Piastrelle per il bagno a Vicenza e Verona

11/21/2019 - 16:55

Le piastrelle per il bagno: consigli per gli acquisti! 

Se sei capitato su questa pagina probabilmente stai cercando consigli per acquistare le piastrelle del tuo bagno e avrai molte domande a riguardo, a cui cercherò di rispondere.
Immagino che la tua prima domanda sia "quanto costa rifare le piastrelle di un bagno?", e poi anche "quanto tempo ci vuole per demolire e rifare pavimenti e rivestimenti di un bagno". Ma ce ne sono molte altre: quali mattonelle sono oggi più di tendenza nei bagni? quale stile utilizzare?

Molte di queste domande me le pongono anche i clienti quando vengono a trovarci nei nostri negozi di Costo di Arzignano oppure nel negozio di Gambellara (Vicenza). Ma cercherò di rispondere anche a domande che non vengono poste (quantomeno non a noi), ad esempio: in quali negozi di Vicenza o di Verona comperare le piastrelle? Comperare le piastrelle on-line è vantaggioso? quali sono i problemi e gli errori da evitare? Cercherò, insomma, di rispondere anche alle domande più imbarazzanti e cercherò di essere più obiettiva possibile. 

Da molti anni lavoro alla Pellizzari di Costo di Arzignano, una piccola azienda in cui arredatori come me e colleghi tecnici si occupano di studiare, progettare e realizzare bagni. In questi anni, assieme ai colleghi, abbiamo visto gli enormi progressi nel settore delle piastrelle che oggi sono diventate meravigliosi oggetti di design.  

Ecco la lista degli argomenti che troverai in questo articolo: 

Buona lettura! 

 

Le piastrelle da bagno: da brutto anatroccolo a cigno

Per prima cosa vorrei raccontarti che un tempo le piastrelle per il bagno erano un brutto anatroccolo ed è incredibile come si siano trasformate, oggi, in un meraviglioso cigno.
Se pensi che solo qualche tempo fa - negli anni '60 e '70 -  le chiamavamo tutti mattonelle e che venivano acquistate in un magazzino edile tra la sabbia ed il cemento... beh, ne abbiamo fatta di strada! 

D'altronde erano utilizzate quasi esclusivamente per il bagno ed il bagno era la stanzetta piccola, in fondo al corridoio. 

piastrelle per bagno degli anni '70
OK, i bagni una volta erano piccoli... ma qui stiamo esagerando!



Tu forse non lo ricorderai ma se chiedi ai nonni ti potranno spiegare quanto poca attenzione si dava a questo ambiente e quindi anche al prodotto destinato a rivestirlo. Era di gran lunga il locale più "umile" della casa, il più brutto, spesso angusto, male illuminato ed anche un po' angosciante. 

Le piastrelle ed i bagni (da incubo) del passato...

Le moderne piastrelle da bagno

Ebbene dopo questo tuffo nel passato, ora preparati a rimanere stupito nello scoprire come oggi, le piastrelle da bagno, siano diventate un prodotto meraviglioso, che ha contribuito a valorizzare quello che abbiamo iniziato a chiamare "la stanza da bagno".
Per carità, ammetto di essere innamorata delle moderne lastre in ceramica, ma credo davvero che abbiano contribuito a far diventare il bagno la stanza più bella e curata della casa.

Tutto questo è avvenuto così velocemente che i tuoi nonni (o meglio i tuoi bisnonni) sarebbero decisamente stupiti se tu li invitassi nella tua casa nuova a  "vedere il nuovo bagno". 

Piastrelle da bagno effetto marmo lucido e colorate opache

Le piastrelle per rivestire i bagno del passato: igiene e pulizia

Le piastrelle, da centinaia di anni, vengono utilizzate per rivestire le superfici dei bagni sia nelle abitazioni che nei locali pubblici. La scelta di utilizzare delle "mattonelle in ceramica" per i rivestimenti è nata dall'esigenza di avere

  • una superficie igienica,
  • facile da pulire,
  • resistente ai detergenti aggressivi che si utilizzano in bagno.

Le alternative alla piastrella erano il marmo ed il legno, più costosi e più delicati, oppure l'intonaco (in passato si usava la calce)  che necessitava di continua manutenzione ed era decisamente meno facile da pulire ed igienizzare.

