Riscaldamento della casa

Il riscaldamento della casa a Vicenza e Verona

Se provi a leggere i cataloghi dei produttori di vari sistemi di riscaldamento ognuno di loro proverà a convincerti che è il migliore in assoluto. Ma qual è il migliore sistema di riscaldamento per la TUA casa? 
In questa pagina cercheremo di fare chiarezza spiegando quali sistemi di riscaldamento si possono utilizzare e quali sono i vantaggi e gli svantaggi dei diversi sistemi. 

Il riscaldamento per una nuova abitazione

Se stai costruendo una nuova abitazione hai il vantaggio di partire da zero e di poter progettare in modo consono sia l'involucro (opportunamente isolato, magari con un cappotto termico) sia l'impianto di riscaldamento scegliendo la fonte energetica più vantaggiosa. Oltre agli aspetti economici sarà il caso di valutare opportunamente anche gli aspetti ambientali: uno stile di vita responsabile è doveroso per rispetto dei propri figli. 

 

Il riscaldamento in caso di ristrutturazione

Qui, solitamente, vi possono essere alcune limitazioni strutturali o di altra natura. Generalmente ci si trova dinanzi ad un impianto a termosifoni, magari monotubo, con l'utilizzo di corpi scaldanti in ghisa. Si dovranno valutare le condizioni dei tubi e dei termosifoni e decidere se conservare o sostituire entrambi. 
Anche nel caso in cui venga deciso di mantenere tubazioni e corpi scaldanti è sempre il caso di sostituire la caldaia: la tecnologia delle caldaie a condensazione consente dei risparmi tali che - combinata agli incentivi fiscali - la caldaia si paga da sola in pochissimo tempo.

In caso di ristrutturazione va sicuramente considerata l'opportunità di vestire la casa con un cappotto termico adeguato. 

 

Obiettivo: il comfort 

L'obiettivo che dovrai puntare ad ottenere, lavorando sull'involucro e sull'impianto di riscaldamento, è quello del comfort abitativo. Questo è un fattore che dipende anche dalle tue abitudini e della tua famiglia: in casa siete abituati a girare scalzi e con abiti leggeri oppure con il maglione? I bambini stanno molto tempo seduti a terra? 

 

Il fabbisogno termico

Il primo ragionamento che si fa quando si affronta la tematica di come riscaldare una casa riguarda il fabbisogno termico che un bravo termotecnico può calcolare precisamente utilizzando degli specifici software. Ma possiamo ottenere una stima di massima con dei ragionamenti, seppure non rigorosi.

Si tratta di verificare quante calorie occorrono per ogni singolo locale e si dovranno conoscere le dispersioni termiche di ciascuna stanza. La somma delle dispersioni e le calorie necessarie ci daranno indicazioni sulla potenza termica della caldaia.

Piano terra, primo o attico?

Per prima cosa va detto che il fabbisogno varia in base al piano in cui si trova il locale che andremo a studiare: un locale nel sottotetto o al piano terra ha dispersioni differenti rispetto ad un locale che si trova in un piano intermedio.

Altri fattori da considerare

Inoltre dovremo considerare se i locali hanno più di una parete affacciata all'esterno, se hanno superfici vetrate, se sono contigui o meno con altri locali riscaldati e valutare l'esposizione (sud, nord, est, ovest).

Inoltre vanno considerate le pareti dell'edificio e ne va valutato lo spessore ed i materiali costruttivi:

  • pareti in sasso: disperdono 50/60 Kcal/h per m²
  • pareti in mattone pieno: disperdono 38/45 Kcal/h per m²
  • pareti in mattoni forati: disperdono 35/40 Kcal/h per m²
  • parete in forato con isolamento esterno: disperdono 20/30 Kcal/h per m²

Un calcolo preciso delle dispersioni termiche, che va fatto inserendo questi e altri parametri in un apposito software, rappresenta le fondamenta del progetto termotecnico di un edificio. Una volta che conosciamo il fabbisogno di calore dell'edificio possiamo valutare i diversi tipi di impianti.

Impianti di riscaldamento

L'impianto di riscaldamento ha il compito di trasportare il calore generato dalla caldaia (caldaia a gas o pompa di calore o altro) all'ambiente da riscaldare.
Vi sono differenti tipologie di impianti, le più note sono l'impianto a radiatori e l'impianto di riscaldamento a pavimento.

Impianto a radiatori

Prevede la diffusione del calore utilizzando un circuito chiuso di tubazioni che contengono acqua che viene scaldata dalla caldaia e poi pompata nelle tubazioni e attraverso queste nei copri scaldanti.
Le tubazioni dovranno essere opportunamente studiate: i diametri non possono essere nè troppo elevati (rischi di sacche d'aria) nè troppo piccoli (rumorosità e minore durata dell'impianto).
 

