Quante piastrelle ordinare?

11/14/2019 - 16:32

La quantità di piastrelle da ordinare è una questione molto più importante di quello che sembra. Un numero insufficiente potrebbe trasformarsi in un grave problema se il tono della fornitura di completamento non è lo stesso di quello con cui si è già piastrellata buona parte dell'abitazione. Per evitare questi problemi occorre calcolare bene la quantità di piastrelle necessarie. Ma quante piastrelle vanno ordinate? che percentuale di spreco - o sfrido - bisogna ipotizzare? 

 

La quantità di piastrelle può diventare un problema?

In questo articolo cercheremo di rispondere alla domanda: "quante piastrelle bisogna ordinare?", capiremo come si esegue il calcolo delle piastrelle necessarie e spiegheremo anche perché sia molto importante calcolare correttamente la quantità da ordinare.
Vedremo, infatti, quali rischi si corrono se non vengono calcolate bene le quantità (e controllate prima della posa) e come evitare che si creino problemi ancora più gravi.

Quante piastrelle ordinare?

Per calcolare la quantità di piastrelle da ordinare prima cosa occorre conoscere le dimensioni dell'area della superficie da pavimentare che vanno calcolati in loco, meglio non fidarsi di disegni magari non aggiornati. 
 
Una volta determinati i metri quadrati dell'area avremo ottenuto le quantità "nette" di piastrelle necessarie. A questo punto dobbiamo calcolare la percentuale sfrido, quindi ipotizzare quante piastrelle verranno sprecate per essere tagliate. 
La percentuale di spreco di materiale dipende da alcuni fattori in particolare:

dimensioni delle fughe: una fuga di maggiori dimensioni implica un minore consumo di piastrelle
schema di posa: per pavimentare una stanza con la posa diritta sono necessarie meno piastrelle rispetto alla scelta di pavimentarla in diagonale
regolarità delle stanze: un rettangolo o un quadrato implicano meno scarti rispetto a forme delle stanze irregolari, come triangoli o trapezi
► presenza nella stanza di colonne, camini in muratura o altri elementi a cui bisogna "girare attorno"
► dimensioni degli ambienti: pavimentare un piccolo bagno è diverso da pavimentare un enorme supermercato. Più gli ambienti da pavimentare sono grandi e (a parità di altre condizioni) lo sfrido di piastrelle diminuisce, anche per la possibilità di "recuperare" le piastrelle tagliate in altri punti del lavoro
formato della piastrella: un formato piccolo (ad esempio un 20x20) ha uno scarto minore rispetto ad un grande formato, come un 100x100.

sfrido piastrelle spreco
Sfrido derivato dal taglio di piastrelle su misura


Quantità di piastrelle e difetti secondo la norma

Oltre a questo va considerato che la norma Uni stabilisce una tolleranza massima di un 5% di piastrelle difettose anche nella prima scelta. Alcune di queste piastrelle difettose potranno essere recuperate per i tagli e per realizzare i contorni, ma altre non potranno essere utilizzate e dovranno essere scartate.

Nell'ordinare le piastrelle si dovrà tenere conto di questa difettosità anche se, va detto, che alcuni bravi produttori sono ben al di sotto di questa soglia e garantiscono una difettosità inferiore allo 0,5%. Chiaramente si tratta di piastrelle di maggiore qualità, molto selezionate e che costeranno di più. 

La percentuale di difettosità è uno degli aspetti che differenzia i prezzi delle piastrelle

Nel caso tu decida di utilizzare piastrelle di seconda o di terza scelta, la difettosità è il 100% dei prodotti. Sicuramente se hai intenzione di acquistare una sottoscelta, quindi, sai già che dovrai tollerare che vengano posate piastrelle difettose. Ma per quanto tu sia tollerante alcune piastrelle (un buon 10% solitamente) non saranno utilizzabili perchè il difetto sarà troppo grave per consentirne la posa. 

 

 

Quantità di piastrelle e abilità del posatore

Due parametri difficili da calcolare sono l'abilità manuale del posatore, la sua capacità di recuperare i ritagli e... la "fortuna".
Per quest'ultimo aspetto si tratta di tenere in considerazione il fatto che le piastrelle vanno infatti forate o tagliate, ad esempio per la presenza di prese elettriche o tubazioni idrauliche o scarichi. Ebbene se il foro cade in una posizione difficile, vicino al bordo o all'angolo della piastrella, è molto probabile che la piastrella si rompa durante il taglio. In questo caso il posatore continuerà a provare finché ci riesce, sprecando un certo numero di piastrelle. 

calcolare mq piastrelle
In questo caso i nostri posatori hanno forato la lastra senza romperla!


