Classificazione delle piastrelle in ceramica

Esistono differenti categorie di piastrelle in ceramica, in base ad alcuni parametri, vediamo quali sono. 

Piastrelle in ceramica: classificazione

Il settore ceramico in senso ampio comprende una vasta gamma di produzioni quali articoli igienico sanitari, articoli di ceramica artistica, porcellane per uso domestico e tecnico, terraglia, piastrelle di maiolica, di grès, materiali refrattari etc. Ma quello che a noi interessa esaminare è una piccola parte del settore ceramico e cioè quello dell'industria che produce pavimenti e rivestimenti.

Si parla, in questo caso, di piastrelle in ceramica per pavimenti e rivestimenti e con questa definizione si vuole intendere una famiglia di prodotti molto varia che spazia da prodotti adatti solo per il rivestimento interno, altri adatti come pavimentazione interna, altri - infine - adatti a resistere anche all'esterno.

Ma quali sono questi prodotti e come si classificano le piastrelle in ceramica ? Quando i nostri clienti entrano nei nostri negozi di Arzignano e di Gambellara, a Vicenza, trovano più di un migliaio di esempi di piastrelle di ogni tipo, per pavimenti e rivestimenti tra i quali scegliere e, giustamente, ci chiedono (e si chiedono) come posso distinguere un prodotto adatto solo per il rivestimento ed un altro, invece, resistente e adatto anche a pavimento ? 

 

Classificazione utilizzata in Italia

In Italia è comunemente utilizzata, per denominare le piastrelle in ceramica, una classificazione di tipo tec­nico-commerciale, basata sulle caratteristiche tecniche e tecnolo­giche della piastrella.
A livello europeo è invece utilizzata una classificazione che deriva dalle norma UNI-EN. Iniziamo dalla classificazione merceologica italiana. 


 

La fase di smaltatura

 

Questa classificazione, riportata nella tabella che segue, prevede che i vari tipi di mattonella vengano caratterizzati in funzione di:

► stato della superficie (smaltata o non smaltata),
► as­sorbimento d’ acqua (che, come noto, fornisce una misura della porosità),
► metodo di formatura (pressatura o estrusione),
► della destinazione pre­valente (pavimento o rivestimento a parete, interno o esterno),
► del peso per unità di superficie (kg/m2).

 

Pressatura o estrusione delle piastrelle ceramiche

 

Questa classificazio­ne tecnico-commerciale è quella più comunemente utilizzata ed è quella comunemente in uso per nominare gli articoli sia da parte dei produttori che dei rivenditori  ed è con questi nomi che gli articoli vengono proposti ai clienti durante la vendita nei nostri negozi. Per questo è la più significativa, anche se esula dalle normative UNI EN. In ogni caso riportiamo anche la classificazione secondo le Uni En nell'ultima colonna della tabella.

 

CLASSIFICAZIONE TECNICO-COMMERCIALE DELLE PIASTRELLE

 

Tipo

AA (%)

Metodo di formatura

Destinazione

prevalente

Peso

(kg/m2)

Classific.

secondo

UNI EN 87

Sup. smaltata

Maiolica

15-25

Pressatura

RIV / INT

10-12

Bill

Cottoforte

7-15

Pressatura

PAV / INT

14-16

Bllb-BIII

Monocottura

chiara

0-6 (10)

Pressatura

PAV / INT; PAV / EST

18-20

BI-BII

Monocottura

rossa

0-15(20)

Pressatura

PAV / INT; PAV / EST

16-23

BI-BII-BIII

Terraglia pasta bianca

10-20

Pressatura

RIV / INT

10-12

Bill

Clinker

0-6

Estrusione

PAV / INT; PAV / EST

RIV / EST

20-25

Al-Alla

Sup. non smaltata

Cotto

3-15

Estrusione

PAV / INT; PAV / EST

20-25

AII-AIII

Grès rosso

0-4

Pressatura

PAV / INT; PAV / EST

18-20

Bl-Blla

Grès

porcellanato

0-0,5

Pressatura

PAV / INT; PAV / EST

RIV / EST

18-22

Bl (*)

Clinker

0-6

Estrusione

PAV / INT; PAV / EST

RIV / EST

20-25

Al-Alla

 

