Piastrelle in ceramica: superfici antibatteriche

"Se non ti piacciono i batteri allora
sei sul pianeta sbagliato"

(Stewart Brand)

09/12/2021

Ceramica e igiene sono sempre andati d'accordo, oggi ancora di più. Una nuova generazione di piastrelle in ceramica antibatteriche permetterà di realizzare superfici per le architetture interne ed esterne che, grazie a caratteristiche innovative, sono in grado di abbattere i principali ceppi batterici.

Piastrelle antibatteriche

La terribile esperienza con il Covid 19 ci ha insegnato molte cose, tra queste l'importanza dell'igiene nel prevenire la diffusione delle malattie. In questo articolo esamineremo una recente ed interessante innovazione presentata da alcuni produttori di grès porcellanato: le piastrelle antibatteriche.

Che cosa sono? Funzionano davvero? In che modo delle piastrelle in grès porcellanato riescono a distruggere i batteri e a mantenere igienica una superficie o un pavimento? In quali spazi si possono utilizzare? Questo trattamento antibatterico sulle piastrelle è destinato a consumarsi nel tempo?

In questo articolo cercherò di rispondere a queste domande dandoti anche dei suggerimenti su quali sono le migliori aziende produttrici di piastrelle antibatteriche, quali differenti tecniche utilizzano. Alla fine sarai in grado di scegliere i migliori grès in commercio da utilizzare per realizzare delle superfici igieniche, davvero pulite (i batteri sono invisibili) e "profumate". 

Le piastrelle in grès antibatteriche

Le moderne piastrelle in grès si ottengono pressando un impasto di argilla e minerali che poi viene cotto ad altissime temperature. Il materiale così ottenuto ha caratteristiche molti simili a quelle del vetro, tra cui una bassa porosità, una alta resistenza meccanica, una ottima resistenza chimica e agli acidi. Generalmente le piastrelle sono anche facili da pulire, specie se le superfici sono lisce e non si macchiano.

La facilità di pulizia e la non macchiabilità sono caratteristiche piuttosto note, ma i produttori di piastrelle si sono sempre più focalizzati sulle tecniche per enfatizzare queste caratteristiche offrendo oggi piastrelle antibatteriche o "battericide" o "sanitizzanti".

Che cosa sono le piastrelle antibatteriche? 

In linea generale si definisce antibatterica una piastrella in grado di neutralizzare microbi e batteri, oppure la loro proliferazione, grazie alla presenza di sostanze nel corpo o nella superficie della piastrella. 

Ne esistono di differenti tipi, come vedrai, ed alcuni sono più validi di altri. Anche i costi differiscono, ma l'obiettivo dei diversi prodotti è comune: consentirti di realizzare superfici in cui abitare sia più sano, sicuro, igienico. 

Piastrelle battericide o antibatteriche?

Per battericida si intende qualsiasi agente capace di uccidere i batteri ed i microbi. Fattori battericidi possono essere di natura fisica (calore, radiazioni, ultrasuoni...) o chimica (prodotti acidi, alcalini, alcool, tensioattivi...).
Tali sostanze svolgono la loro azione battericida rompendo la parete cellulare dei microbi e provocandone la morte.

A differenza delle piastrelle battericide quelle antibatteriche invece impediscono lo sviluppo e la proliferazione  dei batteri sulle superfici ceramiche.

Infine le piastrelle "batteriostatiche" mirano solamente ad impedire la replicazione dei batteri che, pertanto, non riescono a riprodursi.

Quali componenti nelle piastrelle antibatteriche?

Queste piastrelle permettono di creare pavimenti e rivestimenti in grado di eliminare quasi tutta la gamma di batteri esistenti, impedendone la prolificazione. Il processo avviene grazie ad alcuni elementi minerali che vengono "inglobati" nella piastrella.

Tra i vari elementi antibatterici sono "famosi" gli ioni d'argento che vengono utilizzati anche in una nota marca di spazzolini per denti, ma anche il biossido di titanio.

L'azione degli ioni di argento è strettamente collegata all'interazione che questi ioni intraprendono con le membrane cellulari batteriche e patogene: l'argento agisce per contatto combinandosi con le proteine dei microorganismi e denaturandoli, danneggiandoli. In questo modo inibisce anche le principali funzioni fisiologiche delle cellule batteriche, interferisce con i loro enzimi vitali bloccandone la respirazione e scomponendone le membrane cellulari. Infine va ad aggradire il DNA del batterio impedendone la replicazione.
 

