Piastrelle che sembrano sbagliate rispetto al campione

02/09/2021 - 11:24

Dalla piastrella al pavimento finito

La vendita di un pavimento è considerata una vendita "complessa" perché chi acquista deve riuscire ad immaginare come sarà il risultato finale semplicemente basandosi su una singola piastrella di campione. 

In qualche caso, nel nostro negozio, il campione potrà essere costituito da più di una piastrella (4 o 5) che compongono un "pannello".  
Ma anche in questo caso riuscire a farsi l'idea di come sarà il pavimento finito in base ad un pannello posto in verticale non è affatto facile ed il rischio che si creino "false attese" è altissimo. 

 

PIASTRELLE TONI DIVERSI
Lo stesso identico impasto, una volta cotto, presenta "toni" differenti, come è evidente non solo dal fronte ma anche dal retro delle piastrelle. I motivi che danno origine a questo problema sono moltissimi, tanto che non è possibile eliminarlo completamente. 

La piastrella in show room è diversa?

Si devono aggiungere, infatti, alcune considerazioni:

► la prima riguarda la presenza di luce naturale o artificiale che, in negozio, sarà differente da quella di casa. 

►Il secondo, più importante, riguarda il fatto che la piastrella campione (o il pannello campione) è parte di un lotto produttivo "vecchio" di qualche mese o anno rispetto a quello che arriverà. Ogni lotto produttivo è differente dal precedente, anche se la ricetta è esattamente uguale, a causa delle caratteristiche del processo di produzione. (ne abbiamo parlato anche qui).

► a complicare le cose c'è anche la stuccatura che contribuisce in modo insospettabilmente pesante a far percepire una grande differenza tra la piastrella campione e la piastrellatura finale. Se il pannello campione è stuccato in grigio chiaro ed il pavimento viene stuccato in grigio scuro, sembreranno differenti anche le piastrelle.

► infine va considerato il fatto che i produttori di piastrelle investono molto nel design, negli stampi e nella decorazione per cercare di rendere ogni singola piastrella differente dall'altra. Noi diciamo che le piastrelle sono "stonalizzate" e con questo termine intendiamo che verranno prodotte in modo da essere più o meno differenti l'una dall'altra. Cosa questa che, ovviamente, costa molto più che non produrre piastrelle tutte uguali.
Ma una piastrellatura fatta con piastrelle identiche apparirà falsa e fastidiosa. Mentre una stonalizzazione, più o meno accentuata, rende più naturale, più verosimile un pavimento.
Ma può capitare di non riuscire a percepire questa stonalizzazione, specie se la scelta si basa su un unica piastrella mostrata.

Piastrelle tono diverso bagno, Vicenza e Verona
Ecco un esempio lampante di cosa accade quando il tono della piastrella è sbagliato: non si uniforma al resto del rivestimento e l'errore salta subito all'occhio!

Come fare per evitare false attese?

Per evitare che il cliente sia deluso dal pavimento finale percepito come diverso da quello che si aspettava, non si può fare molto. 

Certamente cercare di mostrare le piastrelle sotto diverse luci, certamente utilizzando strumenti tecnologici che permettono di fare dei render molto verosimili, delle vere e proprie fotografie di come sarà la casa. Noi li utilizziamo e aiutano. 
Ma non basta: una foto, per quanto verosimile, sarà differente dalla realtà. 

Tutto dipende dal cliente e dalla sua sensibilità ai colori: alcuni giudicano "completamente differenti" piastrelle che ad altri sembrano quasi identiche. Alcuni apprezzano stonàlizzaziòni che ad altri appaiono come difetti. 
Il massimo che possiamo fare è spiegare bene questa cosa in fase di vendita anche se spesso, a distanza di mesi, le parole e gli avvisi vengono dimenticati.

