosciuti è l'indice di scivolamento R.
Per approfondire leggi: scivolosità delle pavimentazioni in piastrelle

Sigillante cementizio per fughe

Il sigillante altro non è che lo stucco che si utilizza per riempire le fughe, cioè gli interstizi tra una piastrella e l'altra. Il sigillante è un composto di legante, aggregato a grana fine o grossa ed additivi (ad esempio lattice). Va miscelato con acqua poco prima dell'applicazione e mescolato lentamente e a lungo per renderlo omogeneo.

Sigillante in resina per fughe

Il sigillante in resina - o stucco epossidico - è una  miscela di resine sintetiche, aggregati di granulometria opportuna ed additivi in cui l'indurimento avviene per una reazione chimica. Rispetto al sigillante cementizio è non assorbente ed elastico, ma ha un costo di gran lunga superiore ed una certa difficoltà di applicazione. Richiede una minuziosa pulizia prima del definitivo indurimento dopodichè diventa quasi inamovibile.

Sigillante elastico per giunti

A differenza delle fughe, nei giunti di dilatazione, di frazionamento e perimetrali, va utilizzato un materiale che rimanga nel tempo elastico in modo da garantire il corretto funzionamento dei giunti. Il sigillante per giunti viene confezionato in cartucce del tutto simili a quelle del normale silicone e si trovano sigillanti con lo stesso colore degli stucchi cementizi, in modo da rendere "quasi invisibile" il giunto.

Smalto

È lo strato superficiale della piastrella: conferisce resistenza alla piastrella (è lo smalto che sopporta l'abrasione da calpestio ed i graffi) e ne caratterizza l'estetica. Solitamente si realizza applicando sulla parte superiore della piastrella una miscela di fritte in forma liquida o in polvere che, una volta cotte, diventano vetrose ed impermeabili.

Spatola dentata

La spatola dentata è la dotazione di base di ogni posatore e serve per stendere il collante sul fondo di posa e/o sul retro della piastrella. Ne esistono di moltissime versioni in base alle misure dei denti, all'inclinazione degli stessi e alle misure della spatola.

Strato di impermeabilizzazione

L'impermeabilizzazione ha lo scopo di impedire il passaggio di acqua agli strati sottostanti. Lo strato di impermeabilizzazione più diffuso è la guaina bituminosa. Da non confondere con la membrana liquida di protezione del calcestruzzo: questa viene stesa sul massetto ed ha la funzione di proteggere lo stesso e allungarne la durabilità.
Per approfondire: Impermeabilizzazione esterna

Strato di livellamento

Detto anche livellina o rasatura ha lo scopo di compensare scostamenti di livelli o di planarità nel fondo di posa.

Strato di regolarizzazione

Detto anche rasatura consiste nell'applicazione di materiale per compensare, in parete, una displanarità.

Strato drenante

Modalità di posa che favorisce il deflusso dell'acqua attraverso la piastrellatura. Si ottiene, appunto, realizzando uno strato con materiale drenante (ghiaia o pietrisco macinato) su cui si va a posare a secco la piastrella in ceramica (di alto spessore per resistere ai carichi).

Stuccatura

Operazione di riempimento delle fughe con il sigillante cementizio o a base di resine.

Tempo aperto

Il tempo aperto di un adesivo è l'intervallo di tempo all'interno del quale l'adesivo mantiene le sue caratteristiche. Trascorso questo intervallo l'adesivo perde le sue caratteristiche e non sarà in grado di far aderire correttamente la piastrella al fondo di posa.

Tempo di messa in esercizio (della piastrellatura)

Il tempo di messa in esecizio della piastrellatura è il tempo di attesa necessario affinchè il pavimento possa essere utilizzato per il suo scopo finale.

 

 

 

 

 

RUOLO: Responsabile tecnico di cantiere
SEDE: Gambellara

Commenti

Ho letto con molto interesse il sito. Mi hanno piastrellato un grosso terrazzo. Sul massetto hanno posato un tappetino verde. Poi sopra il piastrellista ha spalmato uno strato di colla perché mancavano le piastrelle e non voleva che si rovinasse il tappetino. Dopo circa 1mese un altro piastrellista é venuto a incollare le piastrelle sopra. Ora sono passati 5 mesi e hoconstatato che numerose piastrelle suonano vuote battendole con le nocche. Cosa significa e come posso porvi rimedio?

12/03/2019 - Davide Rosso

Buongiorno Davide, 

Il fatto che le piastrelle "suonino a vuoto" battendoci sopra non è un buon segnale. Tanto più trattandosi di una pavimentazione per esterno. Potrebbero essersi formati degli spazi, delle zone con presenza di aria sotto alle piastrelle (o sotto al tappetino). Se questi spazi vengono infiltrati dall'acqua, in inverno, a causa del gelo, il pavimento si solleverà.

