Quale piastrella per una cantina vinicola?

Criteri corretti e consigli per la scelta del pavimento per una moderna azienda agricola di produzione del vino

17/05/2023

Sempre più spesso i clienti vengono invitati a visitare le cantine, a camminare tra le botti, le vasche, i barrique e le bottiglie. Il pavimento di una moderna cantina deve, quindi, abbinare le doti meccaniche a quelle estetiche. Il gres ci viene in aiuto. 

Piastrelle per una cantina vinicola

L'imprenditore che costruisce o ristruttura una cantina vinicola è solitamente una persona molto attenta ai dettagli, e dedica al progetto della cantina una pazienza ed un attenzione che raramente troviamo nella costruzione di altre aziende. D'altro canto sappiamo quante attenzioni siano richieste per produrre un ottimo vino e come anche il più piccolo dettaglio possa contribuire all'eccellenza.

Nell'articolo parleremo degli aspetti funzionali, ma anche dell'estetica, che vanno considerati quando il proprietario della cantina si trova a dover decidere su uno di questi dettagli: il pavimento. 

Nell'articolo, dopo una parte introduttiva vedremo:

ATTENZIONE AL PROCESSO ED ALL'ESTETICA

Insomma, oggi, l'imprenditore che si trova a costruire o a ristrutturare una cantina deve pensare ad ottimizzare il processo produttivo, a scegliere macchinari che non arrechino danno al prodotto finale, ma deve pensare anche all'estetica perché gli capiterà di ospitare sia i clienti continuativi (Hotel, Ristoranti, Enoteche) che i consumatori finali. Per questi ultimi organizzare una "gita a cantine" - un viaggio che unisce eno-gastronomia a visita dei territori -  è ormai una pratica diffusa.

 

Moderna Cantina Vinicola in Spagna
Una cantina moderna nei Paesi Baschi, in Spagna, progettata da Santiago Calatrava, architetto Spagnolo. 

 

 

Sono sempre di più le cantine che avvolgono di bellezza i visitatori e se la cantina oltre che bella risulta anche essere "fotogenica", si ottiene il risultato che i  visitatori si divertiranno a fotografarla e a condividere sui social le immagini. Tutti sappiamo come questa forma di pubblicità gratuita sia una delle migliori forme di "moderni passaparola" che vale assolutamente la pena di perseguire.

 

 

La cantina vinicola Marques de Riscal
La stupefacente sagoma della Cantina Marques de Riscal nei Paesi Baschi, in Spagna, progettata da Frank Gehry, il geniale architetto canadese. 

 

QUALI PAVIMENTI PER UNA CANTINA?

In questo articolo ci concentreremo su uno degli elementi che vanno pensati attentamente quando si affronta una ristrutturazione o la nuova costruzione di una cantina e cioè il pavimento.

Vedremo quali sono le differenti tipologie di materiali che si possono utilizzare, quali sono i criteri che vanno utilizzati per la scelta del pavimento in una cantina. Cercheremo di rispondere a domande come: qual è la piastrella più adatta? quanto costa realizzare un pavimento per una cantina?
Affronteremo le questioni fornendo degli utili consigli a chi si appresta a ristrutturare la propria azienda agricola ed è in crisi perché deve decidere quale piastrella in grès posare.
Ma prima di parlare di pavimenti dobbiamo fare un passo indietro e parlare di architetture e di stili delle cantine, a cui i pavimenti dovranno conformarsi.


 

Pavimento rustico per cantine
Un pavimento rustico in una cantina: mattoni posati in "coltello", cioè in piedi. 

 

STILE DELLA CANTINA

Per prima cosa occorre definire lo stile architettonico della cantina in base al quale, poi, sceglieremo anche il pavimento.
Le possibilità sono diverse:

  • rustico
  • neoclassico
  • minimalista
  • post modernista
  • industrial

Lo stile più diffuso è certamente quello rustico o "finto agricolo" (qualcuno lo chiama stile vernacolare). Questo stile prevede l'utilizzo di pietra, mattoni e cotto, materiali invecchiati (naturalmente o artificialmente). 

