Storia della piastrella in ceramica

Storia della piastrella in ceramica

11/21/2019 - 17:26

Dalle preistoriche origini della ceramica ai primi rivestimenti in piastrelle, fino agli azulejos e alla nascita, all'inizio del secolo, delle industrie italiane. Dalle piastrelle liberty di inizio 1900 fino alle grandi lastre in grès di oggi. 

Storia della piastrella in ceramica

Mi chiamo Michele Pellizzari e da parecchi anni mi occupo di piastrelle in ceramica. Questo argomento è stato anche oggetto della mia tesi di laurea ed è stato in quel periodo che ho raccolto molte delle informazioni sulla storia della piastrella.
Negli anni, sia per lavoro che per passione, ho continuato a studiare l'argomento e ad aggiungere tasselli e nuove conoscenze che ho deciso di riportare in questo articolo nel quale scopriremo assieme le origini della piastrella in ceramica, le innovazioni che ne hanno permesso lo sviluppo e la diffusione, gli utilizzi antichi e moderni di questo prodotto.
Vedremo i paesi che sono stati protagonisti nella nascita e nello sviluppo della piastrella e parleremo anche del futuro di questo prodotto che è diventato, oggi,  un elemento di interior design fondamentale della casa.

piastrelle per bagno a Vicenza

 

Qui di seguito trovi gli argomenti principali. Cliccando sui link puoi saltare direttamente ai singoli argomenti:

 

La preistoria della piastrella in ceramica

E' piuttosto difficile dare una data di nascita alla ceramica. Certamente è una delle invenzioni più antiche dell'uomo e certamente nasce per caso: qualche nostro progenitore avrà acceso il fuoco in un punto in cui l'acqua aveva ben compattato il terreno e si sarà accorto che la terra si era solidificata trasformandosi nella prima, irregolare,  "terracotta". 

I nostri progenitori impararono a modellare l'argilla e compresero che si potevano ottenere risultati migliori mettendola prima ad essiccare al sole per poi cuocerla sul fuoco ottenendo i primi recipienti in ceramica dura.


Vasi di terracotta di 18.000 anni fa

Gli oggetti plasmati e cotti sono principalmente vasellame e contenitori per i cibi. I manufatti più antichi ritrovati, delle scodelle cotte direttamente sul fuoco, risalgono a 16.000 anni avanti cristo e sono stati ritrovati e datati in Cina.
Fino a qualche anno fa si riteneva che i pezzi più antichi fossero quelli ritrovati in Giappone, datati circa 12.000 avanti cristo. Questi primi oggetti sono forme primitive, grezze, poco raffinate, incredibilmente giunte fino a noi, cosa questa che già mette in luce la durabilità di questo materiale. 

Ciotola primitiva in terracotta formata a mano


Una innovazione fondamentale per la ceramica

Una vera e propria rivoluzione si ebbe grazie all'invenzione del piatto girevole (tornio) che agevola la produzione di oggetti quali vasi, piatti, anfore e brocche. Rispetto alla primitiva lavorazione manuale si possono ora ottenere oggetti meno sgraziati, più simmetrici e armoniosi.

storia delle piastrelle in ceramica



La combinazione tra la rotazione continua del piano di appoggio dell'argilla umida e le mani che la plasmano consentono di affinare la tecnica produttiva e rendere più sottili le pareti degli oggetti. Si tratta sempre di recipienti per contenere acqua e cibo e costruiti con un ottica di funzionalità, non decorati, ma di forme armoniose.

 

vasi e contenitori in terracotta

 

La decorazione della ceramica

Una seconda evoluzione si ebbe con i primi tentativi di decorazione. Dai primi graffi fatti all'esterno dei manufatti a tentativi di disegni geometrici ed infine, sempre incidendo la parte esterna, a frasi e scritte. 
 

Decorazioni su vasi

 

Ci si rende conto che le frasi o i disegni scritti sulla terra pressata e cotta rimanevano indelebili nei vasi e nelle anfore in terracotta ben più a lungo di quanto succedeva con le parole scritte sui papiri.
Qualcuno inizia a pensare che si potrebbe utilizzare la terracotta per riportarvi leggi, imposizioni religiose, codici o storie. L'alternativa è scolpirle sulla pietra, operazione più onerosa e lunga. 
Nascono così le primissime  piastrelle in ceramica.

La nascita delle piastrelle in ceramica

Le prime piastrelle furono, infatti, delle "piastre di terra battuta". Su queste lastre gli incisori, a crudo, scrivevano leggi o direttive,  piuttosto che frasi religiose o storie di Re e guerrieri. Una volta cotte le prime piastrelle diventavano dei veri e propri testi di divulgazione, dei "libri", insomma, estremamente durevoli.

Da qui, da questi manufatti, inizia la storia che porterà ai moderni rivestimenti in ceramica, ma la strada è ancora lunga.  

Nelle foto qui sotto, che ho fatto all'interno del British Museum, si vedono alcune di queste piastrelle in ceramica incise come dei libri: in quello di destra è raccontata la storia di Ashurbanipal e risale al 668 avanti Cristo.

