Problemi nei pavimenti esterni

10/03/2022

 

Una pavimentazione esterna non adeguata o dissestata può provocare problemi a persone con ridotta capacità visiva o motoria, oppure rendere difficile utilizzare un passeggino. Ma può provocare cadute a chi la percorre in biciletta o in motorino.

Una pavimentazione in autobloccante danneggiata dalle radici degli alberi oltre ad essere brutta esteticamente è anche potenzialmente pericolosa, così come un pavimento esterno in cubetti di porfido che si spostano dalla loro sede. Senza contare che il valore immobiliare di una abitazione viene condizionato in modo rilevante dalla presenza di problematiche di questo tipo.

Qualsiasi sia l'ambito di destinazione di un pavimento è importante considerare (ed evitare) le problematiche che potrebbero presentarsi su una pavimentazione esterna, siano esse estetiche o funzionali. Altrettanto importante è la necessità di eseguire una normale e continua manutenzione per evitare guasti e danneggiamenti nel pavimento.

 

Problemi dei pavimenti esterni

Pavimenti: quando si verificano i problemi?

I problemi in una pavimentazione esterna si presentano generalmente nei primissimi momenti di vita, subito dopo la posa, dopodichè segue un periodo di "vita utile" della pavimentazione senza necessità di manutenzione.

Se a casa tua decidi di non fare manutenzione ai pavimenti, però, arriverà il momento del "fine vita" dove l'usura e gli accidenti avranno la meglio e determineranno una crescita del numero e dell'entità dei problemi.

Diagramma pavimenti esterni
Diagramma dei problemi in un pavimento esterno

 

Pavimento esterno con intarsi a Vicenza

Abbiamo sostituito il vecchio e rovinato esterno di questa abitazione con un gioco di intarsi, utilizzando porfido, ciottolo e pietra di prun.

Scopri la realizzazione:

Nuovo pavimento esterno a Montecchio Maggiore, Vicenza

Patologie nei pavimenti esterni

Prima di affrontare i vari problemi facciamo un passo indietro e definiamo la patologia edilizia dei pavimenti esterni come lo studio di quei processi che portano al degrado e al danno delle pavimentazioni, compresi gli strati di supporto, soggette ad agenti atmosferici. 

Oltre ad identificare le singole patologie qui cercheremo di determinare anche le cause e le responsabilità ed indicheremo le modalità che permettono di evitare di commettere errori che portino a queste situazioni e, se possibile, di dare suggerimenti sulle modalità per riportare una pavimentazione allo stato originario.

La mentalità comune generalmente ricerca un unica variabile come causa delle problematiche ma nella gran parte dei fenomeni, e vale anche per i pavimenti esterni, ci sono delle concause che agiscono assieme, influenzandosi a vicenda ed alterando lo strato superficiale e/o quelli profondi della pavimentazione.

Prima e dopo di un pavimento esterno a Vicenza

L'esterno ormai usurato presentava cedimenti, crepe e fessurazioni, il rinnovo ci ha visto usare porfido e pietra di goya.

Scopri il pavimento esterno:

Pavimento esterno in porfido e pietra di Goya a Vicenza

Pavimenti esterni: non sottovalutare il problema

La prima regola che vale per i pavimenti esterni è che una patologia che inizialmente è limitata ad una piccola o piccolissima porzione del pavimento se trascurata, si estende fino a portare ad un degrado importante del pavimento.

Il momento peggiore per un pavimento esterno è l'inverno, ebbene una piccola e apparentemente trascurabile lesione sulle fughe di un pavimento in porfido può portare ad infiltrazioni sotto al pavimento e, con il gelo, sollevare porzioni di pavimentazione.

Per questo, come se ci trovassimo di fronte ad un paziente, occorre agire al primo apparire di un sintomo, senza attendere che la malattia peggiori e diventi un problema grave.

Prevenire, anche nei pavimenti, è meglio di curare.

Pavimento esterno in porfido a Vicenza

In questo esterno abbiamo utilizzato il porfido in vari formati e una pietra grigia per risaltare la villa in provincia di Vicenza.

Scopri la realizzazione:

Pavimento esterno per casa elegante a Montecchio Maggiore

Progettare un esterno per evitare i problemi

Fondamentale, per evitare i problemi sia di breve che di medio-lungo termine è una corretta progettazione delle pavimentazioni esterne.

