Il cappotto termico

"Oggi sono stato in un bar ho chiesto qualcosa di caldo e
mi hanno dato un cappotto
."

(Groucho Marx)

11/01/2019 - 18:27

Un buon cappotto garantisce importanti risparmi energetici, un migliore comfort abitativo e consente di ottenere il 65% della spesa sotto forma di agevolazioni fiscali, ma è necessario fare attenzione alle installazioni "artigianali": il cappotto va realizzato rispettando una serie di cautele e accortezze. Solo così avrete la garanzia della durata e della performance. 

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Cappotto termico

Il cappotto termico

Stai pensando di installare a casa tua un cappotto termico? oppure hai deciso di fare il cappotto ma non sai se all'interno o all'esterno della casa? Vuoi sapere come si installa un cappotto termico? in questo articolo scioglierò questi ed altri dubbi e, se hai pazienza di leggerlo fino alla fine, saprai:

► perché è conveniente installare un cappotto,
► come si mette in opera,
► come si sceglie e
► quali sono i criteri da seguire per acquistare un cappotto termico. 

Cappotto termico: comfort dell'involucro

Per avere in inverno una confortevole casa calda non basta una fonte di calore, più o meno potente, se pavimento e pareti sono gelide. Prova ad immaginare di essere in un'ambiente molto freddo con un getto di aria calda sparato addosso: la sensazione non è piacevole. Questo è quello che intendiamo con il termine comfort dell'involucro. 
 

cappotto termico inverno


Il medesimo concetto vale anche per il fresco durante l'estate: un potente getto di aria fresca in viso non attenua il disagio prodotto dal calore emanato da un involucro caldo.

cappotto termico estivo

Qui l'esempio è facile: prova a pensare a quando sali nella tua automobile lasciata al sole per parecchie ore d'estate... anche se accendi l'aria condizionata a manetta il malessere è percepibile.

cappotto termico e importanza dell'involucro

Per questo parliamo di quanto sia importante progettare bene l'involucro di una abitazione, appunto con il giusto cappotto termico, che sia efficace sia d'inverno che d'estate. 

Il tetto, le pareti e gli infissi - elementi che compongono l'involucro -  contribuiscono in modo rilevante al comfort abitativo. 
Il loro compito è quello di ridurre la dissipazione termica, durante l'inverno, e di impedire il passaggio del calore durante l'estate. 

cappotto termico studio dei ponti termici

 

Cappotto termico e risparmio energetico

Il 40% dell'energia assorbita da una nazione è quella della gestione del clima degli edifici residenziali e commerciali.

Questo dato rende, in modo drammatico, l'idea di come un buon isolamento a cappotto non solo migliori l’efficienza energetica dell'edificio ma incida drasticamente sui risparmi. Senza contare l'emissione di CO2.

cappotto termico emissione co2

La combinazione di questi due fattori - risparmio energetico ed attenzione ambientale - hanno reso centrale il tema dell'efficientamento energetico degli edifici, ed il cappotto termico è uno degli interventi che meglio possono contribuire ad efficientare un edifici, secondo solo all'isolamento del tetto che ha benefici ancora superiori. 

prima e dopo il cappotto termico

 

Cappotto termico: diffusione 

Ideato oltre 40 anni fa e diffuso soprattutto nel nord Europa il cappotto termico è la soluzione per eccellenza per coibentare edifici civili, industriali di servizio, nuovi o pre-esistenti.

In Italia la diffusione è piuttosto recente e, partendo dalle città più fredde del nord Italia si sta diffondendo anche nelle nostre zone.

Da qualche anno nelle province di Vicenza e Verona, dove operiamo, sono sempre più frequenti gli interventi di ristrutturazione che contemplano anche l'installazione di un cappotto termico nella casa. Molto importante, per la diffusione del cappotto, è stata l'introduzione dell'agevolazione sul risparmio energetico. 

 

Che cos'è un cappotto termico?

La tecnica dell'isolamento a cappotto, quindi, ti consente di migliorare il comfort abitativo grazie ad una corretta coibentazione termica sia invernale che estiva, ma anche grazie anche alla coibentazione acustica (attenzione, non vale per tutte le tipologie di cappotti) ed infine grazie all'eliminazione dei ponti termici.