Il rustico è sempre il più richiesto anche se molti imprenditori del vino stanno scegliendo uno stile "postmodernista" che si sta affermando anche grazie ad audaci progetti di cantine notevoli realizzate da famosi archistar. Due li abbiamo già visti nelle foto precedenti: Calatrava e Gehry. Ma vedremo anche i lavori di Renzo Piano e di altri grandi architetti.

 

 

Pavimento rustico cantina vinicola
Pavimento in pietra (porfido posato ad opera incerta) in una cantina rustica

 

Un altra corrente di pensiero vede l'affermarsi di cantine estremamente rispettose dell'ambiente e che cercano di minimizzare l'impatto degli edifici nella natura. Sovente questa attenzione all'ambiente dell'imprenditore va di pari passo con la decisione di passare a produrre vini biologici o biodinamici.
Anche questa tipologia di progetti è oltremodo gradevole: l'attenzione al contesto, al paesaggio, ed il farlo diventare parte della cantina trasferisce al visitatore la filosofia dell'impresa. La bellezza di una vigna ordinata diventa  la cornice dell'immobile, non più anonimo edificio prefabbricato ma che interagisce e dialoga con l'ambiente senza interrompere bruscamente il paesaggio. 

Lo stile architettonico delle cantine va pensato in coerenza con le lavorazioni che il vino dovrà subire ma anche per riuscire a far fare dei percorsi ai visitatori, per offrire una esperienza di visita coinvolgente e memorabile. Le pareti ed il pavimento dovranno contribuire a rendere gli ambienti funzionali ma anche  contribuire all'estetica complessiva dell'architettura legandosi armonicamente con gli altri elementi dell'edificio.

 

Pavimento e botti in una cantina vinicola moderna
Una cantina moderna deve offrire una esperienza memorabile ed il pavimento va scelto in base al contesto.


Piccole cantine, grandi pavimenti

Abbiamo accennato a grandi cantine progettate da famosi archistar. Ma il tessuto produttivo italiano è fatto di moltissime cantine di piccole e medie dimensioni dove l'attenzione alla qualità del prodotto è massima e dove viene valorizzata la produzione artigianale, la differenziazione qualitativa legata ai differenti vitigni ed alle specifiche zone dove gli stessi sono coltivati.
 

pavimento in grès in una cantina vinicola

 

Anche per queste piccole cantine vale la regola che bisogna "saper fare bene il vino" ma bisogna anche "saper spiegare bene come lo si fa". Insomma raccontare il prodotto e la storia che c'è dietro alla bottiglia.

E per farlo in modo corretto occorre un luogo, la cantina, che rappresenta immediatamente l'attenzione, la cura e la passione che viene dedicata alla produzione del vino. 

 

pavimento in resina in una cantina vinicola


Grazie alla globalizzazione ed ai nuovi media, anche le piccole cantine, oggi, riescono a farsi conoscere ed a vendere i loro prodotti in Giappone, negli Stati Uniti o in Australia.

MOTIVI DI DIFFERENZIAZIONE?

In questo caso occorre sapersi differenziare, saper spiegare il motivo per cui il cliente dovrebbe preferire il nostro vino a quello degli altri, magari più noti o famosi. Se il vino viene prodotto, ad esempio, secondo le nuove tecniche biologiche o biodinamiche, gli argomenti del racconto diventano importanti dal momento che i clienti sono sempre più attenti ai temi ecologici, all'inquinamento, alla sostenibilità e alla salute. 

L'architettura della cantina dipenderà anche dalle scelte che il vignaiolo compie: botti nuove o vecchie? Piccole o grandi? Acciaio legno o cemento? E così via. Tutte queste scelte condizioneranno il risultato finale. Quello di cui bisogna tenere conto è che il gusto del consumatore è in progressiva crescita, con una sempre maggiore attenzione e conoscenza di quello che mangia e beve.

