Quali pavimenti in legno per un impianto a pavimento?

Alcune essenze sono sconsigliate nel caso di impianto radiante, scopriamo quali sono

25/10/2018

L'avvento del parquet prefinito o multistrato ha reso più stabili (meno soggetti a movimenti e fessurazioni) il legno rispetto al passato, ma lo stress generato dall'impianto di riscaldamento a pavimento mette a dura prova il nostro pavimento. Specie se non abbiamo posto la dovuta attenzione alla scelta dell'essenza corretta da utilizzare.

Foto di pavimento in legno su impianto radiante

Quale parquet su impianto a pavimento?

L'accoppiata "impianto a pavimento" e "pavimento in legno" è fantastica per chi ci abita! Regala un pavimento naturale e, grazie all'impianto radiante, leggermente tiepido su cui è oltremodo gradevole camminare a piedi scalzi d'inverno. 

Ma è intuibile come questi due elementi vadano poco d'accordo tra di loro: il legno, come si dice, è un materiale "vivo", soggetto a movimenti che sono amplificati dallo stress che provoca il riscaldamento a pavimento. 

Ciò nonostante sono migliaia, ogni giorno, i metri quadrati di pavimenti in legno che vengono posati su impianti radianti, quindi non è in discussione il fatto che sia o meno possibile posare il legno su un impianto radiante, ma è importante adottare alcune cautele.

Abbiamo già esaminato, in altri approfondimenti,  quali sono le accortezze da utilizzare per la posa di un prefinito ed abbiamo esaminato come va realizzato un massetto radiante .

In questo articolo approfondiremo l'argomento consigliando quali sono le tipologie di parquet più adatte a questa accoppiata. 

 

Legno e umidità

Iniziamo da una osservazione elementare: l'impianto a pavimento scalda il massetto e di conseguenza il legno e provoca una (ulteriore) essiccazione del parquet, che diminuisce il contenuto di umidità ottimale all'interno della tavola. 
Parliamo di umidità ottimale o "di equilibrio" perché non molti sanno che il legno deve essere umido! Le norme, infatti, prevedono che il legno debba contenere una piccola percentuale di acqua. 

La normativa Uni En 13226 prevede che il contenuto di umidità standard nel parquet massiccio, al momento della consegna, sia attorno al 10% (più precisamente dal 7 al 11%). Mentre la norma Uni En 13489 prevede che il contenuto di umidità nel prefinito (la norma lo definisce multistrato) debba essere compresa tra il 5% ed il 9%.

 

Parquet umido ed accensione dell'impianto

A questo punto una domanda sorge spontanea, anche ai non esperti nel settore: quali saranno le conseguenze al momento dell'accensione dell'impianto? Che succederà all'umidità contenuta nel legno?

La conseguenza più significativa, e facilmente immaginabile, riguarda la riduzione della massa dell'assicella legno a causa di una ulteriore essiccazione della tavoletta di parquet.
La riduzione delle dimensioni della tavola significa e la comparsa di fessure tra una tavola e l'altra. Generalmente la cosa non è grave, anche se esteticamente potrebbe risultare fastidiosa. Ma è una conseguenza che va tollerata: le fessure si richiuderanno con lo spegnimento del riscaldamento a pavimento. 

 

fessure nel prefinito dovute a impianto radiante


In casi gravi la riduzione della massa del legno può anche determinare torsioni o deformazioni. Questo accade quando il legno scelto è particolarmente sensibile e "nervoso" oppure se viene stressato da un utilizzo improprio dell'impianto radiante o, infine, se sono stati fatti degli errori nella esecuzione del massetto o nella posa del legno. 

Per evitare errori nell'esecuzione del massetto radiante leggi: "Il massetto per l'impianto di riscaldamento a pavimento."
Per evitare, invece, errori nella posa del parquet leggi: "Quali accortezze per la posa del parquet"
 

Legno, impianto radiante e conducibilità termica

Il secondo motivo di disaccordo tra riscaldamento a pavimento e legno è il fatto che il legno è un cattivo conduttore. Il parquet non conduce energia statica (e questo è positivo) ma è anche un cattivo conduttore del calore. Il pavimento in parquet, insomma, può rappresentare un ostacolo alla diffusione del calore nell'ambiente. 
Anche questo è piuttosto intuitivo: le maniglie delle pentole della nonna erano di legno, proprio per non scottarsi. 

Nella tabella seguente vediamo il confronto tra legno e altri pavimenti, quali piastrelle in ceramica, moquette o linoleum. Il confronto è in termini di capacità di condurre il calore o, meglio, in termini di "resistività termica": più il valore è alto, meno il prodotto conduce calore.

Capacità conduttive o isolanti dei pavimenti

 

Queste due prime considerazioni potrebbero portarci a pensare che tutti i legni sono inadatti all'impianto a pavimento. E' davvero così ?  il pavimento in legno è sconsigliato in caso di impianto a pavimento ?  

Non necessariamente !

Certamente ci sono altri materiali, quali ad esempio le piastrelle in grès porcellanato,  che hanno una migliore conducibilità termica, che sono assolutamente insensibili a variazioni di temperature come quelle determinate dall'impianto a pavimento, che non soffrono di perdita di umidità e di massa per cui certamente il legno presenta qualche criticità in più  da gestire.