Una cosa più complessa che possiamo fare - nel caso di un cliente che si dichiara molto sensibile ai toni e alle minime differenze di colore - è quella di ordinare una singola scatola di piastrelle prendendola esattamente dalla partita di piastrelle ordinata (e non ritirata).
Se la scatola soddisferà il cliente si procederà al ritiro e alla consegna dell'ordine, altrimenti lo si annullerà. 
È una procedura macchinosa e costosa ma in qualche caso ci ha salvato la vita, nel senso che abbiamo annullato ordini che sarebbero stati contestati.  

RUOLO: Titolare
SEDE: Gambellara

Michele è nato e vissuto ad Arzignano. Fin da piccolo (ci racconta la mamma) ha sempre amato leggere, più che giocare.

Commenti

Buonasera ho acquistato una pavimentazione e rivestimento bagno presso il rivenditore della mia zona gres porcellanato beige. All atto della posa pavimento ho fatto notare che il colore era grigio ma il rivenditore ha insistito a dire che si trarrà ad del l'effetto della luce e che le mattonelle erano uguali a quelle viste in negozio. Successivamente al momento della posa del rivestimento è stato evidente il contrasto di colore. Ho richiamato il rivenditore e fermato i lavori Ad oggi a distanza di un mese nn si è reso disponibile a risolvere il problema. Cosa posso fare? La ringrazio

01/25/2019 - 23:50 - Tina

Buongiorno Tina, 

Dovresti, per prima cosa, capire se si tratta di un errore vero e proprio, e cioè se è stato ordinato un codice di piastrella differente rispetto a quella che hai visto e scelto, oppure se la piastrella è esattamente quella vista ma il TONO che è arrivato è leggermente diverso dal campione scelto.

Nel primo caso - errore nell'ordinare la piastrella - la norma stabilisce che i lavori andavano fermati dal direttore lavori (in mancanza di direttore lavori dal committente, cioè da lei) ed il materiale restituito e sostituito.
Se, invece, si è deciso di procedere posando il solo pavimento ora ci sono dei costi supplementari: la demolizione del pavimento posato e la perdita delle piastrelle che verranno distrutte.
Ti suggerisco di trovare un accordo con il rivenditore di condivisione della spesa perché la responsabilità in parte ricade anche su di te, per non avere bloccato prima il lavoro. Ad esempio tu potresti farti carico della demolizione ed il rivenditore potrebbe fornirti gratuitamente il nuovo pavimento. Chiaramente il rivestimento ancora da posare andrà sostituito.  

Se si tratta di un negozio specializzato solitamente un accordo di questo tipo non è difficile da trovare (se succedesse a me io acconsentirei immediatamente). Se, invece, hai comperato da un grande magazzino o brico, la cosa è più difficile perchè quasi tutti sono catene o multinazionali e difficilmente troverai un interlocutore con cui accordarti. In quel caso occorre formulare una contestazione scritta. Spesso rimane lettera morta ed in quel caso serve un legale. In Italia una causa civile dura anni e ha costi spaventosi senza contare che gli esiti sono davvero aleatori per cui non so se ne vale la pena, valuta tu. 

Nel secondo caso, e cioè nel caso in cui la piastrella ordinata sia quella vista in negozio, ma il TONO arrivato sia differente la cosa è più difficile da risolvere. In questo caso, infatti, c'è una tolleranza prevista dalle norme Uni sulla produzione di piastrelle. Significa che chi acquista "deve tollerare" delle lievi differenze di tono che ci possono essere da un lotto produttivo ad un altro. 
Ci sono produttori più attenti ed altri che trascurano questi aspetti (dipende anche da quanto si spende) così come ci sono clienti più sensibili alle differenze di colore ad altri che non ci vanno caso.

In questo secondo caso ti sconsiglio di effettuare una contestazione formale o legale. Purtroppo non produrrebbe risultati per te. Questo, chiaramente SE viene dimostrato che il codice del campione in show room corrisponde al codice della piastrella consegnata.