La piastrella veniva scelta quindi, per rivestire il bagno, in base a motivi funzionali ed economici, mentre era scarsa l'attenzione agli aspetti estetici.
Ti dirò di più: all'inizio le piastrelle da rivestimento erano solamente bianche o, anche se qualcuna aveva, magari, uno smalto più ricco o più trasparente. 

Un bagno: piastrelle effetto marmo e piastrelle colorate opache

Quali piastrelle per i pavimenti dei bagni? 

E per i pavimenti dei bagni?
Se a parete venivano utilizzate bicotture smaltate che soddisfacevano le esigenze di igiene e pulizia, questa tipologia di piastrella aveva - però - una scarsa resistenza all'usura da calpestio ma anche alla caduta di oggetti. 
In passato venivano prodotte e vendute le bicotture anche per i pavimenti dei bagni, con una maggiore quantità di smalto ma, nel lungo termine, le piastrelle in bicottura a pavimento si consumavano. 

Occorreva pertanto fare una scelta: se si volevano dei pavimenti da bagno resistenti era necessario acquistare e posare del cotto, oppure del marmo, magari sotto forma di palladiana. Altre alternative erano la veneziana o le cementine (non quelle odierne in grès, ma quelle fatte proprio con cemento e graniglia di marmo). 

Se, invece, il bagno era quello della camera matrimoniale e se ci si accedeva scalzi si poteva rischiare di mettere una piastrella in bicottura anche a pavimento, ma sapendo che si correva il rischio di romperla, graffiarla o consumarla.

 

Le piastrelle da bagno decorate

All'inizio del 1900, grazie al diffondersi del Liberty, iniziarono ad essere introdotte decorazioni nelle piastrelle per rivestimenti dei bagni. Le linee sinuose del liberty lasciarono poi lo spazio a decorazioni geometriche, pittoriche o fotografiche, spesso con soggetti floreali.

Piastrelle da bagno in bicottura degli anni '60
Decorazioni su piastrelle in bicottura della metà del secolo scorso (ringrazio per la foto il Museo della Fondazione Iris Ceramiche).

Si utilizzava un fondo neutro che rivestiva tutte le pareti e si inseriva una composizione, un vero e proprio "quadro", magari al di sopra della vasca. 

All'inizio degli anni '70 i paesaggi e le nature morte vengono affiancati da decori psichedelici e geometrici, ricchi di colori che qualche azienda tenta oggi di rilanciare sotto la generica definizione di "vintage".

Alla metà degli anni '70 i colori accesi lasciano lo spazio a toni di beige e al "famoso" color cuoio, che per qualche anno dominerà il mercato delle piastrelle. 

Piastrelle per il bagno degli anni '70

Queste decorazioni vengono applicate sulla piastrella per il bagno già cotta mediante appositi macchinari serigrafici in grado di riprodurre infinite volte sulla ceramica il decoro impresso nel rullo serigrafico.

Il costo della decorazione si abbassa ed interi bagni vengono rivestiti utilizzando queste piastrelle che sono le "nonne" delle attuali piastrelle da bagno riccamente decorate per sembrare, ad esempio, delle vere lastre di marmo. 

Piastrelle per un bagno: lastre effetto marmo venato nero

Stili e stilisti nel mondo delle piastrelle

Negli anni '80 la piastrella inizia a ricoprire un ruolo differente nella stanza da bagno: diventa un elemento sempre più ricercato, elaborato, una superficie di design, che si abbina con i sanitari (colorati anch'essi) e con gli accessori per arredare il bagno.

PIASTRELLE DA BAGNO FIRMATE VALENTINO
Piastrelle per il bagno firmate dal noto stilista italiano Valentino

I rivestimenti diventano ricche superfici dipinte da famosi pittori come Gottuso, che firma una linea di decori, oppure di stilisti come Valentino, Laura Biagiotti, Enrico Coveri, Nicola Trussardi, Biki e Krizia che "vestono" i bagni con il loro stile. Alcuni di questi, come Versace, continuano tuttora a firmare collezioni di piastrelle da bagno estremamente ricercate e preziose. 

piastrelle bagno firmate versace
Piastrelle per il bagno firmate Versace: anche la famosa medusa viene riprodotta su lastre di ceramica.

Se le piastrelle firmate lasciano più di qualche nostro cliente esterrefatto (nel senso che non ci si aspetta che gli stilisti firmino anche i rivestimenti dei bagni) altri invece apprezzano ed acquistano.

