Piastrelle: problemi e patologie

Quali sono i problemi che possono capitare a chi acquista un pavimento in piastrelle di ceramica? Quali patologie possono rovinare una piastrellatura? e, soprattutto, come si anticipano ed evitano questi problemi? 

Queste sono le domande che cercheremo di rispondere in questo articolo dove spiegheremo: 
► La differenza tra un problema reale ed una mancata conformità rispetto alle aspettative
► La differenza tra i problemi delle piastrelle e problemi di posa delle piastrelle
► Problemi che si verificano immediatamente e quelli che sorgono nel tempo

Ecco la lista dei problemi -  lunga ma non esaustiva - che affronteremo:

Al termine una gallery fotografica di "pavimenti da incubo"

Non abbiamo la pretesa di essere riusciti a chiarire tutti i problemi che si possono verificare su una superficie piastrellata o sulla singola piastrella. Se il tuo caso non dovesse esserci, tra quelli esposti, scrivici e - se di interesse generale - inseriremo qui la risposta. 

Grazie

 

Un pavimento in piastrelle durevole

Una pavimentazione in piastrelle è un sistema la cui corretta realizzazione dipende da moltissimi fattori. Dimostreremo, con questo articolo, come la bontà e la durabilità di un pavimento in piastrella sia frutto di queste variabili principali:

DURATA= P (progetto) x E (esecuzione) x M (manutenzione) x Q (qualità dei materiali)

 
IL PROGETTO

Se il progetto è male eseguito o addirittura se non è proprio stato fatto avrà valore zero e annullerà il prodotto alla destra dell'uguaglianza, per cui la durata del pavimento sarà pari a zero. A svolgere questo compito è lo studio di progettazione, il geometra/architetto/ingegnere a cui darai l'incarico di progettare i dettagli costruttivi della tua abitazione. Le norme Uni attribuiscono un ruolo fondamentale al progettista che dovrà analizzare le esigenze del cliente ed il contesto, affiancarsi nella scelta della piastrella in ceramica, decidere il supporto, il metodo di posa, le caratteristiche dell'adesivo e dello stucco che verrà utilizzato per le fughe. Il tutto tenendo conto della destinazione del pavimento, delle previste condizioni di esercizio e dei tempi di messa in esercizio.
 

Progetto di un pavimento per evitare problemi
Il progettista svolge un ruolo fondamentale: tiene conto dei requisiti e prevede le condizioni di esercizio del pavimento al fine di scegliere i materiali corretti e le tecniche di posa più adatte. 

 

Attenzione: lo schema di posa o il "disegno di posa" che viene redatto dal negozio di pavimenti non può essere considerato un "progetto di posa" della pavimentazione. Spesso le due cose vengono confuse ma sono concetti ben distinti che anche la Norma Uni differenzia. Il progetto di posa eseguito da un progettista abilitato contiene molti più elementi (ad esempio la stratigrafia del pavimento) e fornisce anche indicazioni sui materiali da utilizzare mentre il "disegno di posa" eseguito dal venditore di piastrelle (che non è un progettista) si limita a presentare una semplice proposta di disposizione delle piastrelle (scelte da committente e progettista) a pavimento o in parete.

 

L'ESECUZIONE

Altrettanto importante è l'esecuzione del pavimento: un pavimento ben progettato ma malamente eseguito avrà una durata minima. La bontà dell'esecuzione è il risultato della collaborazione tra posatore e direttore dei lavori. 

 

il direttore dei lavori evita problemi di posa piastrelle
Direttore dei lavori e posatore collaborano per la corretta esecuzione del progetto

 

La figura del direttore lavori è importante almeno quanto quella del progettista. Deve essere incaricato dal committente e dovrà studiare il progetto controllando costantemente che le opere in corso di esecuzione rispettino quanto stabilito dal progettista.
Il direttore lavori dovrà verificare che le piastrelle consegnate corrispondano al campione scelto, dovrà organizzare lo stoccaggio dei materiali in cantiere, dovrà vigilare sulle singole attività dei posatori e preoccuparsi che il pavimento sia protetto al termine dei lavori.

 

Problemi di posa delle piastrelle: il posatore
Il ruolo del posatore è fondamentale per una buona riuscita del progetto



Il posatore, da parte sua, dovrà conoscere il progetto e rispettarne le indicazioni, verificare la qualità delle piastrelle e bloccarsi in caso di presenza di difetti. Prima di iniziare a posare dovrà verificare le condizioni del supporto di posa e che la quantità di piastrelle sia corretta e comprenda un certo "sfrido" (cioè che il materiale sia in eccesso rispetto all'area da pavimentare).

 

LA MANUTENZIONE

Il committente riceverà dal venditore una scheda prodotto con le indicazioni da seguire per eseguire correttamente la manutenzione del pavimento. Ad esempio dovrà mantenere puliti gli scarichi, dovrà controllare che le fughe tra le piastrelle non siano crepate e che non vi siano infiltrazioni. Dovrà controllare i giunti e provvedere al necessario ripristino periodico. Nel caso in cui il committente non sia in grado di eseguire queste operazioni dovrà concordare con il posatore l'esecuzione di queste azioni per mantenere sempre funzionale il proprio pavimento.

Problemi piastrelle manutenzione delle fughe
La manutenzione è necessaria per rinnovare costantemente  l'estetica e la funzionalità di un pavimento in piastrelle.

