Piastrelle: problemi e patologie

Quali sono i problemi che possono capitare a chi acquista un pavimento in piastrelle di ceramica? Quali patologie possono rovinare una piastrellatura? e, soprattutto, come si anticipano ed evitano questi problemi? 

Queste sono le domande che cercheremo di rispondere in questo articolo dove spiegheremo: 
► La differenza tra un problema reale ed una mancata conformità rispetto alle aspettative
► La differenza tra i problemi delle piastrelle e problemi di posa delle piastrelle
► Problemi che si verificano immediatamente e quelli che sorgono nel tempo

Ecco la lista dei problemi -  lunga ma non esaustiva - che affronteremo:

Al termine una gallery fotografica di "pavimenti da incubo"

Non abbiamo la pretesa di essere riusciti a chiarire tutti i problemi che si possono verificare su una superficie piastrellata o sulla singola piastrella. Se il tuo caso non dovesse esserci, tra quelli esposti, scrivici e - se di interesse generale - inseriremo qui la risposta. 

Grazie

 

Un pavimento in piastrelle durevole

Una pavimentazione in piastrelle è un sistema la cui corretta realizzazione dipende da moltissimi fattori. Provando a semplificare al massimo il modello  potremmo scrivere che:

DURATA= P (progetto) x E (esecuzione) x M (manutenzione)

Se il progetto è male eseguito o addirittura se non è proprio stato fatto avrà valore zero e annullerà il prodotto alla destra dell'uguaglianza, per cui la durata del pavimento sarà pari a zero, il che significa che pavimento ben eseguito e manutentato non dura se non è stato ben progettato.

La stessa cosa capita con l'esecuzione: nel caso in cui un progetto sia stato ben progettato ma malamente eseguito avrà una durata minima. Così come se la manuntezione non viene eseguita.

In realtà il modello è troppo semplicistico: sono ancora molte le variabili da considerare per costruire una funzione che riesca a rappresentare la questione. Dobbiamo anche capirci poi su cosa si intende per "durata". Capita infatti che un pavimento sia comunque funzionale anche se esteticamente compromesso.
Così come può accadere che un pavimento durevole sia comunque insoddisfacente per il cliente finale, che aveva aspettative differenti.

Vediamo allora quali possono essere le problematiche che vanno ad influre sulla bontà della nostra pavimentazione.

 

 

Problemi nei pavimenti e conseguenze

Una pavimentazione esterna danneggiata può comportare una serie di disagi per chi ne deve usufruire, ad esempio:

  • un pavimento esterno dissestato, e magari non opportunamente illuminato, può causare infortuni a chi ci transita;
  • un dissesto nel viale carraio, magari provocato da radici degli alberi, può provocare danni all'automobile;
  • un pavimento danneggiato, delle piastrelle rotte con distacco di pezzi, in un bar o in un ristorante (magari nei bagni) diventa sinonimo di trascuratezza e di scarsa igiene;
  • in un ospedale, questa sensazione è ancora più grave
  • un pavimento o un rivestimento danneggiati in un bagno di un hotel può diventare facilmente oggetto di foto e recensione negativa

Gli esempi sono molti ma rendono bene di quanto sia importante curare sia l'installazione sia la manutenzione di un pavimento. Quello che cercheremo di fare, in questo articolo, è studiare quali sono i fenomeni che portano a queste problematiche, quali siano gli errori progettuali, quelli di esecuzione ed infine quelli di mancata manutenzione che portano al degrado di una pavimentazione.

 

► CARENZA DI INFORMAZIONI E DI COMUNICAZIONE

Problemi di comunicazione

La prima categoria di problemi che si possono creare quando si acquista un pavimento in piastrelle riguarda le false attese, la mancanza di comunicazione, i fraintendimenti, l'assenza di controlli in cantiere... insomma piccole omissioni nella comunicazione o malintesi che possono ingenerare piccoli ma anche grandi problemi.

La carenza di informazioni, i malintesi, le false aspettative generano situazioni di tensione che possono sfociare in conflitti anche legali tra il committente e le altre figure coinvolte nell'esecuzione del pavimento: il progettista, il venditore, il produttore, il posatore, il direttore lavori.

La norma Uni 11493 fa chiarezza rappresentando la complessità del processo e definendo i ruoli delle differenti figure a cui attribuisce responsabilità.

