Storia della piastrella in ceramica

Storia della piastrella in ceramica

07/20/2020 - 14:35

Dalle preistoriche origini della ceramica ai primi rivestimenti in piastrelle, fino agli azulejos e alla nascita, all'inizio del secolo, delle industrie italiane. Dalle piastrelle liberty di inizio 1900 fino alle grandi lastre in grès di oggi. 

Storia della piastrella in ceramica

Mi chiamo Michele Pellizzari e da parecchi anni mi occupo di piastrelle in ceramica. Questo argomento è stato anche oggetto della mia tesi di laurea ed è stato in quel periodo che ho raccolto molte informazioni  sulla storia della piastrella.

Negli anni, sia per lavoro che per passione, ho continuato a studiare l'argomento e ad aggiungere tasselli e nuove conoscenze che ho deciso di riportare in questo articolo nel quale scopriremo assieme le origini della piastrella in ceramica, le innovazioni che ne hanno permesso lo sviluppo e la diffusione, gli utilizzi antichi e moderni di questo prodotto.

Vedremo i paesi che sono stati protagonisti nella nascita e nello sviluppo della piastrella e parleremo anche del futuro di questo prodotto che è diventato, oggi,  un elemento di interior design fondamentale della casa.
 

piastrelle per bagno a Vicenza

 

Qui di seguito trovi gli argomenti principali. Cliccando sui link puoi saltare direttamente ai singoli argomenti:

 

La preistoria della piastrella in ceramica

E' piuttosto difficile dare una data di nascita alla ceramica. Certamente è una delle invenzioni più antiche dell'uomo e certamente nasce per caso: qualche nostro progenitore avrà acceso il fuoco in un punto in cui l'acqua aveva ben compattato un terreno argilloso e si sarà accorto che la terra, sotto al fuoco, si era solidificata trasformandosi nel primo, casuale, manufatto in "terracotta". 

I nostri progenitori impararono a modellare l'argilla e compresero che si potevano ottenere risultati migliori mettendola prima ad essiccare al sole per poi cuocerla sul fuoco ottenendo i primi recipienti in ceramica dura.


Vasi di terracotta di 18.000 anni fa

Gli oggetti plasmati e cotti sono principalmente vasellame e contenitori per i cibi. I manufatti più antichi ritrovati, delle scodelle cotte direttamente sul fuoco, risalgono a 16.000 anni avanti cristo e sono stati ritrovati e datati in Cina.

Fino a qualche anno fa si riteneva che i pezzi più antichi fossero quelli ritrovati in Giappone, datati circa 12.000 avanti cristo.
Questi primi oggetti sono forme primitive, grezze, poco raffinate, incredibilmente giunte fino a noi, cosa questa che già mette in luce la straordinaria durabilità di questo materiale. 

Ciotola primitiva in terracotta formata a mano


Una innovazione fondamentale per la ceramica

Una vera e propria rivoluzione si ebbe grazie all'invenzione del piatto girevole (tornio) che agevola la produzione di oggetti quali vasi, piatti, anfore e brocche. Rispetto alla primitiva lavorazione manuale si possono ora ottenere oggetti meno sgraziati, più simmetrici e armoniosi.
 

storia delle piastrelle in ceramica



La combinazione tra la rotazione continua del piano di appoggio dell'argilla umida e le mani che la plasmano consentono di affinare la tecnica produttiva e rendere più sottili le pareti degli oggetti.

Si tratta sempre di recipienti per contenere acqua e cibo e costruiti con un ottica di funzionalità, non decorati, ma di forme armoniose.

 

vasi e contenitori in terracotta

 

La decorazione della ceramica

Una seconda evoluzione si ebbe con i primi tentativi di decorazione della ceramica. Dai primi, semplici, graffi fatti all'esterno dei manufatti a tentativi di disegni geometrici ed infine, sempre incidendo la parte esterna, a parole, frasi e scritte. 
 

Decorazioni su vasi

 

Ci si rende conto che le frasi o i disegni scritti sulla terra pressata e cotta rimanevano indelebili nei vasi e nelle anfore in terracotta ben più a lungo di quanto succedeva con le parole scritte sui papiri o sulle pergamene.