 

LA QUALITÁ DEI MATERIALI

L'ultimo elemento, ma non per importanza, è la qualità delle piastrelle e degli altri materiali che compongono il nostro sistema di posa. Di questo parliamo spesso nei nostri articoli. Un buon punto di partenza potrebbe essere l'articolo che da alcune indicazioni sui diversi prezzi delle piastrelle. Certamente un prezzo elevato non sempre significa che i materiali sono di qualità, così come un basso prezzo non implica necessariamente che si tratti di materiali scadenti, ma in mancanza di altre informazioni è comunque un buon indicatore.
Per chi, invece, vuole imparare a valutare anche gli altri aspetti che definiscono una piastrella di qualità nel nostro sito troverà moltissime indicazioni.
 

Altre variabili

Ci sono altre variabili che influiscono sulla bontà e sulla durata di un pavimento. Dobbiamo anche capirci poi su cosa si intende per "durata". Capita infatti che un pavimento sia comunque funzionale anche se esteticamente compromesso.
Così come può accadere che un pavimento durevole sia comunque insoddisfacente per il cliente finale, che aveva aspettative differenti.

Vediamo allora quali possono essere le problematiche che vanno ad influre sulla bontà della nostra pavimentazione.

Problemi nei pavimenti e conseguenze

Quali sono i problemi che può dare una pavimentazione danneggiata? Pensiamo ad esempio ad una pavimentazione esterna: il fatto che alcune piastrelle siano rotte o sollevate oppure che ci siano dei dislivelli tra una piastrella e l'altra comporta una serie di disagi e di rischi per chi ne usufruisce.
Ad esempio:

  • un pavimento esterno dissestato, e magari non opportunamente illuminato, può causare infortuni a chi ci transita;
  • un dissesto nel viale carraio, magari provocato da radici degli alberi, può provocare danni all'automobile;
  • un pavimento danneggiato, delle piastrelle rotte con distacco di pezzi, in un bar o in un ristorante (magari nei bagni) diventa sinonimo di trascuratezza e di scarsa igiene e finisce per rovinare l'immagine, la reputazione dell'esercizio commerciale;
  • in un ospedale, questa sensazione di trascuratezza è ancora più grave perchè viene spontaneo pensare ad una correlazione con la nostra salute;
  • un pavimento o un rivestimento danneggiati in un bagno di un hotel può diventare facilmente oggetto di foto e recensione negativa e relativi danni reputazionali.

Gli esempi che si possono fare sono ancora molti, ma credo di aver reso l'idea di quanto sia importante curare sia l'installazione sia la manutenzione di un pavimento. Quello che cercheremo di fare, in questo articolo, è studiare quali sono i fenomeni che portano a queste problematiche, quali siano gli errori progettuali, quelli di esecuzione ed infine quelli di mancata manutenzione che portano al degrado di una pavimentazione.

 

► CARENZA DI INFORMAZIONI E DI COMUNICAZIONE

Problemi di comunicazione

La prima categoria di problemi che si possono creare quando si acquista un pavimento in piastrelle riguarda le false attese, la mancanza di comunicazione, i fraintendimenti, l'assenza di controlli in cantiere... insomma piccole omissioni nella comunicazione o malintesi che possono ingenerare piccoli ma anche grandi problemi.

La carenza di informazioni, i malintesi, le false aspettative generano situazioni di tensione che possono sfociare in conflitti anche legali tra il committente e le altre figure coinvolte nell'esecuzione del pavimento: il progettista, il venditore, il produttore, il posatore, il direttore lavori.

La norma Uni 11493 fa chiarezza rappresentando la complessità del processo e definendo i ruoli delle differenti figure a cui attribuisce responsabilità.

 

LA TEORIA

Nella Uni 11493 vengono definite le responsabilità dei soggetti che interagiscono nelle diverse fasi della realizzazione di un pavimento. 
La norma definisce ruoli e responsabilità di:

  • committente: si tratta del cliente finale che sceglie i diversi interlocutori: progettista, direttore dei lavori, rivenditore, posatore... Il committente interagisce con il progettista per evidenziare i requisiti tecnici ed estetici nonchè le prestazioni che la piastrellatura deve possedere. Di fatto è la figura che, una volta ricevute le indicazioni dal progettista, sceglie la piastrella.
  • progettista: è un professionista iscritto all'ordine (architetto, geometra, ingegnere) che individua la soluzione costruttiva, che definisce la stratigrafia del pavimento, che da indicazioni vincolanti sulle caratteristiche dei vari materiali da utilizzare e sulle tecniche di posa da utilizzare. È colui che redige il "progetto della pavimentazione" che viene poi trasmesso alla direzione lavori e agli operatori in cantiere che lo dovranno rispettare.
  • direzione lavori: è probabilmente il ruolo più importante nel processo di posa dei pavimenti. Le sue funzioni vanno dal dover vigilare sul rispetto del progetto, alla verifica dei materiali che arrivano in cantiere, organizza il coordinamento tra gli artigiani ed ha la facoltà di bloccare i lavori nel caso sospetti irregolarità nelle tecniche di posa o nei materiali utilizzati
  • posatore: deve rispettare quanto riportato nel progetto e deve attenersi alle decisioni della direzione lavori.
  • produttore: i produttori dei differenti materiali necessari per la realizzazione di un pavimento devono rispettare le norme di prodotto, vigenti ed applicabili, fornire le schede prodotto secondo le norme e le leggi in vigore.
  • venditore: alla funzione vendita spetta il compito di immagazzinare i prodotti fino al momento della consegna, nonchè di mettere a disposizione del committente tutte le informazioni sui prodotti, sia tecniche che di sicurezza.

Tutto chiaro allora?
Non proprio...

