Lo strato di supporto nel pavimento prefinito a due strati

"Devo ammetterlo: una casa interamente di legno ha il suo parquet..."

(bon1z, Twitter)

10/25/2018 - 16:42

Nella storia il pavimento in legno è sempre stato un ottimo materiale da costruzione. L'utilizzo come pavimento, del legno, risale a tempi remoti. Dal legno massiccio, di recente, si è passati al legno prefìnito. Nell'articolo esaminiamo la storia del prefinito e vediamo i vantaggi e gli svantaggi di varie tipologie di strati di supporto oggi disponibili.

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Pavimenti in legno

Parquet prefinito a due strati: il supporto

L'avvento del legno prefinito ha rivoluzionato il mondo dei pavimenti in legno. In questo articolo, fatte le debite premesse su come e perché si è diffuso il prefinito, ci chiederemo quale strato di supporto sia il migliore. 

PREFINITO

 

I vantaggi del legno

Il legno è da sempre considerato un ottimo materiale da costruzione: già nel neolitico, infatti, si usava ricoprire il pavimento delle costruzioni con arbusti e legni grezzi. I vantaggi di mettere il legno a pavimento sono noti: una buona resistenza all’usura, un ottimo isolamento termico ed un ottimo comportamento acustico, una buona elasticità, un buon rapporto qualità prezzo ed una manutenzione che, se ben eseguita, ne conserva a lungo la funzionalità. Da non trascurare la possibilità di riportare a nuovo più volte il pavimento mediante una rilevigatura e successiva verniciatura o trattamento ad olio.

tavole legno

 

Il pavimento in legno: recenti innovazioni

I primi pavimenti in legno realizzati seguendo precisi schemi e geometrie risalgono al periodo dell’impero romano.  Da allora ad oggi molto è cambiato. Una delle innovazioni più importanti, che ha consentito la diffusione del pavimento in legno, si è avuta negli anni sessanta con l’introduzione del pavimento in legno massello chiamato lamparquet (con questo nome si identifica un legno massiccio di spessore un centimetro e di dimensioni 60 x 300 mm).

verniciatura in opera del legno massiccio

 

Ma è negli anni ottanta che il pavimento in legno subisce una vera e propria rivoluzione: viene ideato il parquet prefinito due strati. Il vecchio legno massello viene sostituito da una struttura a 2 strati: lo strato nobile - la parte di legno a vista - e lo strato di supporto.

 

prefinito due strati

 

 

Il prefinito in legno: motivi del successo

Questa soluzione a due strati si diffonde per una serie di motivi: il primo è legato alla convenienza.

► COSTA MENO

Il legno massiccio, infatti, ha un prezzo elevato e riducendone lo spessore si può contenere il prezzo finale. Inoltre la sua lavorazione comporta tempi più lunghi: il legno va essiccato e, ovviamente, maggiore è lo spessore da lavorare e maggiore sarà il tempo necessario per questa operazione.
 

► MENO PROBLEMI

Un secondo fattore, che ha determinato lo sviluppo del prefinito, è la pressoché totale assenza di contestazioni e problematiche legate alla verniciatura in opera. La verniciatura del pavimento massiccio effettuata in cantiere è una operazione che difficilmente può avere il livello di precisione di una verniciatura fatta in azienda. Senza contare che il cliente che acquista un legno prefinito vede immediatamente come sarà la tavola mentre nel caso del legno massiccio da verniciare solo alla fine del lavoro si aveva questa possibilità.
 

► TEMPI VELOCI DI CANTIERE

Un altro motivo del successo sono le tempistiche: la posa di un legno massiccio richiedeva circa 30 giorni dal momento in cui si posava la prima tavoletta, al termine della posa.
 

