Lo strato di supporto nel pavimento prefinito a due strati

"Devo ammetterlo: una casa interamente di legno ha il suo parquet..."

(bon1z, Twitter)

01/20/2020 - 18:10

Nella storia il pavimento in legno è sempre stato un ottimo materiale da costruzione. L'utilizzo come pavimento, del legno, risale a tempi remoti. Dal legno massiccio, di recente, si è passati al legno prefìnito. Nell'articolo esaminiamo la storia del prefinito e vediamo i vantaggi e gli svantaggi di varie tipologie di strati di supporto oggi disponibili.

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Pavimenti in legno

Parquet prefinito a due strati: il supporto

L'avvento del legno prefinito ha rivoluzionato il mondo dei pavimenti in legno. Nelle nostre provincie di Vicenza e Verona da anni posiamo pavimenti in legno prefinito! Per la crescente richiesta di questa tipologia di parquet in questo articolo, fatte le debite premesse su come e perché si è diffuso il prefinito, ci chiederemo: quale strato di supporto è il migliore?

PREFINITO

 

I vantaggi del legno

Il legno è da sempre considerato un ottimo materiale da costruzione: già nel neolitico, infatti, si usava ricoprire il pavimento delle costruzioni con arbusti e legni grezzi.

tavole legno

I vantaggi di mettere il legno a pavimento sono noti:

  • una buona resistenza all’usura,
  • un ottimo isolamento termico ed
  • un ottimo comportamento acustico,
  • una buona elasticità,
  • un buon rapporto qualità prezzo ed
  • una manutenzione che, se ben eseguita, ne conserva a lungo la funzionalità.

Da non trascurare la possibilità di riportare a nuovo più volte il pavimento mediante una rilevigatura e successiva verniciatura o trattamento ad olio.

 

Il pavimento in legno: recenti innovazioni

I primi pavimenti in legno realizzati seguendo precisi schemi e geometrie risalgono al periodo dell’impero romano.  Da allora ad oggi molto è cambiato. Una delle innovazioni più importanti, che ha consentito la diffusione del pavimento in legno, si è avuta negli anni sessanta con l’introduzione di un formato standard per il pavimento in legno massello chiamato lamparquet (con questo nome si identifica un legno massiccio di spessore un centimetro e di dimensioni 60 x 300 mm).

verniciatura in opera del legno massiccio

 

Ma è negli anni ottanta che il pavimento in legno subisce una vera e propria rivoluzione: viene ideato il parquet prefinito due strati. Il vecchio legno massello viene sostituito da una struttura a 2 strati:

  • lo strato nobile - la parte di legno a vista -
  • e lo strato di supporto.

 

prefinito due strati

 

 

Il prefinito in legno: motivi del successo

Questa soluzione a due strati si diffonde per una serie di motivi: il primo è legato alla convenienza.

► COSTA MENO

Il legno massiccio (detto anche nobile), infatti, ha un prezzo elevato e riducendone lo spessore si può contenere il prezzo finale. Inoltre la sua lavorazione comporta tempi più lunghi: il legno va essiccato e, ovviamente, maggiore è lo spessore da lavorare e maggiore sarà il tempo necessario per questa operazione.
 

► MENO PROBLEMI

Un secondo fattore, che ha determinato lo sviluppo del prefinito, è la pressoché totale assenza di contestazioni e problematiche legate alla verniciatura in opera. La verniciatura del pavimento massiccio effettuata in cantiere è una operazione che difficilmente può avere il livello di precisione di una verniciatura fatta in azienda. Senza contare che il cliente che acquista un legno prefinito vede immediatamente come sarà la tavola mentre nel caso del legno massiccio da verniciare solo alla fine del lavoro si aveva questa possibilità.


► OMOGENEITA' DI ASPETTO DEL PAVIMENTO

Il prefinito, essendo già verniciato, consente al posatore di vedere subito l'aspetto del legno per cui disporrà le tavole tenendo conto del cromatismo e delle venature del legno. Nel caso di posa di legno massiccio solo al termine della verniciatura emergeranno eventuali incongruenze cromatiche.