Qualche decina di anni fa, con i primi impianti di riscaldamento a pavimento, queste criticità potevano determinare problematiche anche gravi. Questo a causa della scarsa conoscenza dell'abbinamento riscaldamento a pavimento/pavimento in legno. Oggi, invece, abbiamo dei metodi, tecniche e tecnologie che consentono di gestire bene questo difficile matrimonio.

 

Quale parquet sul radiante? Massiccio o prefinito?

Il pavimento in legno massiccio presentava, certamente, molte più problematiche sull'impianto a pavimento rispetto al prefinito a due o a tre strati.

L'avvento del prefinito multistrato - che è più stabile e sopporta meglio lo stress causato dal riscaldamento e dalla perdita di umidità - ha consentito un utilizzo più sicuro sugli impianti radianti a pavimento. 

Beninteso: ci è capitato, soprattutto in passato, di dover posare parquet in legno massiccio sopra ad impianti a pavimento. In questo caso occorre essere molto attenti: scegliere produttori di qualità, essenze giuste, con la giusta essiccazione, spessore e strato di finitura opportunamente calibrati. Tutto deve essere molto accurato per riuscire a garantire un buon comportamento del parquet massiccio sull'impianto radiante.

Certamente, il prefinito "perdona" di più: è in grado di gestire meglio lo stress provocato dall'impianto a pavimento.

Il sistema impianto radiante, massetto, pavimento in legno

 

Solo prefiniti di qualità su impianti radianti

Come sempre accade non si può generalizzare: un prefinito di cattiva qualità (e magari di provenienza "esotica") può comportarsi peggio di un massiccio prodotto con la dovuta accuratezza.

Una cattiva qualità di un prefinito a due strati, sollecitata dall'impianto radiante, può dare luogo a fenomeni di delaminazione del nobile che compromettono gravemente la funzionalità del pavimento e richiedono interventi invasivi. 

lo strato nobile del prefinito

 

E' molto importante accertarsi di una serie di caratteristiche del prefinito: tipo di collanti utilizzati per incollare nobile e supporto, tipo di supporto, modalità e tempi di essiccazione del nobile, così come va eseguita a regola d'arte la posa del prefinito rispettando i tempi di maturazione del massetto ed eseguendo lo shock termico. Infine è necessario scegliere la giusta tipologia di legno. 

 

Quali essenze di parquet non sono adatte su impianto radiante?

Quali sono, infine, le essenze di pavimenti in legno più adatte e quali quelle più nervose e quindi NON adatte ad essere posate su un impianto a pavimento? Iniziamo da queste ultime. 

ACERO

L'acero, che nel mondo dei pavimenti è apprezzato per il suo colore chiaro tendente all'avorio con riflessi molto eleganti: purtroppo non è adatto all'impianto a pavimento perché perde molta massa a seguito dell'accensione dell'impianto. Le fessure che si creano sono particolarmente evidenti, vista la colorazione chiara, cosa che ne sconsiglia l'utilizzo. 

CILIEGIO

Il ciliegio è un legno  poco consigliato su impianto di riscaldamento a pavimento in versione massiccia, mentre nella versione multistrato è possibile utilizzarlo. Il suo ritiro dimensionale è leggermente inferiore (0,23 rispetto a 0,25) a quello dell'acero. Per questo non è propriamente un legno consigliato su impianto a pavimento.

FAGGIO

Il faggio ha un ritiro dimensionale superiore ad entrambi i precedenti legni, raggiunge 0,31. Questo unitamente alla colorazione chiara ne sconsiglia l'utilizzo in sovrapposizione su impianto radiante. 

Si veda l'approfondimento "IL FAGGIO" >>

FRASSINO

Il frassino ha un ritiro simile a quello del faggio. Anche questo sconsigliato, tra l'altro anche il frassino  ha una colorazione molto chiara. Se sottoposto a termotrattamento il frassino diventa, invece, assolutamente consigliato. In quel caso la colorazione diventa scura. 

ABETE E LARICE

I legni resinosi, come Abete e Larice hanno ritiri importanti e non sono considerati legni stabili per cui sono sconsigliati su impianti radianti. Questi legni solitamente vengono proposti in versione a tre strati: in questa versione - e magari scegliendo una posa flottante - il legno acquisisce maggiore stabilità e può essere comunque posato.

WENGE 

Tra i legni esotici il  wengé è caratterizzato da un ritiro elevato e presenta, quindi, problematiche simili ai legni appena visti: va assolutamente evitata, come per gli altri che lo precedono, la posa in versione massiccia mentre per la posa in versione prefinito è necessario verificare con attenzione il tipo di supporto e la costruzione per evitare cattive sorprese.

 

Quali essenze di parquet sono perfette per l'impianto a pavimento?

ROVERE

Il più diffuso ed utilizzato tra i parquet è certamente il Rovere che troviamo in moltissime finiture. Il prefinito di rovere si adatta bene all'impianto radiante e non presenta particolari problematiche. 

NOCE

Altrettanto consigliato è il Noce che ha caratteristiche del tutto simili al rovere come comportamento all'umidità. 

ESOTICI

Tra i legni esotici le essenze consigliate su impianti di riscaldamento a pavimento sono Afrormosia, Iroko, Paduk, Teak e Doussiè.

 


 

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Michele Pellizzari - Fratelli Pellizzari

Specializzazione: Pavimentazioni tecniche, facciate ventilate, pavimenti sopraelevati, grandi cantieri.

Michele ha passato l’infanzia a Tezze di Arzignano ed ora abita ad Arzignano.

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