 

pavimento in porfido in una cantina vinicola
Pavimento in porfido squadrato nelle cantine di Ca' del Bosco


Parlare di cibo e di vini è uno degli argomenti più utilizzati quando ci si trova tra amici ed i prodotti "buoni" avranno la meglio su quelli banali ed anonimi. Questa attenzione ha fatto nascere una vera e propria cultura del vino, in ogni città si organizzano corsi di degustazione e di sommelier e la visita alle cantine è una forma di turismo sempre più praticata.

Famiglie e gruppi di amici scelgono itinerari che uniscano visite storico artistiche a visite di cantine che, grazie alla loro architettura ed ubicazione, attirano sempre più visitatori. 

 

Pavimento cantina vinicola
Un pavimento in sestino di cotto fiorentino per la zona remuage

 

Il cliente, degustatore più che consumatore, vuole essere garantito sulla qualità del prodotto. Non assimila più i messaggi ossessivi delle pubblicità, vuole visitare la cantina per vedere dal vivo come vengono fatti e conoscere le persone che li fanno, capire i loro valori e principi.

Anche perché siamo convinti che il vino prelibato non sia quello che ha bisogno della pubblicità, ma quello che deve essere scoperto e conosciuto con una ricerca o tramite il passaparola. 

Un imprenditore che cuore lo sviluppo della propria azienda vinicola deve curare questi aspetti e la cantina deve raccontare l'amore per il proprio prodotto, dimostrando la cura anche nella scelta delle finiture. 

E, a proposito di finiture, iniziamo a parlare dei pavimenti che possono essere utilizzati in una cantina, delle loro esigenze tecniche e funzionali del pavimento di una cantina, dopodiché passeremo a valutarne anche l'estetica. 

 

pavimenti per cantine vinicole
Il contenitore (muri e pavimenti) se ben progettato, esalta il contenuto (le botti).

Un progetto: la reception di una cantina vinicola

I pavimenti per una cantina

Iniziamo con il dire che il pavimento di una cantina sarà composto da differenti strati che, in genere, sono tre: il calcestruzzo di sottofondo, il massetto ed rivestimento superficiale, che potrà essere scelto tra differenti materiali.
Sulle caratteristiche tecniche di sottofondo in calcestruzzo e massetto abbiamo già dedicato attenzione negli articoli specifici dedicati, a cui rimandiamo nel caso vi sia interesse ad approfondire queste tematiche.
Ma quali sono le tipologie di materiali che possiamo utilizzare in una cantina? Eccoli:

  • piastrelle in grès porcellanato
  • piastrelle in klinker
  • piastrelle in cotto
  • resine epossidiche
  • pietre naturali (porfido, pietra della lessinia...)
  • pvc

Ma come si decide quale pavimento utilizzare? Qual è il pavimento migliore?

 

Botti di vino

 

Criteri per la scelta dei pavimenti

La risposta, ovviamente, è che non c'è un "pavimento migliore". Vi sono molti materiali e ognuno di questi avrà caratteristiche, vantaggi e svantaggi.

La prima cosa che occorre considerare è la compatibilità dei pavimenti scelti con le normative HACCP e con le prescrizioni della locale AULSS. I materiali, infatti, verranno utilizzati per pavimentare aree produttive food & beverage ed occorre, pertanto, considerare ed evitare il rischio di contaminazione degli alimenti. Dovrà quindi essere facile da pulire e non dovranno esserci fessure o interstizi, né dovranno formarsi con il tempo.

Una seconda attenzione è alla necessità che i pavimenti siano resistenti. Dovrà essere preferito un pavimento con alta resistenza all'usura (detta anche resistenza all'abrasione) rispetto ad un pavimento che si abrade facilmente. Inoltre dovrà essere preferito un pavimento ad alta resistenza meccanica  in grado di sopportare, ad esempio, il passaggio di mezzi meccanici pesanti quali carrelli elevatori (se previsti) o transpallet o trattori. Una scarsa resistenza meccanica o all'abrasione potrebbe nel tempo generare fratture al pavimento e renderlo più difficile da pulire ed igienizzare.