 

LA TEORIA: RESPONSABILITÀ PREVISTE DALLA NORMA

Nella 11493 viene definito il ruolo del:

  • committente: che definisce i requisiti tecnici ed estetici nonchè le prestazioni che la piastrellatura deve possedere. Di fatto è la figura che sceglie la piastrella.
  • progettista: è un professionista (architetto, geometra, ingegnere) che individua la soluzione costruttiva, che definisce la stratigrafia del pavimento, che da indicazioni vincolanti sulle caratteristiche dei vari materiali da utilizzare.
  • direzione lavori: è probabilmente il ruolo più importante nel processo di posa dei pavimenti perchè vigila sul rispetto del progetto, verifica i materiali che arrivano in cantiere, organizza il coordinamento tra gli artigiani ed ha la facoltà di bloccare i lavori nel caso sospetti irregolarità nelle tecniche di posa o nei materiali utilizzati
  • posatore: deve rispettare quanto riportato nel progetto e deve attenersi alle decisioni della direzione lavori
  • produttore: i produttori dei differenti materiali necessari per la realizzazione di un pavimento devono rispettare le norme di prodotto, vigenti ed applicabili, fornire le schede prodotto secondo le norme e le leggi in vigore.
  • venditore: alla funzione vendita spetta il compito di immagazzinare i prodotti fino al momento della consegna, nonchè di mettere a disposizione del committente tutte le informazioni sui prodotti, sia tecniche che di sicurezza.

Tutto chiaro allora?
Non proprio...

 

DALLA TEORIA ALLA REALTÁ

La definizione di compiti ai vari operatori permetterebbe di individuare immediatamente le responsabilità ma, purtroppo, non sempre nella realtà il processo avviene con le modalità previste dalla norma.
Capita, infatti, di trovarci in situazioni in cui:

  • (1) il committente non ha un progettista: accade spesso che il committente non reputi necessario farsi assistere da un professionista perchè si reputa  competente per gestire una ristrutturazione o più semplicemente per risparmiare il costo della parcella. In questo caso è lo stesso committente che prende decisioni su quale stratigrafia adottare per la pavimentazione interna o esterna della sua casa. È sempre il committente a decidere le caratteristiche delle piastrelle o le modalità di posa. Le scelte tecniche sono prese semplicemente confrontando preventivi diversi e raccogliendo informazioni da diverse fonti.
  • (2) il committente non ha un direttore lavori: se la mancanza di un progettista è grave, la scelta di non avvalersi di un direttore lavori rischia di essere ancora peggiore. Il cliente finale, che generalmente durante la giornata ha un lavoro che lo assorbe, non ha il tempo fisico di sovraintendere alle operazioni di cantiere e quando anche riuscisse ad assentarsi per compiere le frequenti visite necessarie, non avrebbe le competenze per accorgersi di tecniche di posa errate o di problemi sui materiali utilizzati.
  • (3) il cliente ha un progettista ed un direttore lavori ma solo "per la burocrazia": il cliente ha nominato ufficialmente un progettista ed un direttore lavori, ma questi professionisti, anzichè assistere il cliente, si limitano a svolgere il solo compito "burocratico", cioè la presentazione della CILA o della SCIA agli uffici del Comune, lasciando poi il cliente libero di determinare tipologie di materiali, tecniche di posa, coordinamento degli operatori in cantiere, tempistiche etc.

Ebbene le prime due situazioni, purtroppo estremamente frequenti, sono tra le principali cause dei problemi che esamineremo.

La situazione (3) era più frequente in passato quando il direttore lavori ed il progettista sottovalutavano la loro responsabilità tralasciando di svolgere quanto di loro competenza. Di recente una serie di sentenze che imputa ai professionisti in parte o in toto la responsabilità di problematiche relative ai pavimenti ha reso evidente come i professionisti non possano abdicare alla loro funzione "fidandosi" del committente.

 

1.1 Piastrelle arrivate sbagliate

Problema: le piastrelle sono differenti da quelle ordinate

problemi piastrelle arrivate sbagliate

Il primo caso è quello in cui vengano consegnate delle piastrelle completamente diverse da quelle ordinate. Attenzione: se, come vedremo nel punto (1.2) possono verificarsi dei malintesi o di una tonalità differente in questo caso, invece, si tratta di un vero e proprio errore nell'ordinare il prodotto scelto.

