Pavimento in legno e tarli

"Ma quando avete un tarlo in testa...
è perchè ce l'avete di legno, vero?"

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10/02/2019 - 16:17

Gli insetti xilofagi, principalmente tarli e termiti, nell'immaginario collettivo rappresentano la principale motivazione per cui un elemento il legno si può degradare o rovinare. È così anche per i moderni pavimenti in legno?

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Pavimenti in legno

Pavimenti in legno e tarli

Da quasi 50 anni posiamo pavimenti in legno in tutta la provincia di Vicenza e di Verona ed abbiamo avuto un solo caso di comparsa di tarlo su un pavimento in legno.  Il caso, avvenuto 6 anni fa a Montebello Vicentino, si è manifestato con la comparsa di 4 forellini in altrettante tavole site in punti perimetrali del pavimento in corrispondenza delle porte.
Io mi occupo di seguire, per la Fratelli Pellizzari, le pose di pavimenti in piastrelle e parquet ed il ricordo di quel caso specifico è ancora vivo ed è il motivo che mi spinge a parlartene in questo articolo. 

Stai decidendo di acquistare un pavimento in legno e sei preoccupato per i tarli? vuoi un parquet resistente ai tarli? Devi porre rimedio ad un parquet intaccato dai tarli?
In questo caso ti suggerisco di leggere questo articolo. 

Tarli, legno, parquet e alburno

Trattandosi di una scelta molto rustica il legno da noi posato nella casa di Montebello Vicentino aveva all'interno dell'alburno che, come vedremo, è l'unica parte che il tarlo (in questo caso il sospetto è caduto sull'insetto denominato "Lyctus spp.")attacca.  

L'alburno è una delle parti del tronco dell'albero, la più "appetitosa" per gli insetti. Se vuoi saperne di più sull'alburno e sulle altre parti dell'albero, trovi tutto nel link qui di seguito:

Dall'albero al parquet

L'articolo qui sopra spiega anche i motivi per cui gli insetti attaccano l'alburno, in estrema sintesi ti dico che è la parte più morbida e più umida del tronco e delle tavole che vengono poi tagliate per fare il parquet.  Ma torniamo al pavimento della casa di Vicenza, che mi ha fatto passare qualche notte insonne...

 

Il danno da tarli

Questo caso, seppure unico su migliaia e migliaia di pavimenti in legno posati, ha comportato, ovviamente, rilevanti problematiche per la nostra azienda ed un danno economico di proporzioni rilevantissime se confrontato all'importo del legno fornito.

D'altro canto noi garantiamo 10 anni i nostri pavimenti motivo per il quale abbiamo dovuto sostenere il costo della completa sostituzione del pavimento comprensivo delle spese di smontaggio e rimontaggio dei mobil... insomma ci siamo trovati a dover sostenere un danno veramente notevole. Senza contare il danno psicologico ed il disagio che il cliente ha dovuto subire.

Certo, il problema è stato radicalmente risolto ma comprenderete che questo evento ci abbia reso estremamente sensibili sull'argomento e abbiamo cercato di approfondire cause, sintomi, caratteristiche e soluzioni e siamo anche arrivati ad alcune conclusioni. Cercheremo, in modo estremamente sintetico, di riferire quanto sapevamo già e quanto abbiamo imparato. 

Partiamo con il dire che il tarlo che si è cibato del nostro parquet non è l'unica "bestia nera" di cui aver paura...

Legno e parquet: cause di degrado

La quasi totalità dei casi di marcescenza negli elementi in legno, siano essi pavimenti, solai, travi etc, avviene per attacchi fungini. I funghi, che vengono anche detti  "carie del legno" nulla hanno a che vedere con gli attacchi di tarli e termiti che rappresentano, invece, una minima percentuale tra le cause di deperimento.

Le termiti, ad esempio, non sono diffuse in tutta la penisola, anzi si concentrano in alcune zone d'Italia e prediligono ambienti privi di luce in cui attaccano solamente il legno raggiungibile direttamente dal terreno. Non sono mai causa di deperimento di pavimenti, solai o coperture a meno che, ribadiamo, questi elementi siano a contatto con il terreno. Per cui difficile che il tuo pavimento venga attaccato da termiti. 

Premesso che non stiamo facendo un trattato di entomologia, per cui mi perdonerai la disinvoltura di linguaggio, veniamo alla seconda famiglia di bestione che si nutrono di legno (quelli bravi li chiamano insetti xilofagi): sono i tarli.
Questi fanno solitamente danni molto limitati e sono eliminabili abbastanza facilmente con dei trattamenti anche superficiali, che impediscano "l'ingresso" dell'insetto nel legno. Li vedremo in seguito. 