Qualcuno inizia a pensare che si potrebbe utilizzare la terracotta per riportarvi leggi, imposizioni religiose, codici o per tramandare eventi e storie. L'alternativa è scolpirle sulla pietra, operazione più onerosa e lunga.
 
Nascono così le primissime piastrelle in ceramica.

La nascita delle piastrelle in ceramica

Le prime piastrelle furono, infatti, delle "piastre di terra battuta" realizzate per essere un supporto su cui scrivere testi importanti.

Su delle lastre di argilla cruda gli incisori scrivevano, quindi,  leggi o direttive,  piuttosto che frasi religiose o storie di Re e guerrieri. Una volta cotte queste prime piastrelle diventavano dei veri e propri testi di divulgazione, dei "libri", insomma, estremamente durevoli.

Da qui, da questi manufatti, inizia la storia che porterà ai moderni rivestimenti in ceramica che trovi nelle pareti e nei pavimenti di casa tua, ma la strada è ancora lunga.  

Nelle foto qui sotto, che ho fatto all'interno del British Museum, si vedono alcune di queste piastrelle in ceramica incise come dei libri: in quello di destra è raccontata la storia di Ashurbanipal e risale al 668 avanti Cristo.

 

Libro in terracotta

 

Libri stampati su...piastrelle di ceramica!

Le prime piastrelle in ceramica della storia furono, insomma, dei "libri" concepiti così per durare secoli e trasmettere al futuro conoscenze, leggende, storie che difficilmente sarebbero arrivate fino a noi.

La prima funzione della lastra in ceramica è stata, quindi, culturale e storica. Come si vede nella foto seguente - sempre al British di Londra -  ci permette di poter consultare "librerie" antichissime.

 

Libreria con terracotta

 

Una piastrella di ceramica "trigonometrica"

Un esempio notevole di utilizzo delle piastrelle è la tavola matematica nota come "plimpton 322" recentemente (Agosto 2017) decifrata.

Il manufatto di ceramica - di circa 3700 anni fa, ritrovato in Iraq - riporta una tabella trigonometrica e, al momento, è la più antica mai trovata al mondo.
Certamente fu utilizzata per il calcolo trigonometrico (scoperto quindi dai babilonesi e non dai greci come si credeva) per calcolare come costruire palazzi, templi, piramidi e canali. 

 

La tavoletta Plimpton 322

 

Le prime decorazioni "industriali" delle piastrelle

Un'innovazione interessante, tuttora utilizzata nell'industria delle piastrelle in ceramica per strutturare le superfici, furono i cilindri in calcite che si vedono nella foto qui sotto.

Questi cilindretti bianchi venivano passati, facendoli rotolare, sull'argilla bagnata per creare delle decorazioni che si ripetevano in continuazione.
Sotto al cilindro bianco della foto si vede l'argilla cruda (quella in basso, di colore grigio) e poi la terracotta decorata (quella rossa) grazie alla pressione di questo cilindretto.

Decorazione di listelli in terracotta

Una volta inciso, un cilindro questo poteva replicare migliaia di volte la decorazione sulle lastre: un concetto industriale di produzione di piastrelle in ceramica decorate. 

Sconcertante pensare che questo manufatto è stato datato intorno al 3.300 avanti Cristo

Questi cilindri venivano realizzati in marmo o anche in pietre semipreziose, oppure in avorio. Ne sono stati trovati molti nell'area Mesopotamia a dimostrazione che la realizzazione di questi progenitori degli attuali listelli di ceramica decorata era una attività  fiorente. 

 

La nascita delle piastrelle in ceramica smaltata 

Un'ulteriore innovazione - un salto tecnologico e di design -  fu la smaltatura, ovvero la decorazione con "vernici vetrose"  del supporto in argilla. I primi smalti vennero applicati sempre attorno al III e II millennio avanti Cristo e sempre in mesopotamia ed in Egitto.

La piramide di Saqqara, costruita dal famoso architetto egiziano Imhotep nel 2600 avanti Cristo, vede l'utilizzo di un rivestimento, nella camera sepolcrale, in piastrelle di ceramica smaltate verdi. Le piastrelle non sono incollate al muro ma fissate con dei tasselli metallici. 