SI CONTROLLA AL MOMENTO DELLO SCARICO IN CANTIERE

Il controllo della corrispondenza tra le piastrelle che arrivano in cantiere e quelle viste al momento della scelta (l'ideale sarebbe avere un campione fisico) va fatto al momento della consegna, prima di firmare il documento di trasporto. Questo controllo spetta al direttore dei lavori o, in assenza, al committente - non spetta nè al posatore nè al venditore o al produttore - ed è estremamente importante che venga effettuato.

 

E SE NON VIENE CONTROLLATO? 

Ma se questo controllo non viene fatto al momento giusto? Che cosa succede se ci si accorge dell'errore quando le piastrelle sbagliate sono già state posate? Chi risponde del danno?
Ebbene in questo caso il danno che si crea è molto più grave: quello che si poteva risolvere con un "reso" del prodotto sbagliato e con la ri-consegna del prodotto corretto, diventa, invece, un danno da diverse migliaia di euro.

 

DA 100 EURO A 10.000 EURO PER UN MANCATO CONTROLLO

Occorre infatti demolire il pavimento posato, con il rischio di rovinare il massetto o gli impianti ed occorre aggiungere i costi della nuova fornitura, della nuova posa...
Insomma un danno di nemmeno 100 euro (il costo del trasporto per restituire il materiale errato) può diventare un danno che supera i 10.000 euro, semplicemente perchè nessuno ha controllato al momento dello scarico.
Ma chi ha il compito di controllare, quando si deve fare questo controllo e cosa va fatto nel momento in cui ce ne si accorge?
Ne abbiamo parlato più approfonditamente qui:

 

Piastrelle differenti da quelle ordinate

 

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1.2 Piastrelle che sembrano sbagliate

Problema: le piastrelle "sembrano" sbagliate

Problemi piastrelle: sembrano sbagliate

 

LUCE CALDA E LUCE FREDDA?

Può capitare che un cliente percepisca una netta differenza tra la piastrella scelta e quella consegnata sebbene la piastrella sia stata correttamente ordinata.
Questo può essere dovuto ad una illuminazione troppo calda o troppo fredda in negozio, diversa da quella della casa (magari un faro da cantiere).

 

VERTICALE O ORIZZONTALE?

Può capitare che, a trarre in inganno il cliente, sia anche una posizione dei campioni visti in negozio differente: spesso nei negozi i pannelli di campioni sono posti in verticale, cosa che farà percepire diversamente la piastrella rispetto alla disposizione orizzontale nell'abitazione. Basti pensare alla differenza con cui la luce colpisce le piastrelle poste in verticale (radente) rispetto a quelle poste in orizzontale (incidente).
 

TONI DIFFERENTI

Infine, a complicare ancora di più la situazione, ci può essere il noto problema dei toni: ogni lotto produttivo differisce dal precedente per una piccola differenza nei toni. 

COME RIMEDIARE?

Queste ed altre motivazioni possono generare malintesi e problemi al momento della posa in opera. Il direttore lavori ha il compito di verificare "le campionature dei prodotti", quindi spetta a lui veriricare la conformità tra quanto arrivato in cantiere e quanto ordinato. 
In ogni caso prima di proseguire con la posa occorre siano risolti questi dubbi. Cliccando sul pulsante qui di seguito approfondiamo questi casi, spiegando quali sono gli aspetti che possono ingenerare false attese e delusioni e raccontandoti anche alcuni aneddoti a riguardo.

Piastrelle che sembrano sbagliate

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1.3 Piastrelle insufficienti

Problema: la quantità di piastrelle ordinate non basta

Mancano piastrelle per finire il lavoro
CONTROLLARE QUALITÀ E QUALITÀ DELLE PIASTRELLE

Oltre a controllare che le piastrelle arrivate siano quelle realmente ordinate, il direttore lavori (o in mancanza il committente, magari aiutato dal posatore) dovrà verificare anche che siano in quantità sufficiente per riuscire ad ultimare il lavoro. Se così non fosse è meglio non iniziare il lavoro ed attendere, prima, che arrivi l'integrazione di piastrelle necessarie.

 

E SE NON SI CONTROLLA?