Ma che cosa intendiamo di preciso quando parliamo di corretta progettazione?
Si tratta di:

  • scegliere i giusti materiali in base alla destinazione d'uso
  • pensare al deflusso dell'acqua
  • gestire la permeabilità o l'impermeabilità delle fughe tra un materiale ed un altro
  • prevedere i movimenti di dilatazione del pavimento, specie nei punti critici

Quest'ultimo punto è una delle cose più importanti e più difficili: si tratta di capire la distribuzione degli sforzi e delle deformazioni e, quindi, prevedere l'origine delle fessurazioni che tanti danni fanno ai pavimenti esterni.

Ad esempio quando progetto un viale carraio, percorso giornalmente dall'automobile del proprietario e magari con un raggio di curvatura tale per cui una ruota si trovi a passare molto vicina al lato esterno del pavimento, può essere un problema. Il carico esercitato su un punto esterno del pavimento porta ad una sollecitazione che può trasformarsi in un cedimento nel lungo termine. Quando si progetta un pavimento esterno occorre pensare a queste e ad altre situazioni ed alle possibilità che intervengano future modifiche nell'utilizzo della pavimentazione.

Pensiamo, ad esempio, ad aumenti di carico di traffico oppure a futuri carichi puntuali molto forti o, infine, alla necessità di utilizzare agenti quali il sale disgelante o altri.

Problemi pavimenti esterni: cedimenti e avvallamenti

Fessurazioni nei pavimenti esterni

Abbiamo visto come già in fase progettuale sia necessario capire la distribuzione degli sforzi e delle deformazioni che, combinati con gli agenti atmosferici, il pavimento dovrà essere in grado di sopportare.

Quando parliamo di pavimento esterno intendiamo non solo lo strato superficiale ma l'intera pavimentazione composta di diversi strati di materiali che non vanno considerati come elementi indipendenti ma come un insieme collegato ed interconnesso.

Gli strati cambiano in funzione del pavimento scelto e delle tecniche di posa adottate. Per esempio la posa a secco di autobloccanti necessita di strati di sottofondo diversi da quelli necessari per la posa di un pavimento in porfido squadrato.

Il fondo può, ad esempio, essere composto da strati di stabilizzato o inerti di vario tipo a cui sovrapporre uno strato di calcestruzzo armato con una rete elettrosaldata (a Vicenza e a Verona lo chiamiamo "magrone") sul quale, infine, si andrà a posare il pavimento.

Le problematiche, in esterno, possono coinvolgere l'intero sistema pavimento e le deformazioni - specie quando sono "impedite" - comportano la lesione degli strati. Per questo motivo è fondamentale prevedere dei giunti perimetrali ed interni alle pavimentazioni che consentano la dilatazione.

Fessurazioni pavimenti esterni

Le responsabilità nei pavimenti esterni

La norma Uni 11493 attribuisce differenti responsabilità ai vari operatori coinvolti nella esecuzione di un pavimento in ceramica. Possiamo applicare, per similitudine, i criteri utilizzati in questa norma per attribuire le responsabilità nel caso di problematiche in un pavimento esterno realizzato anche con altri materiali.

Gli operatori che la norma identifica sono:

  • la committenza
  • il progettista
  • il produttore e venditore del materiale
  • il posatore
  • altri

Con il termine committenza si intende il cliente finale che ha commissionato il lavoro.

Il progettista è lo studio tecnico incaricato dal cliente finale di trovare la soluzione adatta per la sua abitazione operando scelte progettuali, tecniche, estetiche e di selezione dei materiali. Non sempre nelle pavimentazioni esterne troviamo la figura del progettista in quanto non è obbligatoria per legge e spesso il cliente finale ritiene di risparmiare questo onere. Noi consigliamo, invece, di incaricare sempre un progettista anche per godere del bonus 50% (al momento in cui scriviamo godibile anche con sconto in fattura) per il quale è obbligatorio presentare una Cila di manutenzione straordinaria.

Al direttore lavori spetta la gestione del cantiere con le verifiche ed i controlli sulla consegna del materiale, durante l'esecuzione ed a cantiere completato. Il Direttore Lavori controlla e segnala eventuali difformità che si possono presentare e svolge quindi il ruolo più delicato ed importante (e più carico di responsabilità). Ciononostante, di nuovo, spesso ci troviamo a posare pavimentazioni esterne senza che il committente abbia nominato un professionista esterno, scegliendo di fare direttamente il direttore lavori. Anche questa scelta è discutibile perché il cliente finale si assume delle responsabilità decisionali che comportano conseguenze che, generalmente, egli non è in grado di prevedere. Ma succede anche di peggio e cioè che il cliente creda che la figura di direttore dei lavori possa essere "scaricata" sul posatore o sul venditore del pavimento, cosa che per ovvi motivi non può essere.