► ADATTO A SISTEMI RADIANTI

Infine un ulteriore considerazione è legata allo sviluppo e alla diffusione dei pavimenti con sistema radiante, il cosiddetto riscaldamento a pavimento. Questa tipologia di riscaldamento costituisce uno stress per il pavimento in legno: va ad essiccare le fibre del legno generando dilatazioni e costringimenti. Il pavimento prefinito a due strati viene in aiuto anche qui in quanto limita la deformazione del legno riducendone la sforzo.

 

Il prefinito in legno: lo strato “nobile”

Lo strato superficiale del prefinito, il cosiddetto “strato nobile” viene realizzato con essenze pregiate: rovere, frassino, noce, olmo, larice, teak e altre. In questo strato si concentrano le lavorazioni finali, tra le quali la spazzolatura per renderlo più naturale o la piallatura per renderlo ondulato come le assi lavorate a mano.

 

lo strato nobile nel parquet prefinito

 

Per rendere il parquet più resistente agli agenti esterni (come ad esempio l'acqua) e più duraturo (visto che è soggetto ad usura da calpestio), si eseguono sullo strato nobile la verniciatura o in alternativa l'oliatura: la differenza tra le due finiture ed i vantaggi e svantaggi di ognuna sono oggetto di un altro articolo di questo blog.

Approfondimento sul parquet: olio o vernice? ->>

 

Il prefinito in legno: lo strato di supporto

Il secondo strato, chiamato strato di supporto serve a dare stabilità al legno nobile neutralizzando i movimenti naturali del primo strato.

Questo requisito può essere ottenuto in svariati modi, il più tradizionale dei quali è ricorrere ad un supporto in legno lamellare a fibre incrociate (detto anche multistrato), che disperde in modo uniforme le forze esercitate dalle fibre del legno in tutte le direzioni.

Supporto nel prefinito

 

In questo caso il risultato è una sezione a righe - tipo wafer - in cui i vari strati di legno sono incollati tramite una colla fenolica. Il supporto deve essere quindi preparato prima dell’incollaggio allo strato nobile e spesso non viene fatto dalla stessa azienda. Bisogna quindi fare molta attenzione alle certificazioni: il supporto deve essere in classe A E(1) in rispetto alla normativa sulle emissioni di formaldeide e PEFC FSC per la provenienza del legno.

Le due essenze più utilizzate come supporto sono abete e betulla, la seconda da privilegiare alla prima per qualità tecniche. Lo spessore totale del legno 2 strati realizzato con il multistrato varia da 10 mm fino a 14 mm totali. Alcune aziende scelgono di utilizzare un unico strato in abete, soluzione sicuramente più economica delle altre proposte ma meno performante e da sconsigliare rispetto al multistrato.

 

Le misure del prefinito in legno

Grazie alla struttura a due strati abbiamo oggi a disposizione un range di misure di gran lunga superiore rispetto a quelle disponibili sul legno massiccio.

Si parte dal listoncino 70 x 700 x 11 mm, sempre meno utilizzato, passare poi all'elegantissimo Listone  90 x 1000 x 11 mm, al maxi-listone 135 x 1400 x 11 mm e alle misure più grandi, oggi preferite per la zona zona giorno, come il 160 x 1900 x 11 mm e 200 x 2100 x 11 mm.

Questa lista di misure non è esaustiva e varia a seconda dell’azienda produttrice.

 

Il prefinito in legno: quale strato di supporto scegliere?

Recentemente si è sviluppata una seconda tipologia di supporto, l’HDF (High-density fiberboard). Questo pannello ad alta densità è composto da fibre di legno compresse ad alta pressione. I pannelli in hdf devono rispettare le stesse normative del pannello in multistrato ed essere di conseguenza in classe E1.

 

quale strato di supporto?

 

Il supporto in fibre ad alta densità ha portato ad alcune migliorie: lo spessore del pavimento si è ridotto a 9-10 mm mantenendo le larghezze della precedente soluzione ed inoltre c'è una miglior resa dei pavimenti radianti in quanto lo strato in HDF essendo un materiale più denso ha una miglior trasmittanza termica e quindi lascia passare di più e in modo più omogeneo il calore.