Spero di essere riuscito a chiarire la cosa ma non aver timore di chiedermi se non sono stato chiaro,

buona giornata,

Michele Pellizzari 

 

01/26/2019 - 11:26 - manager

buonasera la ringrazio per il chiarimento, la differenza tra le mattonelle e il rivestimento( di marchio famoso) è dovuta al fatto che il pavimento posato è di produzione spagnola colore piu tendente al grigio, mentre il rivestimento è italiano, la prima è colorata in massa l'altra in superficie, una è rettificata e l'altra no. Certo è che io in negozio ho scelto una sola tonalità. In caso di rimozione del pavimento le due pose chi deve farsene carico?

01/26/2019 - 17:22 - tina

Buonasera Tina, 

ora ho capito meglio il problema: non si tratta di un errore ma di un abbinamento "male comunicato".
Cioè sono state abbinati due piastrelle di due diversi produttori, diverse per modalità produttive (smaltata l'una e grès l'altra) ed anche per formato (rettificata l'una e bordo naturale l'altra). 

Gli abbinamenti tra pavimenti e rivestimenti, anche di produttori diversi, vengono fatti normalmente e - se opportunamente pensati - possono essere interessanti ed efficaci. Quindi non si tratta di un errore a priori: in molti casi l'abbinamento funziona. 

Tieni anche presente che ci sono moltissime collezioni di piastrelle per il bagno che vengono normalmente prodotte abbinando un pavimento in grès ed un rivestimento smaltato ANCHE dallo stesso produttore. 
Insomma, anche nel caso in cui il produttore sia lo stesso, si verificano comunque e sempre delle differenze tra pavimento e rivestimento

L'unico modo per avere una completa omogeneità di superfici è quello di usare una piastrella in grès da pavimento anche per le pareti. Solo in quel caso le superfici saranno identiche. 

Per quanto riguarda la seconda questione e cioè chi paga la seconda posa in opera del pavimento... mi spiace, se ci atteniamo scrupolosamente a quanto riportano le norme Uni le piastrelle andavano controllate PRIMA della posa (in questo caso sia quelle del pavimento che quelle del rivestimento) da parte del direttore lavori o, in assenza, dal committente. Nel caso di difformità rispetto alle aspettative non si doveva procedere con la posa, per cui il costo di demolizione e quello per posare nuovamente il pavimento ricade su chi non ha controllato.

Lo spirito della norma -  per quanto posso capire sia spiacevole per te da leggere - è quello per cui se  tu avessi controllato entrambe le piastrelle verificando fossero abbinabili PRIMA di farle posare (e se tu avessi bloccato i lavori) ora non ci sarebbero i costi di demolizione e quelli della seconda posa in opera.

Sono spiacente di darti la cattiva notizia che questi costi di rifacimento, secondo la norma, spettano a te. 

Spero comunque tu riesca a far ragionare chi ti ha venduto il materiale convincendoli a partecipare alla spesa.

In bocca al lupo! 

buon fine settimana




 

01/26/2019 - 18:10 - manager

Salve, purtroppo ho acquistato 90 metri quadri di gres rettificato effetto legno che mi è stato venduto come prima scelta, ma solo a fine posa si è rivelato essere una scelta mista.

Durante la posa il montatore ha dichiarato le sue perplessità e evidenziato continui difetti nei pacchi di mattonelle che apriva. Ha ricevuto l'ordine di montare solo le mattonelle perfettamente integre e scartare le fallate in quanto ne avrebbe dovute montare solo 70 metri quadrati e eravamo certi che l'avanzo acquistato sarebbe bastato a sopperire eventuali scarti.

Purtroppo la posa si è interrotta esattamente a metà soggiorno per esaurimento scorte, a quel punto il fornitore ci ha dato una seconda partita di gres uguale per tono/colore, ma questa riflette la luce diversamente rispetto alla prima consegna di mattonelle che ci era stata fornita. Il rappresentante dell'herberia post stuccatura ci ha detto che questa differenza potrebbe venir eliminata con prodotti di pulizia quali keranet, ma ho delle perplessità.