Vantaggi delle piastrelle antibatteriche

Le piastrelle antibatteriche sono efficaci contro il coronavirus?

Su questo ancora non abbiamo informazioni, non sappiamo, cioè, se le diverse protezioni antimicrobiche sulle piastrelle siano efficaci contro questo specifico virus. Occorrerebbe svolgere delle ricerche o delle analisi che dimostrino le capacità antivirali delle piastrelle per i vari tipi di trattamenti, ricerche che al momento non sono state fatte. 

Come più volte è stato ripetuto da diverse autorità sanitarie nazionali ed internazionali la prescrizione per evitare il contagio è quella di curare l'igiene personale (lavandosi le mani ed utilizzando gel igienizzanti) e la sanificazione degli ambienti. 

Al momento, quindi, il ruolo che svolgono le piastrelle antibatteriche è soprattutto quello di aiutare a prevenire le infezioni batteriche. Torniamo quindi a parlare di batteri e di proprietà antibatteriche.

Perché una piastrella antibatterica è meglio di un disinfettante?

Prima di rispondere a questa domanda faccio un paio di premesse. 
In natura esistono:

  • i prodotti battericidi, che determinano l’assoluta morte dei batteri, quindi la scomparsa del microrganismo,
  • prodotti batteriostatici che ne bloccano solo la riproduzione.

Un’altra distinzione va fatta tra:

  • i prodotti antimicrobici di sintesi chimica e quelli
  •  di natura minerale, di cui ti accennavo più sopra

Questa differenza si basa sulla metodologia di attacco: gli antibatterici chimici (il disinfettante) interagiscono con un sito specifico del microbo mentre gli antimicrobici di natura minerale (le piastrelle antibatteriche) utilizzano molteplici meccanismi di attacco in diversi siti, soffocando il batterio.

Questo è importante se pensiamo che la resistenza si sviluppa proprio quando il microbo trova il modo di reagire al meccanismo di attacco. Se, come nel caso degli antimicrobici di sintesi chimica, il principio attivo è uno solamente, è più facile per il batterio sviluppare la resistenza.

 

Piastrelle antibatteriche
Nella prima sequenza la piastrella non protetta consente la prolificazione dei batteri. Nella seconda sequenza - in una piastrella protetta con trattamento antibatterico -  la stessa concentrazione iniziale dei batteri si riduce un po' alla volta fino a sparire. 

Differenza tra disinfettanti e piastrelle antibatteriche

Per quanto riguarda i disinfettanti comuni, agiscono secondo il principio di “eliminazione istantanea” che è molto efficace nell’immediato ma decisamente meno valida per quanto riguarda la prevenzione e quindi la ricrescita dei batteri.
Per esempio, un normale disinfettante eliminerà i microbi sui tavoli di un locale ma non appena qualcuno vi appoggerà una mano i piani risulteranno nuovamente contaminati.

piastrelle antibatteriche disinfettante
Un disinfettante o un detergente elimina i batteri solo nell'immediato

 

La piastrella in ceramica antibatterica, contrariamente, è in grado di assicurare una protezione continua grazie al rilascio costante del battericida che permette di interrompere il metabolismo cellulare, bloccare i processi di trasporto della membrana e impedire la moltiplicazione delle celle.

Quando un prodotto si definisce antibatterico

Un prodotto può definirsi antibatterico quando riesce ad abbattere il 99.9% dei quattro principali ceppi batterici presenti negli ambienti confinanti: Staphylococcus aureus, Enteroccocus feacalis, Escherichia coli e Pseudomonas auruginosa.
 

Piastrelle antibatteriche il batterio


Diciamocelo, nella pratica il 100% di antibattericità non può essere assicurato e quindi la soglia di efficacia fissata dai ricercatori di tutto il mondo parte dal 90%. Se la comunità scientifica accerta che la percentuale è minore, il prodotto non potrà essere definito antibatterico.