Le piastrelle ceramiche passano dall'essere un prodotto che assolve ad un bisogno semplice, ad un elemento di design che veicola anche messaggi di status sociale, espressione della nostra identità e di quello che vogliamo raccontare e mostrare ai nostri amici. 

Anche noi abbiamo realizzato bagni firmati Versace ed altri firmati Valentino. Sono convinta, però, che la maggior parte delle vendite venga conclusa all'estero. Cinesi, Giapponesi, Russi e Arabi ricercano il fascino del Made in Italy dell'abbigliamento anche nelle piastrelle per i rivestimenti per i loro bagni. 

 

Un bagno prezioso, rivestito con piastrelle effetto marmo

Le piastrelle in monocottura in bagno: finalmente un pavimento resistente! 

Il nuovo processo produttivo della  monocottura, introdotto negli anni '80, consente di ottenere piastrelle molto più resistenti rispetto alla bicottura. Finalmente abbiamo dei pavimenti in ceramica da poter mettere con tranquillità anche a pavimento in casa e nei bagni. 

Ma non è così semplice.

La monocottura ha un aspetto estetico differente rispetto alla bicottura. Non ha la lucentezza dello smalto, né la perfezione delle sfumature e dei decori. Smaltare sul supporto cotto (bicottura) ha una resa completamente differente che smaltare sull'argilla cruda (monocottura). Senza parlare della irregolarità sia nel calibro che nella planarità di questa nuova tecnologia... insomma resistente si, ma con molti limiti. Almeno all'inizio. 

Ai clienti degli anni '80 veniva spiegato che dovevano accettare un abbinamento tra i due prodotti non perfetto. I clienti, anche nel nostro negozio, si sentivano ripetere frasi come "si, esteticamente il rivestimento del bagno è più bello, più lucido, la decorazione è più viva rispetto al pavimento... ma bisogna usare la monocottura perchè è più resistente". 

Monocotture da bagno anni '80
Esempi di monocottura di fine anni '80: il pavimento (a destra nella foto) è un 20x20 in monocottura con smalto lucido protetto. I rivestimenti sono in bicottura con decori marmorizzati. 

Qualche produttore introduce delle monocotture con smalto lucido protetto, pensate specificamente per poter essere abbinate ai rivestimenti bagni in piastrelle "effetto marmorizzato". Ma per quanto si cerchi di "abbinare" pavimenti e rivestimenti, i risultati non sono perfettamente soddisfacenti. 

Per fortuna a salvare tutti arriverà la moda del rustico... 

Le piastrelle da bagno rustiche

Negli anni '90 un nuovo stile di bagno si affianca ai "classici" effetti marmorizzati: nasce la moda del rustico, che finirà per prevalere imponendosi come stile dominante. Le piastrelle rustiche sono quasi sempre nel formato 20x20 sia a pavimento che a rivestimento, hanno una superficie opaca che ricorda dei marmi consumati, un po' rovinati, oppure dei cotti chiari. Uno dei più venduti nel nostro negozio era un effetto travertino in formato 15x15 con i bordi irregolari e nei colori beige, rosa, verde e azzurro. 

Questi bagni rustici andavano completati con greche (decorazioni che attraversavano il rivestimento solitamente ad altezza 200 e ad altezza 120 cm.) e poi con listelli, torelli, fregi... Spesso i nostri clienti si trovavano a spendere molto più di decori che di piastrelle per realizzare il loro bagno. 

Il vantaggio per i produttori di piastrelle in ceramica è che potevano fare sia i pavimenti che i rivestimenti in monocottura, grazie alla richiesta di smalti opachi e non più lucidi. Inoltre fare dei bordi perfettamente diritti, con il processo della monocottura, era davvero arduo.
La richiesta di bordi rustici ed "irregolari" salvava tutti dalle contestazioni!  

Insomma la moda del rustico deve essere sembrata un dono divino a chi produceva piastrelle. Ma non poteva durare per sempre...

Le moderne piastrelle per il bagno 

Le decorazioni e le firme degli anni '80 unitamente all'introduzione della monocottura ed alle decorazioni hanno contribuito a cambiare l'immagine percepita della piastrella da bagno. Ora il prodotto si propone come resistente a pavimento, ricco a rivestimento e diventa il prodotto in assoluto più utilizzato per pavimenti e rivestimenti di bagni, privati o pubblici. 