Il posatore è la persona che esegue i lavori rispettando le norme Uni sulla posa, le norme sulla sicurezza e che consegnerà al cliente finale il lavoro finito a regola d'arte.

Già da questa prima descrizione dei vari operatori si intuisce come la responsabilità maggiore gravi sulle spalle del direttore lavori e del progettista.

Pavimento esterno a Verona

Il pavimento esterno di questa casa a Verona impiega porfido, ciottoli e pietra di prun spazzolata e levigata.

Scopri la realizzazione:

Pavimenti esterni a Colognola ai Colli, Verona

Materiali per pavimenti esterni e relativi problemi

I materiali che possiamo utilizzare per realizzare lo strato superficiale delle pavimentazioni esterne sono molti e molto differenti tra di loro. Possiamo dividerli in superfici continue (resine che contengono frammenti di marmo, resine quarzate, cementi stampati o cementi-resina) e in superfici discontinue.
Le superfici continue hanno come principale problema proprio la loro caratteristica di non essere frazionate, cosa che non consente alle pavimentazioni di adattarsi a movimenti/cedimenti del fondo.

Le superfici discontinue si compongono accostando tra di loro elementi come pietra, piastrelle in ceramica, legno...
Vediamoli nel dettaglio:

Materiali lapidei per esterni

Per materiali lapidei da esterno si intendono principalmente pavimentazioni che vengono commercialmente denominate marmo e pietra. In realtà i materiali lapidei si suddividono in marmi, graniti, travertini, pietre naturali, ardesia, arenaria e porfidi. I più usati nelle nostre zone (Vicenza, Verona, Padova) sono il Trani, il marmo Rosso di Verona, la Pietra di Prun ed il Porfido. Più raramente si utilizzano arenarie e ardesie provenienti dal Sud America o dall'India.

Problemi

Il principale problema dei materiali lapidei in esterno è la loro capacità di assorbire acqua. Un materiale molto assorbente si degraderà in fretta con il gelo e, se utilizzato dove c'è traffico carraio, si sporcherà di macchie di olio.

Posa

I materiali lapidei di basso spessore si devono posare mediante incollaggio su massetto per esterni opportunamente trattato con membrana protettiva del calcestruzzo, tipo mapelastic o similari. Invece i materiali ad alto spessore e/o con spessore irregolare (ad esempio quelli a spacco come il porfido) possono essere posati anche su letto di sabbia e cemento.
 

Accortezze

Va evitata la posa di marmi o pietre a spessore sottile con la tecnica della sabbia e cemento, per evitare distacchi nel tempo. Per evitare i problemi di assorbenza esistono trattamenti impermeabilizzanti

Granito per esterni

Il granito, oltre che per pavimenti interni e piani di banconi, viene utilizzato anche in esterno. Le sue principali virtù sono la durezza (sulla scala Mohs raggiunge il 7) da cui consegue una eccezionale resistenza all'usura e - se viene realizzato "a spacco" - anche la ottima resistenza allo scivolamento.

Il pavimento in cotto per esterni

Alcuni pavimenti in cotto, specie quelli prodotti nella vallata dell'Impruneta (per questo detti "cotto fiorentino"), hanno una buona resistenza al gelo e possono quindi essere efficamente posati in esterno se il clima non è eccessivamente ostile. In Toscana sono molte le piazze pavimentate con il cotto nel formato tavella o sestino.
Oltre alla bellezza del materiale, perfetto per ambientazioni rustiche, i vantaggi sono anche un costo di acquisto e di posa contenuto.

Problemi

Il problema principale del cotto è dato dalla sua capacità di assorbire liquidi e quindi la facilità a macchiarsi. L'assorbenza può comportare anche, nel tempo, la necessità di sostituire dei pezzi danneggiati/scheggiati. I distacchi sono, generalmente, degli "scodellamenti" di porzioni di pavimento poco più grandi di un'unghia.
Va curata con attenzione la posa che deve essere sempre a colla su massetto, con la necessità di proteggere il massetto sia sotto al pavimento sia ai lati per evitare infiltrazioni d'acqua nello stesso.
Un altro problema del cotto è la sua scarsa resistenza all'abrasione: è un materiale "morbido" che si consuma con il tempo, ma questa è anche una sua caratteristica e molti ne apprezzano la maggiore bellezza una volta invecchiato e consumato.