Questo rivestimento, che si vede nella foto qui sotto, è il progenitore dei moderni rivestimenti in ceramica.

 

Piastrelle tomba saqqara
Il rivestimento in piastrelle smaltate all'interno della Piramide di Djoser a Saqqara, in Egitto.

 

Gli egiziani, quindi, realizzavano lastre di ceramica smaltate e consideravano queste primitive piastrelle prodotti estremamente sofisticati e di prestigio. Erano anche molto costosi da realizzare e pertanto venivano utilizzati solamente in costruzioni di grande rilevanza. 

 

Pannelli figurativi in piastrelle smaltate

La smaltatura, abbinata alla "formatura" delle piastrelle, consentì di trasformare le lastre di ceramica in veri elementi di arredamento.

Oltre alle piastrelle smaltate e colorate si diffusero i primi pannelli figurativi di piastrelle in ceramica che venivano collocati nelle pareti di abitazioni e apprezzati per la loro luminosità e per le colorazioni accese.

Sostituivano i dipinti sulle pareti (le piastrelle sono molto più durevoli) nel rappresentare scene mitologiche, religiose, scene di caccia o animali, come questo qui sotto. 

 

antico pannello decorativo ceramica smaltata

 

L'arrivo delle piastrelle in ceramica in Europa

Ma fino ad ora la storia delle piastrelle si è svolta unicamente in medioriente, in Europa l'utilizzo di piastrelle come rivestimenti decorativi è ancora sconosciuto.

È grazie alla diffusione dell'Islam che la piastrella in ceramica da rivestimento arriva in Europa, passando per il nord Africa e raggiungendo la Spagna, durante il dominio moresco.

Il gusto arabo per il decoro geometrico si apprezza all'interno dell'Alhambra a Grenada, il meraviglioso palazzo-residenza del Califfo nel sud della Spagna che ispirò anche Carlo Scarpa

Ma già nel 1300 l'utilizzo degli Azulejos - rivestimenti in ceramica smaltata - è diffuso sia in Spagna che in Portogallo.
Tuttora nella penisola iberica si possono apprezzare fantastiche pareti di azulejos nelle chiese, sia all'interno che all'esterno, ma anche in stazioni, pareti di abitazioni, arredo urbano...

 

azulejos nella penisola iberica

 

In epoca moderna il grandissimo architetto spagnolo Antonì Gaudi ha riproposto questa antica tradizione rivestendo di frammenti di piastrelle di ceramica le sue sorprendenti opere Casa Battlò, Casa Millà e le strutture del Parco Guell a Barcelona.

 

Panchina a parc guet barcelona

 

Le piastrelle in Italia: l'epoca romanica

L'utilizzo di pavimenti in argilla cotta (terracotta) è conosciuto dai tempi dell'impero Romano e documentato da Plinio che denomina "spicata testacea" la disposizione delle mattonelle in cotto a spina di pesce. 

Il pavimento in semplice argilla cotta è utilizzato in numerosi edifici abitativi e nei bagni pubblici, quale rivestimento pavimentale facile da pulire e bello d'aspetto. 

Dall'epoca romanica in avanti la terracotta è comunemente usata soprattutto in pianura, come quella Padana, in quanto relativamente economica e perché non richiede estrazione e lavorazione della pietra. Sappiamo, ad esempio, che nel 1241 fu adottata per la pavimentazione stradale di Siena: in quell'anno fu stabilito che tutte le strade avrebbero ricevuto una pavimentazione in cotto spigato. 

Pavimenti in piastrelle di terracotta di vari colori 

A partire dal XIII secolo si riscontrano versioni di pavimenti in cotto bicolore. A seconda dell'argilla utilizzata, della composizione dell'impasto e della temperatura di cottura, le piastrelle in cotto potevano essere ottenute di colori leggermente differenti, variabili dal rosso al giallastro. In Italia si sfruttò questa variabilità per ottenere pavimenti bicolori ornamentali economici.  