Ma altre innovazioni, più recenti, ci faranno fare un ulteriore, pazzesco, salto di qualità. 

Questo succede alla fine degli anni '90 grazie all'introduzione ed alla diffusione della nuova tecnica produttiva del grès porcellanato. Questa innovazione sarà una rivoluzione per il settore perchè consentirà di produrre piastrelle estremamente più resistenti.

Nell'ambito che ci interessa, quindi come pavimento e rivestimento di bagni, il grès consentirà di essere utilizzato anche  in ambienti bagno sottoposti a traffico intenso.

Le piastrelle in grès sono perfette, ad esempio, per pavimentare bagni pubblici come quelli degli autogrill, di centri commerciali o di locali pubblici molto frequentati. Ma se il processo produttivo del grès era stato pensato specificamente per ottenere una maggiore resistenza con il tempo si inizieranno ad introdurre altre importanti modifiche al processo produttivo ed altre innovazioni capaci di apportare anche migliorie estetiche, per arrivare alle meravigliose piastrelle giganti di oggi.

 

Le innovazioni sulle piastrelle in grès: dalla resistenza all'estetica 

Le prime piastrelle in grès non sembrano nemmeno lontane parenti di quelle che oggi puoi trovare nei negozi come il nostro e tutto questo lo dobbiamo alla capacità innovativa italiana.

Siamo, infatti noi italiani ad essere leader mondiali nelle tecnologie per la lavorazione delle piastrelle ceramiche. Non solo produciamo ed esportiamo macchinari in tutto il mondo, ma quasi tutte le innovazioni sono nate nel distretto ceramico di Sassuolo che per decenni è stato il primo produttore mondiale e tuttora viene considerato leader mondiale per la qualità dei prodotti. Come è ovvio ci sono anche le pecore nere, ma la maggioranza dei produttori italiani sono davvero bravi. 

Ma vediamo allora quali sono state le innovazioni che permetteranno di realizzare bagni meravigliosi con le attuali, moderne piastrelle. 

Una delle prime innovazioni riguarda la lavorabilità della superficie della piastrella in grès. Dato che questo prodotto è composto in tutto lo spessore da smalti (quindi non ha una parte superficiale differente dal corpo della piastrella) a qualcuno viene in mente di levigarlo, come si fa con il marmo. 
Nascono le piastrelle in grès porcellanato levigato, con la superficie perfettamente lucida e che si prestano meravigliosamente per realizzare pavimenti e rivestimenti di bagni in cui specchiarsi, con colori e venature che imitano quelli di marmi rari e preziosi. 

Ma non è finita...

Piastrelle da bagno che sembrano pietra

Nel mentre qualcuno stava cercando di ottenere delle piastrelle lucide e levigate, altri produttori stavano sperimentando stampi in grado di ottenere superfici tridimensionali. Pare che l'idea sia nata premendo un foglio di carta appallottolato la superficie cruda di una piastrella in grès. Con questa semplice operazione la superficie aveva acquisito una superficie molto simile ad una pietra: ruvida, irregolare, "a spacco". 

Se prima le piastrelle erano delle superfici lisce che venivano smaltate o decorate, questa idea - che sembra quasi banale - crea l'ennesima piccola rivoluzione. La piastrella ora più essere utilizzata anche all'esterno perché questa con questa lavorazione diventa antiscivolo, ma non solo..

Le superfici effetto pietra di queste nuove piastrelle entrano, infatti, anche nel bagno. Prova a pensare ad una stanza da bagno in cui vuoi ricreare l'aspetto o le sensazioni che ti darebbe una SPA o un centro benessere. Cosa c'è di più adatto di una piastrella che ti ricordi la rugosità di una pietra o la superficie a scaglie di un'ardesia? 

Anche noi, nel nostro negozio, iniziamo a proporre grès per le pareti del bagno ad effetto pietra che rimane tutt'ora uno dei prodotti più richiesti.

Piastrelle azzurre lucide per un bagno fresco e contemporaneo

Le grandi lastre: piastrelle enormi per il tuo bagno

Oltre alle continue innovazioni di superficie è anche il formato delle piastrelle da bagno a cambiare. Nel tempo siamo passati dall'utilizzare bicotture in formato 20x20, poi monocotture e bicotture 30x30 e 30x60, quindi grès porcellanato 60x60 e 60x120.
Ma oggi le dimensioni delle piastrelle che puoi acquistare per il tuo bagno sono davvero enormi: fino a 1600x3200. Un metro e sessanta per tre metri e venti.