Nuove tipologie non comprese nella classificazione

Va evidenziato come la rivoluzione tecnologica ed impiantistica in atto ha velocemente reso obsolete entrambe le classificazioni, sia quella “commerciale” che quella Uni En ed, oltre alle tipologie classificate in tabella, sono nate altre tipologie di materiali, tra i quali i più significativi sono:

► Piastrella in ceramica monoporosa

Si tratta di una monocottura porosa (con assorbimento d’acqua in gene­re superiore al 10%) prevalentemen­te in pasta rossa, anche se vi sono significative esperienze in pasta chia­ra o bianca. A seguito di interessanti progressi nella formulazione sia de­gli impasti che degli smalti, la mono­porosa ha raggiunto livelli este­tici estremamente elevati che ne hanno consentito l’ingresso a pieno titolo nel mondo dei rivestimenti. Un fattore rilevante per il suo utilizzo è la facilità di lavorazione, in particolare quando si tratta di forare o tagliare la piastrella, rispetto ad altri materiali più resistenti quali il gres. E’ l’articolo più venduto dai produttori spagnoli che ne hanno fatto il loro cavallo di battaglia.

► Piastrella in monopressatura

Con questo ter­mine, concettualmente improprio, vengono designate una tecnologia ed il rispettivo prodotto, inquadrabile anch’esso fra le piastrelle smaltate in monocottura. In questa tecnologia lo smalto viene applicato in polvere contestualmente alla fase di pressa­tura: in altre parole, lo stampo della pressa riceve dapprima la polvere che dovrà costituire il supporto, e successivamente un ulteriore strato di polvere, lo smalto. Quindi si tratta di una smaltatura a secco (solitamente lo smalto è liquido) fatto direttamente sullo stampo. 

Dalla pressa escono dunque le pia­strelle già smaltate, le quali vengono pertanto sottoposte ad essiccamento e cottura. Più appropriata sembra essere la denominazione “presso- smaltatura”, adottata da un’azienda per identificare appunto il proprio prodotto. Questo metodo consente la produzione di piastrelle estremamente resistenti e sembrava destinato a crescere quantitivamente ma è stato dismesso da tutte le aziende (convertitesi al gres) eccetto una, la Appiani, che continua a produrre il proprio mosaico ceramico, a partire dal formato 1x1 - e le piastrelle fino al formato 10x10 - con questo metodo.  Il vantaggio rispetto alla monocottura è una maggiore resistenza meccanica e all’usura. Rispetto al gres questo prodotto può presentare, senza subire lavorazioni di lucidatura, una superficie più lucida, più brillante e più facilmente pulibile.

► Piastrella smaltata su supporto incande­scente

Questa è una tecnolo­gia di fabbricazione di piastrelle ce­ramiche smaltate con una sola cottu­ra (una monocottura, quindi), che si caratterizza per il fatto che lo smalto viene applicato a secco sul supporto ad alta temperatura, in un’opportuna sezione del forno. Lo smalto viene quindi ad essere depositato e succes­sivamente stabilizzato su un suppor­to che ha già completato la fase di allontanamento delle sostanze gassose che si formano in cottura, e ciò dovrebbe prevenire la formazione di porosità all’ interno dello smalto stes­so. E’ una procedura molto complessa e costosa ma che consente l’ottenimento di monocotture estremamente resistenti anche se la superficie si presenta come semilucida.  Il processo, adottato da una singola azienda, la Marazzi, è stato abbandonato per i costi troppo elevati.

► Piastrella smaltata a secco:

E' una tecnolo­gia alternativa alla tradizionale ap­plicazione degli smalti in sospensio­ne acquosa, applicata al duplice sco­po di ricercare nuovi effetti estetici e di ottenere superfici smaltate dotate di superiori caratteristiche di resi­stenza meccanica. Lo strato di smal­to è di spessore maggiore di quanto non si verifichi nella generalità delle piastrelle smaltate ad umido.

► Piastrella in Gres smaltato

Il gres porcellanato inizialmente veniva prodotto solo nella versione “a tutta massa” ma successivamente, a causa delle richieste del mercato, si è passati a decorare la superficie con uno smalto. In qualche caso l’applicazione di smalto è quasi impercettibile, in altri casi va a coprire completamente la massa. Quindi all’interno di questa categoria esistono differenze qualitative notevoli tra prodotti.