 

Libro in terracotta

 

Libri stampati su...piastrelle di ceramica!

Le prime piastrelle in ceramica erano, insomma, dei "libri" concepiti così per durare secoli e trasmettere al futuro conoscenze, leggende, storie che difficilmente sarebbero arrivate fino a noi.
La prima funzione della lastra in ceramica è stata, quindi, culturale e storica. Come si vede nella foto seguente - sempre al British di Londra -  ci permette di poter consultare "librerie" antichissime.

 

Libreria con terracotta

 

Una piastrella di ceramica "trigonometrica"

Un esempio notevole di utilizzo delle piastrelle è la tavola matematica nota come "plimpton 322" recentemente (Agosto 2017) decifrata.

Il manufatto di ceramica, di circa 3700 anni fa, ritrovato in Iraq riporta una tabella trigonometrica e, al momento, è la più antica mai trovata al mondo. Certamente fu utilizzata per il calcolo trigonometrico (scoperto quindi dai babilonesi e non dai greci come si credeva) per calcolare come costruire palazzi, templi, piramidi e canali. 

 

La tavoletta Plimpton 322

 

La prima decorazione "industriale" delle piastrelle

Un'innovazione interessante, tuttora utilizzata nell'industria ceramica per strutturare le superfici, furono i cilindri in calcite che si vedono nella foto qui sotto.
Questi cilindretti bianchi venivano passati, facendoli rotolare, sull'argilla bagnata per creare delle decorazioni che si ripetevano in continuazione.
Sotto al cilindro bianco della foto si vede l'argilla cruda (quella in basso, di colore grigio) e poi la terracotta decorata grazie alla pressione di questo cilindretto.

Decorazione di listelli in terracotta

Una volta inciso, un cilindro questo poteva replicare migliaia di volte la decorazione sulle lastre: un concetto industriale di produzione di piastrelle in ceramica decorate. 
Sconcertante pensare che questo è stato datato intorno al 3.300 avanti Cristo

Questi cilindri venivano realizzati in marmo o anche in pietre semipreziose, oppure in avorio. Ne sono stati trovati molti nell'area Mesopotamia a dimostrazione che la realizzazione di questi progenitori degli attuali listelli di ceramica decorata era una attività  fiorente. 

 

Piastrelle in ceramica smaltata 

Un'ulteriore innovazione - un salto tecnologico e di design -  fu la smaltatura, ovvero la decorazione con "vernici vetrose"  del supporto in argilla. I primi smalti vennero applicati sempre attorno al III e II millennio avanti Cristo e sempre in mesopotamia ed in Egitto.

La piramide di Saqqara, costruita dal famoso architetto egiziano Imhotep nel 2600 avanti Cristo, vede l'utilizzo di un rivestimento, nella camera sepolcrale, in piastrelle di ceramica smaltate verdi. Le piastrelle non sono incollate al muro ma fissate con dei tasselli metallici. 

Questo rivestimento, che si vede nella foto qui sotto, è il progenitore dei moderni rivestimenti in ceramica.

 

Piastrelle tomba saqqara

 

Gli egiziani, quindi, realizzavano lastre di ceramica smaltate e consideravano queste primitive piastrelle prodotti estremamente sofisticati e di prestigio. Erano anche molto costosi da realizzare e pertanto venivano utilizzati solamente in costruzioni di grande prestigio. 

 

Pannelli figurativi 

La smaltatura, abbinata alla "formatura" delle piastrelle, consente di trasformare le lastre di ceramica in veri elementi di arredamento.

Oltre alle piastrelle smaltate colorate si diffusero i primi pannelli figurativi di piastrelle in ceramica che venivano collocati nelle pareti di abitazioni e apprezzati per la loro luminosità e per le colorazioni accese. Sostituivano i dipinti sulle pareti (erano molto più durevoli) nel rappresentare scene mitologiche, religiose, scene di caccia o animali, come questo qui sotto. 

 

antico pannello decorativo ceramica smaltata

 

L'arrivo delle piastrelle in Europa

Ma fino ad ora la storia delle piastrelle si è svolta unicamente in medioriente, in Europa è ancora sconosciuta.

È grazie alla diffusione dell'Islam che la piastrella in ceramica da rivestimento arriva in Europa, passando per il nord Africa e raggiungendo la Spagna, durante il dominio moresco.

Il gusto arabo per il decoro geometrico si apprezza all'interno dell'Alhambra a Grenada, il meraviglioso palazzo-residenza del Califfo nel sud della Spagna che ispirò anche Carlo Scarpa

Ma già nel 1300 l'utilizzo degli Azulejos - rivestimenti in ceramica smaltata - è diffuso sia in Spagna che in Portogallo. Tuttora nella penisola iberica si possono apprezzare fantastiche pareti di azulejos nelle chiese, sia all'interno che all'esterno, ma anche in stazioni, pareti di abitazioni, arredo urbano...