Ad oggi mi ritrovo con un pavimento pieno di imperfezioni (perché purtroppo il montatore ha posato anche delle mattonelle sbeccate da subito), non ho mattonelle nuove per sostituire quelle rotte posate (perché anche la seconda partita si è esaurita subito) e in soggiorno open space si vede chiaramente un pavimento in parte lucido e in parte opaco. Il difetto è come se stesse nello smalto : è possibile? In tutto ciò chi mi ha venduto il pavimento pretende il pagamento di quanto fornitomi, anche se scorrettamente mi ha fornito una scelta mista giurandomi che sarebbe stata una prima scelta. Che strada posso percorrere attualmente? Posso tirare su il pavimento o devo aspettare che la colla indurisca? E se mai rovinerei gli impianti fatti sotto? Grazie per la risposta

09/11/2019 - 20:15 - Vale

Gentile Vale, 

grazie per aver letto l'articolo e per la domanda.
Premetto che alcuni aspetti non mi quadrano: 90 mq. ordinati per 70 mq. reali sono troppi... ne bastavano 78mq... 80mq. al massimo! forse eri già a conoscenza che potevano esserci dei difetti e ne hai ordinate in più per questo motivo? 
Inoltre non esiste una scelta mista, o è prima scelta o è una sottoscelta  (seconda, terza...) hai controllato la dicitura nella scatola? deve essere stampata la scelta (troverai stampato I° oppure II° etc).

In ogni caso è chiaro che quella piastrella NON doveva essere posata, era compito del direttore lavori ed in mancanza del cliente INTERROMPERE il posatore, non appena questo ha ravvisato il difetto, e restituire le piastrelle non conformi chiedendo la sostituzione dell'intera partita. Mi scrivi sbeccature, quindi il difetto era grave! 

La nuova partita, se tono e calibro sono identici, dovrebbe essere identica, anche questo è piuttosto strano. Ma non conosco l'azienda produttrice e sicuramente, per quanto posso saperne io, non fa parte dei produttori migliori di piastrelle.

Se pulendo il pavimento non si risolve, non si può più fare nulla se non togliere il pavimento prima possibile e sostituirlo incollando delle nuove piastrelle. Mi spiace di doverti dire che se provi a leggerti le norme Uni vedrai che c'è una parte di responsabilità a tuo carico per cui difficilmente riuscirai ad ottenere il tutto gratuitamente, dovrai cercare un compromesso con il fornitore delle piastrelle ed anche con il posatore. Devi considerare che sostituire un pavimento difettoso PRIMA della posa ha un costo X, sostituire un pavimento difettoso completamente posato ha un costo X+Y.
Difficile, molto difficile, che il fornitore ti riconosca Y.  Stesso discorso vale anche per il posatore. 
La norma Uni pone alcune responsabilità anche in capo al committente per cui, se prendiamo quelle come riferimento, e quindi pone in capo a te una parte del costo di rifacimento.
Io, se fossi in te, proverei a coinvolgere gentilmente e con argomenti "commerciali" il tuo fornitore perché temo che se tu agissi legalmente otterresti solamente X (cioè l'equivalente del costo di sostituzione della piastrella non posata) che è pochissimo, quasi niente, rispetto al costo reale che ora ti toccherà affrontare.

Mi spiace per averti dato brutte notizie, in bocca al lupo! 