 

LA REALTÁ

La definizione di compiti ai vari operatori permetterebbe di individuare immediatamente le responsabilità ma, purtroppo, non sempre nella realtà il processo avviene con le modalità previste dalla norma.
Per esempio può capitare di trovarci in situazioni in cui:

 

1. Il committente non ha un progettista:

accade spesso che il committente non reputi necessario farsi assistere da un professionista perchè si reputa sufficientemente competente per gestire una ristrutturazione, magari di minore entità, o più semplicemente per risparmiare il costo della parcella (risparmio che si finisce per pagare caro a causa dell'inesperienza).
In questo caso è lo stesso committente che prende decisioni su quale sia la piastrella da adottre, su quale sia la tecnica di posa da utilizzare o su quale stratigrafia realizzare per la pavimentazione interna o esterna della sua casa.
Le scelte tecniche sono prese dal committente semplicemente confrontando diversi preventivi e raccogliendo informazioni da diverse fonti. Chi opera nel settore sa che questa situazione è la più frequente

 

2. Il committente non ha un direttore lavori:

Se la mancanza di un progettista è grave, la scelta di non avvalersi di un direttore lavori rischia di essere quasi peggiore.
Il cliente finale si trova a dover sovraintendere ai lavori senza avere nè il tempo nè la competenza che servirebbero. Generalmente il cliente finale sottostima sia la quantità di tempo necessaria (da togliere a famiglia ed impegni lavorativi) sia la complessità delle decisioni da prendere, sia l'esigenza di coordinare i differenti operatori.  I risultati sono un continuo slittamento del cronoprogramma ed una presenza discontinua in cantiere che non consente di accorgersi di tecniche di posa errate o di problemi sui materiali utilizzati.

 

3. Il cliente ha un progettista ed un direttore lavori ma solo "per la burocrazia":

Questa situazione è del tutto simile alle due precedenti. Il cliente ha nominato ufficialmente un progettista ed un direttore lavori, ma anzichè farsi assistere dai professionisti egli chiede che si limitino a svolgere il solo compito "burocratico", cioè la presentazione della CILA o della SCIA agli uffici del Comune. Il cliente si sente libero di poter fare sia le scelte progettuali (determinare tipologie di materiali, tecniche di posa...) che di coordinare gli operatori in cantiere, decidere le tempistiche etc.

 

Come vedremo le prime due situazioni, purtroppo estremamente frequenti, sono tra le principali cause dei problemi che esamineremo.

La situazione (3) era più frequente in passato quando il direttore lavori ed il progettista sottovalutavano la loro responsabilità tralasciando di svolgere quanto di loro competenza. Di recente una serie di sentenze che imputa ai professionisti in parte o in toto la responsabilità di problematiche relative ai pavimenti ha reso evidente come i professionisti non possano abdicare alla loro funzione "fidandosi" del committente.

 

1.1 Piastrelle arrivate sbagliate

Problema: le piastrelle sono differenti da quelle ordinate

problemi piastrelle arrivate sbagliate

Il primo caso è quello in cui vengano consegnate delle piastrelle completamente diverse da quelle ordinate. Attenzione: se, come vedremo nel punto (1.2) possono verificarsi dei malintesi o di una tonalità differente in questo caso, invece, si tratta di un vero e proprio errore commesso (dal cliente o dal venditore) in fase di acquisto con una identificazione errata del prodotto scelto.

Come evitare che questo errore abbia conseguenze drammatiche? In primo luogo...
 

SI CONTROLLA AL MOMENTO DELLO SCARICO IN CANTIERE

Il controllo della corrispondenza tra le piastrelle che arrivano in cantiere e quelle viste al momento della scelta (l'ideale sarebbe avere un campione fisico) va fatto al momento della consegna, prima di firmare il documento di trasporto.
Questo controllo spetta al direttore dei lavori oppure, in assenza di DDLL, al committente.
Attenzione: questo controllo non verrà eseguito nè dal posatore, nè dal venditore e nemmeno, ovviamente, dal produttore. 
Capiremo tra breve quanto sia importante che questo controllo venga effettuato.

 

E SE NON VIENE CONTROLLATO? 

Ma se questo controllo non viene fatto al momento giusto? Che cosa succede se ci si accorge dell'errore quando le piastrelle sbagliate sono già state posate? Chi risponde del danno?
Ebbene in questo caso il danno che si crea è molto più grave: quello che si poteva risolvere con un "reso" del prodotto sbagliato e con la ri-consegna del prodotto corretto, diventa, invece, un danno da diverse migliaia di euro.
Insomma un mancato controllo che sembra "banale" può trasformare un danno da poche decine di euro, in un danno da decine di migliaia di euro.

 

DA 100 EURO A 10.000 EURO PER UN MANCATO CONTROLLO

Per rimediare alla posa di un pavimento sbagliato occorre, infatti, demolire il pavimento posato (con il rischio di rovinare il massetto o gli impianti) smaltire il materiale in discarica, pulire il massetto dai residui del collante, ordinare un nuovo pavimento e sostenere i costi per la seconda posa in opera.  A questo si aggiungono i disagi per i tempi che si allungano.
Se, invece, si fosse fatto il controllo si sarebbe semplicemente dovuto restituire il materiale sbagliato, con un minimo disagio ed un costo di qualche decina di euro.

Insomma un danno di nemmeno 100 euro (il costo del trasporto per restituire il materiale errato) può diventare un danno che supera ampiamente i 10.000 euro, semplicemente perchè nessuno ha controllato al momento dello scarico.
Ma chi ha il compito di controllare, quando si deve fare questo controllo e cosa va fatto nel momento in cui ce ne si accorge?
Ne abbiamo parlato più approfonditamente qui:

 

Piastrelle differenti da quelle ordinate

 

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1.2 Piastrelle che sembrano sbagliate

Problema: le piastrelle "sembrano" sbagliate

Problemi piastrelle: sembrano sbagliate

 

LUCE CALDA E LUCE FREDDA?