 

Le piastrelle decorate arrivano in Italia

 

Chiostro di Santa Chiara a Napoli

 

Nella foto qui sopra si vede il "Chiostro Maiolicato" di Santa Chiara a Napoli, completamente decorato nel 1700 con piastrelle in maiolica che compongono pannelli figurativi, secondo la moda degli azulejos spagnoli. 

Ma è già dal 1400 che in Italia, infatti, si diffonde e si sviluppa l'utilizzo delle piastrelle in maiolica decorata di cui ci sono varie testimonianze. 
Ad esempio le chiese di Sant'Eligio e San Lorenzo Maggiore a Napoli erano piastrellate in maioliche datate XIV secolo. 

Se in quell'epoca molte delle piastrelle utilizzate per rivestire pareti di palazzi, castelli e chiese venivano dal medio oriente o dalla Spagna, in seguito la tecnica della produzione delle piastrelle in maiolica che venne affinata anche in Italia. 

Questo in modo particolare in due "distretti" che si specializzarono nel realizzare meravigliosi manufatti in ceramica. Non solo piastrelle - come quelle del Chiostro di Napoli che abbiamo visto - ma anche piatti e vasi di terracotta invetriata con elaborate decorazioni colorate.

Piastrelle in ceramica: produzione amalfitana

Ma facciamo un passo indietro: che cosa sono queste maioliche italiane? e da dove ha origine il termine? 

Le piastrelle in maiolica in Italia

Le piastrelle in maiolica sono una evoluzione delle semplici mattonelle di terracotta. Si ottengono rivestendo la mattonella dopo la prima cottura (il cosiddetto "biscotto")  di uno smalto lucido (detto "lustro") e sottoponendola ad una seconda cottura che produce una superficie bianca decorative a piacere in colore. 

Il nome deriva dall'isola di Maiorca che pre molti secoli fu un importante centro di lavorazione ceramica. Lo stesso materiale è chiamato anche Faenza (i francesi dicono "fayence") dall'omonima città emiliana, rilevante località di produzione del XV secolo. Maiolica e Faenza definiscono lo stesso tipo di prodotti in ceramica. 

In Italia è documentato l'utilizzo di formelle in maiolica fin dalla fine dell'undicesimo secolo anche se, in quel momento, si tratta di piastrelle importate dalla Spagna. 

Le piastrelle in ceramica di Vietri

Le botteghe di produzione di maiolica nella costiera Amalfitana sono celebrate oggi da un Museo della Ceramica, in particolare nella cittadina di Vietri. 

Qui la piastrelle in maiolica, che vengono decorate con procedimenti e disegni simili a quelle dei piatti, si afferma grazie all'abilità e all'inventiva dei napoletani dando vita ad un vero e proprio segmento di prodotti che ancora oggi viene utilizzato e proposto, anche da noi nel nostro negozio.

 
Le piastrelle in maiolica della tradizione classica amalfitana, infatti,  sono ancora oggi richieste per la realizzazione di bagni in stile mediterraneo. Un esempio di prodotti che puoi trovare ancora oggi nei  nostri negozi di Vicenza sono queste:

Piastrelle in ceramica Vietresi

 



La ceramica faentina

Come abbiamo detto "Maiolica" e "Faenza" indicano lo stesso tipo di piastrella smaltata e decorata. A dare

Ed infatti il secondo importante centro di produzione di mattonelle in ceramica decorata è proprio Faenza.  Qui si trova un importante Museo dedicato alla storia della ceramica, il MIC, che espone una ricca collezione di manufatti storici. 

Piastrelle in ceramica: il museo di Faenza


 

La ceramica veneta

Lo stato europeo che più di tutti ebbe rapporti con l'impero romano d'oriente prima e con il medio oriente e la cultura musulmana, poi, fu lo Stato Veneto. I veneziani commerciarono con "il turco" (con cui peraltro combatterono a lungo, alternando fasi di pace e commercio a fasi di guerra) per cui anche a Venezia si diffuse la cultura della ceramica.

