Il pavimento in legno prefinito a tre strati

Caratteristiche, tipologie, dettagli

10/25/2018 - 15:27

Il legno è da sempre utilizzato per le costruzioni di ogni genere, una delle più antiche è proprio per i pavimenti. Nelle zone di Vicenza e Verona, dove operiamo, ci troviamo a realizzare oramai quasi solamente pavimentazioni in legno prefinito. Approfondiamo qui le caratteristiche di una tipologia di legno prefinito, quello a tre strati.

 

Nell'immagine si vede un pavimento in prefinito 3 strati
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Pavimenti in legno

Il legno prefinito a tre strati

Nell’articolo “Lo strato di supporto nel pavimento prefinito a due strati” avevamo visto come il pavimento in legno si sia evoluto dal massiccio al prefinito a due strati. In questo articolo esamineremo le caratteristiche del tre strati, valutandone vantaggi, problematiche e costi.

  

Dal massiccio al prefinito

Nella storia dei pavimenti in legno siamo passati rapidamente dall'uso esclusivo del legno massiccio, prima del 1990, alla sempre più frequente domanda di listelli, listoni ed assi multistrato. Questi parquet multistrato hanno due caratteristiche che li differenziano dal massiccio:
► solo la parte superficiale è costituita da legno massiccio "nobile"
► il legno arriva in cantiere già finito.

Questa nuova tipologia di pavimenti ha rivoluzionato i tempi di cantiere riducendo da circa 20 giorni a un solo giorno il tempo necessario per realizzare il pavimento in zona notte di una casa di normali dimensioni.


Tipi di prefinito

Le due famiglie principali di pavimenti  in legno prefiniti sono il "due strati" ed il "tre strati", più venduto il primo, più costoso il secondo. Per capire la differenza di prezzo è necessario esaminare la composizione, la struttura del tre strati. Questo ci darà anche alcune prime indicazioni sulle caratteristiche di questo tipo di parquet ed intuiremo i vantaggi che verranno poi approfonditi. 

 

Composizione del “Tre strati”

Il prefinito a tre strati è costituito da una prima lamella di legno nobile in superficie, da uno strato di stabilizzazione centrale e da uno strato finale di controbilanciatura che sarà a contatto con il massetto.

Questi tre strati, incollati tra di loro, vanno a formare un unica tavola solitamente di grandi dimensioni, sia in larghezza che in lunghezza e con uno spessore variabile ma spesso superiore ai 14 millimetri. 


Lo strato nobile

Lo strato superiore, che viene detto nobile, può avere uno spessore che va dai 2,4 ai 4 mm e viene realizzato con essenze pregiate che conferiscono l’estetica finale al pavimento e che rappresentano lo strato soggetto ad usura, per questo vanno trattate e protette. Le essenza tra cui scegliere sono le più varie: rovere, larice, faggio, noce, ciliegio, olmo ed anche specie esotiche come il teak, iroko e molti altri.


Lo strato intermedio

Lo strato intermedio, che ha lo scopo di rendere stabile il pavimento, è costituito da legni, appunto stabili, come la betulla, l’abete o il pioppo oppure da materiali precomposti come il multistrato.
Se è composto da un unico strato di legno generalmente questo strato viene posizionato con le venature ortogonali rispetto a quelle dello strato superiore. 


Lo strato di controbilanciamento

Il terzo strato ha la funzione di controbilanciare i movimenti e le tensioni che si creano nello strato superiore (nel nobile). Nei prodotti più pregiati lo strato di controbilanciamento è realizzato con la stessa essenza dello strato nobile e con lo stesso spessore.
Questo consente un perfetto controbilanciamento dello strato nobile in quanto eventuali movimenti saranno uguali e contrari.

In prodotti più economici il terzo strato viene realizzato con del derullato, solitamente in pioppo o in altre essenze meno costose e con uno spessore di pochi millimetri. Chiaramente questo consente un abbassamento del costo di produzione. E' un sistema utilizzato soprattutto in prodotti che prevedono un incastro differente dal consueto maschio-femmina. Gli incastri a connessione, infatti, richiedono spessori importanti nello strato intermedio nel quale viene realizzato l'incastro. 


La stratigrafia determina il prezzo

Come è intuibile la composizione della stratigrafia, e quindi gli spessori e le tipologie di materiale utilizzate per i vari stati, comporta una differenza anche rilevanti in termini di prezzo, nel prossimo paragrafo proviamo ad esaminare le varie costruzioni in ordine di prezzo decrescente.