Può capitare che un cliente percepisca una netta differenza tra la piastrella scelta e quella consegnata sebbene la piastrella sia stata correttamente ordinata.
Questo può essere dovuto ad una illuminazione troppo calda o troppo fredda in negozio, diversa da quella della casa (magari un faro da cantiere). In ogni caso è giusto che il direttore lavori e/o il cliente verifichino la correttezza del materiale ordinato: meglio uno scrupolo in più che uno in meno.

 

VERTICALE O ORIZZONTALE?

Può capitare che, a trarre in inganno il cliente, sia anche una posizione dei campioni visti in negozio differente: spesso nei negozi i pannelli di campioni sono posti in verticale, cosa che farà percepire diversamente la piastrella rispetto alla disposizione orizzontale nell'abitazione. Basti pensare alla differenza con cui la luce colpisce le piastrelle poste in verticale (radente) rispetto a quelle poste in orizzontale (incidente).


PIASTRELLE STUCCATE O DA STUCCARE

Spesso si percepisce una differenza tra le piastrelle scelte e quelle arrivate perché i campioni visti in show room sono perfettamente stuccati, mentre le piastrelle consegnate in cantiere vengono prese dalle scatole ed esaminate senza stuccatura.

 

TONI DIFFERENTI

Infine, a complicare ancora di più la situazione, ci può essere il noto problema dei toni: ogni lotto produttivo differisce dal precedente per una piccola differenza nei toni. In questo caso non si tratta di un prodotto completamente diverso da quello ordinato, ma che differisce leggermente dal campione. Cosa del tutto normale nel mondo della ceramica. 
I differenti toni, relativi a lotti produttivi diversi, non si devono confondere con la "stonalizzazione", che è cosa diversa.

 

STONALIZZAZIONE

La stonalizzazione è la differenza di tonalità tra una piastrella e l'altra all'interno dello stesso lotto produttivo, una differenza armonica e ricercata.
Alcune piastrelle, per esempio quelle che imitano i prodotti naturali, vengono progettate in modo che ci sia una forte stonalizzazione, cioè che tra loro le piastrelle siano notevolmente diverse. Altri prodotti, per esempio quelli che imitano le resine o i marmi lucidi, hanno, invece, stonalizzazioni più moderate ed una ricercata omogeneità cromatica. I produttori hanno stabilito 3 classi di stonalizzazione:

  • V2 Leggere sfumature ma colorazione sostanzialmente uniforme
  • V3 Moderata stonalizzazione per rendere maggiormente i concetti di materiale naturale, di invecchiamento ed usura differenziati
  • V4 Marcata stonalizzazione, utilizzata in collezioni che richiamano materiali naturali come la pietra e il marmo, ricche di contrasti e differenze

Nel caso di stonalizzazione V3 e V4 non ha molto senso confrontare due singoli campioni di piastrella occorre valutare almeno una mezza dozzina di piastrelle prese da scatole diverse

 

COME RIMEDIARE?

 

Queste ed altre motivazioni possono generare malintesi e problemi al momento della posa in opera. Il direttore lavori ha il compito di verificare "le campionature dei prodotti", quindi spetta a lui veriricare la conformità tra quanto arrivato in cantiere e quanto ordinato. 
Come abbiamo più volte detto è comunque un bene risolvere questi dubbi prima di proseguire con la posa, per evitare danni ben più rilevanti. 

Cliccando sul pulsante qui di seguito approfondiamo questi casi, spiegando quali sono gli aspetti che possono ingenerare false attese e delusioni e raccontandoti anche alcuni aneddoti a riguardo.

Piastrelle che sembrano sbagliate

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1.3 Piastrelle insufficienti

Problema: la quantità di piastrelle ordinate non basta

Mancano piastrelle per finire il lavoro
CONTROLLARE QUALITÀ E QUALITÀ DELLE PIASTRELLE

Oltre a controllare che le piastrelle arrivate siano quelle realmente ordinate, il direttore lavori (o in mancanza il committente, magari aiutato dal posatore) dovrà verificare anche che siano in quantità sufficiente per riuscire ad ultimare il lavoro. Se così non fosse è meglio non iniziare il lavoro ed attendere, prima, che arrivi l'integrazione di piastrelle necessarie.

 

E SE NON SI CONTROLLA?

Una insufficiente quantità di piastrelle può sembrare un problema banale... ma così non è.
Il primo problema è quello di dover sospendere il lavoro e far tornare il piastrellista, con tempi che si allungano. Ma questo, ti assicuro, è un problema davvero minore rispetto al rischio di non riuscire più a trovare la piastrella dello stesso tono di quella che si è già iniziato a posare. 
Ci è successo di dover togliere tutta la pavimentazione posata semplicemente perchè mancavano pochi metri per completarla e, purtroppo, questi metri non erano più disponibili.

Abbiamo scritto un articolo, che puoi visualizzare cliccando questo pulsante, in cui analizziamo sia le cause, sia quello che va fatto per evitare questo problema.

Piastrelle insufficienti: come evitare questo rischio

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1.4 Piastrelle stonalizzate

Abbiamo già citato la stonalizzazione, come una possibile causa di malintesi quando si confronta il prodotto arrivato in cantiere rispetto al campione ordinato.
Questo argomento merita di essere approfondito perchè talvolta può essere causa di contestazioni in quanto il cliente non aveva compreso, in fase di vendita, che la piastrella acquistata avesse questa caratteristica oppure ne aveva sottovalutato l'entità.