Tornando alla principale causa di degrado, l'attacco fungino, che non è oggetto di questo articolo, va evidenziato che questo può avvenire solo nei casi in cui l'umidità del legno sia superiore al 20%. 
Tale percentuale è di gran lunga superiore a quella presente nei pavimenti in legno che per normativa hanno una umidità compresa tra 7 e 11%. Giusto per dire che anche i funghi non attaccheranno il tuo parquet.

Pertanto eliminiamo dai motivi di preoccupazione sia i funghi che le termiti e concetriamoci solo sui tarli.

I tarli possono attaccare il parquet?

Perchè il tarlo possa aggredire un parquet in legno devono verificarsi tre condizioni:

a) ci deve essere ancora del cibo presente nel legno

b) ci deve essere ossigeno

c) ci deve essere acqua

L'ossigeno è indispensabile al tarlo in quanto organismo vivente. Se togliamo ossigeno nessun insetto può sopravvivere. Quando scriviamo che ci vuole acqua significa che un legno eccessivamente secco non può essere attaccato dal tarlo e, la cosa più importante, ci deve essere cibo. 

Quello che interessa al tarlo sono le sostanze zuccherine e gli amidi che si trovano all'interno del legno, o meglio che si trovano nella parte di alburno del legno, la parte di più recente formazione e che costituisce il sistema di trasporto della linfa dal terreno alla chioma. Ebbene i tarli si cibano dei residui di appetitose sostanze zuccherine che trovano (ancora) nell'alburno. 

Queste sono cose più che note, nell'ambiente, ed infatti i produttori di pavimenti in legno (quantomeno i migliori) mettono in azione una serie di operazioni per proteggere il parquet. Senza contare le protezioni "naturali" dell'albero...

Proteggere il legno dal tarlo

Una prima protezione è, infatti, quella naturalmente presente nella pianta che produce il tannino, sostanza che rende estremamente sgradevole agli insetti rosicchiare il pavimento in legno. Alcune essenze, in questo, sono più valide di altre.

Ma la natura non basta, per questo vengono utilizzate tre differenti azioni protettive:

a) CHIMICA

La protezione chimica fa leva sull'utilizzo di agenti biocidi come la permetrina, i sali di boro o il creosoto. Chiaramente l'utilizzo del pavimento in zona notte, magari sovrapposto ad un impianto di riscaldamento a pavimento, rende la soluzione chimica una delle meno apprezzate anche se la più economica. Aggiungo un consiglio, se devi ancora comperare il parquet: più del 50% dei pavimenti in legno che vengono venduti in Italia arrivano dal sud est asiatico (molti venduti come made in Italy...) 
In quelle aree i legni vengono trattati con sostanze davvero nocive, sia per i tarli che per chi poi abita quel pavimento in legno. Ci sono casi di eczemi, dermatiti, irritazioni respiratorie riferibili univocamente ai trattamenti subiti dal parquet. Evita l'acquisto di prodotti di origine sospetta! 

b) TERMICA

Il trattamento termico è più compatibile con un utilizzo del pavimento all'interno di una abitazione e rispetta la maggiore sensibilità per i temi della "sick building  sindrome" o della bioarchitettura.
Un moderno trattamento in autoclave porta ad elevata temperatura l'assicella di legno che verrà utilizzata per costruire il prefinito eliminando completamente le sostanze zuccherine e gli amidi. Questo è, ad esempio, il sistema che utilizzano i nostri fornitori (visto con i miei occhi in stabilimento). Eliminando il cibo per gli insetti, il pavimento risulterà non appetibile e non verrà aggredito. 

c) DI SUPERFICIE

Il trattamento di protezione della superficie è altrettanto importante: il tarlo non è in grado di aggredire una verniciatura "seria". Un pavimento in legno verniciato con 7 mani di vernice antigraffio di ultima generazione rappresenta una barriera difficilmente valicabile anche per il più famelico degli insetti. 

d) IL SUPPORTO

Un supporto di Abete è più attaccabile (vedi tabella più avanti) rispetto ad un supporto in HDF che è assolutamente impermeabile ed inattaccabile dagli insetti.
Su quale supporto scegliere per un pavimento prefinito il mio collega Roberto ha scritto l'articolo seguente. Anche questo ti consiglio di leggere, se stai per comprare un pavimento in legno.

Leggi anche: Lo strato di supporto nei pavimenti prefiniti

Insomma un buon trattamento termico, una buona vernice ed un buon supporto dovrebbero essere delle barriere sufficienti per il tarlo e potrai dormire tra due guanciali. 

