Legno per pavimenti

Caratteristiche del legno e degli alberi per la produzione di pavimenti in legno

18/02/2021

Il legno è il primo materiale da costruzione utilizzato dall'uomo. Il suo utilizzo si perde nella notte dei tempi ed i numerosi ritrovarmenti archeologici ne testimoniano l'efficacia e la diffusione in tutto il mondo. È stato utilizzato per secoli ed è protagonista anche nelle abitazioni moderne.

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Pavimenti in legno

 

Stai pensando ad un nuovo pavimento in legno per casa tua? Prima di lanciarti nella scelta della giusta essenza o delle lavorazioni di superficie che avrà il tuo tavolato, ti suggerisco di dare un occhiata a questo articolo in cui ti parleremo di come sono fatti gli alberi e di quali parti del legno siano più adatte per realizzare il tuo pavimento.  
In poche righe capirai quale parte dell'albero dovrebbe essere utilizzata per il tuo pavimento in legno e perché. 

pavimenti in legno a Vicenza

 

In questo articolo in particolare parleremo di:

Buona lettura!

 

Pavimento in legno per una casa... IN LEGNO!

Per questo pezzo di casa costruito con una struttura in legno, in collaborazione con NaturalmenteCasa, i clienti hanno optato per delle splendide tavole in legno anticato, morciato, sbiancato e piallato a mano!

Scopri la realizzazione:

Come arredare una casa in legno, Vicenza

Il legno per parquet: caratteristiche, tipologie, classificazioni

Il legno è il primo materiale da costruzione utilizzato dall'uomo. Il suo utilizzo si perde nella notte dei tempi ed i numerosi ritrovamenti archeologici ne testimoniano l'antica e conosciuta efficacia e la sua diffusione in tutto il mondo. È stato utilizzato per secoli e numerose sono le tracce di edifici o parti di essi che hanno superato la prova del tempo giungendo fino a noi. 

In questo articolo cercheremo di rispondere ad alcune domande, che probabilmente ti sei fatto anche tu:  
► quali sono le caratteristiche che deve avere il legno per diventare un pavimento?
► quali alberi e quali porzioni di albero sono migliori e quali peggiori per un parquet?

 

Perchè è così bello mettere i piedi sul pavimento in legno? Scoprilo in questo articolo: Scalzi sul legno

Un pavimento in rovere per una ristrutturazione a Vicenza

Nella ristrutturazione di un ex convento a Vicenza abbiamo abbracciato la pavimentazione con un pavimento in legno di rovere cashmere, di un grigio caldo e avvolgente, molto dark.

Guarda la ristrutturazione finita:

Pavimenti e bagni in una ristrutturazione a Vicenza

Che cos'è il legno?

Iniziamo con la definizione: "Il legno è un materiale di origine biologica che viene prelevato da organismi vegetali: gli alberi".

Attenzione: rispetto a quanto intendiamo nel parlare comune, in termini scientifici con "legno" non si intende l'intero albero abbattuto ma si identifica una precisa porzione dell'albero.

Si tratta della parte centrale del tronco, della struttura portante della pianta e si distingue dal "cambio" e dalla "corteccia", altre due porzioni dell'albero.

Prima di trasformarsi in legno, quando è giovane ed elastico, questo materiale biologico adempie ad un compito molto importante: quello di collegare la chioma e le radici per permettere lo scambio di acqua e sostanze nutritive.

Con il tempo perde elasticità e lascia questo compito alle nuove cellule che si formano all'esterno diventando più robusto e tenace e la sua funzione diventa quella di supportare l'albero. 

Pavimenti in legno per interni: casa a Vicenza

In questa casa realizzata in legno locata a Vicenza, i clienti hanno deciso di impiegare una rovere sbiancato. Girata la casa lo troverete anche in bagno: questa coppia l'ha proprio amato!

Fai un tour della casa con noi:

Casa in legno a Vicenza, le moderne finiture

Conifere o latifoglie per il parquet di casa?

Prima di parlare delle singole essenze, iniziamo con il dire una cosa che sicuramente saprai e cioè che gli alberi possono essere raggruppati in due classi distinte: le conifere e le latifoglie. 

  •  Le conifere sono note anche come sempreverdi in quanto mantengono per tutto l'anno gli aghi o le foglie lanceolate.
  • Le latifoglie in genere sono decidue e perdono le foglie prima dell'inverno per poi produrne di nuove in primavera. 