 

STONALIZZAZIONE: DIFETTO O BELLEZZA? 

Abbiamo accennato al fatto che la stonalizzazione in una piastrella può essere un effetto ricercato specie quando le piastrelle imitano una pietra o un cotto rustico. In questi casi l'obiettivo del designer che crea la piastrella è proprio quello di riprodurre la naturale stonalizzazione dei materiali naturali. 
In questi casi molti produttori segnalano la cosa nel catalogo classificandolo come V2, V3 oppure V4, apponendo questa classificazione anche nelle scatole. Il posatore avrà il compito di miscelare i prodotti attingendo da scatole diverse (ed il direttore lavori vigilerà in tal senso) in modo da rendere casuale e "naturale" l'effetto finito.
Può accadere che il cliente finale contesti la stonalizzazione - ingiustamente - reputandola antiestetica o, comunque, non desiderata. Non si rende conto del fatto che sia  un effetto ricercato e che il produttore si sia impegnato per riuscire a produrre le piastrelle con una "armonica disomogeneità".
Molti pavimenti perderebbero la loro bellezza senza stonalizzazione, pertanto questa rappresenta indubbiamente un plus estetico.
Ma questo aspetto deve essere correttamente spiegato e motivato in fase di vendita, altrimenti è probabile che il cliente finale possa non apprezzare questo sforzo che a lui può sembrare un difetto.

 

QUANDO LA STONALIZZAZIONE È ERRATA

Ma quando accade che il tono differente tra una piastrella ed un altra sia invece frutto di un errore?

In questi casi la stonalizzazione non è un effetto ricercato ma un difetto della fornitura. Alcune tipologie di piastrelle, infatti, sono progettate per dare come risultato una superficie omogenea. La presenza di piastrelle di tono diverso risulta, in questi casi, fastidiosa.
Tra l'altro questo potrebbe anche essere aggravato dall'effetto "chiazze di colore" perchè il posatore, che non può sapere di questa disomogeneità, non attinge a differenti scatole per miscelare il prodotto finendo per posare gruppi di piastrelle omogenee vicine.

 

COME EVITARE PROBLEMI CON I TONI

Per evitare questa problematica vanno esercitati questi controlli preventivi:

  • il produttore controlla, all'uscita dal forno, che il prodotto sia "tonalizzato" cioè che le diverse piastrelle rientrino in un range di tonalità che consente un accostamento armonico. Beninteso questo non significa che le piastrelle debbano essere "identiche", questo è impossibile per il tipo di processo produttivo.
  • il produttore attribuisce toni differenti a lotti produttivi differenti. Il tono solitamente si esprime con una lettera o con un numero e solamente le partite che hanno lo stesso numero (quindi lo stesso tono) possono essere posate assieme.
  • il negozio controlla, al momento del ricevimento della merce ordinata dal produttore che l'intera partita che fornirà al cliente finale abbia un unico tono
  • il posatore, assieme al direttore lavori, apre le scatole e controlla a campione, accostando a terra a secco una quantità di materiale, che non ci siano piastrelle "fuori tono".
     
E SE È "TROPPO TARDI"? SE LE PIASTRELLE SONO GIÀ POSATE?

Come abbiamo più volte detto se non c'è assoluta certezza che la piastrella vada bene il direttore lavori deve bloccare la posa. Accorgersi subito del problema consente di porvi rimedio con costi minimi: il negozio ritirerà il materiale errato e ri-consegnerà il materiale corretto. In questi casi è molto facile trovare una soluzione amichevole tra le parti.
Ma se tutti questi controlli vengono eseguiti e comunque se ci si trova a lavori ultimati ad avere problemi di toni differenti?

 

Piastrelle problema di tono
Un esempio di processo sorto per una denuncia di "tono disomogeneo" delle piastrelle

 



Se il lavoro è concluso, purtroppo, il danno è molto più grave della semplice sostituzione delle piastrelle. In questo caso potrebbe essere necessario rimuovere una porzione di pavimento o, addirittura, l'intero pavimento. Di fronte ad un danno di questa entità tutti cercano di rifuggire dalle proprie responsabilità: sia il cliente finale, sia il direttore lavori, sia il posatore, sia il produttore.
Ognuno opponendo ragioni differenti, al fine di evitare di sostenere un costo ben più rilevante.
In questi casi è molto probabile che la contestazione sfoci in una causa legale come quella di cui alleghiamo qui, di seguito, sentenza della Corte di Cassazione.

► PROBLEMI DI CONFORMITÀ DI PIASTRELLE E DI POSA

problemi piastrelle conformità

La seconda categoria di problemi riguarda difetti - reali o presunti - che il committente segnala relativi alla piastrella o della piastrellatura una volta ultimata. Prima di addentrarci nelle varie situazioni facciamo presente che i difetti vanno esaminati, sempre secondo la norma Uni 11493:

  • "ad una distanza minima di 1,5 metri": quindi stando in piedi, non inginocchiati o sdraiati a terra
  • "non con luce radente": la luce che colpisce il pavimento dovrà essere "luce diffusa", quindi luce naturale (dalle finestre) o luce artificiale. Se la sorgente luminosa radente (porte finestre, fari posti a pavimento, led installati a filo parete) evidenzia dei difetti che non sono visibili una volta spenta la luce radente ed illuminati i pavimenti o i rivestimenti con la luce diffusa, questi difetti non sono da considerarsi tali.

2.1 Piastrelle non planari, non calibrate, storte

Piastrelle storte, non planari, con bordi non ortogonali

Problema: la piastrella non è planare!

problemi piastrelle planarità

Dobbiamo distinguere tra piastrella e piastrellatura: la piastrella è il singolo elemento, mentre la piastrellatura è il pavimento composto dalle diverse piastrelle una volta che sono state posate e stuccate.