L’HDF, inoltre, è infinitamente più resistente all’umidità, rispetto ad ogni altro tipo di supporto: anche immerso nell’acqua per diverse ore non fa riscontrare alcuna modifica dimensionale.


Approfondimento: legno ed umidità ->>

 

Il prefinito in legno: difetti e problematiche

Come ogni materiale, anche il Parquet in due strati può presentare delle problematiche di cui si deve tenere conto.

Se lo strato nobile non è correttamente incollato o se dopo la posa subisce uno sforzo di trazione troppo elevato potrebbe presentarsi una delaminazione, ovvero un distaccamento parziale o intero del primo strato dal supporto.

Delaminazione parquet


 

Per approfondire la delaminazione si legga questa FAQ: "Si è delaminato il prefinito!" ->>


Un altro problema potrebbe sorgere nel caso in cui il legno subisse un danneggiamento dovuto ad una ammaccatura o ad un urto violento e di conseguenza, si venisse a provocare una lesione notevole. Lo strato di legno nobile potrebbe nei due casi non essere sufficiente a coprire il danno e la lesione potrebbe arrivare fino allo strato di supporto evidenziando un colore, in alcuni casi, notevolmente diverso.

AMMACCATURA PARQUET

 

Come scegliere il prefinito in legno

Se possiamo dare per assodato che la soluzione del prefinito è quella più utilizzata per i pavimenti in legno, quali sono, allora, i criteri per la scelta del prefinito? 

Certamente si terrà conto dello strato di legno nobile, dell’essenza e delle finiture e lavorazioni preferite, considerazioni, come detto, che sono oggetto di un altri articoli in questo blog. 

Ma molta importanza ha lo strato di supporto che va scelto in base alle nostre esigenze.

Il nuovo supporto HDF va preferito nei casi in cui lo spessore sottile sia utile al raggiungimento delle richieste di conformità dell’abitazione o nel caso di riscaldamento a pavimento per la miglior trasmittanza termica o in casi di umidità leggera ma latente.

Per fare un esempio relativo a quest'ultima situazione si pensi alla necessità di incollare il prefinito su un pavimento in ceramica esistente al piano terra in una abitazione vecchia, senza interrato e priva di isolamenti o strati di aerazione sottostanti. In questo caso l'HDF, risentendo meno dell'umidità, è preferibile.  

Va, invece, preferito il 2 strati classico (abete pieno o, meglio, multistrato di abete o, meglio ancora, multistrato di betulla) quando sia richiesto uno spessore maggiore (11-14 mm).

 



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Roberto Marin progettista interni case Vicenza

Specializzazione: Parquet e altre pavimentazioni interne ed esterne


Il responsabile del settore parquet della Fratelli Pellizzari è Roberto.

Commenti

Buonasera ,
sto decidendo il tipo di pavimento per una mansarda posta al terzo piano con riscaldamento a pavimento… amo il parquet e non il gres effetto legno.. mi hanno proposto di mettere un prefinito multistrato con betulla… il listone piccolino che verrà incollato…la mia preoccupazione è che mettendo il parquet io abbia difficoltà a riscaldare la casa in quanto il legno so che potrebbe essere isolante del calore e non consentire la dispersione del calore per irraggiamento…. vorrei chiedere a voi se posso avere problemi o invece il parquet è preferibile al gres proprio per mantenere calda la casa…. essendo una mansarda mi preoccupo un po'… poi sarebbe meglio preferire hfd betulla o abete.. (a me hanno proposto l'abete)… ed in ultimo come faccio a verificare se la colla che usano per la posa del parquet è quella ecologica e non quella ricca di forlamdeide??
vi chiedo di rispondermi quanto prima visto che io devo scegliere a breve il tipo di pavimento. inoltre visto che il passo per il sistema radiante è più corto vorrei capire che facendo più serpentine a causa del parquet io possa spendere di più a livello dei consumi

12/18/2018 - 22:52 - Maria Luisa Co…

Buongiorno Maria Luisa, 
grazie per aver letto l'articolo e per la domanda.