Qualche volta queste due speci vengono anche distinte con i nomi "legno dolce", per le conifere, e "legno duro" per le latifoglie. Nomi che iniziano a dirci qualcosa di interessante per il tuo pavimento in legno. 

Questa suddivisione in genere corrisponde alla realtà: le conifere offrono un legno meno duro delle latifoglie (che sono, quindi, preferite per diventare parquet), anche se c'è qualche eccezione. 

Un pavimento in legno chiaro per una casa a Valdagno

In questa costruzione ritroviamo nella pavimentazione (e in parte del mobilio) un legno di rovere oliato color creta: un chiaro pavimento in legno moderno che avvolge quasi tutta la casa.

Fatti stupire da tutta l'abitazione:

Arredamenti su misura a Valdagno

Il fusto, gli anelli nel legno e l'età dell'albero

Un'altra cosa che sicuramente saprai riguarda gli anelli di accrescimento del legno. 
Sia le conifere che le latifoglie sono caratterizzate dall'avere un fusto, un tronco. Quando tagliamo il fusto sappiamo di trovare una serie di anelli concentrici che rappresentano la quantità di legno che si forma durante un anno della vita dell'albero. In modo più o meno facile contando gli anelli possiamo determinare l'età dell'albero

Ma questi anelli ci danno anche altre informazioni. 
In ogni anello sono presenti due zone:
► la zona primaticcia, che si forma all'inizio del periodo di ripresa vegetativa (primavera) e
► la zona tardiva che si forma nel periodo di stasi vegetativa (autunno)

ANELLI DI ACCRESCIMENTO

Inoltre, come abbiamo accennato all'inizio, la posizione dell'anello (anelli centrali vs anelli periferici) differenzia le funzioni che le diverse parti del tronco svolgono negli anni:

►gli anelli più periferici (più freschi) servono per trasportare la linfa e prendono il nome di vasi;
►gli anelli più interni, più vecchi, si sono trasformati in fibre che svolgono solo un'azione di sostegno della pianta.

Pavimento in legno per interni: casa a Recoaro (Vicenza)

In questa ristrutturazione di una casa di corte a Recoaro, il legno occupa i due piani superiori della casa, entrando persino nel bagno della zona notte!

Guarda il risultato della ristrutturazione:

Ristrutturare casa a Recoaro

Gli anelli e le venature nel parquet

Gli anelli ci interessano perché sono quelli che "disegnano" nel tuo parquet le venature e le fiammature. La crescita della pianta non è perfettamente omogenea in tutte le direzioni per cui quando si va a sezionare il tronco in piccole assicelle che diventeranno il parquet di casa tua, l'intersezione tra il taglio e gli anelli di accrescimento genererà dei disegni in superficie, delle linee diritte o curve. 

Oltre che condizionare il risultato estetico, queste linee hanno anche delle conseguenze sulla stabilità del tuo pavimento in legno. Vediamo quindi entrambi gli aspetti iniziando dall'estetica. 

Pavimento in legno per interni a Montecchio Precalcino

Questa giovane coppia ha deciso di posare nella zona notte e per le scale interne di casa un bellissimo pavimento in legno di rovere, nodoso e verniciato opaco. Hanno aggiunto anche un sistema di riscaldamento a pavimento!

Clicca qui per vedere la casa:

Interni casa in legno a Montecchio Precalcino, Vicenza

Parquet: venature minimal o rustiche?

Se cerchi un pavimento in legno minimal, omogeneo, moderno probabilmente preferirai delle trame lineari, delle linee parallele alla lunghezza della tavola, senza nodi, senza linee curve o fiammature. Viceversa se vuoi un pavimento rustico apprezzerai i disegni irregolari, le fiammature, l'andamento sinuoso disegnato dagli anelli nelle tavole. E sarai disposto ad accettare qualche nodo. 