Piastrella con difetti di non planarità
Queste piastrelle sembrano avere un difetto nella parte terminale che presenta un rialzo. L'esame visivo, specie se viene effettuato in controluce (è vietato dalle norme Uni), non è però sufficiente per decretare la difettosità del pavimento. Occorre una misurazione in loco effettuata secondo la norma Uni En Iso 10545.2


In questo paragrafo parleremo di non planarità riferita alla singola piastrella. 

Problemi delle piastrelle: la planarità
Due piastrelle accostate nella faccia evidenziano una non-planarità (convessità)

 

Può accadere di trovarsi di fronte ad una partita di piastrelle in cui qualcuna o tutte presentino un difetto di mancata planarità. Questo significa che le singole piastrelle possono presentare una superficie (o porzione di superficie) concava o convessa. Un esempio è la foto qui sopra in cui due piastrelle, appoggiate tra di loro rivelano una evidente convessità. Difficilmente si potranno posare piastrelle con difetti così evidenti senza compromettere il risultato finale del pavimento.

Piastrelle storte
La concavità può essere riferita all'intera piastrella oppure il difetto può presentarsi in una zona della piastrella, come in questo caso.

Esiste una tolleranza definita per le piastrelle, espressa dalla norma Uni En Iso 10545.2 che definisce fino a che valori una piastrella può essere considerata planare e quando, invece, deve essere considerata difettosa. 

>>>Planarità delle piastrelle in ceramica>>> [in preparazione]

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Bordi delle piastrelle non diritti ("non in squadra")

Un altro problema simile - e altrettanto importante - è la non ortogonalità dei bordi delle piastrelle. La piastrella, per poter essere posata correttamente deve essere un quadrato oppure un rettangolo con tutti gli angoli a 90°. Se, invece, è un trapezio, non si può posare.

 

DIFETTO RARO MA ACCADE

Incorrere in questo tipo di difetto è poco probabile, ma a noi è accaduto più di qualche volta. Questa anomalia ha origine nella fase di rettifica delle piastrelle, quando il prodotto viene caricato in modo errato nella macchina rettificatrice.

COSA FARE?

Il posatore si accorge subito di questo problema, non appena inizia a posare e noi consigliamo di non procedere ma di bloccarsi, controllare con una squadra quanto sono le piastrelle che presentano il difetto: se sono poche si possono utilizzare per i tagli perimetrali e quindi si può posare il pavimento, mentre se sono presenti in una percentuale rilevante occorre chiedere la sostituzione dell'intera partita.

Esempi di piastrelle con bordi non in squadra

Se clicchi per ingrandire l'immagine vedrai come la squadra metallica rilevi una non ortogonalità dei lati della piastrella

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Piastrelle non calibrate

LE PIASTRELLE HANNO CALIBRI DIVERSI TRA LORO

Per poter accostare piastrelle di differenti colori o di differenti formati occorre che queste abbiano lo stesso calibro. Cioè che i lati siano della stessa misura. Questa cosa non è così banale come può sembrare. Le piastrelle vengono, infatti, prodotte in forno e, cuocendo, la loro dimensione diminuisce. Per questo alle piastrelle viene assegnato un "calibro" - generalmente un numero che va da 0 a 9 - e che identifica larghezze omogenee tra di loro.

CALIBRI DIFFERENTI NON VANNO POSATI ASSIEME

Le piastrelle di calibro "0" non possono essere posate assieme a piastrelle di calibro "4", ad esempio. Quando si acquistano piastrelle di colore diverso occorre specificare che il progetto prevede di posare i due colori uno accanto all'altro, e richiederli, pertanto, dello stesso calibro.
Nell'esempio qui di seguito i due colori hanno calibri differenti. Il problema sembra poco evidente ma dopo un certo numero di piastrelle la differenza di allineamento è notevole.

Esempi di piastrelle scalibrate

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2.2 Pavimento in piastrelle non planare

Problema: la piastrellatura non è planare

 

pavimento in piastrelle non planare

 

Se, invece, la piastrella è planare ma è la piastrellatura a non  essere planare? 

Questo accade molto più spesso ed è, tra i problemi, uno dei più riscontrati. Quello che accade è che il direttore lavori oppure il committente segnali la presenza di dislivelli tra una piastrella e l'altra, la formazione di "denti" in corrispondenza di piastrelle adiacenti. 
Abbiamo dedicato a questo uno specifico articolo, clicca qui di seguito per leggerlo:

Dislivelli tra piastrelle, cosa sono, cosa dicono le norme e come evitarli?

 

Va ribadita, anche in questo caso, l'estrema importanza della corretta esecuzione del massetti o la verifica della perfetta planarità del supporto su cui si vanno ad incollare le piastrelle. Un supporto irregolare non potrà che causare altre irregolarità nella superficie piastrellata

Quando la displanarità della piastrellatura dipende dal massetto

Se dobbiamo posare grès di spessore sottile (le grandi lastre di grès laminato) il controllo della regolarità del supporto assume ancora più importanza. La norma Uni 11493 attribuisce al direttore lavori il compito di controllare la planarità del massetto. Da parte nostra suggeriamo che anche il posatore, prima di posare, effettui un controllo accurato e che, nel caso di gravi irregolarità, si rifiuti di posare se non viene posto rimedio.