Ma come si realizza e quali sono i componenti del cappotto?

Te lo sintetizzo qui anche nella seconda parte dell'articolo vedremo nel dettaglio questi aspetti. In estrema sintesi la realizzazione del cappotto consiste nell’applicazione sulle pareti esterne degli edifici di appositi pannelli isolanti successivamente ricoperti da malte adesive rasanti che possono essere precolorate o su cui si provvederà a stendere lo strato di finitura che proteggerà il manufatto dalle intemperie.

Prima di approfondire facciamo un passo indietro, visto che abbiamo accennato ai ponti termici, e vediamo di che cosa si tratta, aprendo una parentesi sull'argomento. 
 


I ponti termici nel cappotto

Una delle caratteristiche peculiari del cappotto termico è il fatto di poter essere applicato in continuo, in corrispondenza di diversi elementi struttu­rali, cosa che consente la correzione dei ponti termici.

In questo modo l'abitazione entra in un vero e proprio sistema di "quiete termica" grazie alla riduzione delle tensioni, de­rivanti dagli sbalzi termici, che agirebbero sulle superfici senza protezione.

Grazie al cappotto termico, quindi, ti sarà possibile sfruttare l'inerzia termica della muratura, otterrai un miglior controllo delle temperature interne e una sensibile riduzione dei consumi energetici ma eliminerai anche i ponti termici. 

Vediamo meglio di che cosa si tratta

Che problemi causano i ponti termici?  

I ponti termici generano un calo della temperatura superficiale rispetto alle aree adiacenti. In conseguenza di questo possono dare luogo ad extra perdite di calore e/o a fenomeni di condensa.

Questi ultimi sono i principali problemi dei ponti termici e, soprattutto nel caso in cui l’umidità dell’aria all'interno degli ambienti sia mantenuta su livelli eccessivamente elevati, generano una serie di problemi di cui abbiamo parlato qui:

Condensa e muffa: come si originano

Perché si creano i ponti termici?

I ponti termici possono essere dovuti a disomogeneità ge­ometrica o alla disomogeneità materica entrambe dovute alla differenza tra l’area della superficie disperdente sul lato interno e su quello esterno dell'involucro edilizio e alla ri­duzione dello spessore dei materiali costituenti il pacchetto di involucro.

Tradotto significa che se ci sono materiali diversi (ad esempio una colonna in cemento armato che affianca un muro in laterizio) si crea un ponte termico e, di conseguenza, si possono creare fenomeni di condensa all'interno.

Tipi di ponti termici

Si possono classificare i ponti termici in base alla loro estensione e tipologia:
► ponti termici lineari (cordoli,travi aggetti, pilastri, davanzali passanti ecc.)
► ponti ter­mici puntuali (attacco pavimento-soffitto dei pilastri, travi A sbalzo, ancoraggi a strutture esterne).

Per quanto riguarda invece la quantificazione degli effetti dei ponti termici esi­stono differenti metodologie di calcolo come l'abaco dei ponti termici della norma UNI EN ISO 14683:2008, il calco­lo del flusso termico bidimensionale e tridimensionale della norma UNI EN ISO 1021 1:2008 o i sistemi derivanti dai metodi di analisi numerica dei software di progettazione.
 


Il cappotto risolve i ponti termici?

Una buona progettazione degli edifici deve mirare alla riduzione dei valori di trasmittanza termica, all'aumento dello sfasamento termico estivo, ma anche all'eliminazione, per quan­to possibile, dei ponti termici.

A questo scopo il sistema di rivestimento a cappotto ti offre l’indubbio vantaggio della possibilità e facilità di collocare lo strato isolante sulla faccia esterna della muratura di tamponamento, realizzando così una coibentazione che, se opportunamente dimensio­nata, neutralizza gli effetti termici sfavorevoli derivanti dalle eterogeneità geometriche e materiche presenti nella co­struzione.

In sostanza, se il cappotto è ben progettato e realizzato è uno dei sistemi più efficaci per eliminare definitivamente i ponti termici. 

 

Quali pannelli per un buon cappotto termico? 