Un parquet con una trama lineare si dirà "rigato" o "rigatino" o "rigatino fine". Queste sono definizioni commerciali. Qualcuno lo definisce anche "di prima scelta" o di "scelta selezionata".
Effettivamente questo tipo di materiale è più difficile da ottenere, richiede un taglio delle tavole che spreca più legno (taglio radiale: dal centro all'esterno)

taglio tavole parquet radiale

Mentre quello che viene definito "fiammato" oppure "di seconda scelta" è più comune, se ne ottiene di più da un albero anche perché si ottiene da tagli "paralleli", cioè l'albero viene tagliato "a fette":

taglio dell'albero tavole parallele

Evidenti venature del pavimento in legno: casa ad Arzignano

Per questa abitazione i clienti hanno optato per un pavimento in rovere verniciato dal colore mandorla: un parquet in terza scelta, questo spiega le fiammature e la presenza costante di nodi.

Fai un tour della casa:

Pavimenti e bagni ad Arzignano

Anelli, venature e stabilità del parquet

Ma non è solo una questione estetica: le tavole che presentano un andamento regolare e parallelo delle venature sono più stabili.

Nel caso, ad esempio, di posa su impianto radiante, un parquet con le venature disposte regolarmente avrà dei movimenti lineari. Al momento dell'accensione dell'impianto si ritirerà uniformemente nei lati e al momento dello spegnimento il ritiro sarà altrettanto regolare. 

Gli stessi movimenti, in una tavola con venature ondulate, irregolari ed interrotte da nodi, saranno non-lineari. 

Lo stesso discorso varrà anche per la scelta del legno da posare su delle scale: Scale in legno

La posa di un pavimento in legno a Camisano Vicentino

In questa casa nuova realizzata a Camisano Vicentino, la famiglia ha scelto un pavimento in legno scuro: si tratta di un rovere con una particolare ossidatura fatta artigianalmente con delle terre.

Scopri tutta l'abitazione:

Casa nuova a Camisano Vicentino

La tessitura del legno

Abbiamo detto che la porzione che ci interessa per essere utilizzata al fine di realizzare pavimenti in parquet è il "legno" che, abbiamo visto essere la parte più vecchia del tronco, quella che è divenuta la parte di supporto dell'albero. 

Le dimensioni delle cellule del legno, le fibre legnose, determinano la "tessitura" del legno. A seconda delle diverse essenze - e cioè dei diversi alberi -  la tessitura può essere fine, media o grossolana.

La tessitura ci interessa perché, assieme alla "venatura" e cioè al disegno che si crea grazie agli anelli di accrescimento, va a determinare l'estetica del nostro futuro parquet. 

Pavimento in legno per un attico a Vicenza

In questa realizzazione i clienti hanno puntato su un bellissimo parquet di rovere, ricavato quindi dall'albero di quercia, scuro sui toni del tabacco e del nocciola, stonalizzato e con molte venature.

Vai a scoprire il resto della casa:

Parquet rovere e bagni moderni: un attico a Vicenza

Le porzioni del tronco: durame, alburno, midollo e legno

Ma se il legno è la parte più interessante al fine della produzione di pavimenti in legno, quali sono le altre parti dell'albero? E alcune di esse possono essere utilizzate per produrre pavimenti? o sono, addirittura, pericolose? 

Generalmente il tronco di una pianta si suddivide in 5 strati:
► il midollo
► il legno
► il cambio
► il libro
► la corteccia

Le ultime tre porzioni sono quelle più superficiali, la parte "viva" dell'albero, ma anche la parte più "morbida" che, per questo, non dovrebbe essere utilizzata per produrre pavimenti. (anche se talvolta mi è capitato di vederla, specie in parquet di provenienza "esotica")

Anche il midollo, la parte più interna della pianta, svolge una funzione di trasporto della linfa e non dovrebbe essere utilizzato perché potrebbe provocare movimenti anomali nelle tavole e permettere la raccolta di umidità al suo interno.

A tal proposito, ecco un articolo che spiega come il legno si rapporta all'umidità: Pavimenti in legno ed umidità

Pavimento in legno chiaro posato a spina a Vicenza

In questa casa dal gusto prettamente classico, abbiamo posato un pavimento in legno chiaro con schema a spina di pesce.

Fai un tour dell'abitazione:

Bagni in stile classico a Montecchio - Vicenza

Il legno: la porzione da usare per i pavimenti

Abbiamo visto come la porzione del tronco che dovrebbe essere utilizzata per produrre i pavimenti sia, dunque, solo quella denominata "legno". 

Abbiamo anche imparato che è errato utilizzare questa parola in senso generico. Quando si parla di legno, generalmente, si intende tutto il materiale di cui è composta la pianta, ad eccezione delle foglie. Ed invece questa parola si riferisce solo ad una specifica porzione dell'albero.