I differenti materiali richiederanno diverse tecniche di posa e tempistiche. La scelta dovrà tenere conto anche del fermo impianti necessario per porre in opera la pavimentazione, delle necessità specifiche delle diverse aree: l'area di maturazione avrà esigenze differenti rispetto a quella di lavorazione o di imbottigliamento o alle aree dedicate alla degustazione.

Infine è da evitare l'utilizzo di materiali che diano esalazioni in ambiente di sostanze volatili, sia al momento della posa che successivamente. Vanno pertanto evitati prodotti a base di solventi o similari.

Vantaggi e svantaggi dei pavimenti per una cantina

Le piastrelle in grès, in klinker o in cotto hanno differenti caratteristiche e differenti vantaggi e svantaggi. Il grès è il meno assorbente dei tre materiali, è durevole ed ha una straordinaria resistenza meccanica, all'abrasione ed anche al gelo. Questo è il motivo per cui klinker e cotto hanno lasciato il posto al grès  specie nelle aree produttive della cantina.

Il cotto - specie quello artigianale o semiartigianale, grazie ai toni caldi, rimanda a tempi remoti ed è in grado di conferire alla zona degustazione un atmosfera perfetta per chi ama lo stile rustico. Per questo motivo le piastrelle in cotto rimangono utilizzate in alcune zone delle cantine, sebbene la loro resistenza meccanica sia inferiore a quella del grès.

I punti deboli delle piastrelle in grès sono le fughe. Oggi esistono degli stucchi per le fughe in grado di garantire una migliore pulibilità, una minore assorbenza oltre che infiniti colori.

Chi, invece, può garantire una superficie unica sono le resine epossidiche. Si tratta di un materiale più recente che si sta affermando per la facilità di applicazione, il costo abbastanza contenuto, i tempi rapidi di applicazione e la discreta facilità di intervenire sul pavimento esistente. I punti dolenti, ovvero i problemi delle resine, sono in particolare la scarsa resistenza all'abrasione ed il fatto che le resine "sbollano" nel caso di presenza di umidità sul fondo. Inoltre quasi tutte le resine sono a base di solvente e per questo motivo sconsigliate dal punto di vista ecologico.

Le pietre naturali condividono con le piastrelle la necessità che ci siano delle fughe, a cui si aggiungono assorbenza e macchiabilità di molte di esse ed una scarsa resistenza all'abrasione e meccanica. Alcune, ad esempio il porfido, essendo di origine vulcanica sono, invece, molto resistenti e garantiscono anche una superficie antimacchia.

Vediamo ora, più approfonditamente, le caratteristiche della prima delle tipologie: le piastrelle in grès.

Scala in gres effetto metallo per la cantina vinicola Corte Capitelli

Piastrelle in gres effetto ferro per questa scala all'interno della nuova cantina vinicola Corte Capitelli, a Vicenza.

Clicca qui e scopri di più sui materiali usati in questa cantina: Azienda vinicola Corte Capitelli

Vino e piastrelle in grès: le esigenze

Vediamo qui di seguito le 7 caratteristiche fondamentali che una piastrella deve avere per essere adatta a rivestire i pavimenti di una cantina per la produzione del vino.

 

1. RESISTENZA MECCANICA DELLA PIASTRELLA

Per resistenza meccanica si intende la capacità di resistere, appunto, ad una certa pressione che viene esercitata sulla piastrella, senza rompersi. Questa qualità è molto importante per il pavimento di una cantina, in diverse zone e fasi. 