Nella prassi si utilizza una classificazione che riepilogo qui di seguito:

  • R0 -> R1 riduzione dei batteri dallo 0% al 90%
  • R1 -> R2 riduzione dei batteri dal 90% al 99%
  • R2 -> R3 riduzione dei batteri dal 99% al 99,9%
  • R3 -> R4 riduzione dei batteri dal 99,9% al 99,99%
  • R4 -> R5 riduzione dei batteri dal 99,99% al 99,999%

La scala valoriale ci permette di distinguere le piatrelle e classificarle in base alla capacità antibatterica.

Norme sulle piastrelle antibatteriche

La norma a cui ci si riferisce attualmente, seppure in corso di aggiornamento e implementazione, è la ISO 22196/2011 che regolamenta la misurazione dell'attività antibatterica su superfici plastiche e altri materiali non porosi.
La norma si limita a misurare il grado di attività dell'agente antibatterico senza richiedere una soglia minima (cosa che sarebbe auspicabile), inoltre non considera la specificità delle superfici delle piastrelle in ceramica che "collaborano" con l'agente antibatterico.

Quando e dove utilizzare la piastrella in ceramica antibatterica? 

Alcuni ambienti sono particolarmente adatti all'utilizzo di questo prodotto, pensa, ad esempio a:

  • grès per cucine dei ristoranti
  • grès ceramico mense aziendali
  • piani in grès per top di cucine
  • piani in grès dei mobili da bagno
  • mattonelle in grès nei wc pubblici
  • rivestimenti e pavimenti delle zone dedicate alla macellazione
  • piastrelle per caseifici
  • piastrelle per ambienti sanitari
  • grès per spogliatoi di palestre
  • piastrelle per centri benessere e spa
  • pavimenti delle scuole 
  • pavimenti di aeroporti ed altri luoghi a grande frequentazione 

Ma le piastrelle antibatteriche possono essere utilizzate anche in ambiente domestico perché consentono di avere pavimenti e rivestimenti sempre igienizzati senza dover fare uso dei disinfettanti. 

piastrelle antibatteriche, destinazioni

Quanto durano i trattamenti antibatterici sui pavimenti?

I trattamenti di cui ti parlerò in questo articolo vengono realizzati in fase di produzione e sono parte integrante della piastrella per cui durano in eterno.

Nel caso di "Microban", di Lea Ceramiche, la formulazione prevede l'inserimento degli elementi antibatterici nell'impasto della piastrella che poi viene cotta in forno per cui gli elementi sono inglobati in modo definitivo nel corpo del grès.

Un processo simile, seppure con elementi diversi, avviene anche per "Active" di Ariostea Ceramica dove l'antibatterico viene applicato sulla superficie della piastrella prima della cottura.
Anche in questo caso la cottura rende eterno il trattamento antibatterico del pavimento. 

Insomma se vuoi che il tuo pavimento abbia una protezione continua nel tempo, che sia perennemente disinfettato, scegli un prodotto per cui non serva ripetere il trattamento.

Verifica che il trattamento venga applicato nell'impasto o sulla piastrella prima della cottura. Se è applicato post-cottura (o addirittura dopo la posa, in cantiere) non ha assolutamente lo stesso valore di un trattamento incorporato nell'impasto della piastrella. 

Quando funziona il trattamento antibatterico?

Un'altra cosa a cui devi prestare attenzione è che alcuni trattamenti antibatterici sono sempre attivi, anche al buio. Altri, invece, per funzionare hanno bisogno della luce, del sole o artificiale (sono detti "fotocatalitici").

Altri ancora hanno bisogno addirittura di moltissima luce per funzionare, per cui sono adatti solo ad essere utilizzati all'esterno come pavimenti o rivestimenti di facciate di edifici. 

Trattamento antibatterico piastrelle fotocatalitiche


Ovviamente, a parità di prezzo, cerca di privilegiare le piastrelle in cui i trattamenti non hanno bisogno della luce per attivarsi ma che agiscono sempre, anche in condizioni di bassa o nulla luminosità.
I trattamenti a base di ioni d'argento, ad esempio, non necessitano di luce per attivarsi.

Quali sono le migliori piastrelle antibatteriche in commercio? 