Tipi di pavimento prefinito a tre strati  

Partendo dalla costruzione di un prefinito a tre strati più costoso e scendendo fino a quella più economica troviamo 4 tipologie di prefinito:

► La prima tipologia prevede uno strato superiore di legno nobile, uno strato intermedio di multistrato di betulla ed uno strato inferiore dello stesso legno nobile utilizzato per la superficie. In questo caso la controbilanciatura è perfetta perché si compensano esattamente le tensioni superficiali. Attenzione: la lamella di controbilanciatura dovrà essere della stessa essenza ma anche dello stesso formato, non dovrà essere composta da “ritagli incollati”. Chiaramente in questo secondo caso il prezzo cambia ed anche le caratteristiche di stabilità.

Tre strati di betulla

► La seconda tipologia prevede l’abete pieno anziché il multistrato di betulla. La differenza in termini di stabilità non è rilevantissima ma qualcosa cambia perché l’abete è un legno meno stabile rispetto alla betulla.

3 strati abete, F.lli Pellizzari

► Una terza tipologia prevede che la lamella di controbilanciatura sia realizzata con un altro legno, differente da quello di superficie. Molte aziende producono, ad esempio, pavimenti con lamella nobile in Rovere controbilanciate con lamelle di fondo in Abete. Chiaramente questo comporta costi molto minori ma anche una prestazione tecnica più limitata.

Controbilanciatura in altra essenza

► Un'ultima tipologia (ma ne esistono anche altre) prevede la controbilanciatura con un derullato di pioppo, solitamente di basso spessore. In questo caso i costi scendono ancora, dato il basso costo del derullato di pioppo, ma anche le caratteristiche tecniche. E’ intuibile che questa costruzione sia la meno stabile delle quattro proposte.

Derullato di pioppo

Quando è obbligatorio utilizzare un tre strati

Il tre strati diventa obbligatorio quando si devono realizzare dei pavimenti galleggianti o flottanti. In questo articolo abbiamo spiegato che cosa significa ed in quali casi è consigliabile o sconsigliabile posare un pavimento flottante. 
Se vi è questa necessità di non incollare il legno su un fondo occorre un legno che abbia una stabilità tale da poter rimanere fermo senza esser trattenuto dal collante. Per questo è, a nostro avviso, indispensabile prendere in considerazione un prefinito a tre strati.

Un altro caso in cui è il caso di considerare un prefinito a tre strati è quando si sceglie una tavola dalle dimensioni importanti.  Oggi esistono delle ottime soluzioni in due strati, ad esempio quelle proposte da Bauwerk, ma solo alcuni, rari, prefiniti a due strati riescono ad ottenere prestazioni paragonabili a quelle di un buon tre strati su una tavola di rilevanti dimensioni.

 

La posa

Se abbiamo detto che nel caso si voglia posare il prefinito flottante è necessario utilizzare il tre strati, questo non significa che sia obbligatorio utilizzare la posa flottante. Il prefinito tre strati può, infatti, tranquillamente essere incollato.

Ma che cosa fa preferire una posa flottante o galleggiante, rispetto ad una posa incollata

In estrema sintesi: 
► la posa flottante viene usata soprattutto quando il sottofondo non è idoneo all’incollaggio, ad esempio nel caso di massetto che sfarina o sottofondo con crepe e fessurazioni oppure
► nel caso il pavimento non debba rimanere inalterato, quindi degli esempi possono essere Edifici antichi con pavimenti di interesse storico o i locali per allestimenti temporanei
► infine c'è chi ritiene la posa flottante più salutare e naturale rispetto alla posa tradizionale incollata, questo perché non è presente lo strato di colla tra il pavimento e il legno, e chi pensa che non incollare il pavimento lo renda più “morbido” al calpestio.

Chi vuole può approfondire l'argomento cliccando qui
 

Il tipo di connessione/aggancio

Sono fondamentalmente due le tipologie di interconnessione tra le assi:

► l’incastro classico definito maschio-femmina o
► gli incastri a connessione strutturata detti anche click-connect 

L'incastro maschio femmina prevede un innesto da un lato ed una fresatura dall'altro lato dell'asse. E' il sistema di incastro più diffuso in Italia e, se il posatore esegue bene l'incollaggio anche del maschio, è un sistema che funziona correttamente.
Questo incastro usato in moltissimi campi non presenta particolari svantaggi rispetto al click-connect in cui le due assi hanno entrambe una parte sagomata che va fatta scivolare e poi incastrarsi l’una all'altra. Questo secondo sistema garantisce una miglior tenuta delle singole assi ed è quindi consigliabile nel caso il pavimento sia flottante.