La letteratura tecnica di settore evidenzia come il committente, solitamente, ha una sensibilità decisamente maggiore rispetto ai livelli previsti dalla norma. Chiaro che in caso di contestazione valgono le norme ma - al fine di ottenere la soddisfazione del cliente - noi (e molti altri operatori del settore) cerchiamo di lavorare a livelli qualitativi migliori di quelli prescritti.

Problema: piastrellatura non planare, alcuni esempi

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2.3 Dimensioni delle fughe irregolari

Problema: le fughe tra le piastrelle sono irregolari

problemi piastrelle: fughe irregolari

Un altro dei problemi che possono emergere, a lavori ultimati, riguarda la differente dimensione (ampiezza) delle fughe. 
Questa problematica si può ricondurre fondamentalmente a due cause:
► delle piastrelle non perfettamente calibrate (misure dei lati differenti da una piastrella all'altra)
► una posa non sufficientemente accurata o senza l'utilizzo di attrezzature per regolare le dimensioni delle fughe. 
► da una progettazione errata (prescrizioni di posa a giunto unito, o piastrelle rettangolari sfalsate di metà).

Ne parliamo approfonditamente in questo articolo:

Problema su pavimento in piastrelle: fughe con larghezze diverse

Riceviamo domande frequenti sull'argomento, come ad esempio la domanda di questo clienti:

FAQ: Piastrelle con fuga irregolari, voglio il rifacimento!

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2.4 Piastrelle con fughe a chiazze, scolorite

Piastrelle: il problema delle fughe "a chiazze"

Problema piastrelle fughe chiazzate

Può accadere che al termine della posa le fughe presentino una colorazione "a chiazze", a macchie, con dei colori più chiari in alcuni punti e più scuri in altri. 
Le cause possono essere differenti così come l'entità del disagio che può essere appena percepibile oppure mettere a repentaglio l'estetica del pavimento. 
In questo articolo esaminiamo le cause, vediamo come evitare questo problema e proponiamo dei rimedi:

Problema sulle piastrelle: le fughe a macchie

2.5 Macchie sulle piastrelle al termine della posa

Problema: macchie sulle piastrelle

Problemi piastrelle: macchie dopo la posa

Al momento della consegna del pavimento, quindi dopo la posa e la stuccatura delle piastrelle, al direttore lavori viene affidato il compito di verificare la piastrellatura. Tra le cose che si devono verificare c'è anche la possibile presenza di macchie persistenti. 
Quali sono le cause di queste macchie? Come si rimuovono? Ne parliamo in questo articolo:

Macchie sulle piastrelle al termine della posa

2.6 Cavillo sulla piastrella

Problemi sulle piastrelle: il cavillo

Problema delle piastrelle, il cavillo

Il cavillo è una piccola crepa, una lesione superficiale in qualche caso più visibile, in altri quasi invisibile. Non sempre è un difetto, qualche volta è un effetto ricercato. Ma in alcuni casi è un difetto che può insorgere anche dopo mesi dalla posa in opera. 
Scopri di più su questo problema cliccando qui:

Il cavillo nella piastrella in ceramica
 

Piastrelle cavillate dopo la posa

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2.7 Piastrelle che cantano a vuoto

Problema sulle piastrelle: cantano a vuoto

Problema di piastrelle che cantano a vuoto

Perché le piastrelle cantano a vuoto? quali sono le cause? e a che cosa porta questo sintomo? 
Ti raccontiamo tutto nell'articolo:

>>>Piastrelle che cantano a vuoto>>> [in fase di revisione]

2.8 Le fughe sono più basse della piastrella

Piastrelle: il problema della fuga troppo bassa

Piastrelle: il problema delle fughe troppo basse

 

Può accadere che il committente si lamenti perché la fuga è più bassa rispetto alla piastrella.
Per quanto bravo possa essere il posatore nell'applicare uno stucco cementizio e nel pulire il pavimento dopo la stuccatura è impossibile che le fughe sia allo stesso livello, alla stessa altezza, della piastrella.
E' impossibile avere una superficie continua, insomma. Va tenuto presente che la stuccatura è base di acqua e la semplice evaporazione della stessa comporta un fisiologico calo

2.9 Fughe che saltano: pezzi di stucco che si staccano

Fughe che si rovinano, pezzi di stucco che saltano

Come puoi vedere nelle 3 foto della gallery qui sotto un altro problema che si può verificare è il distacco di pezzettini di stucco dalle fughe.  

Fughe fatte male

In questi casi è importante determinare la causa di queste lesioni delle fughe.
Potrebbe essere un movimento del pavimento dovuto a micro-cedimenti dell'edificio, oppure può essere che le piastrelle si stiano staccando dal fondo o che non siano stati correttamente eseguito o dimensionato i giunti perimetrali e di frazionamento. 

Una volta risolte le cause si procederà alla rimozione della fuga mediante apposito spazzolino diamantato e quindi al rifacimento della stuccatura delle piastrelle. 

Fughe rovinate in pavimenti e rivestimenti di piastrelle

2.10 Tagli effettuati malamente

Può accadere che il cliente evidenzi dei tagli di piastrelle, in corrispondenza di prese o degli attacchi sanitari, realizzati in malo modo. Le cause più frequenti sono:

  • l'utilizzo di strumenti errati
  • l'errato posizionamento del foro sulla piastrella rispetto all'elemento impiantistico
  • errato dimensionamento o mancata ortogonalità del foro o dei tagli
problemi nella posa delle piastrelle: taglio errato in corrispondenza di presa elettrica
In alcuni casi gli errori di taglio sono grossolani...

 

2.11 Partenze sbagliate

Un altro errore in cui capita di incorrere è sbagliare la "partenza" della posa delle piastrelle. L'errore consiste nel decidere malamente da dove e come partire con la posa con il risultato di trovarsi a finire, dalla parte opposta, con dei tagli irregolari o brutti da vedere.