09/12/2019 - 19:26 - manager

Buongiorno,
ho acquistato 100 mq di piastrelle da pavimento, stesso prodotto ma formato 120x120 per zona giorno e 60x60 per zona notte.
Le 2 piastrelle risultano una di tonalità calda e l'altra di tonalità fredda, cosa molto evidente nei punti di contatto, e il produttore dice che è normale perché il processo produttivo è diverso. Il campione era 30x60 e di tonalità calda.
Devo credere alla spiegazione del produttore?
Grazie

06/15/2020 - 09:11 - Matteo

Ciao Matteo,

quanto ti è stato detto corrisponde al vero. Le tonalità cambiano anche nello stesso lotto produttivo ma le differenze diventano evidentissime se i processi produttivi sono diversi. Il 120x120 viene quasi sempre prodotto con la tecnica del grès laminato (compressione mediante rulli) mentre i formati minori vengono ottenuti con il processo produttivo tradizionale (compressione mediante pressatura del vassoio di argilla). Impossibile che i due prodotti abbiamo la stessa tonalità a meno che il 60x60 non sia derivato da taglio del formato maggiore.

ciao!

06/17/2020 - 13:46 - manager

Buongiorno,
Ho acquistato un BLEND-PERLA 30.4x60.4 per 80,85 mq di piastrelle da pavimenti. I problemi sono principalmente due. Il ruvido e lo sporco.
Per quanto riguarda il ruvido, io continuo a sostenere che NON è fedele al campione che l’azienda produttrice ha fornito. NON è possibile che se sposto il divano, un comodino o una sedia rimangano le strisciate dei piedini perché le piastrelle sostanzialmente li consumano! Se pulisco con una spugna ruvida (tipo quelle da cucina) mi consuma la spugna, lasciando le strisciate verdi per terra. E’ assurdo!
A cascata viene fuori il secondo problema, la pulizia. Abbiamo provato con qualsiasi acido o prodotto che il rivenditore ci ha gentilmente fornito, ma le piastrelle continuano ad avere una sorta di alone sporco. Diventa veramente difficile tenere pulito, oltre all’enorme fatica che si deve fare per dare una semplice lavata.
Posso chiedere risarcimento dal fornitore e la sostituzione dei pavimenti al loro carico?
Grazie, buona giornata.

07/24/2020 - 20:31 - Fabiana

Ciao Fabiana, 

mi spiace per quanto ti è successo. Se vuoi chiarire la situazione ti anticipo che la ruvidità di una piastrella si può misurare. Se perpecisci una netta differenza tra la superficie del campione visto in show room (liscio) e le piastrelle consegnate e posate (ruvide) ti consiglio un esame della resistenza allo scivolamento mediante confronto tra le due piastrelle determinando i differenti coefficienti di attrito.
Ci sono aziende e laboratori che offrono questo servizio.

Venendo alla domanda sui danni: può essere che si tratti di un errore di inserimento dell'ordine per cui ti è stato fornito un pavimento con un coefficiente di attrito ottimo per essere utilizzato all'esterno ma non adatto all'interno.
In questo caso, cioè in caso di sbaglio del fornitore era necessario che il direttore dei lavori o, in mancanza il committente (quindi tu) bloccassero la posa verificando - all'arrivo del materiale in cantiere - la conformità con quanto ordinato. 

Se, continuando con l'ipotesi, né il direttore dei lavori né il committente ha effettuato questo controllo ci si trova in una situazione di "concorso di colpa", in cui sono più di uno i soggetti che hanno dato origine all'errore.
Il fornitore delle piastrelle (anche se incaricato con un contratto di appalto) non può essere chiamato a rispondere dell'intero danno e pertanto obbligato al rifacimento del pavimento. 

Quanto sopra, questa situazione, è prevista e regolamentata dalle norme Uni en sui pavimenti in ceramica ma se ci pensi ha una logica corretta: se chi avrebbe dovuto controllare lo avesse fatto, il danno sarebbe stato estremamente più contenuto e si sarebbe trattato semplicemente di sostituire le piastrelle sbagliate (non ancora posate) con quelle giuste. Il danno, per tutti, sarebbe stato minimo. 