 

azulejos nella penisola iberica

 

In epoca moderna il grandissimo architetto spagnolo Antonì Gaudi ha riproposto questa antica tradizione rivestendo di frammenti di piastrelle di ceramica le sue sorprendenti opere Casa Battlò, Casa Millà e le strutture del Parco Guell a Barcelona.

 

Panchina a parc guet barcelona

 

 

Le piastrelle decorate arrivano in Italia

 

Chiostro di Santa Chiara a Napoli

 

Nella foto qui sopra si vede il "Chiostro Maiolicato" di Santa Chiara a Napoli, completamente decorato nel 1700 con piastrelle in maiolica che compongono pannelli figurativi, secondo la moda degli azulejos spagnoli. 

In Italia, infatti,  si sviluppò dapprima la tecnica della maiolica che venne affinata fino a realizzare meravigliosi piatti e vasi di terracotta invetriata con elaborate decorazioni colorate.

Piastrelle in ceramica: produzione amalfitana

Le piastrelle in ceramica di Vietri

Nascono botteghe di produzione di maiolica nella costiera Amalfitana celebrate oggi da un Museo della Ceramica, in particolare nella cittadina di Vietri. 

A questa produzione segue quella delle piastrelle, che vengono decorate con procedimenti e disegni simili a quelle dei piatti. 
Le piastrelle della tradizione classica amalfitana sono ancora oggi disponibili e richieste per la realizzazione di bagni in stile mediterraneo. Anche nel nostro negozio proponiamo ed utilizziamo piastrelle della cultura vietrese, come queste:

Piastrelle in ceramica Vietresi

 



La ceramica faentina

Un importante centro di produzione di ceramica è anche Faenza: anche qui vi è un importante Museo dedicato alla storia della ceramica, il MIC, che espone una ricca collezione di manufatti storici. 

Piastrelle in ceramica: il museo di Faenza


 

La ceramica veneta

Lo stato europeo che più di tutti ebbe rapporti con l'impero romano d'oriente prima e con il medio oriente e la cultura musulmana, poi, fu lo Stato Veneto. I veneziani commerciarono con "il turco" (con cui peraltro combatterono a lungo, alternando fasi di pace e commercio a fasi di guerra) per cui anche a Venezia si diffuse la cultura della ceramica.
La Repubblica Serenissima promosse la diffusione di stabilimenti per la produzione di manufatti in ceramica nell'entroterra, nei comuni di Bassano e di Nove. Anche qui un Museo della Ceramica documenta la storia con preziosi manufatti. 

Museo della ceramica di Nove

 

La piastrella ceramica ed il rinascimento

Durante il rinascimento si verificano contaminazioni ed interscambi culturali:  alcuni decoratori toscani si stabiliscono in Spagna e contaminano gli azulejos spagnoli con le cromie e l'arte decorativa italiana. Se fino a prima gli azulejos erano arabeggianti e quindi proponevano una ripetizione di un accurato decoro artistico, ora divengono dei grandi pannelli figurativi che rappresentano scene, paesaggi, prospettive...

azulejos chiesa valencia

Altri maestri italiani si trasferiscono nelle Fiandre, ed Anversa diventerà un importante centro di diffusione dell'arte della maiolica per il resto d'Europa, in particolare Francia e Paesi Bassi.

Nel 1700 le piastrelle da rivestimento sono diffuse e conosciute in tutta Europa anche se l'uso che se ne fa è molto diverso da regione a regione. Spagna, Portogallo ed Italia del sud sono le zone in cui vengono più utilizzate.

Piastrelle in ceramica: gli azulejos Portoghesi

 

La riscoperta delle piastrelle: il Liberty

La piastrella in ceramica conosce alterne fortune, segue le mode e le tendenze, cercando di adattarsi agli stili del momento. 
Un momento importante per la storia della piastrella è all'inizio del 1900 quando si diffonde  l'art nouveau, conosciuta in Italia come Liberty.  

Piastrelle in ceramica: il Liberty o Art Decò


Le piastrelle, come quelle qui raffigurate, rappresentano motivi floreali più o meno stilizzati (ma anche paesaggi) con grafiche sinuose, floreali e tratti molto femminili.

Piastrella art nouveau

L'esposizione universale di Parigi del 1900 ne consacra l'applicazione su facciate di case, negozi e ristoranti che torneranno ad essere decorate con pannelli figurativi o fregi floreali. 

Piastrelle ceramiche: il Liberty

La nascita dell'industria ceramica Italiana

La presenza, all'esposizione Universale di una azienda Italiana, la Appiani di Treviso, testimonia la presenza della nascente industria italiana, seppure ancora in fase embrionale.

Incantevole lo stile Liberty del manifesto sottostante che racconta la nascita del grès rosso: piastrella di piccole dimensioni ma molto resistente, che si diffuse in Italia come pavimentazione durante il ventennio fascista, ricoprendo superfici di ogni tipo: ospedali, stazioni, caserme, laboratori, capannoni ma anche cantine e terrazzini.