Si, lo so, in questo formato le piastrelle sarebbero troppo grandi al punto da essere impossibili da usare per il tuo bagno (a meno che tu non abbia un bagno davvero enorme). 

Ma prova ad immaginare -  scendendo a formati più "umani" come il 120x270 centimetri - quale sia l'effetto di continuità che potresti ottenere nella parete...

Ad esempio pensa alla possibilità di utilizzarle per rivestire l'angolo doccia senza nessuna fuga: sai cosa significa? niente calcare da pulire tra una piastrella e l'altra, niente infiltrazioni... una superficie continua possibile solo con una resina, è oggi praticabile anche con la ceramica. E a differenza della resina non teme l'umidità, non si rovina, non si consuma.

A quale altezza arrivare con le piastrelle in bagno? 

Partiamo dalla premessa che non esiste un obbligo di legge. Le norme ULSS, declinate in modo diverso in varie zone d'Italia, parlano di "superficie pulibile" fino ad 1,80. Ma non si parla di piastrelle, una superficie può essere pulibile anche se realizzata con una tinteggiatura a smalto, ad esempio. 

Ma allora a che altezza si deve arrivare con le piastrelle? 

ALTEZZA 2,40 

Fino agli anni '90 non c'erano dubbi: le piastrelle arrivavano fino a 240 centimetri. E questo lungo tutto il perimetro del bagno. Non si rivestiva la parte terminale del bagno un po' per "far respirare le pareti" ed un po' per allargare la percezione dello spazio. 

ALTEZZA 1,20 

A partire dagli anni '90 (ma qualcuno ce lo chiede ancora oggi) moltissimi clienti arrivavano in negozio con la convinzione che "non vada più di moda fare i rivestimenti a tutta altezza, ma che si debbano fare fino a metà parete".
Tra l'altro questa cosa la leggo ancora anche su vari articoli on-line che insistono per realizzare un rivestimento basso su quasi tutte le pareti del bagno. Di questi rivestimenti a metà altezza, che possiamo anche chiamare Boiserie, ne parlerò più avanti. 

Le piastrelle dividono le zone del bagno in orizzontale. 

ALTEZZA FINO A SOFFITTO (ma non dovunque)

Altri clienti - perchè più "preparati" o perchè accompagnati da architetti o arredatori di interni - ci chiedono, invece, uno stile più attuale e cioè dei rivestimenti a tutta altezza. Con questo termine intendo definire pareti completamente rivestite da piastrelle fino al soffitto. Solitamente questo stile prevede anche la facoltà di lasciare alcune pareti completamente libere dal rivestimento. 

Insomma si lavora usando le piastrelle per definire degli spazi verticali. 

Boiserie: rivestimenti bagno fino a 120 cm. 

Vediamo gli aspetti critici di questi rivestimenti: 

1. se decidi di rivestire solo la parte bassa della parete dei bagni poi non devi pensare di finire la parte superiore utilizzando una semplice tempera bianca. Insomma la parte alta del bagno non deve essere banale. Tieni presente che è quella ad altezza occhi, quindi dovrai utilizzare una finitura particolare e che si accosti bene con la piastrella scelta e metti in budget anche una spesa per una bella tinteggiatura

2. va gestita con intelligenza la parte terminale del rivestimento in piastrelle. Spesso vengono utilizzati profili metallici come terminale del rivestimento.  Il profilo metallico rappresenta comunque un ulteriore elemento nel rivestimento del bagno, che può risultare fastidioso (specie se il bagno è già ricco di elementi). Non solo. Il profilo metallico crea una geometria ben precisa ma questa "precisione meccanica" non può trovare corrispondenza nella successiva stesura della pittura che, giocoforza, è più irregolare. Se la lastra di ceramica è abbastanza precisa nell'accostarsi al profilo, la pittura non lo è affatto, per cui questo terminale spesso denuncia intonaci non perfetti, granulometrie diverse, sbavature e gocciolature. 

3. va gestito con attenzione è il cambio di altezza che occorrerà fare in corrispondenza delle pareti doccia o vasca che devono essere realizzate a maggiore altezza. Un rivestimento a parete che sale e scende, se non viene ben progettato, rischia di dare un pessimo risultato. 