Per risponderti correttamente dovresti dirmi di che "materassino verde" si tratta: è una membrana impermeabilizzante? Potrebbe essere la Ditra 25 di Schluter (che però è arancione) oppure la membrana Prodeso di Progress (che però è azzurra). 
Inoltre dovrei capire che tipo di collante è stato utilizzato per il fissaggio della membrana e per la copertura delle membrana. 

Una cosa che ti devo anticipare, mio malgrado, è che sarà difficile identificare il responsabile di un eventuale degrado del pavimento esterno.
Purtroppo hai commesso il tipico errore che riscontro parecchie volte nei cantieri e cioè quello di affidare ad interlocutori diversi lo stesso intervento. Molti, ad esempio, affidano il massetto ad un azienda e la posa delle piastrelle o del legno ad un altra. Ma nell'eventualità in cui si verifichino dei problemi, come dimostra il tuo caso, non si sa a chi dare la colpa.

Approfitto della tua domanda per dare questo consiglio ai lettori:
MAI, MAI, MAI, affidare a due interlocutori diversi lo stesso pavimento (pavimento=piastrella+posa+fondo di posa).
Il pavimento è composto anche dal fondo di posa. Pertanto l'azienda che posa le piastrelle deve occuparsi anche del fondo. L'azienda che posa il legno deve eseguirvi anche il massetto. Ed il tutto deve essere presente in un unica fattura preferibilmente con la dicitura "esecuzione in appalto di...". 

Grazie per la domanda e per aver letto il nostro sito 

14/03/2019 - manager

vorrei posare delle piastrelle sulle pareti di un bagno senza togliere le vecchie piastrelle da sotto. quale collante mi consigli ? l'H 40 potrebbe andar bene? devo utilizzare un aggrappante? grazie

03/05/2019 - giuseppe

Ciao Giuseppe,

Per incollare un rivestimento sopra a delle piastrelle esistenti ti consiglio di utilizzare ECOPRIM GRIP sulle piastrelle esistenti e poi di utilizzare il collante NO LIMITS di Kerakoll. 
Come dico sempre, però, il consiglio principale è quello di far fare il lavoro a chi ti ha venduto le piastrelle. La posa di pavimenti e di rivestimenti non è un lavoro in cui è consigliabile il fai-da-te. E nemmeno è consigliabile farlo fare "ammiocuggino" o ad un posatore terzo. Se vuoi un lavoro ben fatto devi avere un unico interlocutore e farti scrivere sulla fattura "esecuzione in appalto di rivestimento comprensivo di materiali e posa in opera". In questo modo se ci saranno problemi avrai una persona, fisica o giuridica, a cui rivolgerti e non ci potranno essere scaricabarile. 

 

08/07/2019 - manager

Buongiorno, volevo chiedere un parere per piastrellare una grande superficie di un giardino. Per effetto della dilatazione dovuta al caldo e al freddo ho sentito che bisogna mettere dei "rompi tratta" o non so quale sia il giusto termine. Ogni quanto sarebbe bene metterli?
Grazie buona giornata.

11/05/2020 - Valentina

Ciao Valentina, 

si tratta dei GIUNTI DI DILATAZIONE che vanno assolutamente eseguiti anche nelle pavimentazioni esterne. Ne parliamo qui:

https://www.fratellipellizzari.it/blog/giunti-massetti-pavimenti

ciao!

19/05/2020 - manager

Ciao devo fare il rivestimento del top della cucina e vorrei alternare delle piastrelle chiare neutre con delle mattonelle tunisine, Devono avere lo stesso spessore?

01/07/2020 - victoria

Ciao Victoria, 

l'utilizzo di piastrelle dello stesso spessore facilita le operazioni di posa in opera. Posare piastrelle di spessore differente è fattibile ma certamente molto più complesso. 
Una soluzione a questa situazione è quella di utilizzare delle piastrelle economiche (piastrelle difettose o vecchie, o delle fine partita) da posare sotto alle piastrelle più sottili in modo da compensare la differenza di spessore. 

Grazie, ciao!

 

18/07/2020 - manager

Buongiorno.
Ho bisogno di un consiglio: devo pavimentare una cucina di pianta irregolare (26,60mq) con piastrelle in gres quadrate 75x75. Non so se scegliere la posa in diagonale (consigliabile, mi pare) o quella dritta (che preferirei). Che ne dice? La casa è in fase di ristrutturazione, quindi vuota. Si parte sempre dal centro come mi è parso di capire oppure non è un must?
Molte grazie, saluti.