Ma non è finita: anche all'interno del legno si trovano (e si devono distinguere) due materiali differenti, uno di più elevata qualità ed uno che non andrebbe utilizzato. 

 

Se sei interessato alla pavimentazione in legno ecco un articolo adatto a te: pavimenti in legno

Bagni con il pavimento in legno a Vicenza

In questa casa nel vicentino i pavimenti in legno vengono posati anche in bagno! Parliamo di un legno molto scuro, un rovere fumè molto profondo.

Fai un giretto nelle stanze della casa:

Ristrutturare casa a Caldiero

Durame o alburno per produrre un parquet?

Il legno, infatti, è a sua volta costituito prevalentemente da:
► durame e
► alburno.

Il primo all'interno ed il secondo all'esterno del tronco. 

Durame e alburno

Perché è importante distinguere tra alburno e durame?

Perché il durame è la parte più interna del tronco e ha una maggiore resistenza agli attacchi da funghi e insetti ed ha una maggiore durezza. 
L'alburno, invece, è attaccabile da insetti e tarli, è più permeabile ai liquidi ed ai vapori (soffre di più in caso di ambiente umido o allagamenti incidentali), è meno duro. Ai tarli abbiamo dedicato un interessante articolo: 

LEGNO E TARLI

Pavimento in legno a spina

Questo bellissimo pavimento in legno di rovere è stato morciato, spazzolato e verniciato: un pavimento piuttosto scuro, nodato e stonalizzato. La particolare posa a spina di pesce ungherese lo rende unico!

Fai un giro dell'attico:

Ristrutturare attico a Vicenza

Come distinguere la presenza di alburno sul parquet?

In alcuni casi durame e alburno possiedono una diversa colorazione e si parla di legno a durame differenziato. L'alburno è evidente in essenze come il rovere o il noce dove si presenta sotto forma di striature di colore chiaro. 

In altre speci, come all'Acero, l'alburno non è visibile e si parla quindi di "legno a durame indifferenziato". 

Dato che il durame offre caratteristiche migliori rispetto all'alburno quando dovrai scegliere il tuo pavimento chiedi di poter acquistare un parquet privo di alburno. Ti accorgerai che un tavolato in legno senza presenza di alburno costerà di più che l'equivalente con presenza di alburno, che viene considerata una "sottoscelta". 

Ne abbiamo parlato anche qui:  

L'ALBURNO NEL PARQUET È UN DIFETTO ?

Pavimenti e scale in legno a Verona

In questa casa moderna la pavimentazione è divisa da tre materiale, uno di questi è il legno: un rovere caldo e nodato che contrasta con il bianco e il vetro dell'abitazione.

Clicca qui per vedere tutto l'articolo sulla casa:

Verona: pavimenti e rivestimenti personalizzati e creativi

Il legno: dizionario per non addetti ai lavori

 Per conoscere l'elemento che costituisce il tuo parquet ti lascio un elenco di terminologie utili alla conoscenza del legno:

TERMINOLOGIA PER IL LEGNO: "A"

ADESIVO: Sostanza in grado di tenere uniti due elementi (dello stesso materiale o di materiali diversi) tramite la formazione di una superficie di interfaccia che promuove l’adesione. È un termine generico che include cemento, mucillagini, resine ed altro; è usato come sinonimo di “colla”. Nel caso dei pavimenti in legno sono importanti sia gli adesivi che vengono stesi sul massetto e che devono ancorare allo stesso i pavimenti in legno, sia quelli che vengono utilizzati per assemblare un prefinito multistrato in fabbrica.

ALBURNO: Porzione periferica fisiologicamente attiva (contiene anche cellule vive e conduce la linfa) del legno di un albero in piedi; spesso si distingue dalla porzione centrale di durame per essere più morbida e per il colore generalmente più chiaro e per la maggiore suscettibilità agli attacchi da parte di insetti xilofagi. La presenza di alburno è motivo di declassamento del parquet.

ALTERAZIONE CROMATICA: Alterazione del colore naturale del legno non dovuta ad essiccazione ma a cause artificiali (per l’applicazione di sostanze coloranti) o a cause naturali (esposizione alle intemperie, interazioni chimiche, attacchi da funghi ecc.). L’alterazione cromatica più conosciuta è l’ossidazione: a causa della luce il parquet diventa più scuro o comunque cambia colorazione rispetto alle porzioni protette dalla luce (ad esempio sotto i tappeti).