Si pensi, ad esempio alla fase di scarico dell'uva raccolta. Il pavimento dovrà essere sufficientemente resistente per sopportare il transito dei mezzi utilizzati per la raccolta ed il conferimento, trattori e veicoli agricoli che mettono a dura prova qualsiasi pavimento. 

Ma non basta: il vino deve essere trasportato, le botti devono poter essere spostate, i bancali di scatole di bottiglie vanno movimentati. Tutto questo richiede un pavimento in grado di sopportare il peso di carrellini o transpallet, di botti riempite e fatte rotolare di taglio, magari anche di carrelli elevatori.  

pavimento in cantina vinicola deve essere resistente

Insomma il primo requisito di una piastrella per poter essere utilizzata in una cantina è la resistenza meccanica. 



Per garantire una ottimale resistenza meccanica è importante anche:
► la posa in opera
della piastrella
► il collante che viene utilizzato
► la realizzazione del massetto sottostante
 

 

Per quanto riguarda, invece, specificamente la piastrella i fattori che sono importanti per la resistenza meccanica sono:
► il formato della piastrella. A parità di tutte le altre caratteristiche una piastrella 20x20 ha una resistenza meccanica che è il doppio di una di formato 60x60
► il metodo produttivo. Un grès porcellanato (prodotto in Italia e di buona qualità) garantisce per uno spessore di 14 mm. la stessa resistenza che un buon clinker raggiunge con uno spessore di 18 mm. 
► lo spessore. Una piastrella in grès di dimensioni 12,5x25 e di spessore 20 mm. può raggiungere l'incredibile resistenza di 1200 kg/cm². La stessa piastrella con lo spessore 14 mm. ha una resistenza di circa 750 kg/cm².

 

pavimento resistente in una cantina vinicola

 

 

 

Questi elementi,
combinati assieme,
determineranno la qualità del pavimento finale. 

 

 

 

 

 


2. RESISTENZA ALL' ABRASIONE E AL GRAFFIO

Queste caratteristiche si riferiscono alle qualità della superficie della piastrella che non deve rovinarsi a causa del transito e del relativo consumo dello strato superficiale. Non si dovranno vedere antiestetiche differenze tra le zone di passaggio più frequente e le altre zone. 

Così come la piastrella dovrà essere sufficientemente dura da sopportare i graffi, senza essere incisa. Potrà capitare, infatti, di dover trascinare oggetti, contenitori e materiali sul pavimento e questo non ne deve risentire. 

Vedi anche l'articolo: La resistenza al graffio

 

Botti grandi

 

3. PIASTRELLE FACILI DA PULIRE

Un secondo requisito, indispensabile per chi si trova ad operare in una cantina vinicola, è che il pavimento sia facile da pulire. Se vogliamo presentarci al pubblico che viene in visita, dobbiamo dare una immagine di ordine, igiene e pulizia.

Per questo la piastrella che scegliamo per la cantina deve essere facilmente pulibile con i mezzi che di solito si utilizzano per pulire grandi spazi, quindi con le classiche macchine "lavasciuga pavimenti". 

Vedi anche l'articolo: Manutenzione delle piastrelle in ceramica

 

pavimento facile da pulire
Piastrelle in grès antiscivolo a pavimento

 

Attenzione: facilità di pulizia non significa "pavimento lucido" o "superficie liscia" perché il pavimento di una cantina deve anche garantire la sicurezza per gli operatori. Va anche tenuto presente che a terra ci possono essere dei liquidi in grado di modificare l'attrito offerto dal pavimento. Ma ne parleremo più avanti. 

 

4. FORMATO NON TROPPO GRANDE

Il formato piccolo, oltre che essere più resistente del grande, offre la possibilità di gestire meglio le pendenze. Solitamente il pavimento di una cantina deve prevedere griglie e caditoie per la raccolta dell'acqua (e del vino!) assolutamente indispensabili nelle fasi di pulizia dei contenitori ma anche nella normale pulizia periodica degli ambienti. 