A mio avviso le migliori aziende che producono piastrelle antibatteriche in Italia sono:

  • Lea Ceramiche, fa parte del gruppo Panariagroup e su quasi tutti i prodotti della gamma offre il trattamento antibatterico "Microban" e lo offre compreso nel prezzo delle piastrelle, senza supplementi di costo. In questo caso non si tratta di un trattamento superficiale ma a variare è l'impasto della piastrella.
  • Ariostea, importante produttore del gruppo Graniti Fiandre-Iris specializzato sulla grandi lastre "Ultra". Il trattamento antibatterico di Ariostea si chiama "Active", viene realizzato sulla superficie della piastrella e ha una durata eterna. Il trattamento va richiesto volta per volta, ha un costo e dei tempi di realizzazione che devono essere valutati in base alle quantità.
  • Laminam che ha presentato "Hydrotect", un trattamento a base di Biossido di Titanio sviluppato in collaborazione con l'azienda giapponese TOTO, che garantisce sia l'effetto antibatterico che autopulente (se le piastrelle vengono posizionate all'esterno, per esempio in facciata).
     
  • Casalgrande Padana,  su richiesta, può realizzare tutti i prodotti anche nella versione antibatterica con un supplemento di prezzo. Il trattamento va richiesto specificamente ed il progetto prende il nome di "bios ceramics", ceramiche bioattive. 

Iniziamo ad esaminare i vari prodotti iniziando da quest'ultimo, il grès antibatterico prodotto da Casalgrande Padana.

 

 

Finiture Laminam antibatterico

La piastrella bioattiva Casalgrande Padana

La piastrella bioattiva Casalgrande Padana

Le piastrelle ceramiche antibatteriche bioattive di Casalgrande Padana sono un’innovativa tipologia di prodotti eco-compatibili che si interfacciano direttamente con l’ambiente creando reazioni di tipo chimico e biologico che ricadono positivamente, in termini antibatterici, nella qualità del microambiente (domestico o pubblico) in cui questi elementi ceramici vengono messi in opera.

Questi processi avvengono esclusivamente grazie alla natura dei materiali e dei trattamenti, senza nessun bisogno di alimentazione elettrica o energetica.

 

Piastrelle antibatteriche casalgrande padana

 

La ricerca che ha portato a questa scoperta risale a pochi anni fa, ed è stata promossa Casalgrande Padana in collaborazione con il Dipartimento di scienze biomediche, sezione di microbiologia, dell’Università di Modena e Reggio Emilia.

Tale ricerca ha portato alla realizzazione ed al brevetto della linea di piastrelle antibatteriche in gres porcellanato chiamate, come abbiamo detto, "bios ceramics".

La produzione avviene mediante un innovativo processo basato sull’impiego a tutta massa di nanotecnologie di ultima generazione.

superfici antibatteriche


 

Tipi di piastrelle antibatteriche di Casalgrande

La linea di lastre ceramiche antibatterica della Casalgrande Padana, destinate principalmente a pavimenti e rivestimenti, è articolata in due tipologie di prodotto:

► Bios Antibacterial HYDROTECT che è stata sviluppata per sommare le proprietà antibatteriche dei metalli nobili a quelle del biossido di titanio.
Nelle applicazioni di queste tipologie di piastrelle in interni, dove le condizioni di illuminazione non sono sufficienti per garantire la reazione fotocatalitica/antibatterica, basta trattare la superficie con una base di metalli nobili e le piastrelle saranno in grado di eliminare i batteri e i cattivi odori anche in completa assenza di luce.

► Bios Antibacterial GRANITOGRES sono lastre ceramiche ottenute sfruttando le proprietà di un innovativo trattamento antibatterico a base di argento che è in grado di eliminare i principali ceppi batterici anche senza uno spiraglio di luce. La particolarità di questo trattamento è che viene applicato nella massa delle piastrelle e questo rende l’azione antibatterica insensibile all’usura e alle sollecitazioni del tempo. Questo prodotto è quindi idoneo anche per l’impiego in ambienti a elevatissimo traffico.

 

Active, le piastrelle antibatteriche di Ariostea

Veniamo alla seconda delle aziende che abbiamo scelto per la qualità delle loro piastrelle autopulenti, si tratta di Ariostea e del trattamento "Active".
In questo caso il trattamento è fotocatalico, cioè necessita di luce per azionarsi. 

Ariostea lo presenta con lo slogan "clean air & antibacterial ceramic". Di che cosa si tratta? 