ANELLO DI ACCRESCIMENTO: Strato di accrescimento periodico del legno di un albero, spesso ben visibile nella sezione trasversale del fusto, dove gli anelli si presentano concentrici rispetto al midollo. Include generalmente una porzione di “legno primaticcio” e una di “legno tardivo” e presenta ampiezza variabile in funzione di svariati fattori legati all’accrescimento della pianta. Il periodo ha generalmente valenza annuale per cui contando gli anelli di accrescimento ci consente di stimare l’età dell’albero.

ANISOTROPIA: Si ha quando una determinata caratteristica non ha comportamento omogeneo in tutte le direzioni di un materiale. In particolare nel legno si ha una notevole anisotropia dei ritiri: mediamente il ritiro in direzione tangenziale è doppio rispetto a quello in direzione radiale, mentre il ritiro longitudinale è molto ridotto, circa 1/10 di quello radiale, perciò in molti casi può essere trascurato.

ANOBIUM PUNCTATUM: Insetto, comunemente noto come “tarlo”, che attacca l’alburno di alcune specie legnose. In alcuni casi i danni possono estendersi sino al durame. È particolarmente diffuso nelle aree a clima marittimo e ovunque prevalgano condizioni di elevata umidità.

APPRETTO: Noto anche come “primer” o “promotore di adesione”, è un prodotto che ha lo scopo di preparare la superficie del sottofondo per ottimizzarne la compatibilità con il sistema di adesivo previsto per la posa della pavimentazione. Si stende a pennello o con un rullo su un massetto che necessita il miglioramento di adesione o su un pavimento in ceramica.

ARCUATURA: Deformazione di una tavola di parquet nel senso della lunghezza e perpendicolarmente alla sua faccia.

TERMINOLOGIA PER IL LEGNO: "B"

BARRIERA VAPORE: Materiale relativamente impermeabile, costituito ad esempio da una lastra di alluminio, un film plastico, o un foglio di carta impregnata in maniera adeguata, utilizzato per impedire il passaggio dell’umidità. La posa della barriera al vapore è obbligatoria sotto al massetto.

BISELLO: Detto anche “Smusso” è una lavorazione a 45° sul bordo della tavola che ha la finalità di rendere non spigoloso e non tagliente il bordo ed evitare, così, il formarsi di gradini tra una tavola e l’altra.

BORDO: Superficie longitudinale perpendicolare alla faccia di un elemento. Si dirà, per esempio, del bordo che rifinisce un pavimento in prossimità del foro della scala che molti chiamano anche “ricorrenza”.

TERMINOLOGIA PER IL LEGNO: "C"

CONDUTTIVITÀ TERMICA: Quantità di calore che passa nell’unità di tempo attraverso una superficie unitaria di spessore unitario di un materiale quando la temperatura delle facce opposte differisce di un grado centigrado. La conduttività termica è uno degli elementi che occorre considerare quando si valuta il tipo di pavimento da incollare su di un massetto radiante (cioè che contiene un impianto a pavimento).

CONTROFACCIA: Superficie opposta alla faccia, è la parte che verrà incollata sul letto di posa. In un pavimento in legno prefinito multistrato ha la funzione di rendere più stabile il parquet.

CRETTO: Fessurazione del legno, normalmente sviluppantesi in direzione longitudinale, stretta, poco profonda e di limitata lunghezza. Può essere provocata artficiosamente nel caso in cui si voglia ottenere un parquet rustico ed in questi casi, spesso, si va poi a stuccarla con impasti di resina e terre per rendere l’aspetto di legno antico, vissuto e calpestato.

TERMINOLOGIA PER IL LEGNO: "D"

DEVIAZIONE DELLA FIBRATURA: Espressione dell’angolo formato dalla fibratura rispetto ai bordi longitudinali di un elemento.

DISLIVELLO: Differenza in altezza fra le facce di due elementi adiacenti posati su una superficie piana. Un dislivello eccessivo è un difetto di posa.

DURABILITÀ: Capacità del legno, o di un prodotto derivato, di resistere alla degradazione indotta da sollecitazioni ambientali (di natura fisico-chimica) e biologiche (causate da batteri, funghi, insetti e altri organismi).