Legni resistenti ai tarli

Le specie legnose possono essere classificate in base alla resistenza "naturale" ai tarli. Abbiamo confezionato questa tabella 

Resistenza naturale ai tarli

1 Molto resistente Doussiè, Iroko, Teak
2 Resistente Castagno, Rovere, Robinia
3 Moderatamente resistente Larice, Pino silvestre, Douglasia
4 Poco resistente Abete rosso

Come eliminare i tarli dal parquet 

Se, nonostante tutto, si riscontra la presenza di tarli nel pavimento esistono diverse soluzioni.

La prima è quella di attendere che se ne vadano. La tipologia di tarlo più frequente è il Lyctus Brunneus, un insetto xilofago che ha un ciclo di sfarfallamento che può durare fino a tre anni. Ciclo che dipende da quanto nutriente trova all'interno della tavola. Quasi sempre accade che l'insetto depositi le uova molto prima della posa del pavimento, nell'alburno del tronco o della tavola grezza durante la lavorazione. La maturazione delle uova e la fuoriuscita degli insetti adulti mediante sfarfallamento si conclude, quindi, entro i tre anni dall'infestazione senza che vi possa essere una rideposizione delle uova.

Gli insetti, infatti, non sceglieranno un ambiente ostile come quello di un parquet troppo secco e privo di sostanze nutritive per deporre nuove uova, specie, poi, se il pavimento è posto su impianto radiante. Non serve, in questo caso, andare ad iniettare insetticidi nei fori. Bisogna, però essere certi che l'infestante sia il nostro amico Lyctus Brunneus, tra l'altro non proprio bellissimo da vedere:

LYCTUS BRUNNEUS

 

Una soluzione ottimale, e definitiva (specie se non sappiamo di che razza è l'infestante) è quella di abbinare un trattamento termico effettuato con un sistema a microonde che va a scaldare direttamente il pavimento, con un trattamento chimico. In sostanza si tratta di ripetere le fasi a) e b) che i produttori dovrebbero mettere in atto al momento della produzione del parquet, ma, stavolta, sul pavimento posto in opera.

Molte sono gli operatori in grado di porre in essere questi trattamenti: a titolo di esempio indichiamo qualche sito internet: è sufficiente ricercare su google "trattamenti antitarlo microonde" per trovare decine di operatori specializzati. All'interno di questi siti si trovano molte informazioni sull'argomento tarli ma quasi tutte relative a travi vecchi o solai in legno o mobili antichi: rarissime le notizie su pavimenti prefiniti aggrediti da insetti. 

Ma, ripeto, nella grande maggioranza dei casi è sufficiente attendere lo sfarfallamento e stuccare (solo per un motivo estetico) i fori. 

Tarlo sul parquet di Rovere

Torniamo alla vicenda che ci ha introdotto a questo argomento. Ho cercato di capire, visti gli elementi qui sopra, quali fossero i motivi che hanno provocato l'attacco dei tarli al pavimento che ho suddiviso in fattori esogeni e fattori endogeni: i primi sono i fattori esterni che non dipendono da noi e che sono difficili da condizionare i secondi sono i fattori endogeni, sui quali potevamo agire modificando l'esito finale. 

► Iniziamo da questi ultimi: il legno era un rovere, quindi "resistente" ma presentava delle parti di alburno. Queste sono attaccabili dagli insetti. Se evitavamo di vendere la selezione con alburno certamente i problemi non sarebbero sorti. I 4 forellini da sfarfallamento erano presenti solo nell'alburno. 

► Lo strato di supporto era in abete, essenza poco resistente. Se avessimo scelto un supporto in HDF - cosa che da allora consigliamo sempre - il problema non sarebbe sorto. 

► Per quanto concerne i fattori esogeni: i 4 forellini erano vicini alle porte. Il sospetto è che il tarlo fosse presente nella "cassamorta" (controtelaio) della porta che è quasi sempre in abete. Non mi risulta che questi controtelai vengano trattati contro i tarli, nè termicamente nè chimicamente. Probabilmente questi sono stati l'origine primitiva del fenomeno. Oppure i tarli avevano deposto le uova all'interno delle tavole o della pianta e dopo un po' si erano dischiuse.  

► L'umidità ambientale riscontrata era molto elevata: è normale nelle case nuove che ci sia un po' più di umidità ma i forellini erano presenti su due locali in cui non c'era ricambio d'aria e c'erano i primi segni di condensa negli angoli. La casa era in classe A, quindi estremamente isolata, rimasta non abitata e priva di ventilazione meccanica. Un ambiente umido, lo abbiamo visto inizialmente, è ideale per i tarli. 

Riassumendo: un legno senza alburno, con un supporto in HDF, dei locali più areati e dei controtelai trattati (non mi risulta ne esistano in commercio) non avrebbero consentito il verificarsi del fenomeno e avrebbe evitato tutte le conseguenze.