Semplificando: le piastrelle reagiscono alla luce producendo delle sostanza che eliminano i batteri, ma non solo. Sono anche in grado di "pulire" l'ambiente e si "autopuliscono". 

Queste tre azioni sono legate tra di loro e avvengono, come accennato, grazie al processo fotocatalitico. È sufficiente che le superfici vengano colpite dalla luce perché moltissime sostanze inquinanti si convertano in prodotti innocui e perché i batteri muoiano.

Non solo batteri, quindi, ma anche sostanze tossiche come la formaldeide e gli ossidi di azoto, presenti in ambienti chiusi o aperti, vengono abbattuti e trasformati in sali innocui. Grazie a questo trattamento le pareti esterne necessitano di molta meno manutenzione perché diventano "autopulenti": la sporcizia non riesce ad aderire ed è sufficiente un po' di pioggia per pulire le superfici. 

Un effetto indiretto di questo trattamento è quello "antiodore": anche le molecole organiche odorigine sono degradate e distrutte ed in questo modo vengono eliminati i cattivi odori senza bisogno di detergenti o altri prodotti. 

Active 2.0: tutta la potenza dell'argento

Ariostea ha da poco aggiornato la tecnologia del trattamento antibatterico sulle proprie piastrelle. Oggi grazie al biossido di titanio drogato con argento il trattamento è molto più potente ed efficiente. Le piastrelle con questo trattamento riescono ad essere antibatteriche anche in scarsità di luce ed addirittura anche al buio. 

Il trattamento funziona anche con luci a Led.

Active 2.0 è attivo su tutti i tipi di batteri, anche su quelli antibiotico-resistenti (MRSA) che sono molto più pericolosi ed in continuo aumento. 

Piastrelle antibatteriche, Ariostea

Microban, grès antibatterico di Lea Ceramiche

La tecnologia messa a punto da Lea ceramiche utilizza un componente denominato Microban®. Lea offre su quasi tutti i prodotti in gamma, ad eccezione delle grandi lastre a spessore 3 millimetri, la protezione antibatterica Microban. 

A differenza di altre tecnologie Microban non si attiva con la luce. Il processo antibatterico è costantemente attivo, 24 ore su 24, quindi funziona anche di notte.

Le piastrelle protette con Microban esercitano una azione particolarmente efficace sui ceppi batterici Escherichia coli, Klebsiella pneumoniae e Staphylococcus aureus, frequentissimi in ogni ambiente

PIASTRELLE ANTIBATTERICHE MICROBAN


Piastrelle antibatteriche certificate 

Le piastrelle antibatteriche Lea Microban® rispettano anche le rigide norme americane e sono state approvate dalla Environmental Protection Agency (EPA) e dalla Food and Drug Administration. Inoltre rispettano il Regolamento Europeo sui Prodotti Biocidi (BPR) N. 528/2012.

Il grès porcellanato additato con Microban® può anche essere utilizzato dove è previsto il contatto diretto con gli alimenti, come da autorizzazione Food Contact Materials Framework Regulation (EC) N° 1935/2004.

Con le piastrelle Microban migliora igiene, pulibilità ed odori

Le piastrelle in grès porcellanato con l'additivo antibatterico Microban® non solo aumentano il livello di pulizia ma rendono più facile la normale manutenzione del pavimento.
Beninteso: non si può pensare che le piastrelle siano "autopulenti", la necessità di provvedere alla pulizia del pavimento in piastrelle c'è anche nel caso di piastrelle antibatteriche. 
Ma la pulizia è agevolata dal trattamento ed è resa più efficace perché i batteri non prolificano. Inoltre un pavimento pieno di batteri genera odori sgradevoli (prova a pensare alle superfici delle palestre). Eliminando i batteri dalle superfici si riducono anche gli odori sgradevoli.
All'esterno un pavimento piastrellato con un grès porcellanato antibatterico rende più difficile la prolificazione di batteri che rendono viscide le superfici o delle muffe maleodoranti. 

Piastrelle antibatteriche, Lea

Piastrelle in facciata? antibatteriche e... autopulenti!

Se devi realizzare una facciata ventilata o comunque un rivestimento esterno devi assolutamente approfittare di queste nuove tecnologie. Infatti l'azione antibatterica ha anche il vantaggio di rendere "autopulenti" le superfici. 