 

Appiani all'esposizione universale di parigi

 

Un'altra azienda ha fatto la storia della piastrella italiana, stavolta a Sassuolo, in Emilia Romagna. Si tratta di Marca Corona, che nasce nel 1741 per produrre stoviglierie, quindi piastrelle per targhe e numeri civici e, finalmente, dal 1889 inizia la produzione di piastrelle pressate a secco per rivestimenti

Nel ventennio fascista, e sempre nel sassolese, nasce anche Marazzi, che è la prima vera e propria grande industria di produzione ed iniziano a nascere molte altre imprese, piccole e grandi, che costituiranno il distretto ceramico di Sassuolo.

 

La prima fabbrica di Marazzi

 

Piastrelle ceramiche: i tempi moderni

Abbiamo visto, che le piastrelle in ceramica nacquero come "costola" del vasellame e della ceramica artistica, con finalità inizialmente di trasmettere ai posteri storie e miti, quasi dei "libri" eterni.

Successivamente, grazie alla decorazione e alla smaltatura, le piastrelle divennero pannelli decorativi sofisticati e costosi utilizzati in tombe egizie o in palazzi prestigiosi.

Abbiamo imparato che la civiltà araba diffuse l'utilizzo delle piastrelle in ceramica in Spagna, con l'occupazione della penisola iberica, ed in Italia, grazie agli scambi commerciali con le repubbliche marinare.

In Italia, successivamente allo sviluppo dei distretti di Amalfi, Faenza e Bassano, nasce e si rafforza il distretto produttivo di Sassuolo, che - per un lungo periodo - sarà il primo produttore mondiale di piastrelle di ceramica. 

Piastrelle a Sassuolo
Un piazzale all'esterno di una fabbrica di piastrelle con una serie di bancali di piastrelle pronti ad essere spediti. 


 

La piastrella in ceramica e la concentrazione nella zona di Sassuolo

In Italia, infatti, le aziende produttrici di piastrelle in ceramica nascono e si sviluppano soprattutto  nella zona del modenese ed in particolare nei dintorni del comune di Sassuolo. 

Basti pensare che tuttora l'intero settore nazionale delle piastrelle in ceramica conta circa 200 aziende produttive, delle quali più dell'80% si colloca nell'area Sassolese.

piastrelle ceramiche: il distretto di Sassuolo
Una vista da Google Maps di una delle tantissime zone del distretto di Sassuolo in cui si concentrano circa 150 produttori di piastrelle in ceramica. Si vedono i bancali che vengono stoccati anche all'esterno, nei piazzali delle fabbriche. 


Gli altri distretti (Faenza, Amalfi, Veneto) ed altre aziende sparse per il territorio italiano, sommate, non arrivano al 20%. 

Se vuoi approfondire questo argomento trovi tutto qui: 

Perché proprio a Sassuolo? I motivi della nascita del distretto

 

Ma torniamo alla storia della piastrella e analizziamo gli anni del secondo dopoguerra.

La crescita della domanda di piastrelle nel secondo dopoguerra

La crescita di questo settore va messa in relazione con lo sviluppo dell'industria dell'edilizia nel secondo dopoguerra.
A fungere da volano per la richiesta di rivestimenti e pavimenti in ceramica furono la necessità di costruire e ristrutturare moltissimi edifici ma anche il miglioramento degli standard abitativi con la dotazione, all'interno delle case del bagno, che prima era quasi sempre all'aperto. 

Negli anni a cavallo tra le due grandi guerre e quelli immediatamente seguenti le piastrelle hanno semplicemente il compito di ottenere una superficie facilmente pulibile ed igienica. I decori sono semplici e facilmente riproducibili in serie e si bada più agli aspetti pratici che a quelli estetici. 

La piastrella e gli stilisti 

Una svolta "epocale" per il recupero degli aspetti estetici e decorativi delle piastrelle si ha con l'avvento degli stilisti di moda nel settore della ceramica:

  • Valentino per Ceramiche Piemme,
  • Versace per Cerdisa prima e per Gardenia Orchidea tutt'oggi, 
  • Krizia per Edilcuoghi,
  • Laura Biagiotti per Tagina,
  • Ferrè per Panariagroup
  • Trussardi e Fendi per Ceramiche Rex,
  • Biki per Marazzi
  • Enrico Coveri per Ariana, 

e poi Paco Rabanne, Coveri, Pierre Carden e molti altri si impegnano a progettare piastrelle sempre più accattivanti con decori che derivano dal mondo dei tessuti.

Alcuni scelgono decorazioni sfarzose ed ostentate, altri preferiscono soggetti più contemporanei, altri ancora diventano delle tele, dei quadri. 

In ogni caso la collaborazione tra stilisti e produttori rivoluziona il settore, lo scuote fin dalle radici, permettendogli di rinnovare le collezioni e di procedere con la sperimentazione sempre più azzardate. 