La Repubblica Serenissima promosse la diffusione di stabilimenti per la produzione di manufatti in ceramica nell'entroterra, nei comuni di Bassano e di Nove. Anche qui un Museo della Ceramica documenta la storia con preziosi manufatti. 

Museo della ceramica di Nove

 

La piastrella ceramica nel rinascimento

Durante il rinascimento si verificano contaminazioni ed interscambi culturali:  alcuni decoratori toscani si stabiliscono in Spagna e contaminano gli azulejos spagnoli con le cromie e l'arte decorativa italiana. Se fino a prima gli azulejos erano arabeggianti e quindi proponevano una ripetizione di un accurato decoro artistico, ora divengono dei grandi pannelli figurativi che rappresentano scene, paesaggi, prospettive...

azulejos chiesa valencia

Altri maestri italiani si trasferiscono nelle Fiandre, ed Anversa diventerà un importante centro di diffusione dell'arte della maiolica per il resto d'Europa, in particolare Francia e Paesi Bassi.

Nel 1700 le piastrelle da rivestimento sono diffuse e conosciute in tutta Europa anche se l'uso che se ne fa è molto diverso da regione a regione. Spagna, Portogallo ed Italia del sud sono le zone in cui vengono più utilizzate.

Piastrelle in ceramica: gli azulejos Portoghesi

 

La riscoperta delle piastrelle: il Liberty

La piastrella in ceramica conosce alterne fortune, segue le mode e le tendenze, cercando di adattarsi agli stili del momento. 
Un momento importante per la storia della piastrella è all'inizio del 1900 quando si diffonde  l'art nouveau, conosciuta in Italia come Liberty.  

Piastrelle in ceramica: il Liberty o Art Decò


Le piastrelle, come quelle qui raffigurate, rappresentano motivi floreali più o meno stilizzati (ma anche paesaggi) con grafiche sinuose, floreali e tratti molto femminili.

Piastrella art nouveau

L'esposizione universale di Parigi del 1900 ne consacra l'applicazione su facciate di case, negozi e ristoranti che torneranno ad essere decorate con pannelli figurativi o fregi floreali. 

Piastrelle ceramiche: il Liberty

La nascita dell'industria ceramica Italiana

La presenza, all'esposizione Universale di una azienda Italiana, la Appiani di Treviso, testimonia la presenza nello scenario europeo dell'industria ceramica italiana.

Incantevole lo stile Liberty del manifesto sottostante che racconta la nascita del grès rosso: piastrella di piccole dimensioni ma molto resistente, che si diffuse in Italia come pavimentazione durante il ventennio fascista, ricoprendo superfici di ogni tipo: ospedali, stazioni, caserme, laboratori, capannoni ma anche cantine e terrazzini.

 

Appiani all'esposizione universale di parigi

 

Un'altra azienda ha fatto la storia della piastrella italiana, stavolta a Sassuolo, in Emilia Romagna. Si tratta di Marca Corona, che nasce nel 1741 per produrre stoviglierie, quindi piastrelle per targhe e numeri civici e, finalmente, dal 1889 inizia la produzione di piastrelle pressate a secco per rivestimenti

Nel ventennio fascista, e sempre nel sassolese, nasce anche Marazzi, che è la prima vera e propria grande industria di produzione ed iniziano a nascere molte altre imprese, piccole e grandi, che costituiranno il distretto ceramico di Sassuolo.

 

La prima fabbrica di Marazzi

 

Piastrelle ceramiche: i tempi moderni

Abbiamo visto, che le piastrelle in ceramica nacquero come "costola" del vasellame e della ceramica artistica, con finalità inizialmente di trasmettere ai posteri storie e miti, quasi dei "libri" eterni.

Successivamente, grazie alla decorazione e alla smaltatura, le piastrelle divennero pannelli decorativi sofisticati e costosi utilizzati in tombe egizie o in palazzi prestigiosi.

Abbiamo imparato che la civiltà araba diffuse l'utilizzo delle piastrelle in ceramica in Spagna, con l'occupazione della penisola iberica, ed in Italia, grazie agli scambi commerciali con le repubbliche marinare.