Pavimenti in piastrelle di ceramica per esterni

Abbiamo dedicato un articolo specifico alle piastrelle di ceramica per esterni spiegando sia le caratteristiche di inassorbenza ed ingelività delle moderne piastrelle in grès che offrono un ottimo rapporto qualità/prezzo. Le piastrelle vengono prodotte macinando finemente sabbia, terra e minerali che poi vengono pressati e cotti in forno ad altissime temperature.

La posa deve obbligatoriamente avvenire mediante incollaggio su massetto per le piastrelle a spessore "normale", cioè di circa 1 cm. mentre per gli spessori di 2 cm. o superiori si può prevedere la posa a secco su terra, sabbia, pietrisco o piedini.

Problemi

Le piastrelle non hanno problemi di assorbenza come il cotto ed i marmi ma difficilmente si riesce, con la ceramica, ad ottenere superfici con un grado di antiscivolo elevato. Il secondo ordine di problemi riguarda non tanto la piastrella in sè quanto la qualità del massetto o dei collanti e le tecniche di posa. Errori nella posa o materiali errati possono provocare infiltrazioni sotto al pavimento e, nel periodo invernale, conseguenze in termini di distacco parziale o totale del pavimento.

Un esempio abbastanza comune di  errori nelle tecniche di posa è la mancata esecuzione dei giunti di dilatazione che finiscono per provocare fessurazioni e distacchi. La mancanza o la carenza di giunti, infatti, non consentono al pavimento di muoversi (ritiri del calcestruzzo, cause termiche, lievi assestamenti del terreno, microscosse di terremoto) permettendo un accumulo di tensione che poi si trasforma in fenomeni di distacco o rotture.

Altri fenomeni di distacco possono avvenire in caso di mancato rispetto dei tempi di messa in esercizio del pavimento: mentre il collante sta maturando il pavimento in piastrelle non deve subire scosse, vibrazioni o urti altrimenti si arresta la maturazione del collante.

Un altro caso molto comune è il degrado del massetto che si sgretola e finisce per non riuscire più a supportare il pavimento che si stacca dal fondo.
 

Accortezze

I giunti di dilatazione bene eseguiti interrompono la continuità della pavimentazione rendendo possibili minimi movimenti di assestamento. Il massetto deve essere correttamente protetto sia in superficie che sui bordi per evitare degradi.

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Problemi comuni a tutti i tipi di pavimento

Dislivelli o sporgenze

La presenza di dislivelli o "denti" all'interno di una pavimentazione superiori ai valori di tolleranza stabiliti dalle norme Uni è un fenomeno che può essere rilevato fin da subito, e si tratta di errori di posa, oppure si può verificare nel tempo.

In questo secondo caso le cause del sorgere di queste sporgenze possono essere differenti (cedimento o ritiri dei pavimenti, radici di alberi che provocano il sollevamento del pavimento etc) ma questi dislivelli di quote sono oltre che fastidiosi anche pericolosi per chi ci transita e possono bloccare o modificare il corretto deflusso dell'acqua. Pertanto vanno corretti e messi in sicurezza.

 

Quali problemi nei pavimenti esterni?

Vediamo allora, in base alle premesse di cui sopra, quali sono i principali problemi che si possono verificare nelle pavimentazioni per giardini, nei marciapiedi o nei viali carrai:

Infiltrazioni d'acqua

Rappresente il più critico dei problemi. Oltre ai danni in eventuali ambienti sottostanti alla pavimentazione se le infiltrazioni avvengono nella stagione fredda possono generare il sollevamento della pavimentazione.

Scivolosità

Quando si progetta una pavimentazione esterna occorre verificare attentamente le caratteristiche di scivolosità del materiale. Un materiale scivoloso mette a rischio chi ci cammina e può generare cadute traumatiche. Ci sono delle norme internazionali da seguire che abbiamo raccontato nell'articolo: pavimenti antiscivolo

Sollevamento da compressione

La mancanza di giunti può dar luogo a fenomeni di sollevamento in alcuni punti della pavimentazione. Occorre rispettare le regole sui giunti di cui abbiamo parlato in questo articolo: i giunti sul porfido. Ma anche nell'articolo: i giunti sui pavimenti.

Cedimento

Il cedimento generalmente si deve al calo degli strati di supporto del pavimento.

RUOLO: interior designer e venditore
AMBITI: Pavimenti interni ed esterni, Bagni, Arredo
SEDE: Gambellara

ANNO DI ARRUOLAMENTO: 1998
MOTTO: Siamo tutti apprendisti in un mestiere dove non si diventa mai maestri.

 

 

 

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