Bagni da incubo (per colpa delle piastrelle)

Rivedendo oggi alcune di queste "piastrelle azzardate", non abbiamo dubbi nel definire "da incubo" i bagni che le ospitano. Ti metto solo qualche esempio di bagni imbarazzanti: 

Piastrelle in ceramica: gli anni '60-'80

In ogni caso il necessario rinnovamento del patrimonio edilizio combinato con un aumento qualitativo del prodotto ceramico e con la ricerca "consumistica" di prodotti di design, consente la diffusione dei pavimenti e rivestimenti in ceramica ed una crescita del settore a tassi molto elevati. 

Piastrelle in ceramica, il dopoguerra

 

La diffusione delle piastrelle nei bagni italiani

Se nel 1953 le aziende che producevano piastrelle per pavimenti e rivestimenti erano 36 con circa 6500 addetti, nel 1957 erano già più che raddoppiate, passando ad 80 aziende e 12.000 addetti.

Questa crescita porta, nel 1976 il settore a vantare ben 509 aziende e 48.000 addetti. Questi numeri saranno l'apice del distretto delle piastrelle in ceramica italiana che in quel momento era più concentrato sulla quantità che sulla qualità dei prodotti. 
Le piastrelle da bagno sono ancora...imbarazzanti!

piastrelle in ceramica: un bagno degli anni '70

 

Motivi della crescita nella produzione di piastrelle

La rapida crescita della quantità di pavimenti e rivestimenti in ceramica e del numero di aziende e di addetti è giustificata, secondo la letteratura di settore, da alcune circostanze:

► mancanza di barriere all'entrata del settore: non occorrevano grandi investimenti per fondare e strutturare un azienda di produzione di piastrelle in ceramica; 
► notevole accumulo di capitali, da parte dell'imprenditoria locale, proveniente da settori non industriali (tipicamente l'agricoltura)
► una grande disponibilità di manodopera
► una notevole abbondanza di materie prime necessarie per le lavorazioni ceramiche (le colline di argilla nei dintorni di sassuolo) 
► la semplicità del processo produttivo di produzione di piastrelle, facilmente replicabile
► l'alto grado di approvazione sociale dell'ambiente verso la figura dell'imprenditore

Questi pre-requisiti hanno consentito la nascita del distretto ceramico e la proliferazione di piccole imprese, spesso sottodimensionate, attorno ad alcuni insediamenti originari. 

piastrelle: il distretto di Sassuolo
Un'altra delle molte zone nel distretto di Sassuolo in cui si concentrano aziende ceramiche. Anche in questo caso è evidente dalla foto dal satellite la quantità di piastrelle stoccati nelle aree esterne.



 

 

Le piastrelle in bicottura degli anni '60

Anni '60: crisi e reazioni dei produttori di piastrelle

Nel 1962 un forte squilibrio nella bilancia dei pagamenti spinge il governo a svalutare la Lira e ad alzare il tasso di sconto. L'innalzamento dei tassi ha effetti drammatici sull'edilizia: finanziare l'acquisto di una casa costa di più ed il mercato rallenta  bruscamente.
Il settore ceramico passa da 51 milioni di metri quadrati del 1962 a 34 milioni del 1964.
Ma gli Emiliani sono imprenditori tosti e reagiscono adoperandosi per esportare e per innovare il processo produttivo e lanciare nuovi stili. 

piastrelle ceramiche: un bagno degli anni '70

EXPORT 

I produttori reagiscono cercando di vendere all'estero: la percentuale di export raggiunge in quegli anni il 16% delle vendite. Ma non basta: alcune aziende non ce la fanno e chiudono.

piastrelle in ceramica: i bagni degli anni '70

INNOVAZIONI

Quelle rimaste si spingono all ricerca di innovazioni tecnologiche ed è proprio negli anni '62 e '63 che le aziende del comprensorio sostituiscono i vecchi forni Hoffman con i forni a tunnel, tecnologia tuttora utilizzata, che consente una maggiore produttività ed un netto calo del fabbisogno di manodopera. 

Piastrelle in bicottura da rivestimenti e da pavimenti

Fine anni '60 : la piastrella in monocottura

La vera innovazione sconvolse il settore alla fine degli anni '60. Fu una innovazione di processo ma anche una innovazione di prodotto.

Piastrelle in ceramica: la ricottura
Prima dell'invenzione della monocottura le piastrelle in bicottura da rivestimento venivano utilizzate anche per il pavimento

Se prima di allora le piastrelle ceramiche venivano prodotte con il metodo della bicottura (cuocendo prima il supporto e poi, nuovamente, il supporto smaltato) in quegli anni si sperimenta la monocottura.
E' una innovazione che viene tentata per la prima volta negli stati uniti ma che si perfeziona e si diffonde velocemente nel distretto italiano: è una rivoluzione!

La diffusione delle piastrelle in monocottura

Il successo della monocottura è immediato e sconvolgente. D'altro canto i vantaggi - rispetto alla bicottura - sono importanti:

► ha una maggiore resistenza agli agenti atmosferici,
► un più elevato carico di rottura,
► una eccezionale resistenza all'usura, anche con uno spessore minore.