Iniziamo dalla prima preoccupazione: certamente il legno è un isolante per cui il calore fa un pochino più fatica a passare rispetto ad un pavimento in grès effetto legno, ma passa. L'importante è non esagerare con gli spessori: un listoncino piccolo, come quello visto da lei, a due strati e di basso spessore (solitamente 10 mm.) va benissimo. Sicuramente spenderà un po' di più (il suo termotecnico le può anche calcolare la differenza) ma non così tanto da esserne preoccupata. 

Sul tipo di supporto:  io consiglio decisamente l'HDF che rende più stabile il sistema. In secondo luogo il multistrato di betulla (solo se di origine nord-europea!) mentre sconsiglio l'abete. 

Sulla qualità dei materiali, tipo di colla, ecologia... le consiglio di utilizzare Bauwerk, produttore svizzero. Ho visitato personalmente lo stabilimento e le posso garantire che hanno un rispetto incredibile e meritevole per gli aspetti ecologici ed ambientali. Non so da dove mi stia scrivendo ma hanno rivenditori in moltissime zone d'Italia: cerchi sul sito di Bauwerk se c'è un negozio nella sua zona. 

In alternativa, se non trova Bauwerk, pretenda che il prodotto sia made in Italy (le norme sull'uso di prodotti chimici sono più rigide da noi che in altri paesi) e se possibile VISITI lo stabilimento produttivo. Questo perché - purtroppo - ci sono un sacco di "finti produttori" che magari fanno una singola lavorazione e spacciano il prodotto come italiano. Per esempio qui a Vicenza ce ne sono almeno tre che si limitano a fare l'oliatura o la verniciatura su tavole di provenienza cinese e poi vendono il prodotto come made in Italy e poi scrivono "risparmia comperando direttamente dal produttore". Ma il risparmio è, chiaramente, dovuto ad altri fattori...

grazie ancora per averci consultato,

buona giornata

 

 

 

12/19/2018 - 08:45 - manager

Buongiorno ho letto il suo articolo in Internet e volevo chiederle siccome devo fare posare del parquet a casa mia , del prefinito con il supporto in hdf. È adatto come collante la colla silanica ?????

02/05/2019 - 12:25 - Ezio

Buon giorno Ezio
Grazie per la tua attenzione
Certo il supporto hdf è adatto anche alla silanica monocomponente, noi cerchiamo sempre di utilizzare i prodotti migliori presenti sul mercato, nel tuo caso userei la Kerakoll SLC eco L34 flex, bio compatibile e adatta anche a pavimenti riscaldati.

Grazie ancora e buona giornata
Roberto

02/07/2019 - 18:44 - manager

Buongiorno Sig. Ezio,
mi hanno proposto per un pavimento con riscaldamento a pavimento, un parquet triplo strato da 18mm listone Giordano in rovere mentre un palchettista, mi ha suggerito un triplo strato Mardegan da 15mm in quanto dice che 18mm sono troppi.
Corrisponde a verità tutto ciò?
Mardegan può competere a livello di qualità con Giordano?
N.B.: Il Mardegan propostomi ha 5mm di legno nobile mentre il Giordano solamente 3,5mm.
Grazie e distinti saluti.
Pier

03/04/2019 - 14:29 - Pier Panero

Gentile Sig. Pier, 

Concordo con il posatore: non ci si deve fermare al Brand ma bisogna analizzare bene il prodotto. Mardegan fa un ottimo prodotto (noi non lo teniamo perchè non è Made in Italy, viene fatto in Ungheria, ma il prodotto è ottimo). Inoltre concordo con il posatore anche sullo spessore: 15 millimetri vanno bene, 18 sono troppi.

Buona giornata

03/04/2019 - 15:23 - manager

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