Gli impianti di riscaldamento ad acqua calda

In base alla distribuzione possiamo distinguerli tra gli impianti a circolazione naturale e quelli a circolazione forzata. Tra quelli a circolazione forzata troviamo gli impianti a collettori e quelli ad anelli monotubo. In base, invece, al tipo di tubi adottati troviamo gli impianti in ferro, quelli in rame e quelli in tubo accoppiato composto da resine sintetiche e metalli leggeri e duttili.

Il sistema più diffuso è quello a circolazione forzata e realizzato con un collettore che consente di avere un collegamento ai singoli corpi scaldanti con un tubo in andata ed uno in ritorno. Al contrario del collegamento "monotubo" qui i radiatori non sono in serie per cui vengono tutti raggiunti da acqua che ha la medesima temperatura. L'impianto è quindi bilanciato, a patto che sia ben eseguito il dimensionamento dei corpi scaldanti in base alle necessità dei singoli locali.

Impianto di riscaldamento a pavimento

Il riscaldamento a pavimento, anche se con sistemi ben diversi, veniva utilizzato già dai Romani. Fu poi abbandonato completamente e di recente è stato riscoperto e adottato. All'inizio, nel dopoguerra, i primi impianti presentavano notevoli problematiche anche di salute per l'eccessiva temperatura di circolazione dell'acqua a pavimento. Ma con il tempo le tecniche si sono evolute fino ad arrivare ai giorni nostri dove abbiamo raggiunto un livello di affidabilità e prestazioni notevoli.

Va premesso che quello che noi chiamiamo comunemente "impianto di riscaldamento a pavimento" potrebbe anche essere inserito nel soffitto o a parete: si tratta sempre di una superficie radiante che scalda per irraggiamento un ambiente ed i componenti e la tecnica non cambiano.

Come si realizza un impianto radiante a pavimento

Per la realizzazione degli impianti si utilizzano dei tubi in polietilene reticolato in rotolo (rotoli fino a 200 metri) che pertanto non necessitano di giunzioni. Questi tubi vengono disposti sul pavimento in serpentine e fissati a dei pannelli isolanti ed infine annegati in un massetto apposito per impianto a pavimento.

Caratteristiche dell'impianto a pavimento

L'impianto di riscaldamento a pavimento ha la fondamentale caratteristica di funzionare a bassa temperatura. Inoltre, in questi impianti, è l'intera superficie ad essere il corpo radiante. Le due cose sono ovviamente collegate: se a scaldare è una superficie molto vasta, servirà una temperatura più bassa del fluido. Questo oltre a permettere un risparmio energetico già all'origine permette di abbinare generatori di energia più performanti a basse temperature, come le caldaie a condensazione o le pompe di calore. E permette anche di abbinare un impianto solare che, appunto, lavora a bassa temperatura.

La temperatura dell'impianto a pavimento

L'impianto a pavimento lavora con temperature superficiali di circa 29°C e solo negli ambienti come il bagno, si arriva a 34/35°C. Va detto che in bagno vi sono meno tubazioni, in quanto le serpentine sono interrotte dalla presenza di ostacoli come il piatto doccia o gli scarichi della vasca o altre tubazioni, per cui si suggerisce sempre di aggiungere un corpo scaldante supplementare come un termoarredo.

Temperatura percepita

Il riscaldamento a pavimento, scaldando la superficie su cui appoggiamo i piedi ci fa percepire uno o due gradi in più rispetto ad un riscaldamento di altro tipo, in cui il pavimento si mantiene freddo. Per cui c'è anche un risparmio energetico grazie alla maggiore temperatura percepita.

Il raffrescamento a pavimento

Ne parleremo in un apposito articolo, in quanto qui ci occupiamo di riscaldamento, ma l'impianto radiante a pavimento ci regala la possibilità di essere impiegato, nel periodo estivo, per ottenere un raffrescamento dei locali. Attenzione: (1) raffrescamento non significa condizionamento; (2) serve tassativamente un deumidificatore nei locali altrimenti c'è un elevatissimo rischio di condensa.

 

 

 

Quale impianto di riscaldamento?

Approfondimenti

  • Perché l'impianto di riscaldamento a pavimento è il sistema di riscaldamento più richiesto ed utilizzato nelle nostre zone?
    In questo articolo esaminaremo le origini, le caratteristiche, i pregi ed i difetti di questo sistema di riscaldamento.

  • Devono avere elevata resistenza allo shock termico, devono essere facili da piegare, non devono subire attacchi chimici o biochimici... i tubi, all'interno di un impianto di riscaldamento a pavimento devono essere indistruttibili. Quale tubo scegliere?