Una insufficiente quantità di piastrelle può sembrare un problema banale... ma così non è.
Il primo problema è quello di dover sospendere il lavoro e far tornare il piastrellista, con tempi che si allungano. Ma questo, ti assicuro, è un problema davvero minore rispetto al rischio di non riuscire più a trovare la piastrella dello stesso tono di quella che si è già iniziato a posare. 
Ci è successo di dover togliere tutta la pavimentazione posata semplicemente perchè mancavano pochi metri per completarla e, purtroppo, questi metri non erano più disponibili.

Abbiamo scritto un articolo, che puoi visualizzare cliccando questo pulsante, in cui analizziamo sia le cause, sia quello che va fatto per evitare questo problema.

Piastrelle insufficienti: come evitare questo rischio

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1.4 Piastrelle stonalizzate

STONALIZZAZIONE: DIFETTO O BELLEZZA? 

La stonalizzazione in una piastrella può essere un effetto ricercato oppure un errore di produzione. Se le piastrelle imitano una pietra o un cotto rustico il designer cercherà di riprodurre la stonalizzazione dei materiali naturali. 
In questi casi molti produttori segnalano la cosa nel catalogo e nelle scatole ed il posatore avrà il compito di miscelare i prodotti attingendo da scatole diverse in modo da rendere casuale e "naturale" l'effetto finito.
In alcuni casi il cliente contesta la stonalizzazione ingiustamente in quanto la stessa è un effetto ricercato ed il produttore si è impegnato per riuscire a produrla. Per molti pavimenti la stonalizzazione rappresenta un plus estetico. Ma, chiaramente, questo aspetto va correttamente spiegato e motivato in fase di vendita, altrimenti si possono verificare dei malintesi.

 

QUANDO LA STONALIZZAZIONE È ERRATA

Ma quando accade che il tono differente tra una piastrella ed un altra sia invece frutto di un errore?

In questi casi la stonalizzazione non è un effetto ricercato ma un difetto della fornitura. Alcune tipologie di piastrelle, infatti, sono progettate per dare come risultato una superficie omogenea. La presenza di piastrelle di tono diverso risulta, in questi casi, fastidiosa.
Tra l'altro questo potrebbe anche essere aggravato dall'effetto "chiazze di colore" perchè il posatore non attinge a differenti scatole per miscelare il prodotto.

 

COME EVITARE PROBLEMI CON I TONI

Per evitare questa problematica vanno esercitati questi controlli preventivi:

  • il produttore controlla, all'uscita dal forno, che il prodotto sia "tonalizzato" cioè che le diverse piastrelle rientrino in un range di tonalità che consente un accostamento armonico. Beninteso questo non significa che le piastrelle debbano essere "identiche", questo è impossibile per il tipo di processo produttivo.
  • il produttore attribuisce toni differenti a lotti produttivi differenti. Il tono solitamente si esprime con una lettera o con un numero e solamente le partite che hanno lo stesso numero (quindi lo stesso tono) possono essere posate assieme.
  • il negozio controlla, al momento del ricevimento della merce ordinata dal produttore che l'intera partita che fornirà al cliente finale abbia un unico tono
  • il posatore, assieme al direttore lavori, apre le scatole e controlla a campione, accostando a terra a secco una quantità di materiale, che non ci siano piastrelle "fuori tono".
     
E SE È "TROPPO TARDI"? SE LE PIASTRELLE SONO GIÀ POSATE?

Chiaro che accorgersi subito del problema consente di porvi rimedio con costi minimi: il negozio ritirerà il materiale errato e ri-consegnerà il materiale corretto. In questi casi è molto facile trovare una soluzione amichevole tra le parti.
Ma se tutti questi controlli vengono eseguiti e comunque se ci si trova a lavori ultimati ad avere problemi di toni differenti?

 

Piastrelle problema di tono
Un esempio di processo sorto per una denuncia di "tono disomogeneo" delle piastrelle

 



Se il lavoro è concluso, purtroppo, il danno è molto più grave della semplice sostituzione delle piastrelle. In questo caso potrebbe essere necessario rimuovere una porzione di pavimento o, addirittura, l'intero pavimento. Di fronte ad un danno di questa entità tutti cercano di rifuggire dalle proprie responsabilità: sia il cliente finale, sia il direttore lavori, sia il posatore, sia il produttore.
Ognuno opponendo ragioni differenti, al fine di evitare di sostenere un costo ben più rilevante.
In questi casi è molto probabile che la contestazione sfoci in una causa legale come quella di cui alleghiamo qui, di seguito, sentenza della Corte di Cassazione.