DURAME: La porzione di legno più indicata per ottenere pavimenti in legno. Si trata della porzione centrale fisiologicamente inattiva (non contiene più cellule viventi e non conduce più la linfa) del legno di un albero in piedi che si estende tra il midollo e l’alburno, distinguendosi dalla circostante corona circolare di alburno per il suo colore generalmente più scuro (nelle specie a durame differenziato) e per la maggior durabilità naturale, dovuta alla frequente presenza di composti fenolici, gomme, resine e altre sostanze con proprietà antisettiche.

DUREZZA: Proprietà del legno che indica la sua resistenza alla penetrazione. Si misura con un indice detto “Brinnell” ed è generalmente ben correlata alla massa volumica.

TERMINOLOGIA PER IL LEGNO: "E"

ESPANSIONE TERMICA: Aumento reversibile delle dimensioni di un materiale causato da un aumento di temperatura. Va considerato quando si posa un pavimento in legno su un impianto radiante, ed è il motivo per cui servono i giunti perimetrali.

TERMINOLOGIA PER IL LEGNO: "F"

FACCIA: Superficie dell’elemento destinata a restare in vista a posa ultimata. E’ la faccia che subirà le lavorazioni di levigatura e verniciatura in opera, nel caso di legno massiccio, oppure che subisce le varie finiture in fabbrica nel caso di legno prefinito.

FALCATURA: Deformazione di un elemento nel senso della lunghezza, perpendicolarmente al bordo.

FASCIA E BINDELLO: Schema di posa classico che prevede la realizzazione di una zona perimetrale del rivestimento della pavimentazione, formata da elementi di legno con geometria di posa variata rispetto a quella predominante (fascia), e posti come raccordo fra differenti geometrie di posa (bindello).

FIANCO: Superficie del bordo al di sopra o al di sotto della femmina.

FIBRATURA: Da non confondere con “tessitura” o “venatura”, è la direzione prevalente degli elementi anatomici principali (fibre o tracheidi)
in un fusto o in un semilavorato. In un albero in piedi la fibratura decorre parallelamente al suo asse di accrescimento e determina le maggiori caratteristiche di resistenza lungo quella direzione.

FIGURA: Aspetto visivo della superficie del legno prodotto dalla combinazione di anelli di accrescimento (che appaiono diverse a seconda delle modalità di taglio), raggi parenchimatici, nodi, deviazioni della fibratura rispetto ad una condizione naturale e da colorazioni irregolari.

FINITURA: Trattamento delle superfici di un semilavorato con pittura, vernice o impregnante al fine di proteggerle, modificarne il colore o evidenziarne le caratteristiche decorative. Il termine è usato anche per indicare le operazioni di calibratura e levigatura che precedono i suddetti trattamenti ed anche per le lavorazioni come l’effetto sega, la piallatura, l’effetto onda, le tarlature, le morciature etc.

TERMINOLOGIA PER IL LEGNO: "G"

GEOMETRIA DI POSA O SCHEMA DI POSA: si tratta del disegno che nasce dalla modalità in cui vengono posati gli elementi che compongono la pavimentazione. Le geometrie di posa più comuni sono: tolda di nave, spina italiana, spina ungherese, cassero etc.

GIUNTO: il giunto di contrazione o giunto di dilatazione può essere sia perimetrale (e quindi sotto al battiscopa) che centrale, a suddividere campiture di materiale nel caso in cui il progettista o il direttore dei lavori lo reputi indispensabile.

GLOSS: esprime l’unità di misura della brillantezza delle superfici, in questo caso, del parquet. Solitamente si utilizza per definire la lucentezza di una vernice e può essere misurata con uno strumento idoneo che misura la riflessione della luce secondo un determinato angolo di incidenza.

TERMINOLOGIA PER IL LEGNO: "I"

IMBARCAMENTO: con questo termine si intende la deformazione di un elemento ligneo (quindi di una tavoletta di parquet) nel senso della larghezza. L’imbarcamento può essere sia concavo che convesso.

INSETTI XILOFAGI: sono insetti che si nutrono del legno Pavimento in legno e tarli

INVECCHIAMENTO: effetto meccanico e fisico-chimico rilevabile sul legno determinato dall’esposizione ad alcuni agenti quali luce solare, vento, polvere, calore e variazioni di umidità.