4. vanno poi considerati tutti gli elementi che compongono il bagno specie quelli che si devono posizionare nei pressi di dove termina la boiserie. Ad esempio le altezze delle prese e degli interruttori (sopra o sotto il rivestimento?), della placca dello sciacquone (che rischia di essere a "cavallo" tra piastrelle e parete), del termoarredo che finisce quasi sempre per essere a cavallo.

5. ci sono piastrelle che "nascono" per essere delle boiserie e quelle vanno benissimo. Ce ne sono altre che si prestano ad essere utilizzate per questo fine e, se ben progettate possono fungere allo scopo. Ma ci sono piastrelle "banali" che non possono davvero essere troncate a metà altezza. Non reggono questo stile e non vanno assolutamente utilizzate. In genere direi che la maggioranza delle piastrelle da rivestimento bagno non sono adatte per essere posate a boiserie. 

Insomma, se decidi di fare un rivestimento a metà altezza devi davvero affidarti a qualcuno che lo sappia progettare bene ma, nonostante tutto, rischierai di dover comunque chiudere un occhio su alcuni "nodi" non risolvibili e doverli tollerare. 

 

Le boiserie in piastrelle di ceramica per il bagno

Quelli che, nel paragrafo precedente, abbiamo identificato essere i fattori critici per un rivestimento "basso" in bagno, diventano fattori positivi nel caso tu decida di rivestire il bagno con una boiserie classica. 

Questi rivestimenti, infatti, nascono per essere utilizzati con questa finalità. Ad esempio: la parete terminale superiore della boiserie è studiata per dare un giusto completamento al rivestimento. Ma anche le lastre che vengono utilizzate hanno il giusto "carattere" per dare un buon risultato estetico ed il rivestimento non sembra "troncato" ma ha un senso compiuto.

Chiaramente il gusto tende ad essere piuttosto classico, sebbene ne esistano anche alcune versioni più moderne.

Calcolo delle piastrelle per il bagno

Prima di spiegarti il calcolo ti premetto che è necessario ordinare una quantità di piastrelle superiore alla quantità reale perchè alcune piastrelle verranno rotte o tagliate (il cosiddetto sfrido) e perchè alcune piastrelle vanno conservate di scorta. 
Bene, vediamo allora quante piastrelle ordinare

Iniziamo dal pavimento del bagno: devi calcolare l'area del bagno togliendo la dimensione del piatto doccia e/o della vasca in muratura. Supponiamo che il tuo bagno misuri 3 metri di lunghezza e 2 di larghezza. Dal totale netto di 6 metri devi togliere il piatto doccia (supponiamo 80 centimetri per 120 quindi 0,96 mq.) e l'eventuale vasca ma solo se si tratta di vasca in muratura. Se la vasca viene, invece, appoggiata sul pavimento e poi chiusa con dei pannelli, in quel caso il pavimento servirà comunque. 

A questa superficie netta, del pavimento del bagno, devi aggiungere circa una percentuale del 20% per lo sfrido e per avere qualche piastrella di scorta alla fine dei lavori. Quindi: dai 6 mq. togli 0,96 e risultano, netti, mq. 5,04.
Aggiungendo il 20% si arriva a 6 mq. che è la quantità da ordinare. 

Per i rivestimenti il calcolo delle piastrelle da ordinare è simile. Anche qui devi calcolare la superficie netta da rivestire, escludendo porte e finestre e poi maggiorare di circa il 20% per ottenere la quantità da ordinare. 

Piastrelle opache colorate in questo grande bagno

Un bagno in cui le piastrelle scendono dalla parete al piano

Piastrelle da bagno effetto cemento: rivestimento, piano e lavabi

Proposta di piastrelle effetto onice per un bagno

Negozi di piastrelle per il bagno a Vicenza

Dove puoi acquistare piastrelle per il bagno a Vicenza? Puoi scegliere di visitare una delle grandi catene di distribuzione oppure un negozio specializzato in arredobagno e piastrelle, a seconda del tuo budget o delle tue esigenze. 

La grande distribuzione

A Vicenza la grande distribuzione è rappresentata da Leroy Merlin e da Bricoman, aziende francesi con migliaia di punti vendita in europa e nel mondo e da Iperceramica, presente con due punti vendita a Vicenza, altro colosso del settore.