► TEMPI VELOCI DI CANTIERE

Un altro motivo del successo sono le tempistiche: la posa di un legno massiccio richiedeva circa 30 giorni dal momento in cui si posava la prima tavoletta, al termine della posa.
 

► ADATTO A SISTEMI RADIANTI

Infine un ulteriore considerazione è legata allo sviluppo e alla diffusione dei pavimenti con sistema radiante, il cosiddetto riscaldamento a pavimento. Questa tipologia di riscaldamento costituisce uno stress per il pavimento in legno: va ad essiccare le fibre del legno generando dilatazioni e costringimenti. Il pavimento prefinito a due strati viene in aiuto anche qui in quanto limita la deformazione del legno riducendone la sforzo.

 

Il prefinito in legno: lo "strato nobile”

Lo strato superficiale del prefinito, il cosiddetto “strato nobile” viene realizzato con essenze pregiate: rovere, frassino, noce, olmo, larice, teak e altre. In questo strato si concentrano le lavorazioni finali, tra le quali la spazzolatura per renderlo più naturale o la piallatura per renderlo ondulato come le assi lavorate a mano.

 

lo strato nobile nel parquet prefinito

 

Per rendere il parquet più resistente agli agenti esterni (come ad esempio l'acqua) e più duraturo (visto che è soggetto ad usura da calpestio), si eseguono sullo strato nobile la verniciatura o in alternativa l'oliatura: la differenza tra le due finiture ed i vantaggi e svantaggi di ognuna sono oggetto di un altro articolo di questo blog.

MEGLIO olio o vernice? 

 

Il prefinito in legno: lo strato di supporto

Il secondo strato, chiamato strato di supporto serve a dare stabilità al legno nobile neutralizzando i movimenti naturali del primo strato.

Questo requisito può essere ottenuto in svariati modi, il più tradizionale dei quali è ricorrere ad un supporto in legno lamellare a fibre incrociate (detto anche multistrato), che disperde in modo uniforme le forze esercitate dalle fibre del legno in tutte le direzioni.

Supporto nel prefinito

 

In questo caso il risultato è una sezione a righe - tipo wafer - in cui i vari strati di legno sono incollati tramite una colla fenolica. Il supporto deve essere quindi preparato prima dell’incollaggio allo strato nobile e spesso non viene fatto dalla stessa azienda. Bisogna quindi fare molta attenzione alle certificazioni: il supporto deve essere in classe A E(1) in rispetto alla normativa sulle emissioni di formaldeide e PEFC FSC per la provenienza del legno.

Le due essenze più utilizzate come supporto sono abete e betulla, la seconda da privilegiare alla prima per qualità tecniche. Lo spessore totale del legno 2 strati realizzato con il multistrato varia da 10 mm fino a 14 mm totali. Alcune aziende scelgono di utilizzare un unico strato in abete, soluzione sicuramente più economica delle altre proposte ma meno performante e da sconsigliare rispetto al multistrato.

Nobile e supporto: un difficile equilibrio

La tecnica del prefinito in due strati prevede una difficile ricerca dell'equilibrio tra le tensioni della parte nobile ed il lavoro di stabilizzazione svolto dalla parte di supporto. Non solo. Il supporto deve anche garantire una sufficiente resistenza meccanica alle sollecitazioni  impresse allo strato superiore di calpestio. Compito del supporto, insomma, sono quelli di garantire stabilità, resistenza e durata alla pavimentazione

Le misure del prefinito in legno

Grazie alla struttura a due strati abbiamo oggi a disposizione un range di misure di gran lunga superiore rispetto a quelle disponibili sul legno massiccio.