Il pannello isolante è quello che dà alla struttura il grado di isolamento termico desiderato, rappresentato dalla sua trasmittanza U (W/m2K).

I materiali coibenti più frequentemente utilizzati per i pannelli da applicare sulle pareti esterne sono:
► EPS (Polistirene Espanso Sinterizzato),
► Polistirene Estruso, Sughero,
► Calcio silicato,
► Fibra di legno ed, infine, il nostro preferito,
► la Lana di roccia.

Di particolare importanza è anche lo spessore dei pannelli che deve essere studiato al fine di garantire il raggiungimento della prestazione minima, richiesta dalle normative vigenti, in relazione alle specifiche zone climatiche.

Quindi se hai intenzione di acquistare un cappotto termico informati, per prima cosa, sul valore U dell'isolante che hai intenzione di utilizzare. 

Un esempio: i pannelli in sughero

 

Cappotto termico ed isolamento invernale

Come ti dicevo il primo fattore che contribuisce all’isolamento termico è lo spessore del materiale: ad uno spessore maggiore inevitabilmente corrisponde una maggiore coibentazione. Logica vuole quindi che è sempre preferibile avere un cappotto di spessore consistente.

Se hai uno spessore ridotto e vuoi utilizzare materiali tradizionali (come quelli del paragrafo precedente) rischi di ottenere risultati poco significativi. Occorrerà utilizzare materiali innovativi di cui parleremo in un altro articolo.

Materiali innovativi per cappotto a spessore sottile [in preparazione]

Il potere coibente dei materiali termoisolanti è legato al valore della ‘conducibilità termica’ (lambda: “λ”).
Più piccolo è il valore della λ e maggiore sarà il potere isolante del materiale. Di conseguenza per isolare bene la propria casa conviene optare per materiali con una bassa conducibilità termica e cioè con un indice lambda (λ) basso. 


Cappotto termico e sfasamento estivo

Un altro fattore da considerare è lo sfasamento termico, ovvero il tempo (in ore) impiegato dal calore per passare attraverso un materiale e raggiungere conseguentemente l’interno dell’abitazione.
I materiali ad elevato sfasamento termico permettono, durante il periodo estivo, che il picco di calore esterno possa giungere all’interno dell’abitazione.  

Supponiamo che tu realizzi un cappotto con un ottimo sfasamento termico estivo. Questo significa che il culmine del calore di mezzogiorno impiega 10/12 ore a trapassare l'involucro della tua casa ed arrivare a scaldare la parete interna.

Ma nel frattempo le temperature esterne si saranno abbassate, il sole non picchia più... quindi la parete interna non farà mai a tempo a scaldarsi.

Quale materiale è più performante in questo senso? 
Se il tuo obiettivo è quello di avere un ottimo comportamento estivo del cappotto dovresti considerare l'installazione di un cappotto in lana di roccia:

Il cappotto in lana di roccia


Il cappotto termico va scelto in base alla zona climatica

Chiaramente non in tutte le zone climatiche si ragiona allo stesso modo. È importante capire le caratteristiche degli ambienti in cui si deve applicare il cappotto termico in modo da scegliere una soluzione coerente con le necessità imposte dal clima.

 

Cappotto termico e traspirazione

Un altro criterio che va considerato è il potere traspirante del materiale, ovvero la ‘resistenza di diffusione al vapore' che indicheremo con la lettera greca "mu" (µ).

Come succede per la conduttività termica lambda, tanto più piccolo è questo valore, tanto più il materiale è traspirante.

Un cappotto traspirante migliora il comportamento dell'edificio in quanto riduce la possibilità che si crei condensa; l'aria infatti in assenza di convezione è un buon isolante termico ma perderebbe queste sue proprietà in presenza di acqua liquida (condensa sul muro).

A parità di caratteristiche fondamentali, si dovrebbe optare per coibenti atossici, durevoli  e resistenti al fuoco.

 

Cappotto termico: interno o esterno?

Il pannello può essere posizionato anche all’interno delle pareti, nel caso in cui non ci sia lo spazio per farlo all’esterno. Parleremo, in quel caso, di "cappotto interno".