► PROBLEMI DI CONFORMITÀ DI PIASTRELLE E DI POSA

problemi piastrelle conformità

La seconda categoria di problemi riguarda difetti - reali o presunti - che il committente segnala relativi alla piastrella o della piastrellatura una volta ultimata. Prima di addentrarci nelle varie situazioni facciamo presente che i difetti vanno esaminati, sempre secondo la norma Uni 11493:

  • "ad una distanza minima di 1,5 metri": quindi stando in piedi, non inginocchiati o sdraiati a terra
  • "non con luce radente": la luce che colpisce il pavimento dovrà essere "luce diffusa", quindi luce naturale (dalle finestre) o luce artificiale. Se la sorgente luminosa radente (porte finestre, fari posti a pavimento, led installati a filo parete) evidenzia dei difetti che non sono visibili una volta spenta la luce radente ed illuminati i pavimenti o i rivestimenti con la luce diffusa, questi difetti non sono da considerarsi tali.

2.1 Piastrelle non planari, non calibrate, storte

Piastrelle storte, non planari, con bordi non ortogonali

Problema: la piastrella non è planare!

problemi piastrelle planarità

Dobbiamo distinguere tra piastrella e piastrellatura: la piastrella è il singolo elemento, mentre la piastrellatura è il pavimento composto dalle diverse piastrelle una volta che sono state posate e stuccate.

Piastrella con difetti di non planarità
Queste piastrelle sembrano avere un difetto nella parte terminale che presenta un rialzo. L'esame visivo, specie se viene effettuato in controluce (è vietato dalle norme Uni), non è però sufficiente per decretare la difettosità del pavimento. Occorre una misurazione in loco effettuata secondo la norma Uni En Iso 10545.2


In questo paragrafo parleremo di non planarità riferita alla singola piastrella. 

Problemi delle piastrelle: la planarità
Due piastrelle accostate nella faccia evidenziano una non-planarità (convessità)

 

Può accadere di trovarsi di fronte ad una partita di piastrelle in cui qualcuna o tutte presentino un difetto di mancata planarità. Questo significa che le singole piastrelle possono presentare una superficie (o porzione di superficie) concava o convessa. Un esempio è la foto qui sopra in cui due piastrelle, appoggiate tra di loro rivelano una evidente convessità. Difficilmente si potranno posare piastrelle con difetti così evidenti senza compromettere il risultato finale del pavimento.

Piastrelle storte
La concavità può essere riferita all'intera piastrella oppure il difetto può presentarsi in una zona della piastrella, come in questo caso.

Esiste una tolleranza definita per le piastrelle, espressa dalla norma Uni En Iso 10545.2 che definisce fino a che valori una piastrella può essere considerata planare e quando, invece, deve essere considerata difettosa. 

>>>Planarità delle piastrelle in ceramica>>> [in preparazione]

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Bordi delle piastrelle non diritti ("non in squadra")

Un altro problema simile - e altrettanto importante - è la non ortogonalità dei bordi delle piastrelle. La piastrella, per poter essere posata correttamente deve essere un quadrato oppure un rettangolo con tutti gli angoli a 90°. Se, invece, è un trapezio, non si può posare.

 

DIFETTO RARO MA ACCADE

Incorrere in questo tipo di difetto è poco probabile, ma a noi è accaduto più di qualche volta. Questa anomalia ha origine nella fase di rettifica delle piastrelle, quando il prodotto viene caricato in modo errato nella macchina rettificatrice.

COSA FARE?

Il posatore si accorge subito di questo problema, non appena inizia a posare e noi consigliamo di non procedere ma di bloccarsi, controllare con una squadra quanto sono le piastrelle che presentano il difetto: se sono poche si possono utilizzare per i tagli perimetrali e quindi si può posare il pavimento, mentre se sono presenti in una percentuale rilevante occorre chiedere la sostituzione dell'intera partita.

Esempi di piastrelle con bordi non in squadra

Se clicchi per ingrandire l'immagine vedrai come la squadra metallica rilevi una non ortogonalità dei lati della piastrella

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Piastrelle non calibrate

LE PIASTRELLE HANNO CALIBRI DIVERSI TRA LORO

Per poter accostare piastrelle di differenti colori o di differenti formati occorre che queste abbiano lo stesso calibro. Cioè che i lati siano della stessa misura. Questa cosa non è così banale come può sembrare. Le piastrelle vengono, infatti, prodotte in forno e, cuocendo, la loro dimensione diminuisce. Per questo alle piastrelle viene assegnato un "calibro" - generalmente un numero che va da 0 a 9 - e che identifica larghezze omogenee tra di loro.