Si parte dal listoncino 70 x 700 x 11 mm, sempre meno utilizzato, passare poi all'elegantissimo Listone  90 x 1000 x 11 mm, al maxi-listone 135 x 1400 x 11 mm e alle misure più grandi, oggi preferite per la zona zona giorno, come il 160 x 1900 x 11 mm e 200 x 2100 x 11 mm.

Questa lista di misure non è esaustiva e varia a seconda dell’azienda produttrice.

 

Il prefinito in legno: quale strato di supporto scegliere?

Recentemente si è sviluppata una seconda tipologia di supporto, l’HDF (High-density fiberboard). Questo pannello ad alta densità è composto da fibre di legno compresse ad alta pressione. I pannelli in hdf devono rispettare le stesse normative del pannello in multistrato ed essere di conseguenza in classe E1.

 

quale strato di supporto?

 

Il supporto in fibre ad alta densità ha portato ad alcune migliorie: lo spessore del pavimento si è ridotto a 9-10 mm mantenendo le larghezze della precedente soluzione ed inoltre c'è una miglior resa dei pavimenti radianti in quanto lo strato in HDF essendo un materiale più denso ha una miglior trasmittanza termica e quindi lascia passare di più e in modo più omogeneo il calore.

L’HDF, inoltre, è infinitamente più resistente all’umidità, rispetto ad ogni altro tipo di supporto: anche immerso nell’acqua per diverse ore non fa riscontrare alcuna modifica dimensionale.


Approfondimento: legno ed umidità ->>

 

Il prefinito in legno: difetti e problematiche

Come ogni materiale, anche il Parquet in due strati può presentare delle problematiche di cui si deve tenere conto.

Se lo strato nobile non è correttamente incollato o se dopo la posa subisce uno sforzo di trazione troppo elevato potrebbe presentarsi una delaminazione, ovvero un distaccamento parziale o intero del primo strato dal supporto.

Delaminazione parquet


 

Per approfondire la delaminazione si legga questa FAQ: "Si è delaminato il prefinito!" ->>


Un altro problema potrebbe sorgere nel caso in cui il legno subisse un danneggiamento dovuto ad una ammaccatura o ad un urto violento e di conseguenza, si venisse a provocare una lesione notevole. Lo strato di legno nobile potrebbe nei due casi non essere sufficiente a coprire il danno e la lesione potrebbe arrivare fino allo strato di supporto evidenziando un colore, in alcuni casi, notevolmente diverso.

AMMACCATURA PARQUET

 

Come scegliere il prefinito in legno

Se possiamo dare per assodato che la soluzione del prefinito è quella più utilizzata per i pavimenti in legno, quali sono, allora, i criteri per la scelta del prefinito? 

Certamente si terrà conto dello strato di legno nobile, dell’essenza e delle finiture e lavorazioni preferite, considerazioni, come detto, che sono oggetto di un altri articoli in questo blog. 

Ma molta importanza ha lo strato di supporto che va scelto in base alle nostre esigenze.

Il nuovo supporto HDF va preferito nei casi in cui lo spessore sottile sia utile al raggiungimento delle richieste di conformità dell’abitazione o nel caso di riscaldamento a pavimento per la miglior trasmittanza termica o in casi di umidità leggera ma latente.

Per fare un esempio relativo a quest'ultima situazione si pensi alla necessità di incollare il prefinito su un pavimento in ceramica esistente al piano terra in una abitazione vecchia, senza interrato e priva di isolamenti o strati di aerazione sottostanti. In questo caso l'HDF, risentendo meno dell'umidità, è preferibile.  

Va, invece, preferito il 2 strati classico (abete pieno o, meglio, multistrato di abete o, meglio ancora, multistrato di betulla) quando sia richiesto uno spessore maggiore (11-14 mm).