Vantaggi e svantaggi del cappotto interno

Il cappotto interno consente, durante l'inverno, di raggiungere la temperatura interna desiderata più  velocemente ma viene a mancare la capacità igrometrica dell’involucro.

Inoltre la rapidità nel raggiungere la temperatura di regime è controbilanciata da una altrettanto veloce perdita di temperatura al momento dello spegnimento dell’impianto.

Insomma si perde anche in inerzia termica

cappotto termico interno

Cose che non accadono se l'isolamento viene invece posto sul lato esterno delle pareti, come di solito accade.

In questa seconda e più comune modalità le fluttuazioni della temperatura dell’aria e della temperatura superficiale risul­tano attenuate e l’ambiente impiega più tempo a riscaldarsi e raffreddarsi rispetto al caso precedente.

Cappotto interno durante l'estate

Attenzione: se scegli un cappotto interno dovrai porre molta attenzione al comportamento estivo della tua abitazione.

Nella stagione estiva diviene fondamentale evitare, tramite appositi dispositivi di schermatura solare, che gli ambienti interni si surriscaldino. In tal caso infatti, la particolare posizione dello strato di isolamento termico rallenterebbe l’eliminazione del calore accumulato dalle masse interne dell’edificio.

cappotto termico e schermatura solare

 

I vantaggi del cappotto

In sintesi, se decidi di rivestire l'abitazione con un rivestimento a cappotto, meglio se esterno, ti assicurerai un migliore comportamento sia estivo che invernale dell'involucro abitativo.

I vantaggi del cappotto sono:

  • elevati standard di risparmio energetico
  • maggiore comfort abitativo invernale ed estivo
  • eliminazione dei ponti termici


Ti dirò di più: se ben progettato il tuo cappotto potrebbe trasformare la tua casa in un "edificio a energia quasi zero". 

Un ottimo isolamento termico omogeneo e continuo (e di spessore sufficiente) conferirà all'edificio un comportamento energetico molto conservativo, minimizzerà le dispersioni e ti consentirà di privilegiare l’accumulo termico, riducendo ai mini­mi termini il fabbisogno energetico.

Se a questi vantaggi aggiunti le agevolazioni fiscali ormai dovresti essere convinto dell'importanza di realizzare un cappotto a casa tua:

Agevolazioni fiscali sul risparmio energetico

A questo punto, stabilito il PERCHE' dovresti fare un cappotto non ci resta che affrontare l'ultima parte dell'articolo e cioè il COME si realizza un cappotto. 


Cappotto termico: Verifiche preliminari

Una volta che avrai ottenuti gli eventuali permessi edilizi comunali si tratterà di organizzare il cantiere.

Innanzitutto va predisposto uno spazio adeguato (i pannelli isolanti sono molto voluminosi) per il deposito dei componenti del sistema in cantiere.

L'installazione va organizzata considerando le previsioni metereologiche: il cappotto non va applicato con temperature al di sotto di 5°C, nè in giornate con forte vento, nè è consigliabile farlo con temperature superiori ai 30°C su pareti irradiate dal sole.

 

Organizzazione spazio per i materiali in cantiere



► Deve essere disponibile, in cantiere, l'acqua (anche questa con una temperatura al di sotto dei 30°C) e l'energia elettrica

► Vanno verificate la planarità delle facciate su cui saranno posati i pannelli del rivestimento. La planarità va verificata sia in orrizzontale che in verticale

 

Cappotto termico: fase 1 - La zoccolatura

Alcuni particolari vanno curati in modo particolare, come la zoccolatura a contatto con marciapiede o portici e la zoccolatura a contatto con il terreno.

Nel primo caso occorre fare attenzione ai danni meccanici e agli urti ma anche all'acqua piovana, che la colpirà con maggiore frequenza rispetto al resto dell'edificio.


Nel caso di zoccolatura a contatto con il terreno ti consiglio di realizzare una trincea drenante - a ridosso delle pareti dell'edificio - in grado di allontanare l'acqua velocemente.

Nel caso di basamento a contatto con il marciapiede va realizzato il pavimento con una pendenza adeguata per smaltire l'acqua e non farla ristagnare nelle vicinanze del cappotto: il gelo invernale potrebbe far gonfiare e staccare i pannelli. 