CALIBRI DIFFERENTI NON VANNO POSATI ASSIEME

Le piastrelle di calibro "0" non possono essere posate assieme a piastrelle di calibro "4", ad esempio. Quando si acquistano piastrelle di colore diverso occorre specificare che il progetto prevede di posare i due colori uno accanto all'altro, e richiederli, pertanto, dello stesso calibro.
Nell'esempio qui di seguito i due colori hanno calibri differenti. Il problema sembra poco evidente ma dopo un certo numero di piastrelle la differenza di allineamento è notevole.

Esempi di piastrelle scalibrate

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2.2 Pavimento in piastrelle non planare

Problema: la piastrellatura non è planare

 

pavimento in piastrelle non planare

 

Se, invece, la piastrella è planare ma è la piastrellatura a non  essere planare? 

Questo accade molto più spesso ed è, tra i problemi, uno dei più riscontrati. Quello che accade è che il direttore lavori oppure il committente segnali la presenza di dislivelli tra una piastrella e l'altra, la formazione di "denti" in corrispondenza di piastrelle adiacenti. 
Abbiamo dedicato a questo uno specifico articolo, clicca qui di seguito per leggerlo:

Dislivelli tra piastrelle, cosa sono, cosa dicono le norme e come evitarli?

 

Va ribadita, anche in questo caso, l'estrema importanza della corretta esecuzione del massetti o la verifica della perfetta planarità del supporto su cui si vanno ad incollare le piastrelle. Un supporto irregolare non potrà che causare altre irregolarità nella superficie piastrellata

La planarità della piastrellatura dipende dal massetto

Se dobbiamo posare grès di spessore sottile (le grandi lastre di grès laminato) il controllo della regolarità del supporto assume ancora più importanza. La norma Uni 11493 attribuisce al direttore lavori il compito di controllare la planarità del massetto. Da parte nostra suggeriamo che anche il posatore, prima di posare, effettui un controllo accurato e che, nel caso di gravi irregolarità, si rifiuti di posare se non viene posto rimedio.

La letteratura tecnica di settore evidenzia come il committente, solitamente, ha una sensibilità decisamente maggiore rispetto ai livelli previsti dalla norma. Chiaro che in caso di contestazione valgono le norme ma - al fine di ottenere la soddisfazione del cliente - noi (e molti altri operatori del settore) cerchiamo di lavorare a livelli qualitativi migliori di quelli prescritti.

Problema: piastrellatura non planare, alcuni esempi

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2.3 Dimensioni delle fughe irregolari

Problema: le fughe tra le piastrelle sono irregolari

problemi piastrelle: fughe irregolari

Un altro dei problemi che possono emergere, a lavori ultimati, riguarda la differente dimensione (ampiezza) delle fughe. 
Questa problematica si può ricondurre fondamentalmente a due cause:
► delle piastrelle non perfettamente calibrate (misure dei lati differenti da una piastrella all'altra)
► una posa non sufficientemente accurata o senza l'utilizzo di attrezzature per regolare le dimensioni delle fughe. 
► da una progettazione errata (prescrizioni di posa a giunto unito, o piastrelle rettangolari sfalsate di metà).

Ne parliamo approfonditamente in questo articolo:

Problema su pavimento in piastrelle: fughe con larghezze diverse

Riceviamo domande frequenti sull'argomento, come ad esempio la domanda di questo clienti:

FAQ: Piastrelle con fuga irregolari, voglio il rifacimento!

Esempi di fughe irregolari o errate

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2.4 Piastrelle con fughe a chiazze, scolorite

Piastrelle: il problema delle fughe "a chiazze"

Problema piastrelle fughe chiazzate

Può accadere che al termine della posa le fughe presentino una colorazione "a chiazze", a macchie, con dei colori più chiari in alcuni punti e più scuri in altri. 
Le cause possono essere differenti così come l'entità del disagio che può essere appena percepibile oppure mettere a repentaglio l'estetica del pavimento. 
In questo articolo esaminiamo le cause, vediamo come evitare questo problema e proponiamo dei rimedi:

Problema sulle piastrelle: le fughe a macchie

2.5 Macchie sulle piastrelle al termine della posa

Problema: macchie sulle piastrelle

Problemi piastrelle: macchie dopo la posa

Al momento della consegna del pavimento, quindi dopo la posa e la stuccatura delle piastrelle, al direttore lavori viene affidato il compito di verificare la piastrellatura. Tra le cose che si devono verificare c'è anche la possibile presenza di macchie persistenti. 
Quali sono le cause di queste macchie? Come si rimuovono? Ne parliamo in questo articolo:

Macchie sulle piastrelle al termine della posa

2.6 Cavillo sulla piastrella

Problemi sulle piastrelle: il cavillo

Problema delle piastrelle, il cavillo

Il cavillo è una piccola crepa, una lesione superficiale in qualche caso più visibile, in altri quasi invisibile. Non sempre è un difetto, qualche volta è un effetto ricercato. Ma in alcuni casi è un difetto che può insorgere anche dopo mesi dalla posa in opera. 
Scopri di più su questo problema cliccando qui:

Il cavillo nella piastrella in ceramica
 

Piastrelle cavillate dopo la posa

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2.7 Piastrelle che cantano a vuoto

Problema sulle piastrelle: cantano a vuoto

Problema di piastrelle che cantano a vuoto

Perché le piastrelle cantano a vuoto? quali sono le cause? e a che cosa porta questo sintomo? 
Ti raccontiamo tutto nell'articolo:

>>>Piastrelle che cantano a vuoto>>> [in fase di revisione]

2.8 Le fughe sono più basse della piastrella

Piastrelle: il problema della fuga troppo bassa

Piastrelle: il problema delle fughe troppo basse

 

Può accadere che il committente si lamenti perché la fuga è più bassa rispetto alla piastrella.
Per quanto bravo possa essere il posatore nell'applicare uno stucco cementizio e nel pulire il pavimento dopo la stuccatura è impossibile che le fughe sia allo stesso livello, alla stessa altezza, della piastrella.
E' impossibile avere una superficie continua, insomma. Va tenuto presente che la stuccatura è base di acqua e la semplice evaporazione della stessa comporta un fisiologico calo

2.9 Fughe che saltano: pezzi di stucco che si staccano

Fughe che si rovinano, pezzi di stucco che saltano

Come puoi vedere nelle 3 foto della gallery qui sotto un altro problema che si può verificare è il distacco di pezzettini di stucco dalle fughe.  

Fughe fatte male

In questi casi è importante determinare la causa di queste lesioni delle fughe.
Potrebbe essere un movimento del pavimento dovuto a micro-cedimenti dell'edificio, oppure può essere che le piastrelle si stiano staccando dal fondo o che non siano stati correttamente eseguito o dimensionato i giunti perimetrali e di frazionamento. 

Una volta risolte le cause si procederà alla rimozione della fuga mediante apposito spazzolino diamantato e quindi al rifacimento della stuccatura delle piastrelle. 

Fughe rovinate in pavimenti e rivestimenti di piastrelle

2.10 Tagli effettuati malamente

Può accadere che il cliente evidenzi dei tagli di piastrelle, in corrispondenza di prese o degli attacchi sanitari, realizzati in malo modo. Le cause più frequenti sono:

  • l'utilizzo di strumenti errati
  • l'errato posizionamento del foro sulla piastrella rispetto all'elemento impiantistico
  • errato dimensionamento o mancata ortogonalità del foro o dei tagli
problemi nella posa delle piastrelle: taglio errato in corrispondenza di presa elettrica
In alcuni casi gli errori di taglio sono grossolani...

 

2.11 Partenze sbagliate

Un altro errore in cui capita di incorrere è sbagliare la "partenza" della posa delle piastrelle. L'errore consiste nel decidere malamente da dove e come partire con la posa con il risultato di trovarsi a finire, dalla parte opposta, con dei tagli irregolari o brutti da vedere.

Per evitare queste situazioni occorre simulare, a secco, la disposizione delle piastrelle in modo da calcolare dove e come cadono le fughe. Nel contempo vanno verificati i fuori squadra sia dei muri che di altri elementi inamovibili (scale, pilastri, camini) in modo da tenere conto anche di eventuali tagli in diagonale e "fettine" di piastrelle che ci si troverebbe poi a dover posare.