Insomma, è un prodotto resistente, perfetto per essere posato a pavimento di case, negozi e uffici.

Non sempre l'abbinamento con i rivestimenti in bicottura è facile (come si vede nel bagno qui sotto) ma la resistenza della monocottura è tale da essere scelta come pavimento dei bagni: 

Rivestimento in bicottura e pavimento in monocottura

Anni '80: troppa offerta di piastrelle e concorrenza spagnola

Negli anni '80 il settore vive una seconda crisi che causa un importante regresso produttivo.
La principale motivazione della crisi sta è l'eccessiva produzione: troppa offerta sorta in risposta alla crescente domanda che non viene assorbita dal mercato.

L'eccedenza di capacità produttiva si combina con un periodo di stagnazione economica mondiale e l'industria italiana inizia a soffrire.
Come se non bastasse si affaccia sul mercato internazionale, proprio in quegli anni, un temibile concorrente: il distretto produttivo spagnolo (più competitivo nel versante dei costi) di Castellon de la Plana, vicino a Valencia.

distretto di castellon
Vista aerea del distretto delle piastrelle ceramiche spagnole a Castellon de la Plana 

Anche qui le industrie ceramiche nascono per la vicinanza di colline con cave di ottima argilla e dopo aver saturato la domanda interna si affacciano al mercato europeo, in concorrenza con i produttori di piastrelle italiani. 

Per il distretto italiano è di nuovo crisi


Gli effetti della crisi e le reazioni dei produttori di piastrelle

Il primo effetto è l'abnorme immagazzinamento di scorte ed i magazzini prima, i cortili ed i campi poi, si riempiono di bancali di piastrelle. 
Uno dei problemi, nel produrre piastrelle, sta nella estrema difficoltà di rallentare o fermare la produzione, specie per il forno. 
Per accendere, mettere in funzione e tarare il forno sono necessarie diverse settimane di lavoro ed una volta regolato deve continuare a sfornare piastrelle senza sosta giorno e notte.

monocottura per pavimento e rivestimento bagno
Piastrelle in monocottura per pavimenti e rivestimenti con i tipici decori singoli e a fascia (listelli) degli anni '80



Una ulteriore conseguenza, generata dalla prima, è il continuo ribasso dei prezzi delle piastrelle, strategia con la quale si tenta di diminuire i livelli di stock.
Ma è una strategia che non funziona: si riducono i margini e molte imprese si avviano al fallimento (specie quelle che non hanno ottimizzato i costi).

Il numero di imprese, passa da  468 imprese che producono piastrelle in ceramica a 413.

La crisi colpisce soprattutto il settore della bicottura: le imprese di smalteria e di produzione di biscotto crollano. Mentre quelle che producono piastrelle in monocottura riescono a reggere meglio l'urto.

Ma, di nuovo, gli imprenditori del settore delle piastrelle non si perdono d'animo e mettono a punto un nuovo cambiamento, una innovazione che rivoluzionerà, ancora una volta, il settore. Si tratta del grès porcellanato.
 

 Che cos'è il grès porcellanatO?
 

Le piastrelle in grès porcellanato

Come abbiamo visto a seguito della prima crisi, quella degli anni '60, ma anche con la crisi degli anni '80 l'industria ceramica italiana reagisce innovando.
E l'innovazione introdotta negli anni '90, il grès porcellanato appunto, è una innovazione straordinaria.

Si tratta di una innovazione di processo (cambia cioè il modo di produrre le piastrelle) ma anche di prodotto: cambia cioè l'utilizzo delle piastrelle che possono trovare nuovi ambiti applicativi.

La tecnologia del grès porcellanato, rivoluzionerà il settore e tuttora rappresenta il tipo di piastrella in ceramica più venduto.

Il grès porcellanato a tutta massa

Le prime tipologie di grès sono quelle "a tutta massa": la piastrella si presenta omogenea nello spessore per cui la superficie è uguale al retro della piastrella. I vantaggi di questo tipo di piastrelle sono la resistenza di gran lunga più elevata rispetto ad una monocottura sotto diversi aspetti:

  • resistenza meccanica alla caduta di oggetti
  • resistenza all'abrasione superficiale 
  • resistenza al graffio 

Questo prodotto si presenta, però, esteticamente molto semplice e poco adatto sia ad un utilizzo residenziale che commerciale/direzionale. Certamente assolve perfettamente i compiti di resistere al passaggio dei carrelli in un supermercato, ad esempio, o le sollecitazioni di un laboratorio o di un officina. Ma per poter essere utilizzato anche nel residenziale occorre sperimentare altre innovazioni. Che stanno per arrivare...

Si innova ancora: il grès levigato 

Inoltre qualcuno inizia a pensare che il grès a tutta massa potrebbe essere lavorato levigandolo come si fa con il marmo, utilizzando delle mole abrasive di grana via via più fina che abradono la superficie con l'aiuto dell'acqua fino a renderla lucida a specchio. 