Grazie, ad esempio, ai trattamenti al biossido di titanio, che abbiamo visto essere utilizzato da alcune aziende, otterrai non solo una superficie "igienizzata" ma anche esteticamente più pulita grazie alla produzione di ossigeno attivo. 

Facciamo un passo indietro, però. 

Il biossido di titanio è una sostanza naturale che tradizionalmente viene utilizzata come pigmento bianco e per confezionare additivi alimentari, dentifrici, prodotti cosmetici. Questa sostanza naturale, in particolare nei rivestimenti esterni, ha caratteristiche antibatteriche ottenute grazie all’effetto dei raggi UV contenuti nella luce solare. L’irraggiamento innesca una reazione, sulla superficie delle lastre in ceramica trattata, grazie alla quale è in grado di produrre ossigeno attivo e decomporre i batteri. E questo processo diminuirà di molto la necessità di lavare la facciata esterna rivestita in piastrelle.

 

BIOSSIDO DI TITANIO

 

Perché posare piastrelle antibatteriche?

Abbiamo tutti imparato l'importanza dell'involucro abitativo e come un cappotto termico possa farci risparmiare (molto) sia in inverno che in estate. Sembrava impossibile classificare le case come gli elettrodomestici, eppure ormai sappiamo tutti che esistono case in classe A o B ed è noto che una casa in classe A si vende a maggior prezzo di una casa in classe F. 

Abbiamo anche imparato l'importanza di avere, all'interno dell'abitazione, un continuo ricambio d'aria, magari con una ventilazione meccanica controllata, che riduce la presenza di batteri ed inquinanti all'interno dell'abitazione, evitando la cosiddetta "sick building sindrome". 

Ebbene probabilmente tra qualche anno sarà normale considerare anche gli aspetti igienici dell'abitazione. Qualcuno, magari, inventerà una classificazione a riguardo che ci dirà se le superfici sono più o meno igieniche, se gli intonaci sono a base di calce o di cemento e se le piastrelle utilizzate sono o meno antibatteriche.

Anticipare questa tendenza significa, per chi è un professionista della costruzione, avere argomenti di vendita in fase di trattativa e magari spuntare un prezzo più alto. 

Per chi, invece, costruisce per se stesso e per la propria famiglia significa vivere in un ambiente più sano, avere una migliore qualità della vita. 

 

Quanto costa una piastrella antibatterica?

Alcune aziende, è il caso di Lea Ceramiche, non mettono in conto sovrapprezzi per il trattamento antibatterico. Lea ha convertito un po' alla volta tutta la produzione facendo in modo che ormai tutti i prodotti abbiano l'impasto antibatterico e non serve far richiesta specifica del prodotto che "di serie" è già antibatterico. 

Altre aziende chiedono un sovrapprezzo variabile dai 5 ai 10 euro al metro quadrato. In questo caso occorre anche considerare dei tempi di consegna leggermente più lunghi del solito in quanto la produzione viene effettuata appositamente. 

Quali finiture sono disponibili?

I trattamenti antibatterici che abbiamo visto sono teoricamente applicabili su qualsiasi tipologia di piastrella per cui potrai scegliere tranquillamente la piastrella che più ti piace e sceglierne la versione antibatterica. 

Esiste anche lo stucco antibatterico per le fughe?

La risposta è SI, esiste anche la possibilità di stuccare le fughe con degli stucchi antibatterici certificato. Generalmente si tratta di stucchi epossidici, come il Kerapoxy Easy Design di Mapei, che riescono a garantire la continuità della superficie antibatterica. Sono ideali nel settore ospedaliero ma anche per pavimenti e rivestimenti di macelli, caseifici, cucine industriali.

Grazie!

Grazie per aver letto questo articolo: spero tu lo abbia trovato utile ed interessante! Per qualsiasi osservazione puoi lasciare un commento nel form dedicato che trovi in fondo alla pagina, siamo in continuo miglioramento e le tue indicazioni sono per noi preziose! 

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Se invece abiti in altre zone d'Italia potremo spedirti il materiale ma non realizzare la posa in opera. Sarebbe antieconomico e comunque non riusciremmo a dare il livello di servizio e di assistenza che siamo abituati a dare ai nostri clienti.

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ciao! 


 

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