 


Grazie per aver letto questo articolo!
Ti lascio qui sotto i link per contattarci: tieni presente che noi siamo una piccola azienda, un team di arredatori. Ci piace trovare le giuste soluzioni e lavorare con i prodotti più belli e più nuovi quindi è difficile utilizzare prodotti economici perché diamo una serie di servizi che sono "compresi nel prezzo" tra cui consulenza, progetto, sopralluoghi. Tutti questi servizi riusciamo a fornirli al meglio solamente nelle nostre provincie di Vicenza e Verona! Se quindi risiedi in queste provincie e vuoi scegliere il tuo pavimento in legno:


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Specializzazione: Parquet e altre pavimentazioni interne ed esterne


Il responsabile del settore parquet della Fratelli Pellizzari è Roberto.

Commenti

Buonasera ,
sto decidendo il tipo di pavimento per una mansarda posta al terzo piano con riscaldamento a pavimento… amo il parquet e non il gres effetto legno.. mi hanno proposto di mettere un prefinito multistrato con betulla… il listone piccolino che verrà incollato…la mia preoccupazione è che mettendo il parquet io abbia difficoltà a riscaldare la casa in quanto il legno so che potrebbe essere isolante del calore e non consentire la dispersione del calore per irraggiamento…. vorrei chiedere a voi se posso avere problemi o invece il parquet è preferibile al gres proprio per mantenere calda la casa…. essendo una mansarda mi preoccupo un po'… poi sarebbe meglio preferire hfd betulla o abete.. (a me hanno proposto l'abete)… ed in ultimo come faccio a verificare se la colla che usano per la posa del parquet è quella ecologica e non quella ricca di forlamdeide??
vi chiedo di rispondermi quanto prima visto che io devo scegliere a breve il tipo di pavimento. inoltre visto che il passo per il sistema radiante è più corto vorrei capire che facendo più serpentine a causa del parquet io possa spendere di più a livello dei consumi

12/18/2018 - 22:52 - Maria Luisa Co…

Buongiorno Maria Luisa, 
grazie per aver letto l'articolo e per la domanda.

Iniziamo dalla prima preoccupazione: certamente il legno è un isolante per cui il calore fa un pochino più fatica a passare rispetto ad un pavimento in grès effetto legno, ma passa. L'importante è non esagerare con gli spessori: un listoncino piccolo, come quello visto da lei, a due strati e di basso spessore (solitamente 10 mm.) va benissimo. Sicuramente spenderà un po' di più (il suo termotecnico le può anche calcolare la differenza) ma non così tanto da esserne preoccupata. 

Sul tipo di supporto:  io consiglio decisamente l'HDF che rende più stabile il sistema. In secondo luogo il multistrato di betulla (solo se di origine nord-europea!) mentre sconsiglio l'abete. 

Sulla qualità dei materiali, tipo di colla, ecologia... le consiglio di utilizzare Bauwerk, produttore svizzero. Ho visitato personalmente lo stabilimento e le posso garantire che hanno un rispetto incredibile e meritevole per gli aspetti ecologici ed ambientali. Non so da dove mi stia scrivendo ma hanno rivenditori in moltissime zone d'Italia: cerchi sul sito di Bauwerk se c'è un negozio nella sua zona. 

In alternativa, se non trova Bauwerk, pretenda che il prodotto sia made in Italy (le norme sull'uso di prodotti chimici sono più rigide da noi che in altri paesi) e se possibile VISITI lo stabilimento produttivo. Questo perché - purtroppo - ci sono un sacco di "finti produttori" che magari fanno una singola lavorazione e spacciano il prodotto come italiano. Per esempio qui a Vicenza ce ne sono almeno tre che si limitano a fare l'oliatura o la verniciatura su tavole di provenienza cinese e poi vendono il prodotto come made in Italy e poi scrivono "risparmia comperando direttamente dal produttore". Ma il risparmio è, chiaramente, dovuto ad altri fattori...

grazie ancora per averci consultato,

buona giornata

 

 

 

12/19/2018 - 08:45 - manager

Buongiorno ho letto il suo articolo in Internet e volevo chiederle siccome devo fare posare del parquet a casa mia , del prefinito con il supporto in hdf. È adatto come collante la colla silanica ?????