TERMINOLOGIA PER IL LEGNO: "L"

LAMINATO: si tratta di un pannello stratificato il cui strato superficiale presenta un decoro fotografico che riproduce una tavola di legno. Anche le dimensioni del laminato ricordano quelle di una doga di legno.

LEGNO A POROSITÀ ANULARE: caratteristica del legno di alcune latifoglie in cui gli elementi vasali (o pori) visti in sezione trasversale appaiono di più ampio lume cellulare all’inizio di ciascun anello di accrescimento e diminuiscono di dimensioni più o meno bruscamente verso la porzione esterna dell’anello, formando pertanto una cerchia interna porosa ben distinta, nota come legno primaticcio, e una zona più esterna di pori a lume ridotto, nota come legno tardivo.

LEGNO A POROSITÀ DIFFUSA: caratteristica del legno di alcune latifoglie in cui gli elementi vasali (o pori) visti in sezione trasversale appaiono di dimensione e distribuzione uniformi all’interno di ciascun anello di accrescimento o solo lievemente e gradualmente decrescenti verso il limite esterno dell’anello.

LEGNO PRIMATICCIO: porzione dell’anello di accrescimento che si forma durante la prima parte della stagione vegetativa. È generalmente costituita da legno meno denso e meccanicamente più debole di quello che si forma nel corso della stagione vegetativa inoltrata. La dizione “legno primaverile”, sebbene frequentemente usata, non è corretta in quanto la formazione di legno primaticcio è legata all’inizio della stagione vegetativa ma questa non corrisponde sempre al periodo primaverile.

LEGNO TARDIVO: porzione dell’anello di accrescimento che si forma durante la stagione vegetativa inoltrata. È generalmente costituita da legno più denso e meccanicamente più resistente di quello che si forma all’inizio della stagione vegetativa. La dizione “legno autunnale”, sebbene frequentemente usata, non è corretta in quanto la formazione di legno tardivo è legata alla stagione vegetativa inoltrata ma questa non corrisponde sempre al periodo autunnale.

LIVELLO: Si definisce livello o  quota, l'altezza della pavimentazione finita. Viene deciso in cantiere dal Direttore Lavori e deve essere a conoscenza di tutti gli operatori.

TERMINOLOGIA PER IL LEGNO: "M"

MASSA VOLUMICA: rapporto tra la massa del legno (o di un semilavorato) ed il suo volume misurati, generalmente, nelle stesse condizioni di umidità. Il termine “densità” sebbene più utilizzato è meno corretto. La massa volumica si esprime generalmente in kg/m3.

MDF (medium density fibreboard):

 pnnello di fibre a media densità prodotto per via secca normalmente realizzato utilizzando un adesivo a base di urea-formaldeide.

MELANINA:

 resina molto reattiva usata quale componente di alcune miscele collanti nell’incollaggio di pannelli a base di legno e per impregnare superfici cartacee decorative da utilizzare come rivestimento di pannelli di supporto.

TERMINOLOGIA PER IL LEGNO: "N"

NODO A BAFFO: due nodi schiacciati o piatti che appaiono sulla stessa faccia di un segato partendo all’incirca da uno stesso punto.

NODO ADERENTE:

 nodo collegato strettamente per almeno ¾ del suo perimetro al legno o al semilavorato circostante.

NODO CADENTE:

 nodo morto non più legato al legno circostante.

NODO MARCIO: nodo affetto da carie.

NODO SANO: nodo che non presenta degradazione (cioè tracce di alterazioni o marciumi).

TERMINOLOGIA PER IL LEGNO: "P"

POSA A TOLDA DI NAVE: E' il sistema più utilizzato per la posa delle assi e consiste nel disporre le assi parallele tra di loro, sfalsandole casualmente, cioè senza rispettare una distanza fissa. Si dice anche "posa a correre".

POSA A SPINA DI PESCE: Schema di posa che prevede solitamente l'utilizzo di listoncini di medie dimensioni e con larghezza e lunghezza uguali tra di loro, che vengono collocati a due a due ad angolo retto.

POSA, SCHEMI DI: Abbiamo affrontato questo argomento in uno specifico articolo che esamina le diverse tipologie di schemi di posa del parquet.

POSA INCOLLATA: Sistema di posa del parquet che prevede l'incollaggio sul fondo di posa (massetto o pavimento esistente) mediante utilizzo di adesivi mono o bicomponenti.