09/04/2021 - Elena

Ciao Elena,

sarebbe più facile rispondere se fossimo lì, in cantiere. Le principali cose di cui tenere conto sono per decidere le partenze di un pavimento in piastrelle sono:

  • se le pareti non sono "in squadra"  scegli la posa diagonale
  • se desideri dare la sensazione di più ampio, scegli la posa diagonale
  • se preferisci la geometria, se ti piace la regolarità e sei disturbata dalla visione di un pavimento diagonale, scegli la posa diritta
  • non si parte dal centro, come scrivi, ma si fa un calcolo cercando di capire come risulterebbero i pezzi finali. Si decide dove partire in base all'importanza (ingresso) o alla visibilità dei tagli (vanno sotto ai mobili?).

Sono stato sintetico ma spero di averti aiutato comunque

ciao!

 

12/04/2021 - michele

Salve, voglio cambiare per terra del mio soggiorno, adesso ho del cemento colorato pero adesso voglio mettere delle piastrelle. La colla per piastrelle e compatibile con il cemento ?oppure devo rompere tutto ?
Grazie per le risposte

22/06/2021 - Amina Salum

Ciao Amina,

dovrei vedere dal vivo il fondo di posa per poterti dare una risposta, ma, molto probabilmente, sarà necessario fare una sgrezzatura del cemento con un macchinario apposito e poi stendere un promotore di adesione. A quel punto si potranno incollare le piastrelle sul vecchio pavimento in cemento.

grazie per la domanda, ciao!

22/06/2021 - michele

Interessante vedere la vostra professionalita'.
Ho un problema per rivestire un piano cucina con mattonelle di marmo (10x10). Il piano e' a L ma ha un angolo di +/- 80 gradi. Io vorrei posare le mattonelle in modo perpendicolare ai bordi... ma cosi nasce un problema dove le due parti del piano si incontrano. Come fareste voi a posare le mattonelle in modo che l'angolo abbia un ottica accettabile?
Grazie per ogni suggerimento.

09/09/2021 - Alfio

Ciao Alfio,

devi far fare un pezzo speciale in marmo da utilizzare nell'angolo di congiunzione tra i due piani. Per fortuna con il marmo è fattibile.

ciao!

15/09/2021 - michele

Buongiorno nel montare il pavimento mi sono accorto che il posatore si è fatto ingannare dalla soglia di marmi storta e seguendola ma montato tutto il pavimento leggermente inclinato da una parte e si vedono le piastrelle in prossimità dei muri che iniziano con una misura e finiscono con un'altra. Avendo il riscaldamento a pavimento cosa mi consiglia di fare adesso? Rifarlo rischiando di avere danni al massetto o tenermelo storto?

31/10/2021 - Domenico

Ciao Domenico,

se ho capito bene il posatore ha posato il pavimento utilizzando come "squadra" una soglia in marmo e non, invece, i muri perimetrali. Di questo argomento abbiamo parlato nell'articolo, nel paragrafo "decidere la partenza può fare la differenza".
Non è detto che la decisione del posatore sia sbagliata: se fosse avesse utilizzato un altro riferimento per la partenza (uno dei muri perimetrali) avresti visto il taglio inclinato in corrispondenza della soglia di marmo, magari proprio quella dell'ingresso.


Chiaramente non so dirti se questo sia meglio o peggio: occorrerebbe conoscere casa tua, sapere quali saranno gli arredi e dove saranno posizionati. Dovresti valutare questi aspetti assieme al progettista che ti sta seguendo. L'ipotesi estrema di distruggere e rifare il pavimento è difficile ma possibile (anche su impianto radiante) ma ha senso se, a casa arredata, i tagli irregolari saranno molto visibili e fastidiosi.

Agli altri lettori che devono ancora posare il pavimento faccio presente che queste considerazioni vanno fatte PRIMA della posa proprio per evitare la situazione che descrive Domenico. Si deve disporre a secco il pavimento e valutare diverse ipotesi alternative di partenza, fino a trovare quella che posiziona i tagli più regolari nelle parti a vista e quelli inclinati (meno belli) nei lati meno visibili.

Ciao!

15/01/2022 - michele

Buongiorno devo far piastrellare il cortile, in questo periodo che il termometro segna quasi 40 gradi, e meglio aspettare che faccia meno caldo??per una questione di tenuta della colla nel tempo..grazie per la risposta.

21/06/2022 - Tiziano

Ciao Tiziano,
in questo periodo si posa nelle ore più fresche del mattino, cioè dalle 5 alle 10/11.00 e possibilmente ombreggiando la zona appena posata. Ma se ti è possibile rimandare il lavoro ad un momento successivo è molto meglio. Con queste temperature i collanti agiscono molto rapidamente ed il rischio è quello che hai già ben identificato tu nella domanda. 
Grazie per la domanda
Ciao!

 

28/06/2022 - michele

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