Capisco che tu, in quanto committente, ti possa trovare a dover valutare aspetti come questo che non sono così immediati per un non-esperto del settore ma proprio per questo la norma prevede che ci sia la figura del direttore lavori.
Per quanto possa apparire strano sono moltissimi i clienti che scelgono di non affidarsi ad un professionista o ad un tecnico esperto e che si reputano in grado di "gestire il cantiere di casa" in autonomia. Ma la cosa è tutt'altro che facile e richiede una preparazione e delle competenze specifiche. Un progettista preparato ed in grado di dirigere un cantiere può far risparmiare soldi, tempo, evitare contestazioni, false attese e, soprattutto, evitare che il cliente finale si trovi a dover gestire situazioni spiacevoli come quella successa a te. 

grazie per la domanda, ciao!


 

08/01/2020 - 11:51 - manager

Effetto stonalizzato sul finto legno : chiedo se è normale che alcune " piastrelle " siano completamente di un colore rispetto ad altre? Non dovrebbero avere all'interno della piastrella stessa le variazioni di colore? Sinceramente così l'effetto è orribile con rettangoli di un colore e altri di altro colore che non si integrano tra loro...chiedo se è normale

02/02/2021 - 09:36 - Alba

Ciao Alba,

le aziende produttrici di piastrelle investono molto per riuscire ad ottenere la "stonalizzazione" all'interno di una partita di piastrelle. Ma le differenze di grafica devono combinarsi armoniosamente tra di loro. Ed in questo non tutte le aziende sono attente e può capitare, come forse è accaduto nel tuo caso, che disponendo queste diverse grafiche sul pavimento il risultato non sia gradevole. Purtroppo non è facile per un acquirente rendersi conto prima di questo aspetto perchè al momento dell'acquisto (sarà capitato anche a te) si esaminano campioni composti da poche piastrelle, cosa che può generare delle false attese.

Le aziende più in gambra indicano il "livello di stonalizzazione" che attribuiscono ad un certo tipo di piastrella. Il livello V1 indica una elevata uniformità, cioè delle grafiche e dei colori molto armonici, con pochissima differenza tra una piastrella e l'altra. D'altro canto il livello V4 indica invece una elevata disubiformità, una stonalizzazione marcata e grande differenza tra ogni singola piastrella che comporrà il pavimento o il rivestimento.

Solitamente la stonalizzazione è coerente con il prodotto che la piastrella va ad imitare: alcuni marmi sono molto stonalizzati mentre ci sono delle arenarie che sono molto omogenee. Nel tuo caso si tratta di grès effetto legno: si tratta di capire se le intenzioni dell'azienda erano quelle di imitare un pavimento rustico e quindi molto stonalizzato...

Prova a verificare, rispetto alle foto "a catalogo" (sul sito), se la differenza è tanto marcata quanto nella realtà.

grazie, ciao!

 

02/02/2021 - 12:16 - michele

Salve!
Ho acquistato un rivestimento per cucina 10x10.
Purtroppo, aprendo le scatole, ci siamo resi conto che solo una piccola quantità è uguale a quella visionata sul pannello in negozio. (Su 130 pezzi solo una ventina).
Delusione forte.
La maggior parte delle mattonelle ha delle macchiette grigie...
Essendo così tante l'effetto visivo cambia e abbiamo deciso di non eseguire il lavoro.
Sul pannello in negozio non sono presenti queste macchie.
Abbiamo fatto fare una pec dall'avvocato per contestare la difformità.
Il rivenditore sostiene che non ci sono difformità,che quello che si vede in negozio è solo orientativo!!!
Insiste sul fattore stonalizzazione ma vi assicuro che non è questo il problema ma le evidenti macchie grigie.
Sembrano due prodotti diversi mescolati nella stessa scatola.
Vorremmo che ci dessero tutti i metri della mattonella scelta in negozio, dato che esiste ed è arrivata,anche se in minima parte... altrimenti vorremmo usufruire del diritto di recesso per difformità anche se il rivenditore non vuole ammettere la realtà.
Cosa ne pensa?
Cosa possiamo fare?
La ringrazio molto.
Nadia