Ti consiglio di far realizzare prima il pavimento del marciapiede e solo una volta ultimato il pavimento, andare a realizzare il cappotto. Fare il contrario ti espone al rischio che il cappotto venga rovinato dai posatori del pavimento esterno.
Nel caso questo non sia possibile, il cappotto andrà protetto ed ai posatori va raccomandata la prudenza quando lavorano nei pressi del cappotto. 

 

Come si esegue la zoccolatura

 

La posa dell'isolamento termico nella zona a contatto con il basamento va applicato al di sopra della guaina impermeabile (solitamente bituminosa) che avrai fatto posare al di sopra del getto cementizio dove ci sarà il marciapiede. I pannelli si posano quindi, al di sopra del risvolto della guaina in parete.

Per quanto concerne, infine, l'intonaco di protezione del cappotto: io ti consiglio, nella parte bassa, di realizzarne una fascia più resistente utilizzando un rasante denso, applicato in più mani. 

Una accortezza che può sembrare ovvia: i pannelli al contatto con il terreno non devono trasmettere l'umidità dallo stesso nè devono essere in grado di assorbirla per capillarità. Ad esempio: se viene scelto il cappotto in fibra di legno, la fascia di base a contatto con il terreno andrà realizzata con un altro materiale, impermeabile. 

 

Cappotto termico: fase 2 - La stesura del collante

Il collante per la posa del cappotto può essere applicato a macchina o a mano. L'importante è evitare nel modo più assoluto che ci sia circolazione d'aria tra il supporto ed il pannello.

Il fissaggio deve quindi avvenire mediante stesura del collante a campo pieno ed uniforme se il pannello non rischia la deformazione. Nel caso, ad esempio di Eps, si preferisce la stesura a cordolo perimetrale e tasti di fissaggio.
Questa tecnica è altrettanto valida, ma a patto che il cordolo perimetrale non consenta la circolazione dell'aria sotto al pannello.
 

Metodo incollaggio EPS con cordolo e tasti.

 

Io ti consiglio, se decidi di utilizzare il sistema a cordolo perimetrale e tasti di fissaggio, di realizzare  almeno 3 tasti per ogni pannello e con la dimensione minima di un palmo di una mano.

Nell'altro caso si stenderà il collante con una spatola dentata sull'intero pannello e si fisseranno i pannelli finché l'adesivo è ancora fresco. 

Nel caso di EPS generalmente si preferisce la posa con cordolo perimetrale e punti. Mentre per la lana di roccia vanno bene entrambi i sistemi. 


 

Cappotto termico: fase 3 - Disposizione dei pannelli 

I pannelli isolati vanno incollati:

  • a giunti strettamente accostati,
  • sfalsati verticalmente,
  • procedendo dal basso verso l'alto.

La sfasatura verticale deve essere di almeno 25 cm. Tra un pannello e l'altro, come detto, non vi debbono essere fughe, eventuali fughe vanno riempite con l'applicazione di striscie dello stesso materiale isolante oppure con della schiuma poliuretanica a bassa densità.

Non vanno assolutamente utilizzati i collanti per "stuccare" le fessure tra i pannelli!

 

Cappotto termico: fase 4 - Tassellatura dei pannelli  

Ti consiglio di prevedere sempre la tassellatura del cappotto, anche se qualcuno ti potrebbe dire di farla solo nel caso di supporto deteriorato.

Inoltre dovresti controllare:

  • sia il tipo di tasselli,
  • sia la loro collocazione.

L'altezza dell'edificio ed il suo orientamento sono le variabili da considerare per determinare la quantità di tasselli da applicare.
Questi assolvono ad una funzione fondamentale in caso di zone ventose ed è proprio per tenere conto dell'azione del vento che nelle zone perimetrali bisognerà aumentare il numero di tasselli applicati. Io, solitamente, consiglio una frequenza di tassellatura di almeno il doppio rispetto alle zone centrali del cappotto.

 

Tasselli applicazione

 

 

Cappotto termico: Fase 5 - Rasatura 

La scelta di quale rasante utilizzare per il cappotto termico dipende, fondamentalmente,  dalle caratteristiche del pannello di materiale isolante utilizzato.