Quantità di piastrelle da tenere di scorta

Oltre agli aspetti visti, che andranno a determinare la percentuale di quantità di piastrelle da aggiungere alla superficie netta, va tenuta presente l'opportunità di tenere alcune piastrelle di scorta al termine dei lavori. Questo ci permetterà di riparare il pavimento o il rivestimento nel caso in cui si presenti la necessità. 

Tieni presente che se non ordini un po' di piastrelle in più da tenere di scorta quando si dovesse presentare la necessità di sostituirne anche una solamente, sarai costretto ad usare una piastrella differente perchè sarà impossibile trovarla uguale. 
 

Percentuale di piastrelle da ordinare rispetto alla superficie netta

Vediamo due casi abbastanza comuni:

1. Dobbiamo ordinare le piastrelle per un pavimento di una abitazione di circa 100 mq con stanze regolari, assenza di elementi critici, con posa diritta e con un formato della piastrella 60x60. In questo caso è necessario calcolare una percentuale di piastrelle superiore, rispetto alla superficie netta, di circa l'8%. Quindi vanno ordinati 108 mq.
In questo modo rimarranno anche alcune piastrelle di scorta, circa un metro quadrato. 

2. Dobbiamo pavimentare con la stessa piastrella, 60x60, e sempre con la posa diritta, un bagno di 7 mq. In questo caso lo sfrido è superiore e la percentuale da utilizzare per il calcolo dell'ordine è di almeno il 20%. Quindi per 7 mq. reali devo ordinarne 8,4. Anche in questo caso avrò quasi un metro quadrato di scorta a fine lavori.  

Il progetto della piastrellatura non va variato

Una variazione "in corso d'opera" degli schemi di posa o dei progetti previsti per i pavimenti o per i rivestimenti in piastrelle può determinare l'insufficienza delle piastrelle. 
Se si era deciso, al momento dell'ordine, di posare un pavimento "diritto", non è raccomandabile cambiare idea al momento della posa, scegliendo di posarlo "in diagonale" perché le piastrelle non basteranno.
Così come bisogna attenersi agli schemi di posa concordati al momento dell'ordine: se li modifichiamo le piastrelle previste non saranno necessarie. 

piastrelle mq
Progetto in fase di realizzazione

E se le piastrelle sono insufficienti?

Se a fronte di una certa superficie da pavimentare le piastrelle risultano insufficienti il danno può essere minimo o rilevantissimo, a seconda di alcuni aspetti. 
La cosa più importante è il momento in cui viene scoperto, se prima o al termine della posa.

► Se ce ne accorgiamo prima di posare:
Se ce ne si accorge PRIMA di iniziare a posare si può facilmente porre rimedio ordinando il quantitativo che manca e sperando che sia in pronta consegna e dello stesso tono e calibro del materiale arrivato. 
Anche nel malaugurato caso in cui non si riesca a trovare un tono ed un calibro uguali a quelli del materiale consegnato, si tratterà di sostituire l'intera partita ordinata con una nuova partita nelle giuste quantità. Il tutto si risolve in qualche giorno e poi si procede con la posa.

Se ce ne accorgiamo alla fine della posa
Se al termine dei lavori di posa ci accorgiamo che mancano pochi metri per completare il pavimento, il rischio è davvero importante. Occorre immediatamente ordinare la stessa piastrella specificando tono e calibro. Se è disponibile il tutto si risolve senza complicazioni, salvo qualche giorno di ritardo per ritirare il materiale. Se invece il materiale non è disponibile nello stesso tono e calibro bisognerà prima provare con un tono "abbinabile" e cioè molto simile a quello posato e sperare che sia accettabile esteticamente (se l'azienda produttrice indica "tono abbinabile" solitamente lo è). In caso contrario, se non si trova un tono abbinabile, occorre rimuovere l'intero pavimento, con un danno notevole. 
Occorrerà, infatti, distruggere la piastrellatura, si comprometterà quasi certamente il massetto in alcuni punti (per cui occorre ripristinarlo), dopodiché si dovranno smaltire i residui e riposare il pavimento. 

Chi decide quante piastrelle ordinare? 

Analizziamo quello che dice la norma Uni 11493-1 che attribuisce ai vari protagonisti compiti e responsabilità. 
Due sono gli aspetti da determinare:

► chi deve occuparsi di definire la quantità di materiale da ordinare e
► chi deve controllare che la quantità ordinata sia corretta. 

Compito del committente (cliente finale) è quello di "definire requisiti tecnici ed estetici della piastrellatura" ma non quello di determinare le quantità da ordinare.

Questa responsabilità, leggendo la norma, sembra essere posta in capo al progettista incaricato (architetto, geometra o ingegnere che ha firmato il progetto per il Comune) al quale spetta il compito di "individuare la soluzione costruttiva e dimensionare la piastrellatura". In mancanza di progettista - ad esempio per lavori di manutenzione ordinaria in cui il committente decida di non avvalersi di un professionista - tale funzione dovrà essere svolta da un'altra persona. La norma dice che "se non è prevista la figura del progettista in sede contrattuale sono individuate, valutate e attribuite le competenze e responsabilità pertinenti".  