Per questo consigliamo un formato come il 20x20 (vedi foto precedente) oppure un 12,5x25 rettangolare. Come abbiamo già detto un formato più piccolo offre, inoltre, una maggiore resistenza meccanica. In caso di utilizzo di transpallet o di carrelli con piccole ruote rigide - quindi con carico elevato e concentrato - il piccolo formato è indispensabile.

 

5. PIASTRELLE ANTIMACCHIA 

Il pavimento poi non si deve macchiare: vanno evitate le piastrelle che hanno una assorbenza elevata (Cotto e Klinker non smaltati). Il grès, che ha un'assorbenza inferiore allo 0,05% per normative, è perfetto. Alcuni grès, di ottima qualità, garantiscono livelli di assorbenza 10 volte più bassi di quanto prescrive la normativa.  

 

6. PIASTRELLE NON SCIVOLOSE 

Un pavimento come quello di una cantina, dove è frequente che ci siano liquidi sul pavimento, deve garantire la sicurezza degli operatori e quindi non deve essere liscio. Va scelto un pavimento con una superficie antiscivolo da valutare sia in condizioni di pavimento asciutto ed anche in condizioni di bagnato. La normativa DIN tedesca, stabilisce dei criteri per effettuare questa valutazione.

Vedi l'approfondimento: Scivolosità delle piastrelle

 

Pavimento cantina sestino acqua

 

7. PIASTRELLE GRADEVOLI ESTETICAMENTE

Superati questi imprescindibili requisiti tecnici è importante che la piastrella sia in grado di dare decoro all'ambiente, che lo sappia valorizzare. Solitamente il contesto di una cantina è rustico ma molti produttori di vino stanno rinnovando le strutture sulla base di uno stile moderno.

 

vineria

 

In entrambi i casi il pavimento dovrà sposarsi con l'ambiente regalando suggestione ed emozione al cliente della cantina. Assieme a molti altri elementi anche il pavimento contribuirà a creare, nella testa del visitatore, un impatto positivo o negativo sull'esperienza in cantina.

Esempi di pavimenti in cantine vinicole

I bagni della nuova azienda vinicola Corte Capitelli

Pavimento in sestino di cotto per la zona degustazione

Pavimento in mattone, posato in piedi, realizzato in una cantina in Toscana

Pavimento in legno per la sala degustazione di una cantina vinicola

Pavimento in gres porcellanato chiaro in una cantina vinicola

Pavimento in cemento in una cantina vinicola

Cemento resinato nella barricaia progettata da Renzo Piano

Pavimenti cantina vinicola in resina

Pavimentazione in cemento

Pavimento in porfido in una cantina vinicola

Gres ad elevato spessore - modello Esagona

Pavimento in grès antiscivolo chiaro

Pavimento in cotto in una zona degustazione

Pavimento in sestino di cotto in una cantina

Pavimento in gres effetto metallico per la zona degustazione

Cantine moderne nel mondo

Cantina Bodegas Ysios di Calatrava

La nuova Bellaria, cantina nell'Oltre Po Pavese

Pavimenti rustici per cantina: la zona degustazione

Pavimento in grès per cantina vinicola

Pavimento per cantine in pietra lavica

Pavimenti in pietra naturale in una cantina

Dopo aver visto questa carrellata di foto di alcune bellissime cantine vinicole e dei loro pavimenti, ci permettiamo di darti un suggerimento sulle migliori piastrelle in grès per cantine che abbiamo selezionato tra le molte a disposizione.

Ecco la nostra personalissima classifica:

La (nostra) classifica delle piastrelle più adatte per cantina

Quelle che seguono sono le piastrelle che, a nostro giudizio, sono le migliori per l'utilizzo in una cantina.
Tutte le piastrelle che riportiamo di seguito soddisfano i criteri tecnici ed estetici che abbiamo innanzi elencato ma alcune meritano di stare sul podio. 