La rasatura può essere applicata a mano oppure a macchina, in ogni caso va annegata la rete di armatura che si applica in fasce verticali, dall'alto verso il basso (non orizzontali).

Controlla che la rete di armatura sia sovrapposta di almeno 10 cm. sulle giunture e che sia annegata nell'intonaco senza pieghe.

Ti consiglio anche di realizzare, in corrispondenza degli angoli di finestre e di porte-finestre, delle armature diagonali annegate nell'intonaco e fissate ai pannelli isolanti prima dell'applicazione della rasatura superficiale in modo tale che il bordo della striscia di rete sia posto sull'angolo direttamente a 45°. 

 

rete posizionata ad angolo sugli spigoli

 

Sempre per quanto concerne spigoli e angoli: l'intonaco di sottofondo va applicato in modo tale da poter annegare il profilo angolare ed il fianco della rete e si deve raccordare con la rete di armatura superficiale con una sovrapposizione di almeno 10 cm. 

 

Sovrapposizione spigoli

 

E se il cappotto si danneggia? 

Il cappotto termico deve avere una op­portuna resistenza meccanica in modo che il sistema risponda adeguatamente a tutte le sollecitazioni cui può essere soggetta la facciata di un edifi­cio (ad esempio: vento, pioggia, grandine, urti).

Quando si prevede che la facciata sia sottoposta ad urti significativi si pos­sono adottare delle soluzioni come l'impiego localizzato di rasature con doppia rete di armatura o a singola rete a maggior grammatura.

Un'altra soluzione è quella di realizzare una zoccolatura della base del cappotto creata mediante la posa in opera di una fascia di rivestimento in materiale lapideo o similare. La parte bassa del cappotto termico è, infatti, quella più soggetta a danneggiarsi a causa di urti.

Cappotto termico e resistenza al fuoco

Analo­gamente a quanto avviene per ogni altra parte dell’edificio, anche l'involucro termico deve garantire un adeguato comporta­mento in caso d'incendio, limitando la sua propagazione e le pericolose conseguenze che ne derivano, al fine di assicurare l'incolumità e sicurezza agli utenti ed ai soccorritori.

Oggi ogni edificio, situazione, materiale, progetto o attività, può essere classificata in base all'indice di rischio; maggiore è l’indice tanto maggiori dovranno essere le misure da adottare per evitare l'innesco e la propagazione dell'Incendio.

SI parla, ad esempio, di protezione attiva quando si predispongono sistemi che riconoscono l'innesco dell'incendio e degli impianti si attivano per spegnerlo. 

Ma va considerata anche la protezione passiva ed è fondamentale, per questa, considerare il grado di partecipazione di un materiale al fuoco al quale è sottoposto. L’utilizzo di materiali non combustibili deter­mina ovviamente vantaggi considerevoli in caso di incendio per la loro capacità di ridurre l'entità dell'evento.

Per questo motivo tutti i materiali dotati di marcatura CE, vengono classificati in base alla loro reazione al fuoco, in accordo alla norma UNI EN 13501-1, attraverso un para­metro da riportare all'interno della "dichiarazione di presta­zione" del singolo prodotto.

Il sistema a cappotto in caso d'incendio va progettato in modo che i suoi vari componenti (isolante, tasselli di fissaggio, rasatura armata e finitura) appartengano a famiglie di materiali Incombustibili.


Comportamento igrometrico del cappotto termico

Un aspetto essenzia­le del comportamento del cappotto termico è quello del controllo delle formazioni di condensa superficiale ed interstiziale che, oltre ad influire sulle condi­zioni di igiene e salubrità degli ambienti, può avere influenza sulla prestazione energetica, nonché sulla durabilità e sull'a­spetto estetico delle soluzioni stesse.

Al riguardo va tenuto presente che la formazione di condensa avviene quando il flusso di vapore acqueo, a seguito della progressiva di­minuzione della temperatura, giunge a saturazione e subi­sce una transizione di fase da vapore a liquido.

All'interno degli ambienti abitati la condensazione del vapore acqueo può essere tollerata occasionalmente solo quando essa si formi su superfici impermeabili, come le piastrelle del ba­gno, della cucina o i serramenti.