E nel caso in cui vi sia 
► mancanza di un progettista e anche 
► mancanza di una precisa individuazione contrattuale di una terza persona?
In mancanza di individuazione la norma sembra attribuisca la responsabilità di determinare le quantità al committente, che però non ha le capacità tecniche di farlo. 

Nella normale prassi, infatti, quello che accade spesso è che:

1. anche nel caso in cui ci sia un progettista lo stesso non venga coinvolto nella determinazione delle quantità che viene delegata al negozio di piastrelle o al posatore; 
2. che in lavori in cui il progettista non c'è il committente si affidi al negozio (o al posatore) presso il quale ha acquista le piastrelle.

Quindi, nella prassi, è quasi sempre il fornitore di piastrelle a determinare la quantificazione delle piastrelle e a sottoporre al cliente finale l'ordine. Certamente il cliente può accettare, firmando l'ordine, oppure può ritenere eccessivo un quantitativo e volerlo ridurre. 
In questo ultimo caso è bene che venga riportata nel contratto la quantità modificata dal cliente con una annotazione in modo che sia chiaro che la responsabilità è stata assunta dal committente.

Chi controlla le quantità prima di iniziare a posare? 

La norma non lo dice ma questo controllo, a mio avviso, spetta alla direzione lavori che deve verificare la corrispondenza tra le quantità determinate dal progettista e le quantità che vengono consegnate.
In mancanza di direzione lavori è un controllo che spetta al committente con l'assistenza del posatore. 
 
Attenzione: non ci si deve limitare a contare le scatole sul bancale ma, sempre con l'aiuto del posatore, è necessario sbancalare le scatole per accertarsi che le piastrelle all'interno siano integre. Potrebbe essere, infatti, che alcune scatole di piastrelle - solitamente nella parte bassa del bancale - siano state danneggiate durante il trasporto ed il danno non sia visibile esteriormente. Sarà sufficiente movimentare manualmente le scatole per accorgersi immediatamente della presenza di piastrelle rotte. 

Se in questa fase ci si accorge che la quantità è insufficiente non si deve procedere con la posa ma bisogna accertarsi se sono disponibili altre piastrelle, dello stesso tono e calibro, ed integrare l'ordine. Solo dopo avere la sicurezza che la quantità è sufficiente o che è stata correttamente integrata si potrà procedere.
In caso di mancato controllo prima della posa il danno, come abbiamo detto, può divenire molto più ingente e la responsabilità del maggior danno subito ricade su chi non ha eseguito tale controllo. 

 

 

 

 

Specializzazione: Michele è uno dei quattro fratelli Pellizzari, ha una fortissima passione per la storia e l'architettura: è il nostro "Professore"

Michele è nato e vissuto ad Arzignano. Fin da piccolo (ci racconta la mamma) ha sempre amato leggere, più che giocare.

Commenti

Descrizione molto interessante e spiegata in maniera impeccabile.
Volevo però chiederle un consiglio.
Ho ordinato 75 mq di ceramica effetto legno con grado di stonalizzazione v3, qundi molto differenti nel tono l'un l'altro.
Nella malaugurata ipotesi che il pavimento non dovesse bastare, avrei comunque dei problemi visto che le ceramiche hanno tonalità differenti l'un l'altro?
Volevo porle un' ultima domanda, visto che tutte le stanze hanno una forma regolare, utilizzando un pavimento da 20*120 cm su una superficie di 68mq, ho calcolato un 10% di sfrido, che mi riporta ai 75 mq ordinati, crede che possano bastare?
Cordiali saluti.

05/30/2019 - 11:58 - Corrado

Buongiorno Corrado, 

si, la quantità ordinata è corretta: un 10% di sfrido con una superficie regolare ed un formato 20x120 è una percentuale corretta.

E sì, nella malaugurata ipotesi che il pavimento non dovesse bastare, potresti avere dei problemi, nel senso che potresti non trovare più piastrelle dello stesso lotto produttivo di quelle che hai ordinato.
Il fatto che le piastrelle siano stonalizzate (V3 come scrivi) non ci mette al riparo da questo rischio perché la miscela dei colori viene stabilita per ogni lotto produttivo in modo che sia armonica.  
Certamente rispetto ad un pavimento in tinta unita la differenza tra due lotti produttivi si vedrà meno ma la differenza, tra un lotto produttivo di piastrelle ed un altro,  si presenta anche nel caso di prodotti stonalizzati.

Grazie per la domanda! buona giornata

 

06/02/2019 - 11:11 - manager

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