2.12 Piastrelle e difetti: i crateri

La presenza di uno o più "crateri" sulla superficie della piastrella dipende, generalmente, dalla presenza di impurità all'interno dell'impasto di argilla. Queste impurità, durante la cottura, possono generare delle piccole esplosioni. Se avvengono vicino alla superficie della piastrella generano dei piccoli crateri che sono considerati difetti.

Piastrelle con difetti
Un "cratere" sulla superficie della piastrella

Questo tipo di difetto generalmente viene riscontrato dai sistemi di monitoraggio della qualità per cui è piuttosto raro che un materiale con un simile difetto arrivi in cantiere, ma nel caso in cui succeda il direttore lavori non deve farlo posare.

Esempi di partenze di piastrellature sbagliate

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► DURABILITÀ DELLA PAVIMENTAZIONE NEL TEMPO

Una terza categoria di problemi riguarda la durabilità nel tempo della piastrellatura che può essere compromessa da vari fattori di stress che possono essere differenti: dagli ambiti di utilizzo, all'intensità del traffico, all'esposizione ad intemperie.

Tipicamente il problema della durabilità si pone in particolar modo per i pavimenti posti all'esterno in quanto soggetti a variazioni di temperature, ad eventi climatici e ad infiltrazioni d'acqua.

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3.1 Piastrelle rotte e che si staccano

Problemi in una piastrellatura: rottura e sollevamento

problemi con le piastrelle: rottura

 

La rottura di piastrelle può essere causata da un incidente domestico (A), come la caduta di oggetti pesanti, ma può anche essere dovuta al distacco della piastrella dal massetto (B). Una volta staccata la piastrella è molto più fragile e non resiste a sollecitazioni meccaniche intense. 
Le cause e le accortezze affinché non succeda sono oggetto di uno specifico articolo di cui metto il link qui di seguito:

Piastrelle che si sollevano

 

Ti anticipo che il rimedio, in genere, è la sostituzione piastrelle danneggiate. Ma che se il problema è dovuto ad una tecnica di posa errata o a cattiva qualità delle piastrelle occorre prevedere l'integrale rifacimento del pavimento (Corte di Cassazione 15846 del 26/06/2017).

 

 

 

3.2 Piastrelle tossiche

Problemi sulle piastrelle: tossicità e radioattività

Piastrelle tossiche


Ci sono stati casi di cronaca in cui sono state scoperte piastrelle che avevano una radioattività anormale oppure che contenevano sostanze tossiche o nocive.
Utilizzare delle piastrelle destinate ad abitazioni private per "smaltire" rifiuti tossici o residui da inceneritori è da criminali, ma purtroppo succede. 
Sono tutti casi di piastrelle non prodotte in Italia, ma che arrivano da paesi del sud est asiatico. 
Il basso prezzo di acquisto, la mancanza di certificazioni, il marchio sconosciuto... sono tutti indizi che dovrebbero farti scattare dei campanelli di allarme.  

Piastrelle tossiche

Gallery degli errori/orrori

L'appaltatore, come dice l'articolo 1667 C.C. , deve garantire l'opera esente da difformità e da vizi. 

QUANDO NON SI POSSONO CONTESTARE I DIFETTI?

Art. 1667 c.c: "Tale garanzia non è dovuta se il committente ha accettato l'opera e le difformità o i vizi erano da lui conosciuti o erano riconoscibili, purchè, in questo caso, non siano stati in mala fede taciuti dall'appaltatore".

Quindi se alla consegna di un pavimento viene verbalizzata la soddisfazione del committente, verbalizzando anche la presenza di difformità, queste non possono essere poi utilizzate come pretesto per una azione legale. Si pensi all'esempio della posa di rivestimenti su muri non in squadra, in cui il committente, anzichè rifare il muro in modo da rettificarne il difetto, accetti la posa del rivestimento sapendo che l'esito sarà non perfetto.

ENTRO QUALE TERMINE SI DEVONO CONTESTARE I DIFETTI?

Art. 1667 c.c.: "Il committente deve denunciare all'appaltatore le difformità o i vizi entro sessanta giorni dalla scoperta. La denunzia non è necessaria se l'appaltatore ha riconosciuto le difformità o i vizi o se li ha occultati."
Quindi a meno che non si tratti di vizi occulti, cioè nascosti, ed a meno che l'appaltatore li abbia formalmente riconosciuti c'è un termine di 60 giorni per la denuncia dal momento in cui i vizi vengono scoperti.

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