Grazie! 

Grazie per aver letto il mio articolo. 
Se vuoi continuare a leggere per saperne di più sui pavimenti in legno ti consiglio questo percorso di lettura:

 

Percorso di Lettura
Parquet: quale porzione dell'albero utilizzare
Come scegliere un parquet prefinito a due strati
Come scegliere un parquet prefinito a tre strati 
Quale essenza scegliere
Quale essenza in caso di riscaldamento a pavimento
Finitura superficiale: olio o vernice
Le lavorazioni di superficie: spazzolato, marciato, piallato, piano sega...
Dove comperare il parquet? posatore, grande magazzino, online....
Come posare il parquet? Schemi di posa tradizionali e moderni
Accortezze per la posa del pavimento in legno
Parquet: flottante o incollato?
Pavimenti in legno ed umidità
Pavimenti in legno: pulizia e manutenzione

Specializzazione: Responsabile tecnico di cantiere

Commenti

Buongiorno ,
Ho fatto restaurare il parquet dopo una perdita d’acqua, abbiamo fatto il restauro 6 mesi dopo.
Sembrava bellissimo, ma a distanza di poco, i listelli si muovono e alcuni
Sono stati letteralmente divorati dalle tarme.
Il parquettista non risponde e mi ha bloccato dappertutto e io sono disperata.
Le allego una foto.
Cosa posso fare?

07/09/2019 - 21:15 - Maria Ducci

Ciao Maria, 

Ho visto le foto del parquet tarlato e ti ho risposto alla mail che ci hai lasciato con indicazioni sul da farsi. Mi permetto di dire che è disdicevole il comportamento del posatore che ti ha bloccato le chiamate ed i messaggi sul telefono lasciandoti sola con questo problema.
Questo ci insegna che quando si acquista un pavimento in legno è necessario rivolgersi a persone di assoluta fiducia perché, a differenza di altri prodotti, un pavimento in parquet è fatto di materiale "vivo" e capita che possano sorgere dei problemi. Servono persone che non fuggono di fronte ai problemi ma che siano in grado di risolverli. Mi spiace per quanto ti è accaduto ma vedrai che chi ti ho indicato è in grado di risolvere.
Buona giornata, 

Michele 

 

07/10/2019 - 15:05 - manager

Salve. Mi è stato posato un parquet in rovere poi trattato sul posto a vernice. Dopo pochi mesi ho scoperto in una tavola i tarli notando la classica polverina. Ho sostituito la tavola ma i tarli sono rispintati in altre parti della stanza nella parte chiara delle tavole sempre con polverina e buchi naturalmente. Ma è possibile che un legno appena posato abbia dei tarli? Chi me lo ha posato mi ha detto che sono degli attacchi esterni, ma è possibile? Grazie

07/12/2019 - 08:21 - vittorio

BUONGIORNO. HO NELLE CAMERE UN PARQUETTE DI 27 ANNI. NON E' MOLTO BELLO E ADESSO E' PIENO DI TARLI. VORREI SANIFICARLO E LUCIDARLO. E' POSSIBILE' E COSTA CARO?

07/15/2019 - 16:20 - ROSAMARIA

Ciao Vittorio, 

ti ho risposto alla mail: la parte chiara delle tavole è l'alburno. Si tratta sicuramente di un prefinito in legno che non ha subito le opportune lavorazioni per renderlo resistente ai tarli. Solitamente le tipologie di parquet che danno questi problemi sono prodotti in est-europa o sud-est asiatico. Ti ho scritto anche come rimediare, 

In bocca al lupo, 

ciao!

 

07/16/2019 - 09:38 - manager

Ciao Rosamaria, 

ho visto le foto che ci hai spedito via mail ed il legno massiccio in formato mosaico è molto mal ridotto. Non vale la pena sistemarlo... con lo stesso costo puoi acquistare un nuovo pavimento in legno prefinito di formato più grande. Suggerisco, quindi, la sovrapposizione. 
Grazie per averci scritto, ciao! 

 

07/17/2019 - 09:34 - manager

Salve
ho un pavimento in parquet in tutta la casa e da due settimane spazzando trovo la polverina bianca fine che indica la presenza dei tarli. Stranamente non vedo buchi e non capisco. Come posso comportarmi ? Il mio parquet ha 11 anni
grazie

09/25/2019 - 18:01 - Maurizio Mura

Ciao Maurizio, 

se c'è la tipica polverina dei tarli ci dovrebbero essere anche i forellini. Controlla i battiscopa ed anche le cornici delle porte oppure i travi (se hai il tetto in legno). 

speriamo sia qualcos'altro..

ciao!

 

09/30/2019 - 16:51 - manager

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