Dalla costola del grès nasce un nuovo prodotto: il grès levigato. La lucentezza della superficie lo renderà adatto ad essere utilizzato in locali di pregio, negozi, centri commerciali. 

Il grès porcellanato levigato

Un'idea geniale: il grès strutturato per esterni

Un'altra idea di straordinaria importanza per il settore, è quella che ne ha permesso l'utilizzo in esterno. Se la monocottura, infatti, dava problemi all'esterno a causa del distacco dello smalto dal supporto a causa del gelo, il grès - che è quasi del tutto inassorbente - è teoricamente un prodotto perfetto anche all'esterno. 
Ma serviva l'idea giusta per renderlo adatto anche dal punto di vista estetico e dell'antiscivolo. 

L'idea è così semplice da apparire banale: sembra che un tecnico, in produzione, abbia appallottolato un pezzo di carta e lo abbia premuto sulla superficie cruda della piastrella. La superficie liscia si trasforma in strutturata e le increspature provocate dalla carta ricordano una pietra a spacco. L'idea circola nei bar del distretto e tutti i produttori iniziano a sperimentare stampi in grado di ottenere una superficie irregolare. 

Nascono le piastrelle in grès per esterno.

il grès per esterni

 

La furbizia vince sugli scrupoli: il grès smaltato

Il grès ancora non riesce ad affermarsi negli spazi residenziali. Certo, con il grès levigato qualche pavimento viene realizzato, ma ancora non si riesce ad affermare. Alla signora Maria non piace questa monotonia, la mancanza di venature, decorazioni, sfumature. 

Alcuni produttori lavorano per riuscire a creare, negli stampi, una stonalizzazione, una miscela di polveri in grado di dare "movimento" alle piastrelle. Ma i risultati sono poco rilevanti. Anche noi, in negozio, non riuscivamo a convincere la famiglia ad utilizzare quelle piastrelle in casa: "saranno anche resistenti ma sono brutte".

Qualche altro produttore inizia a sperimentare la smaltatura sul grès. Le prime piastrelle che ci arrivano in negozio sono dei grès in cui l'impasto ha un colore omogeneo (bianco, rosa, beige...) ma la superficie presenta delle venature ad imitazione dei marmi più noti. Questi primi prodotti vengono "venduti" come piastrelle con la resistenza del grès e l'estetica della monocottura. Non è proprio così: quelle prime piastrelle avevano problemi di usura superficiale da calpestio che "cancellava" le decorazioni superficiali. Molti produttori "puristi" si scandalizzano e gridano al complotto contro questo prodotto in cui si maschera il corpo della piastrella con una superficie differente e chiedono che non si possa definire "grès".

Ma è il mercato, come sempre, a decretare il vincitore. La signora Maria vuole il grès porcellanato smaltato. La resistenza all'abrasione, in una abitazione privata, non è così importante e questo prodotto si afferma crescendo a livelli record e cancellando, di fatto, la monocottura. 

Per saperne di più leggi: 

Il grès porcellanato smaltato

 

Le grandi lastre in grès porcellanato

Ogni tanto qualcuno decreta che "nel mondo delle piastrelle non c'è più niente da inventare" e, puntualmente, il settore delle piastrelle ceramiche stupisce il mondo, inventandosi prodotti che sconvolgono il mercato.
Ed anche in questo caso l'innovazione arriva in un momento di crisi. 

Negli 8 anni che vanno dal 2008 al 2016 l'Italia - contagiata come tutta l'Europa dalla crisi dei mutui subprime e dal fallimento di Lehman Brother - vede crollare i numeri dell'edilizia.
Si sgonfia la bolla immobiliare ed il settore perde il 35% degli investimenti. 

La crisi edilizia negli anni 2007-2017

Il settore meccano-ceramico, orgoglio mondiale del Made in Italy, in collaborazione con i produttori di piastrelle italiani, mette a punto i macchinari per pressare e cuocere piastrelle di enormi dimensioni. 
Nel frattempo viene applicata la stampa ink-jet digitale ad altissima definizione. 
La combinazione di queste due tecnologie consente la nascita delle "grandi lastre in ceramica". Ancora una volta il settore riesce a rivoluzionare la piastrella in ceramica. Ancora una volta si accrescono gli ambiti applicativi: le grandi lastre sono destinate a rivoluzionare l'architettura d'interni ed a diventare rivestimenti di porte, armadiature, ante di cucine, top di cucine e bagni. 

Le grandi lastre in grès

Lo spessore della piastrella ceramica

La piastrella in ceramica ha fatto molta strada, dalle prime lastre incise dagli Assiri o smaltate dagli Egiziani, fino alle impressionanti dimensioni delle grandi lastre in ceramica che imitano fedelmente alabastri ed unici preziosi.  
Ma non sono solo le dimensioni ad essere variate. 