Per evitare queste situazioni occorre simulare, a secco, la disposizione delle piastrelle in modo da calcolare dove e come cadono le fughe. Nel contempo vanno verificati i fuori squadra sia dei muri che di altri elementi inamovibili (scale, pilastri, camini) in modo da tenere conto anche di eventuali tagli in diagonale e "fettine" di piastrelle che ci si troverebbe poi a dover posare.

Esempi di partenze di piastrellature sbagliate

2.12 Piastrelle e difetti: i crateri

La presenza di uno o più "crateri" sulla superficie della piastrella dipende, generalmente, dalla presenza di impurità all'interno dell'impasto di argilla. Queste impurità, durante la cottura, possono generare delle piccole esplosioni. Se avvengono vicino alla superficie della piastrella generano dei piccoli crateri che sono considerati difetti.

Piastrelle con difetti
Un "cratere" sulla superficie della piastrella

Questo tipo di difetto generalmente viene riscontrato dai sistemi di monitoraggio della qualità per cui è piuttosto raro che un materiale con un simile difetto arrivi in cantiere, ma nel caso in cui succeda il direttore lavori non deve farlo posare.

2.13 Errori di posa nei battiscopa in ceramica

Anche la posa dei battiscopa in ceramica può presentare problematiche o anomalie. Di seguito alcuni esempi di posa male eseguita.

2.14 Posa non conforme dei profili di chiusura

Un particolare che va curato con attenzione è la posa dei profili di chiusura (o terminali) che generalmente costituiti da barre in metallo. Questi terminali vengono utilizzati sopratutto a rivestimento, quando si decide di posare fino all'altezza di circa 120 centimetri. Questo significa che sono ben visibili e non possono essere posati come nelle foto che seguono:

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► DURABILITÀ DELLA PAVIMENTAZIONE NEL TEMPO

Una terza categoria di problemi riguarda la durabilità nel tempo della piastrellatura che può essere compromessa da vari fattori di stress che possono essere differenti: dagli ambiti di utilizzo, all'intensità del traffico, all'esposizione ad intemperie.

Tipicamente il problema della durabilità si pone in particolar modo per i pavimenti posti all'esterno in quanto soggetti a variazioni di temperature, ad eventi climatici e ad infiltrazioni d'acqua.

Durabilità: sigilli nei pavimenti esterni

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3.1 Piastrelle rotte e che si staccano

Problemi in una piastrellatura: rottura e sollevamento

problemi con le piastrelle: rottura

 

La rottura di piastrelle può essere causata da un incidente domestico (A), come la caduta di oggetti pesanti, ma può anche essere dovuta al distacco della piastrella dal massetto (B). Una volta staccata la piastrella è molto più fragile e non resiste a sollecitazioni meccaniche intense. 
Le cause e le accortezze affinché non succeda sono oggetto di uno specifico articolo di cui metto il link qui di seguito:

Piastrelle che si sollevano

 

Ti anticipo che il rimedio, in genere, è la sostituzione piastrelle danneggiate. Ma che se il problema è dovuto ad una tecnica di posa errata o a cattiva qualità delle piastrelle occorre prevedere l'integrale rifacimento del pavimento (Corte di Cassazione 15846 del 26/06/2017).

 

 

 

3.2 Piastrelle tossiche

Problemi sulle piastrelle: tossicità e radioattività

Piastrelle tossiche


Ci sono stati casi di cronaca in cui sono state scoperte piastrelle che avevano una radioattività anormale oppure che contenevano sostanze tossiche o nocive.
Utilizzare delle piastrelle destinate ad abitazioni private per "smaltire" rifiuti tossici o residui da inceneritori è da criminali, ma purtroppo succede. 
Sono tutti casi di piastrelle non prodotte in Italia, ma che arrivano da paesi del sud est asiatico. 
Il basso prezzo di acquisto, la mancanza di certificazioni, il marchio sconosciuto... sono tutti indizi che dovrebbero farti scattare dei campanelli di allarme.  

Piastrelle tossiche

Gallery degli errori/orrori

L'appaltatore, come dice l'articolo 1667 C.C. , deve garantire l'opera esente da difformità e da vizi. 

QUANDO NON SI POSSONO CONTESTARE I DIFETTI?

Art. 1667 c.c: "Tale garanzia non è dovuta se il committente ha accettato l'opera e le difformità o i vizi erano da lui conosciuti o erano riconoscibili, purchè, in questo caso, non siano stati in mala fede taciuti dall'appaltatore".

Quindi se alla consegna di un pavimento viene verbalizzata la soddisfazione del committente, verbalizzando anche la presenza di difformità, queste non possono essere poi utilizzate come pretesto per una azione legale. Si pensi all'esempio della posa di rivestimenti su muri non in squadra, in cui il committente, anzichè rifare il muro in modo da rettificarne il difetto, accetti la posa del rivestimento sapendo che l'esito sarà non perfetto.

ENTRO QUALE TERMINE SI DEVONO CONTESTARE I DIFETTI?

Art. 1667 c.c.: "Il committente deve denunciare all'appaltatore le difformità o i vizi entro sessanta giorni dalla scoperta. La denunzia non è necessaria se l'appaltatore ha riconosciuto le difformità o i vizi o se li ha occultati."
Quindi a meno che non si tratti di vizi occulti, cioè nascosti, ed a meno che l'appaltatore li abbia formalmente riconosciuti c'è un termine di 60 giorni per la denuncia dal momento in cui i vizi vengono scoperti.

Approfondimenti