In Italia, successivamente allo sviluppo dei distretti di Amalfi, Faenza e Bassano, nasce e si rafforza il distretto produttivo di Sassuolo, che - per un lungo periodo - sarà il primo produttore mondiale di piastrelle di ceramica. 

 

Piastrelle a Sassuolo
Un piazzale all'esterno di una fabbrica di piastrelle con una serie di bancali di piastrelle pronti ad essere spediti. 

Il distretto di Sassuolo è ritenuto il più rilevante distretto mondiale nella produzione di piastrelle in ceramica. 
 

La piastrella in ceramica e la concentrazione nella zona di Sassuolo

In Italia, oggi, le aziende produttrici di piastrelle in ceramica si concentrano soprattutto nella zona del modenese ed in particolare nei dintorni del comune di Sassuolo. 

Basti pensare che tuttora l'intero settore nazionale delle piastrelle in ceramica conta circa 200 aziende produttive, delle quali più dell'80% si colloca nell'area Sassolese.

piastrelle ceramiche: il distretto di Sassuolo
Una vista da Google Maps di una delle tantissime zone del distretto di Sassuolo in cui si concentrano circa 150 produttori di piastrelle in ceramica. Si vedono i bancali che vengono stoccati anche all'esterno, nei piazzali delle fabbriche. 


Gli altri distretti (Faenza, Amalfi, Veneto) ed altre aziende sparse per il territorio italiano, sommate, non arrivano al 20%. 

Per molti anni il distretto di Sassuolo ha detenuto il record mondiale di quantità di piastrelle prodotte. Oggi questi numeri li fanno i produttori cinesi e quelli di altri paesi emergenti, ma Sassuolo è considerato ancora il "centro del mondo" per quanto riguarda le piastrelle in ceramica.
Qui si trovano i migliori produttori di macchinari, i migliori designer, qui nascono le innovazioni che poi si diffondono nel mondo. Insomma è una delle eccellenze italiane di cui essere orgogliosi. 

Se vuoi approfondire questo argomento trovi tutto qui: 

Perché proprio a Sassuolo?  nascita e sviluppo del distretto

 

Ma torniamo alla storia della piastrella e analizziamo gli anni del secondo dopoguerra.

La crescita della domanda di piastrelle nel secondo dopoguerra

La crescita di questo settore va messa in relazione con lo sviluppo dell'industria dell'edilizia nel secondo dopoguerra.

A fungere da volano per la richiesta di rivestimenti e pavimenti in piastrelle di ceramica furono la necessità di costruire e ristrutturare moltissimi edifici ma anche il miglioramento degli standard abitativi con la dotazione, all'interno delle case del bagno, che prima era quasi sempre all'aperto. 

Negli anni a cavallo tra le due grandi guerre e nel periodo immediatamente seguente alla seconda, durante il boom edilizio, le piastrelle venivano scelte per motivi funzionali, per ottenere una superficie facilmente pulibile ed igienica.
I decori sono semplici e facilmente riproducibili in serie e si bada più agli aspetti pratici che a quelli estetici. 

La piastrella e gli stilisti 

Una svolta "epocale" per il recupero degli aspetti estetici e decorativi delle piastrelle si ha con l'avvento degli stilisti di moda nel settore della ceramica:

  • Valentino per Ceramiche Piemme,
  • Versace per Cerdisa prima e per Gardenia Orchidea tutt'oggi, 
  • Krizia per Edilcuoghi,
  • Laura Biagiotti per Tagina,
  • Ferrè per Panariagroup
  • Trussardi e Fendi per Ceramiche Rex,
  • Biki per Marazzi
  • Enrico Coveri per Ariana, 

e poi Paco Rabanne, Coveri, Pierre Carden e molti altri si impegnano a progettare piastrelle sempre più accattivanti con decori che derivano dal mondo dei tessuti.

Alcuni scelgono decorazioni sfarzose ed ostentate, altri preferiscono soggetti più contemporanei, altri ancora diventano delle tele, dei quadri. 

In ogni caso la collaborazione tra stilisti e produttori rivoluziona il settore, lo scuote fin dalle radici, permettendogli di rinnovare le collezioni e di procedere con la sperimentazione sempre più azzardate. 