03/21/2021 - 21:33 - Nadia Fachin

Ciao Nadia,

mi spiace per l'accaduto. Chiaramente non riesco ad aiutarti non avendo visto campione e materiale consegnato. Ma, come scriviamo nell'articolo, può succedere che le piastrelle cambino anche a perfetta parità di "ricetta".
Temo che il rivenditore abbia ragione nel sostenere che la differenza tra il campione e quanto consegnato rientri nei margini di normale tolleranza, però potrebbe essere più comprensivo e proporti comunque la sostituzione con un altro prodotto anche perchè, se ho capito bene, si tratta davvero di una piccolissima quantità (130 pezzi di 10x10 sono 1,3 metri quadrati).
Insomma ti consiglio di cercare di trovare un accordo, magari dividendovi le spese per la sostituzione, ma ti sconsiglio di metterla sul piano legale. 
Se, infatti, chiedessi la restituzione per difformità hai una alta probabilità (probabilità e non certezza perchè in Italia affidarsi ad un Tribunale è sempre aleatorio) di perdere la causa. 
Ciao!

03/26/2021 - 16:05 - michele

Buona sera....a marzo 2021 ho ordinato un pavimento gres effetto marmo di formato 120x120...al momento dell'ordine il rivenditore mi comunica uno spessore di 7 millimetri dopo alcuni giorni vedendo sul sito dell'azienda mi accorgo che dal 1 gennaio 2021 la nuova produzione e di 9mm chiamo al rivenditore e chiamando in azienda le confermano la variazione dello spessore dicendo di non avere più piastrelle con spessore di 7 mm visto che la nuova produzione era di 9mm... due giorni fa mi chiama il rivenditore dicendomi che le piastrelle sono arrivate ma sono di spessore 7mm!ora io dico l azienda non mi dovrebbe cambiare la fornitura visto è considerato che mi avevano comunicato lo spessore di 9mm? Grazie in anticipo per la risposta

04/04/2021 - 01:08 - Gero

Buonasera Gero,

come ti abbiamo anche risposto via mail, contrariamente a quanto scrivi, abbiamo verificato che alla data in cui hai ordinato il materiale l'azienda produttrice aveva pubblicato sul sito internet la scheda tecnica della tua piastrella, e lo spessore riportato era 7 mm.
D'altro canto è vero che l'azienda ha comunicato l'intenzione di passare allo spessore 9 mm. per le future produzioni.
A mio avviso legalmente è da ritenere "in produzione" lo spessore 7 dal momento che nel sito è questo lo spessore "pubblicato.
Il cambio allo spessore 9 (se e quando avverrà) non ti da diritto ad avere uno "sconto" sulla tua fornitura e nemmeno il cambio con la nuova produzione, in quanto il prodotto è tuttora "attuale" e non ancora "fuori produzione".
Poi se il negozio dove l'hai acquistato ritiene di volertelo e potertelo sostituire pur di accontentarti, è a loro discrezione farlo, ma ritengo che tu non possa pretenderlo.

Grazie, ciao!

04/15/2021 - 16:07 - michele

Salve,
attenedomi al pannello espositivo ho ordinato una pavimentazione che prevedeva la posa alternata di una piastrella piccola ed una grande. a metà del lavoro il pavimentista si è dovuto fermare perchè le piastrelle grandi erano finite, ed è emerso che in fase di ordinazione l'addetto alla vendita ha commesso un errore nella proporzione , ordinando più del doppio del formato piccolo rispetto al grande. Ho effettuato un secondo ordine del formato grande per compensare . A fine lavoro mi trovo con un avanzo di 8 scatole integre di piastrelle piccole, ho chiesto al venditore di poterle rendere ed avere il rimborso, ma fa storie.

05/25/2021 - 10:50 - tiziana

Ciao Tiziana,

in base a quali motivazioni il venditore rifiuta di accettare il reso??

grazie, ciao!

05/25/2021 - 10:59 - michele

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