02/05/2019 - 12:25 - Ezio

Buon giorno Ezio
Grazie per la tua attenzione
Certo il supporto hdf è adatto anche alla silanica monocomponente, noi cerchiamo sempre di utilizzare i prodotti migliori presenti sul mercato, nel tuo caso userei la Kerakoll SLC eco L34 flex, bio compatibile e adatta anche a pavimenti riscaldati.

Grazie ancora e buona giornata
Roberto

02/07/2019 - 18:44 - manager

Buongiorno Sig. Ezio,
mi hanno proposto per un pavimento con riscaldamento a pavimento, un parquet triplo strato da 18mm listone Giordano in rovere mentre un palchettista, mi ha suggerito un triplo strato Mardegan da 15mm in quanto dice che 18mm sono troppi.
Corrisponde a verità tutto ciò?
Mardegan può competere a livello di qualità con Giordano?
N.B.: Il Mardegan propostomi ha 5mm di legno nobile mentre il Giordano solamente 3,5mm.
Grazie e distinti saluti.
Pier

03/04/2019 - 14:29 - Pier Panero

Gentile Sig. Pier, 

Concordo con il posatore: non ci si deve fermare al Brand ma bisogna analizzare bene il prodotto. Mardegan fa un ottimo prodotto (noi non lo teniamo perchè non è Made in Italy, viene fatto in Ungheria, ma il prodotto è ottimo). Inoltre concordo con il posatore anche sullo spessore: 15 millimetri vanno bene, 18 sono troppi.

Buona giornata

03/04/2019 - 15:23 - manager

Buonasera, ho un problema di delaminazione della parte nobile del parquet prefinito, cercando sui vari forum in materia, ho trovato il vostro sito web molto interessante oltre ad essere uno dei pochi che parla di questi problemi.
Il montaggio è avvenuto ormai da molti anni, circa 15/16 e questo problema si è verificato in una piccola parte di un ambiente mentre in altri tre è tutto a posto.
Il supporto del parquet installato è in abete.
Vorrei fare un tentativo nell'incollare la parte nobile al supporto, vorrei chiederVi un consiglio in merito. Che tipo di colla conviene usare? Non penso che la classica vinavil possa andare bene o mi sbaglio?
Rimango in attesa di un vostro riscontro, Vi ringrazio in anticipo del tempo che vorrete dedicarmi.
Colgo l'occasione per porgere cordiali saluti.
Massimo L.

08/19/2019 - 16:36 - Massimo

Buonasera Massimo, 

ti sconsiglio di attuare un intervento "fai da te", è meglio rivolgersi ad un posatore di legno che ti potrà garantire un miglior risultato. In ogni caso noi utilizziamo una colla vinilica molto simile alla vinavil. 
Grazie per la domanda e per aver letto l'articolo! 

08/19/2019 - 16:51 - manager

Buongiorno sig. Ezio,
sto ristrutturando una casa degli anni 50 e, poiché gli impianti sono stati rifatti ex novo, il massetto dovrà essere anch'esso rifatto, la ditta che sta realizzando i lavori mi ha detto che loro non fanno il massetto autolivellante e che volendo io posare un parquet( appena acquistato un formpark spina ungherese rovere mandorla, spero di aver scelto bene, visto che mi è stato venduto come un prodotto di qualità eccellente, pur avendo di legno nobile solo 2.5mm e uno strato di supporto in HDF e non betulla!) avrei dovuto far colare l'autolivellante dal posatore. Quest'ultimo mi risposto che se la ditta realizza un buon massetto "ben fracassato", non ci sarà alcuna necessità di colarvi sopra un autolivellante. Lei mi conferma quanto detto dal mio posatore e mi potrebbe spiegare qual è il miglior massetto da realizzare per la posa del suddetto parquet da me scelto.
La ringrazio e le auguro una buona domenica