Bagni da incubo (per colpa delle piastrelle)

Rivedendo oggi alcune di queste "piastrelle azzardate", non abbiamo dubbi nel definire "da incubo" i bagni che le ospitano. Ti metto solo qualche esempio di bagni imbarazzanti: 

Piastrelle in ceramica: gli anni '60-'80


In ogni caso il necessario rinnovamento del patrimonio edilizio combinato con un aumento qualitativo del prodotto ceramico e con la ricerca "consumistica" di prodotti di design, consente la diffusione dei pavimenti e rivestimenti in ceramica ed una crescita del settore a tassi molto elevati. 
 

Piastrelle in ceramica, il dopoguerra

 

La diffusione delle piastrelle nei bagni italiani

Se nel 1953 le aziende che producevano piastrelle per pavimenti e rivestimenti erano 36 con circa 6500 addetti, nel 1957 erano già più che raddoppiate, passando ad 80 aziende e 12.000 addetti.

Questa crescita porta, nel 1976 il settore a vantare ben 509 aziende e 48.000 addetti. Questi numeri saranno l'apice del distretto delle piastrelle in ceramica italiana che in quel momento era più concentrato sulla quantità che sulla qualità dei prodotti. 

Negli anni '70 le piastrelle da bagno sono ancora piuttosto...imbarazzanti!

piastrelle in ceramica: un bagno degli anni '70

 

Motivi della crescita nella produzione di piastrelle

La rapida crescita della quantità di pavimenti e rivestimenti in ceramica e del numero di aziende e di addetti è giustificata, secondo la letteratura di settore, da alcune circostanze:

► mancanza di barriere all'entrata del settore: non occorrevano grandi investimenti per fondare e strutturare un azienda di produzione di piastrelle in ceramica; 
► notevole accumulo di capitali, da parte dell'imprenditoria locale, proveniente da settori non industriali (tipicamente l'agricoltura)
► una grande disponibilità di manodopera
► una notevole abbondanza di materie prime necessarie per le lavorazioni ceramiche (le colline di argilla nei dintorni di sassuolo) 
► la semplicità del processo produttivo di produzione di piastrelle, facilmente replicabile
► l'alto grado di approvazione sociale dell'ambiente verso la figura dell'imprenditore

Questi pre-requisiti hanno consentito la nascita del distretto ceramico e la proliferazione di piccole imprese, spesso sottodimensionate, attorno ad alcuni insediamenti originari. 

piastrelle: il distretto di Sassuolo
Un'altra delle molte zone nel distretto di Sassuolo in cui si concentrano aziende ceramiche. Anche in questo caso è evidente dalla foto dal satellite la quantità di bancali piastrelle stoccati nelle aree esterne.

 

Specializzazione: Michele è uno dei quattro fratelli Pellizzari, ha una fortissima passione per la storia e l'architettura: è il nostro "Professore"

Michele è nato e vissuto ad Arzignano. Fin da piccolo (ci racconta la mamma) ha sempre amato leggere, più che giocare.

Commenti

Vorrei realizzare una piastrelle che riporti un mio testo poetico. E' possibile? Quali i costi, nel caso sia possibile? Grazie, Lorenza Colicigno

06/24/2019 - 14:34 - Lorenza Colicigno

Ciao Lorenza, 

certamente si possono produrre piastrelle personalizzate, decorate "su disegno", quindi anche riprodurre testi o, come scrivi, poesie. Troverai indicazioni e costi nell'articolo: 

https://www.fratellipellizzari.it/blog/stampa-digitale-piastrelle-gres-porcellanato

grazie, ciao! 

 

06/24/2019 - 14:59 - manager

I live in Treviso in a 17th century barchessa. I found a tile when I was digging in the garden, it has a Giglio (I can send you photo). On the back is written Società Italiana Vittoria. Would you have any information about it please. Thank you

06/16/2020 - 20:45 - Mary Bacci

Hallo Mary, 

sorry I don't know this "Società Italiana Vittoria" but I will appreciate if you could send me some photos of the tiles. And I will research. My address is [email protected]

thanks!!

06/20/2020 - 12:39 - manager

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