Generalmente il livello di servizio di Bricoman è basso perché si rivolge ad un pubblico di utenti che sanno già cosa acquistare, mentre è più alto nei negozi Leroy Merlin ed Iperceramica dove sono in grado di aiutarti anche con la progettazione e la posa in opera dei materiali. 
I prodotti sono generalmente molto, molto economici, a prezzi che quasi sempre sono inferiori ai 10 euro al metro ma che per alcuni articoli possono arrivare addirittura sotto i  a 5 € al metro quadrato.

Chiaramente non puoi aspettarti che siano prodotti di estrema qualità (se vuoi saperne di più clicca qui: prezzi delle piastrelle e qualità) , ma se il bagno che devi rivestire è secondario e non vuoi o non puoi investire grandi somme (e se te la cavi con il fai da te), troverai la possibilità di spendere anche meno di 150 euro per tutte le piastrelle necessarie per il tuo bagno.
Praticamente tanto quanto una cena fuori tutta la famiglia. 

Ecco gli indirizzi dei negozi di piastrelle della grande distribuzione:

  • Bricoman, Via Olmo 56 - 36077 Altavillla Vicentina (Vicenza)
  • Leroy Merlin, Via Brescia 19 - 36044 Torri di Quartesolo (Vicenza)
  • Ipereramica, Strada Padana, 70 - 36051 Creazzo (Vicenza)
  • Ipereramica, Via A. Manzoni, 30 - 36010 Zanè (Vicenza)

I grandi negozi specializzati

A Vicenza hai la possibilità di visitare anche dei bellissimi e grandi negozi specializzati nel mondo del bagno e dei pavimenti.
In questi negozi il livello di servizio è più alto rispetto alla grande distribuzione, spesso troverai arredatori o architetti preparati e professionali, in grado di darti suggerimenti, di progettare il tuo bagno, di aiutarti ad abbinare le piastrelle alle tinte delle pareti e agli altri elementi del bagno.  
Generalmente nei negozi specializzati anche il livello dei prodotti è più elevato. Tieni presente che sono quasi tutti a conduzione famigliare per cui è normale che titolari, famigliari e dipendenti non vogliano rischiare di "perdere la faccia" con i clienti che sono concittadini o conoscenti. 
Infine quasi tutti i negozi specializzati sono attrezzati per fornire un servizio "chiavi in mano", cioè dalla progettazione delle piastrelle del bagno fino alla posa in opera e alla pulizia del cantiere.

Ecco i punti vendita specializzati in piastrelle che puoi trovare a Vicenza:

  • Sterchele spa - Via Olmo 2 - 36051 Creazzo (VI)
  • Minuzzo Ceramiche - Via Ragazzi del '99, 48 - 36100 Vicenza
  • Gaiv società cooperativa - Viale della Scienza, 30 - 36100 Vicenza
  • Pellizzari Armando - Via del lavoro 5 - 36071 Arzignano (VI)
  • Pianalto srl - Viale dell'Industria 35 - 36071 Arzignano (VI)
  • Zamberlan Antonia - Via Dell'Industria 38 - 36050 Sovizzo (VI)
  • Commerciale Veneta Beltrame, Viale della scienza 12 - 36100 Vicenza
  • Fratelli Beltrame spa -  Via Roma 19 - 36040 Torri di Quartesolo, (VI)
  • Ercego Luciano - Via Monte Verlaldo 58 - 36073 Cornedo Vicentino (VI)
  • Oliviero Pavimenti - Viale dell'Artigianato 14 - 36050 Sovizzo (VI)

e per ultimi mettiamo i nostri due punti vendita:

  • Fratelli Pellizzari spa - Via Vignaga, 31 - Arzignano (VI)
  • Fratelli Pellizzari spa - Viale Europa, 2 - Gambellara (VI)

Per scegliere il punto vendita dove acquistare le piastrelle per il tuo bagno puoi affidarti alle recensioni (Google o Facebook) oppure visitare il sito internet o direttamente il negozio. Oltre alla qualità del prodotto è molto importante valutare la qualità dei servizi offerti e trovare il giusto "feeling" con l'arredatore che ti progetterà il bagno.
Come sempre, nella vita, è questione di "persone"!

Buona scelta! 

e... grazie per aver letto questo articolo! 

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