► Piastrella in Gres smaltato digitale

Le stampanti digitali hanno rivoluzionato il mondo del gres porcellanato consentendo l’ottenimento di grafiche con una risoluzione sbalorditiva. Questi macchinari consentono di stampare direttamente sulla lastra di gres utilizzando una tecnologia simile a quella della stampante a getto di inchiostro. E’ grazie a questi dispositivi che oggi abbiamo dei gres effetto legno estremamente realistici o dei gres effetto marmo che ingannano anche un marmista.

 

La smaltatura digitale

 

► Lastre in ceramica o Gres laminati:

Il gres laminato viene prodotto mediante stesura continua in un nastro trasportatore di uno strato di argilla che viene compattato, tagliato e poi messo in forno. Non è un prodotto estruso e non è nemmeno un prodotto pressato per cui non è classificabile secondo i metodi tradizionali, rappresenta una nuova categoria. Questi nuovi prodotti consentono di ottenere lastre di ceramica di grandi  e grandissime dimensioni, cosa che ha rivoluzionato il settore.

Le "grandi lastre" in ceramica sono oggi uno dei prodotti più richiesti ed utilizzati non solo nel mondo dei pavimenti ma anche in quello dell'arredamento.
Lo spessore minuto delle piastrelle e la dimensione delle stesse ne hanno permesso, infatti, l'utilizzo in ambiti che erano tradizionalmente riservati ai laminati plastici o alle solide surfaces tipo corian e derivati. 

La classificazione Uni En

Come si diceva accanto alla classificazione tecni­co-commerciale fin qui discussa, vi è un’ulteriore classificazione, previ­sta dalle Norme Europee sulle pia­strelle ceramiche, pubblicate in Ita­lia con la sigla UNI EN.  
La norma UNI EN 87 è la norma di base, quella che riporta appunto la classificazione, le definizioni, le ca­ratteristiche e le prescrizioni per l’etichettatura delle piastrelle cera­miche.  La classificazione previ­sta da questa norma è riportata nella tabella qui di seguito. 

 

Come ragiona la classificazione Uni En 87

È una classificazione molto sempli­ce e schematica, nella quale non com­paiono le denominazioni tecnico­ commerciali prima citate: essa si basa infatti su due soli parametri, e cioè l’assorbimento d’acqua ed il metodo di formatura.

Questa classificazio­ne, mantenuta seppure con qualche integrazione (introduzione del grup­po Bla, delle piastrelle ottenute per pressatura ed aventi assorbimento d’acqua non superiore a 0,5%) an­che dalle norme ISO, trova la propria giustificazione da un lato nella sem­plicità e generalità; dall’altro significatività dei parametri prescelti, per definire la specifica tecnico-­prestazionale dei diversi prodotti ceramici. 

Si noti che, come emerge chiaramente dalla Tabella seguente, ad uno stesso gruppo della classificazione EN possono appartenere piastrelle di diverso tipo (ad esempio, una monocottura rossa con assorbimento d’acqua del 4% ed una monocottura chiara con assorbi­mento d’acqua del 3,5% apparten­gono entrambe al gruppo Blla), e che ad uno stesso tipo di piastrelle, secondo la denominazione tecnico­-commerciale, possono essere ricon­dotte piastrelle appartenenti a gruppi diversi della classificazione EN (ad esempio, la tipologia “monocottura rossa” può comprendere prodotti dei gruppi BI, Blla, Bllb o BUI, a secon­da del rispettivo assorbimento d’ac­qua).

                              

 

Assorbimento d’acqua  AA (%)

 

Metodo di

Formatura

I

AA≤ 3

IIa

3<AA≤ 6

IIb

6<AA≤ 10

III

AA>10

A  Piastrelle Estruse

AI

AIIa

AIIb

AIII

B Piastrelle Pressate

BI

BIIa

BIIb

BIII

 

Quale prodotto si vende di più ? 

Negli ultimi 20 anni si è notata la netta affermazione del gres porcellanato che, nella versione smaltata, è divenuto il protagonista indiscusso del mondo delle piastrelle in ceramica. Viceversa si è verificato un pro­gressivo netto decremento della produzione di monocot­ture, cannibalizzate dal gres, un calo dei prodotti smaltati in bicottura (maiolica, cottoforte, terraglia-pasta bianca), la quasi scomparsa del klinker.
Quest’ultimo è un prodotto nato specificamente per essere utilizzato in esterno che ha generato, però, notevoli problemi ed è, anche questo, stato sostituito dal gres.

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