Storia del Terrazzo alla Veneziana

In questo articolo scopriamo la storia e le origini
della pavimentazione detta "Veneziana"

25/10/2018

Ha attraversato i secoli, è stata usata per decorare i più bei palazzi di Venezia e le meravigliose Ville Venete. È parte del patrimonio culturale Veneto. È un'arte che si è tramandata da generazione in generazione. È ancora uno dei pavimenti prediletti delle abitazioni a Vicenza, Verona, Padova, nel veneziano e nel trevigiano.
È la Veneziana. 

pavimento veneziana a Vicenza
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Veneziana

Il pavimento alla Veneziana

Dalla Venezia dei Dogi al nuovo millennio, dai Palazzi che si affacciano sul Canal grande alle case di oggi, a Vicenza e Verona. La Veneziana si è saputa adattare agli stili delle differenti epoche e si sposa, oggi, con lo stile minimal e moderno.

Ripercorriamo la storia di questo pavimento attraverso i secoli per riuscire ad apprezzare il lavoro dei nostri terrazzieri che con passione e impegno si tramandano questa antica arte
 

Storia della Veneziana

Nei trattati di architettura del quattrocento e del cinquecento sono menzionati più volte, in termini elogiativi, "i pavimenti veneziani in terrazzo". Anche Andrea Palladio riteneva "eccellenti i terrazzi come si usa in Venetia" anche se, nei suoi quattro libri, ha dato indicazioni estremamente sommarie sulla tecnica di esecuzione. Probabilmente l'architetto Vicentino presupponeva che i suoi lettori conoscessero così bene la tecnica (complicata e faticosa) di realizzazione della Veneziana da voler evitare di risultare noioso descrivendo modalità e istruzioni dettagliate.

"Quei terrazzi sono eccellenti, che si fanno di coppo pesto e di ghiara minuta e di calcina e di cuocoli di fiume (...) e sono ben battuti: e devolsi fare nella primavera o nell'estate acciocché si possano ben seccare."                              Andrea Palladio - I quattro libri dell'architettura. 

Abbiamo documenti che comprovano la presenza di terrazzieri (terazari) risalenti al 1400 anche se la mariegola dei terrazzieri veneziani è costituita nell'anno 1586. 

Terrazzo alla Veneziana, la storia


Il tipo di pavimentazione “alla veneziana” ha origine tra il XIII ed il XIV secolo, epoca in cui Venezia inizia a diventare una potenza economica e finanziaria. Ha origine dal cocciopesto che, a sua volta, ha origine da un particolare tipo di pavimento romano: l’opus signinum. Quest'ultimo è citato da Vitruvio che, nel suo VII libro, descrive dettagliatamente la realizzazione e l'effetto di questi pavimenti realizzati con sabbia, calce e cenere, che venivano stesi, fatti asciugare e poi lisciati fino ad ottenere un pavimento scuro e ben temperato. Nella sequenza degli strati e nell'effetto estetico finale questa tipologia di pavimenti corrisponde al veneziano "pastellon".
 

pastellon veneziana


Si può dire, quindi, che si tratta di pavimenti realizzati con una tecnica simile a quella utilizzata per gli intonaci dove alla calce venivano aggiunti degli inerti. La caratteristiche principale era il fatto che,  una volta stesi, venivano “battuti”, motivo per il quale il terrazzo è talvolta chiamato "battuto alla veneziana".
 

Dal Pastellon al Terrazzo

Oggi gli interni veneziani solo raramente presentano un pavimento in monocromo pastellon: quasi tutti sono invece caratterizzati dal terrazzo alla veneziana. Troviamo però tracce del pastellon nei dipinti veneziani del '400 e del '500 , ad esempio nel Carpaccio che li raffigura in due quadri: Visione di sant'Agostino e Sogno di Sant'Orsola. 


 

veneziana nella pittura


Il pavimento veniva realizzato stendendo sopra ad incannicciatura, su uno strato di malta composta di pietra d'Istria e mattoni macinati assieme, per uno strato variabile tra i 15 ed i 20 centimetri. Si tratta di un pavimento elastico (grazie alla calce) che segue le normali deformazioni dell'edificio senza creparsi e che offre anche ottime proprietà di isolamento termico ed acustico. Si pensi, a proposito di isolamento, che nell'incendio del 1577 di Palazzo Ducale il pavimento in pastellon spesso 11 cm. riuscì a proteggere dal fuoco le travi che reggevano il pavimento della sala del maggior consiglio, salvando la sala dal crollo. 

Nel tardo '500 questi pavimenti monocromi iniziarono ad essere sostituiti da pavimenti policromi realizzati dapprima combinando colorazioni differenti con decori geometrici e quindi inserendo, all'interno dei pastelloni e delle cornici di separazione tra le differenti colorazioni, dei frammenti di marmo.

 

Il terrazzo alla veneziana è quindi, in buona sostanza, un pavimento ibrido nato dall’incrocio tra due pavimenti dell’epoca: il pastellon ed il mosaico pavimentale in marmo. Nasce, infatti, quando si iniziano a sparpagliare delle scaglie di marmo o pietra all’interno dell’impasto e, successivamente, ad utilizzarle a scopo decorativo ad imitazione del mosaico pavimentale.