 

Svantaggi

► In caso di posa su impianto radiante va tenuto presente il maggior spessore del legno a tre strati. Essendo il legno un materiale isolante si perde un po' di efficienza termica rispetto ad un legno di spessore inferiore.

► Sempre lo spessore può giocare un ruolo sfavorevole in caso di sovrapposizione su pavimento esistente, complicando le operazioni di rettifica su porte e porte-finestre. 

► Infine va tenuto presente il maggior costo rispetto ad un due strati. 

 

Vantaggi

Come si è intuito, quando abbiamo parlato della costruzione della tavola, il prefinito a tre strati presenta il vantaggio di una maggiore stabilità rispetto ad eventuali tensioni rispetto ad un due strati.

Inoltre ci consente di utilizzare formati maggiori, sia in larghezza che in lunghezza, e - in caso sia necessario - di essere posato anche flottante.

 

 

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oppure

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Per maggiori informazioni su questo e altri tipi di pavimenti non esitate a contattarci oppure venite a trovarci nelle nostre due sedi di Vicenza saremo lieti di illustrarvi tutte le caratteristiche di un buon pavimento in legno.

Pavimento in prefinito 3 strati

Roberto Marin progettista interni case Vicenza

Specializzazione: Parquet e altre pavimentazioni interne ed esterne


Il responsabile del settore parquet della Fratelli Pellizzari è Roberto.

Commenti

Vorrei un preventivo per 95 mq rovere naturale 3 strati per posa flottante più 80 metri battiscopa stesso legno il più basso possibile

02/08/2019 - 21:22 - Pietro Carraro

Buongiorno Pietro, 

Ti consiglio di rivolgerti ad un negozio specializzato in pavimenti vicino a te e di evitare di acquistare on-line un pavimento in legno. Lo diciamo contro il nostro interesse ma se per altre cose va benissimo l'acquisto su internet un pavimento in legno va acquistato in un negozio (e di fiducia).
Pensa che noi abbiamo scelto di lavorare solo nelle zone di Vicenza e Verona, per poter dare una migliore assistenza al cliente e per seguire meglio i lavori, per evitare problematiche da "false attese" e per molti altri motivi. 

Ne abbiamo parlato nell'articolo:
https://www.fratellipellizzari.it/blog/pavimento-legno-dove-comperare

Se ci dici in che zona d'Italia abiti magari potremmo suggerirti dei nominativi di negozi specializzati in parquet come noi.

grazie per aver letto il mio articolo, 


 


 

02/09/2019 - 12:03 - manager

Salve, vorrei innanzitutto ringraziarvi per la preziosa opera di informazione e divulgazione che portate avanti. Avendo letto l'interessante articolo sul parquet a tre strati, avrei un paio di domande: nell'articolo si suggerisce di adottare un parquet a tre strati in caso di tavole di grandi dimensioni e nel caso di posa flottante. Approssimativamente, a partire da quali dimensioni consigliate il parquet a tre strati? E' ancora opportuno ricorrere al parquet tre strati nel caso in cui le tavole di grandi dimensioni vengano poste in opera incollate ? Grazie in anticipo.

05/21/2019 - 11:46 - Luca

Buongiorno Luca, 

Non c'è una regola generale perché ci sono troppe variabili da considerare. 
Volendo generalizzare diciamo che, per una tavola di media qualità, noi consigliamo di utilizzare il tre strati quando la larghezza supera i 15 cm.
Ma, come ti ho premesso, ci sono prefiniti in due strati che lavorano benissimo anche fino a 20 centimetri di larghezza. Così come ci sono prefiniti a tre strati, magari di provenienza est Europa, che hanno performance peggiori di un due strati fatto in Italia (o in Svizzera, visto che la Bauwerk fa degli ottimi due strati). 
Nel caso di posa a colla, specie se su impianto a pavimento, puoi utilizzare un due strati ma, di nuovo, dipende molto dal prodotto. Alcuni produttori, anche Italiani, lavorano con lo strato di supporto in Abete massiccio: in questo caso io ti sconsiglio di utilizzare un due strati di grandi dimensioni. 

grazie per averci letto e per i complimenti! 

05/21/2019 - 15:35 - manager

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