POSA FLOTTANTE:  Sistema di posa del parquet che prevede la stesura di un materassino sul fondo di posa e la posa delle tavole che sono incastrate tra di loro, mediante un incastro opportunamente studiato o mediante incollaggio del maschio e della femmina, ma senza che vi sia adesione sul fondo.

PROMOTORE DI ADESIONE: Prodotto chimico che viene steso sul fondo di posa, specie quando lo stesso presenta problemi, per migliorare l'adesione del collante e quindi la tenuta del parquet.

POT LIFE: Detto anche "tempo aperto". È il periodo di tempo in cui un adesivo mantiene le sue caratteristiche dopo che è stato additivato con acqua o con il bicomponente. Una volta trascorso l'adesivo non garantisce più la tenuta del parquet.

TERMINOLOGIA PER IL LEGNO: "R"

RADICA:  Con questo nome si identifica l'escrescenza legnosa dura, di forma globosa che generalmente deriva dall'ipertrofia e dal concrescimento di un gruppo di gemme avventizie. La radica è particolarmente apprezzata per i disegni irregolari e decorativi che si creano all'interno e viene utilizzata dagli artigiani per lavorazioni particolari.

RAGGI MIDOLLARI: Si tratta di aggregati di cellule parenchimatiche disposte in direzione radiale. I raggi midollari danno luogo alle "specchiature" o "slumaccature" che alcuni committenti potrebbero erroneamente identificare come difetti.

RASATURA (del fondo): L'operazione di correzione del fondo di posa quando lo stesso si presenta non planare. Si effettua utilizzando un rasante o una "livellina" che viene stesa a spatola fino a livellare la superficie.

RESIDUO SECCO: Residuo solido che rimane dopo l'evaporazione dei solventi o di altre sostanze volatili nella vernice

RIGONFIAMENTO: Crescita di dimensioni del legno causata da un assorbimento di umidità. Il rigonfiamento può essere radiale, tangenziale o assiale in base alla direzione in cui il legno si è modificato.

RITIRO: È il contrario del rigonfiamento ed esprime la perdita di massa per una eccessiva evaporazione di umidità dal pavimento in legno. Anche in questo caso può essere radiale, tangenziale o assiale.

TERMINOLOGIA PER IL LEGNO: "S"

SLUMACCATURE: Si veda "raggi midollari"

SMUSSO: Lo smusso o bisello è la lavorazione di taglio obliquo che viene fatta sul bordo della tavoletta per togliere lo spigolo vivo. Lo smusso può essere sia un taglio a 45 gradi sia un arrotondamento del bordo.

 

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Grazie per aver letto questo mio articolo.

Se vuoi approfondire l'argomento trovi altri articoli suggeriti qui di seguito. 
Se abiti a Vicenza o a Verona, sarò felice di trovare assieme a te il giusto pavimento in legno per casa tua. Ti aspetto nel nostro negozio di Gambellara, dove troverai me, oppure nel negozio di Arzignano, dove troverai i miei colleghi. 

Grazie e... buon parquet!!

 


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Se desideri continuare a studiare l'argomento Parquet, ti suggerisco questo percorso di lettura che ti permetterà di scegliere con consapevolezza il tuo pavimento in legno. 
Il primo passo del percorso l'hai già compiuto, clicca sui successivi. 

Grazie per leggere il nostro sito! 
 

Percorso di Lettura

Parquet: quale porzione dell'albero utilizzare
Come scegliere un parquet prefinito a due strati
Come scegliere un parquet prefinito a tre strati 
Quale essenza scegliere
Quale essenza in caso di riscaldamento a pavimento
Finitura superficiale: olio o vernice
Le lavorazioni di superficie: spazzolato, marciato, piallato, piano sega...
Dove comperare il parquet? posatore, grande magazzino, online....
Come posare il parquet? Schemi di posa tradizionali e moderni
Accortezze per la posa del pavimento in legno
Parquet: flottante o incollato?
Pavimenti in legno ed umidità
Pavimenti in legno: pulizia e manutenzione

RUOLO: Venditore progettista specializzato in pavimenti interni ed esterni
SEDE: Gambellara

ANNO DI ARRUOLAMENTO: 2011
MOTTO: Fai sempre di più di quello che gli altri si aspettano da te.

 

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