09/29/2019 - 10:24 - Tiziana Belvedere

Buongiorno Tiziana, 

come spesso scrivo nei miei articoli (ed anche i miei colleghi lo dicono) è assolutamente sbagliato affidare massetto e posa dei pavimenti a due ditte diverse. In caso di problemi dovrai sorbirti uno scaricabarile ed anche legalmente non sei molto tutelata. Per una migliore garanzia del risultato finale ed una migliore tutela legale ti consiglio:

  • di avere un unico interlocutore per massetto, fornitura del parquet, posa del pavimento
  • di farti scrivere in un unica fattura "esecuzione in appalto di massetto e di pavimentazione in legno completa di fornitura, di posa in opera e di collanti". 

Questa semplice dicitura ti sarà utilissima in caso di future problematiche e, legalmente, sarai in una botte di ferro. Inoltre perderai molto meno tempo perchè l'interlocutore unico che scegli avrà tutto l'interesse a fare il lavoro nel migliore dei modi, senza che tu debba interessarti a destra e a manca su quale sia la soluzione migliore. 

Per cui evita di assumerti questa responsabilità ed incarica una singola azienda di tutto il lavoro.

Spero di essere stato chiaro, grazie, ciao!

 

09/30/2019 - 16:56 - manager

Dovrei posare un multistrato sopra un impianto a pavimento,vorrei sapere se andrebbe bene anche un pavimento"gallegiante",e se tra massetto e laminato deve essere interposto un telo.Grazie

04/08/2020 - 04:06 - Francesco Guzzardi

Ciao Francesco, 

si, su un impianto di riscaldamento a pavimento puoi posare anche un pavimento in legno (o in laminato) galleggiante o, come si dice, flottante. E si, è necessario interporre un materassino compatibile con il riscaldamento a pavimento. 

Trovi altre informazioni qui:

https://www.fratellipellizzari.it/blog/legno-flottante-o-incollato

Ciao!

04/08/2020 - 14:33 - manager

Buongiorno!
Esiste un massetto specifico per un pavimento in legno prefinito?
Ci sono massetti da sconsigliare?
Grazie

05/19/2020 - 14:50 - davide

Ciao Davide, 

abbiamo parlato dei massetti per il parquet in legno qui:

https://www.fratellipellizzari.it/blog/posa-legno-massetto

Non c'è un massetto specifico per prefiniti oppure un massetto che va bene sempre ed un altro che è sempre sconsigliato, ma in genere è preferibile un massetto tradizionale (sabbia e cemento staggiato a mano) rispetto ad un autolivellante (che spesso richiede l'applicazione del primer). Però, ripeto, non è una regola che vale sempre: bisogna vedere da caso a caso.

ciao!

 

05/19/2020 - 14:57 - manager

Grazie molto gentile..approfitto per un ulteriore chiarimento.. ma invece lo spessore di un prefinito incide anche sulla sua qualità e sul suo valore? Cioè investire una cifra maggiore per uno spessore maggiore (da 10mm a 15 per esempio) ha senso?

05/19/2020 - 16:39 - davide

Ciao Davide, 

La tua è una domanda molto interessante e richiederebbe un approfondimento maggiore di quello che sto per scrivere. In estrema sintesi, quindi, ti scrivo che lo spessore di un prefinito non è necessariamente indice di qualità: occorre esaminare la stratigrafia del prodotto. Ci sono prodotti da 10 millimetri che sono più validi (e costosi) di altri da 15 mm.
Se lo spessore 15, ad esempio, viene ottenuto sovrapponendo strati di abete otterremo un prodotto di qualità medio-bassa. Ma se lo stesso spessore viene ottenuto controbilanciando lo strato superficiale di legno nobile con un altro strato di legno nobile nella parte bassa del prefinito (a contatto col massetto), otterremo un prodotto di qualità molto più elevata. 
Se vuoi passa a trovarci in negozio così approfondiamo meglio la questione, 

ciao!

05/22/2020 - 09:24 - manager

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