La normativa UNI EN ISO 13788:2013 impone che la temperatura superficiale non scenda mai al di sotto dei valori critici (ovvero quelli che permettono la condensazione), fermo restando che tali valori vanno riferiti ad un tasso di umidità relativa non ano­malo da conseguirsi, ovviamente, per il tramite di adeguati ricambi d’aria come la ventilazione meccanica controllata.

Quando decidi di rivestire la tua casa con un cappotto termico dovresti sempre considerare la necessità di installare la ventilazione meccanica, se non è già presente nell'abitazione.

 

Cappotto termico: eco-sostenibilità

Altro attore di estrema importanza è l'attenzione alla sostenibiità e all’eco-compatibilità del materiale al fine di evitare un consumo eccessivo di risorse non rinnovabili.

Ad esempio, uno dei materiali che preferisco, i pannelli in lana di roccia, sono creati a partire dalla roccia basalitica, elemen­to naturale, riciclabile e non a rischio esaurimento.

I residui dei processi di produzione vengono infatti trasformati e successivamente riutilizzati come materie prime.

 

Il cappotto termico da noi consigliato

Come già anticipato il cappotto che più consigliamo alla Fratelli Pellizzari - e dove vantiamo differenti realizzazioni di alta qualità - è il cappotto in lana di roccia.

Questo consente di offrire al cliente, oltre che una prestazione isolante, anche una superba prestazione acustica e una resistenza al fuoco ai massimi livelli.

Va evidenziato, infatti, che sia in fase di progettazione che in fase di realizzazione deve essere posta particolare at­tenzione al controllo del benessere acustico negli ambienti interni.
Le soluzioni di rivestimento a cappotto possono contribu­ire in maniera significativa all'abbattimento del rumore ga­rantendo adeguati livelli di comfort all’interno degli edifici.

 

Conclusioni

La funzio­ne principale di un sistema di rivestimento a cappotto è quindi quella di aumentare il comfort ambientale interno, sia estivo che invernale, al fine di ridurre sensibilmente il consumo di energia.

Il cappotto termico nasce come risposta alle due grandi crisi energetiche degli anni 70 e '80 che hanno obbligato progettisti e tecnici a prevedere sistemi avanzati in grado di conservare condizioni ambientali favorevoli a fronte di una spesa, energetica ed economica, minima.

Oggi il sistema di isolamento a cappotto, risponde a queste esigenze risolvendo, nel contempo,  numerose problematiche. Va detto anche che ogni edificio deve essere pensato  nella sua unicità, posizione e sezioni delle murature sono valori da tenere ben presente per progettare e realizzare un buon “sistema cappotto”, a regola d'arte.

Grazie!

Grazie per aver letto il mio articolo.
Ti lascio ad una carrellata di foto di cappotti termici.

Come scrivevo io mi occupo, all'interno della Fratelli Pellizzari, di realizzare rivestimenti esterni a cappotto (oltre a controsoffitti in cartongesso ed intonaci decorativi). 

Se abiti a Vicenza o Verona e stai pensando di fare un cappotto termico a casa tua vienimi a trovare nel punto vendita di Costo di Arzignano (Vicenza). Ti farò vedere alcune tipologie di cappotto e sceglieremo assieme la soluzione che fa per te. Se lo vorrai mi occuperò io di tutto e ti organizzerò il cantiere "chiavi in mano". 

Se non abiti da queste parti non posso fare altrettanto... abbiamo deciso di lavorare solamente nelle province di Vicenza e di Verona in modo da poter seguire bene i cantieri e dare la giusta assistenza ai clienti.

Ma puoi comunque sottopormi domande, osservazioni commentando qui di seguito. 
Se vuoi approfondire l'argomento ti consiglio inoltre di leggere anche:


CAPPOTTO: GLI ERRORI DA NON FARE

 

 

Cappotto termico con contorni e cornici in EPS a Bassano (Vicenza)

Cappotto termico in lana di roccia a Vicenza

Tinteggiatura esterna della Chiesa di Selva di Trissino

Cappotto in eps in una casa a Vicenza

Cappotto in lana di roccia in una casa a Vicenza

Specializzazione: cappotti, cartongesso, pitture

 

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