 

 

Le prime tre classificate:

 

Prima piastrella classificata per cantine


► 1° POSTO: UN MODERNO GRÈS SPESSORE 2 CM

La prima classificata è una piastrella molto interessante che si adatta magnificamente ad una cantina moderna. Si tratta di una nuovissima serie di ottima qualità tecnica ed estetica.
È un grès porcellanato ad alto spessore (2 cm.) in un formato piccolo, 20x20, quindi adatto a gestire cambi di pendenza anche importanti.

Il carico di rottura di questa piastrella raggiunge valori impressionanti, grazie anche alle piccole dimensioni (un 20x20 ha un carico di rottura maggiore rispetto ad un 60x60). A questo si aggiunga una resistenza al graffio e all'abrasione con valori tra i più alti in commercio. La superficie è antiscivolo (R11) ma è abbastanza facile da pulire con un normale lavasciuga.

Venendo all'estetica: la caratteristica principale di questa serie sono i colori estremamente moderni ed attuali abbinati ad un formato e ad una struttura che rievoca una pietra naturale.  
L'aspetto estetico si apprezza meglio dal vivo ma è decisamente accattivante: un mix tra la modernità dei colori e la matericità della forma della piastrella.

Insomma: è il prodotto che più ci piace e che rispetta sia i requisiti tecnici che estetici per essere un perfetto pavimento per una cantina vinicola.
Consigliata! 

 

Piastrella per cantina vinicola

  


 

Seconda classificata

 

► 2° POSTO: UN GRÈS MULTIFORMATO E MULTICOLORE 

La piastrella seconda classificata è molto simile alla prima, tanto che si potrebbe parlare di un ex-aequo. Dal punto di vista tecnico è pressoché identica, se si eccettua che al formato 20x20 è stato affiancato anche il 20x30.

Per quanto concerne l'estetica i colori sono più numerosi, più stonalizzati  e comprendono delle tonalità interessanti, quali il multicolor ruggine che ci piace un sacco così come gli effetti pietra a spacco.
Il prodotto è meno "minimalista" del primo classificato e quindi di più facile collocazione ed adattamento, inoltre la gamma più ampia consente di trovare prodotti adatti a differenti stili.
 

Florim pavimento per cantina vinicola

   

 


 

piastrella terza classificata cantina

 

► 3° POSTO: UN GRÈS DI FORMATO ESAGONALE IN DUE SUPERFICI

Il terzo classificato è un prodotto di un azienda sassuolese che ha recentemente presentato un grès di formato esagonale, di piccolo formato (il lato misura 5 cm.) di spessore 14 mm., con una elevatissima resistenza meccanica. Si tratta di un prodotto molto tecnico, è un tutto impasto puro, privo di smalto ed è disponibile in due versioni: la prima con un indice di scivolosità R10 ed una versione con una superficie strutturata che arriva ad una resistenza allo scivolamento R11. 

Inoltre lo troviamo in tre colori: un beige, un grigio ed un grigio puntinato. 
Il formato piccolo (e particolare) favorisce la gestione di pendenze e dislivelli oltre a dare una estetica interessante, un po' vintage, al pavimento. 

 

Gres per cantina vinicola

 

 

 

Grazie ?

Grazie per aver letto questo articolo che ho scritto con tanta passione, perchè si sa.. noi veneti con il vino abbiamo un rapporto speciale! Se hai trovato lo stile giusto per pavimentare la tua cantina vinicola o se sei ancora dubbioso e vorresti fissare un appuntamento per una consulenza più approfondita e personalizzata, puoi contattarmi qui sotto compilando il form.

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SEDE: Gambellara

Michele è nato e vissuto ad Arzignano.

Commenti

dovendo e volendo ripavimentare una cantina in Oltrepò, farò tesoro dei suoi consigli precisi ed esaustivi.
Sarei orientato per un gres porcellanato antisdrucciolo chiaro e poi nella parte centrale della barricaia destinata alla degustazione, cotto.
grazie

29/08/2019 - FILIPPO ZAFFARANA

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