I produttori hanno lavorato anche sugli spessori ed ed oggi i negozi specializzati in pavimenti possono offrire una gamma di spessori in grado di soddisfare varie esigenza.
Partiamo dallo spessore sottile di 3,5 millimetri del grès laminato utile in caso di sovrapposizioni o per rivestire porte, ante di mobili etc.
Lo spessore 6 millimetri che, nel meravigioso formato120x120, si sta affermando come il più bel formato per i pavimenti residenziali ma anche direzionali e commerciali. 
Lo spessore 10 millimetri è quello classico per il grès da pavimento nei formati "classici". 
Mentre si sale fino ai 20 millimetri dei grès porcellanati "autoportanti" e cioè che si possono posare galleggianti, su sabbia o su supporti in plastica, senza doverli incollare. Il 20 millimetri è anche disponibile nei grandissimi formati per realizzare piani cucina a spessore o per realizzare scale. 
Oggi troverai anche grès per posa galleggiante di spessore 30 millimetri e dei "cubetti" di grès che arrivano ai 6 centimetri di spessore, in grado di sostituire gli autobloccanti o, appunto, i cubetti di porfido

La decorazione digitale delle piastrelle

Le innovazioni sembrano non finire mai. 

Un'altra rivoluzione si è compiuta grazie alla magia della stampa digitale su grès porcellanato.
Grazie a macchinari che funzionano in modo simile ad una stampante a getto di inchiostro è oggi possibile riprodurre sulle lastre in ceramica qualsiasi immagine con una risoluzione altissima.

Questo sta generando una richiesta di lastre in ceramica decorate per utilizzi nell'arredamento e nell'architettura.
Ancora non sappiamo dove porterà questa tendenza ma abbiamo visto piastrelle in grès imitare perfettamente il legno ed altri imitare la carta da parati.

Decorazione digitale su grès

 

Il futuro della piastrella in ceramica

Quali altre innovazioni aspettarsi da un settore così dinamico? Non è semplice fare profezie ma qualcosa possiamo intravedere.

Certamente le grandi lastre occuperanno un ruolo sempre più importante rispetto ai formati tradizionali delle piastrelle e probabilmente lo spessore 20 millimetri (2 centimetri) è quello che la farà da padrone nell'utilizzo come piani cucina, per realizzare tavoli o scale in grès. 

Tra non molto riusciremo a risolvere anche il problema della "vena passante" e cioè del fatto che la decorazione superficiale nelle lastre non sia "passante", non si ritrovi nel corpo della piastrella. Qualcuno (Laminam) già propone una collezione di prodotti in cui il corpo della piastrella è molto simile alla superficie, anche se non presenta ancora la vena passante. Altri (Abk, Florim...) ci stanno lavorando. 

La stampa digitale aver risoluzioni sempre più alte e con dettagli, anche tridimensionali, incredibili al punto che si riusciranno ad imitare i materiali naturali in modo sempre più accurato. Ma non solo!
Tra qualche tempo potremmo disporre di lastre personalizzate: spediremo il file JPG con l'immagine che verrà riprodotta su una piastrella che utilizzeremo sia all'interno che all'esterno. 

Le grandi lastre verranno utilizzate anche per rivestire le pareti esterne delle case, per realizzare cappotti termici che, a differenza del tradizionale intonachino, non necessiteranno di manutenzione nel futuro. 
All'esterno di case ed edifici verranno installate piastrelle in grandi lastre autopulenti, antibatteriche e potranno contribuire a diminuire lo smog, grazie alle innovazioni che già esistono. 

Per quanto riguarda l'evoluzione delle superfici in termini tecnologici assisteremo anche a piastrelle in ceramica che diverranno collettori di energia solare, in grado, cioè, di sfruttare l'effetto fotovoltaico oppure termico per trasformare l'energia solare in energia o in acqua calda. 

Si stanno sperimentando lastre in grès sensibili al tocco, per consentire di accendere e spegnere la luce sfiorando la lastra (senza interruttori, quindi). 

Insomma, rimanete in contatto perchè la fantasia e la creatività italiana ci riserveranno altre, meravigliose, innovazioni!
 

Le grandi lastre ceramiche come carta da parati

Specializzazione: Michele è uno dei quattro fratelli Pellizzari, ha una fortissima passione per la storia e l'architettura: è il nostro "Professore"

Michele è nato e vissuto ad Arzignano. Fin da piccolo (ci racconta la mamma) ha sempre amato leggere, più che giocare.

Commenti

Vorrei realizzare una piastrelle che riporti un mio testo poetico. E' possibile? Quali i costi, nel caso sia possibile? Grazie, Lorenza Colicigno

06/24/2019 - 14:34 - Lorenza Colicigno

Ciao Lorenza, 

certamente si possono produrre piastrelle personalizzate, decorate "su disegno", quindi anche riprodurre testi o, come scrivi, poesie. Troverai indicazioni e costi nell'articolo: 

https://www.fratellipellizzari.it/blog/stampa-digitale-piastrelle-gres-porcellanato

grazie, ciao! 

 

06/24/2019 - 14:59 - manager

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