Quelli di palazzo ducale furono realizzati dopo il terribile incendio del 1577 e gli storici dell'epoca li descrivono mettendone in risalto "le superfici lisce come uno specchio". 

prime veneziane


Venezia ed il terrazzo, i motivi di un matrimonio

A Venezia questa pavimentazione ha trovato l’ambiente ideale per diffondersi, non solo per la sua estetica raffinatissima e le possibilità decorative pressoché illimitate ma soprattutto per gli aspetti tecnici.
 

veneziana pavimento raffinato



Le veneziane a base calce, realizzate nella città lagunare, consentivano, infatti, di coprire grandissime dimensioni con una superficie unica, senza giunti o fughe, e – cosa importantissima – si adattavano ai tipici cedimenti dei palazzi veneziani deformandosi grazie all’elasticità della calce.

Sappiamo che i palazzi veneziani, denominati umilmente case, si reggono su fondamenta realizzate piantando migliaia (in qualche caso diverse decine di migliaia) di tronchi di alberi su un terreno paludoso sopra ai quali vengono stesi diversi strati di tavolato e pietre a fare da “platea” per supportare gli edifici.

 

Inclinazione del pavimento in un palazzo a Venezia

 

Questo tipo di fondazione non può garantire una totale stabilità del costruito per cui i cedimenti devono essere presi in considerazione. A questo si aggiunga che il materiale adoperato per la costruzione dei solai è il legno, per leggerezza e per guadagnare ampiezza dei locali. Sopra a questi solai, a partire dal 1400, viene steso dapprima il cocciopesto o “pastelon” ed in seguito il terrazzo alla veneziana.

 

I primi terrazzi alla veneziana

Come abbiamo detto, grazie all’idea di decorare il pastelon con delle scagliette di marmo, nasce il concetto di terrazzo alla Veneziana. I primi pavimenti vengono realizzati con decorazioni rudimentali ma la tecnica si affina, con il tempo, e si arrivano a concepire e a realizzare decorazioni sontuose.
 

veneziana pavimento decori


I pavimenti colpiscono anche per i loro riflessi suggestivi, sono, infatti, sottoposti a ripetute azioni di lucidatura (lustratura) fino a dargli lo splendore che conosciamo.

Certamente, per le opere più importanti, quali il pavimento della Basilica di San Marco si continuano a preferire i pavimenti in mosaici di marmo.
a nelle case private di allora, come per quelle di oggi, viene scelta ed apprezzata la veneziana per il fatto che è facile da pulire grazie all’assenza di fughe e giunti. La complessità e l’elevato livello di artigianalità della sua esecuzione ne frenano la diffusione che è concentrata in Veneto e Friuli o, meglio, in quelli che erano i territori della Repubblica di Venezia seppure con alcuni tentativi di realizzazione anche all’esterno dei confini. Le residenze di campagna dei veneziani a Vicenza, Verona, Padova e Treviso si pavimentano in veneziana.
 

Veneziana: dalla calce al cemento

Alla fine del 1800 la calce inizia ad essere sostituita dal cemento, come legante nell’impasto della veneziana. Il motivo principale sta nei tempi più rapidi di indurimento e, quindi, di realizzazione del pavimento.

Abbinato ai nuovi strumenti meccanici per levigare il pavimento il cemento consente di realizzare pavimentazioni in terrazzo alla veneziana ancora più brillanti ed in tempi decisamente contenuti, rispetto alla calce. Il tutto al prezzo di rinunciare all’elasticità del pavimento, elasticità che lo aveva fatto diventare il pavimento prediletto nell’edilizia privata veneziana.

Grazie ai nuovi strumenti ed alla emigrazione dai territori veneti il terrazzo vede una diffusione a livello mondiale: Germania, Francia, Inghilterra, Stati Uniti… nei primi anni del 1900 si contano diverse aziende che realizzano veneziane all’estero. Sono gli anni dell’art nouveau ed i decori realizzabili con questi pavimenti ben si adattano a questo stile.



 

pavimentazione alla veneziana

 

La cosa che colpisce di più di questo pavimento è la capacità di adattamento, la flessibilità nel riuscire a sposare gli stili più differenti: nata nell’epoca del gotico ha vissuto lo splendore del rinascimento, l’opulenza del barocco, si è dimostrata a proprio agio con l’art nouveau e così, mutando, è arrivata fino ai giorni nostri.
Tuttora la veneziana è ancora uno dei pavimenti più apprezzati ed utilizzati nel nostro negozio ed è riuscita ad adattarsi anche allo stile minimal grazie a colori chiari dell’impasto e a marmi di colore chiaro e puro come il Bianco Lasa o Covelano.

Continua la lettura con l'articolo "La differenza tra Veneziana tradizionale e Veneziana in resina" ->>

 

 

Michele Pellizzari - Fratelli Pellizzari

Specializzazione: Pavimentazioni tecniche, facciate ventilate, pavimenti sopraelevati, grandi cantieri.

Michele ha passato l’infanzia a Tezze di Arzignano ed ora abita ad Arzignano.

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