Condensa e Muffa: come si originano?

"Amor senza baruffa
fa la muffa"

(Anonimo)

04/10/2019 - 10:51

La formazione di condensa, e la conseguente muffa, è un fenomeno che affligge molte case. I motivi sono vari e non sempre facili da individuare. Vediamo quali sono gli accorgimenti per risolvere queste problematiche. 

 

Argomento Wiki
Cappotto termico

Muffa e condensa: cause e soluzioni

Hai notato, in casa, fenomeni di condensa? Ci sono angoli della casa che hanno un colore più scuro? Temi che si possa trattare di muffa? Sai che cos'è il punto di rugiada? 

Bene, in questo articolo ti spiegheremo come mai in una abitazione moderna si possono creare muffe e batteri sulle pareti ed in special modo negli angoli sul soffitto. Vedremo come il comfort abitativo di chi vive nella casa coincide anche con un ambiente ostile alla muffa. Comprenderemo come si crea la condensa e che cos'è il punto di rugiada. Infine impareremo come eliminare questi fastidiosi fenomeni. 

muffa soffitto cosa fare

 

Condensa e muffa: un problema grave

La presenza di condensa e muffa, magari negli angoli dei soffitti (come nella foto qui sopra), è un problema che può portare a danni a mobili, vestiari, quadri e libri all'interno dell'abitazione. L'attività biologica dei microorganismi che generalmente identifichiamo come "muffe" possono intaccare e rovinare irrimediabilmente il contenuto di una abitazione o di un edificio. 

Le muffe prendono vita e prolificano grazie alla condensa. Quindi questi due fenomeni sono intimamente legati. La condensa -  e cioè la presenza di umidità sulle superfici - crea un microclima perfetto per la generazione e la prolificazione delle muffe. 

Secondo una ricerca dell'Organizzazione Mondiale della sanità circa il 50% degli edifici abitativi presenti in europa soffre di umidità eccessiva.  

Ma non devi pensare che questo provochi solamente danni all'arredamento:  condensa e muffa rendono l'ambiente decisamente insalubre per chi ci abita... 

muffa problema soffitto

 

Condensa, muffa, comfort abitativo e salute

La presenza di condense e conseguenti muffe sulle pareti va a pregiudicare il benessere, il comfort abitativo di chi abita in quegli ambienti.

Il comfort lo intendiamo come il risultato di una corretta temperatura, di un giusto ricambio d'aria, di una quantità di umidità salubre. Ma al benessere contribuiscono anche la conducibilità termica e la capacità igroscopica dei materiali scelti per la costruzione e la temperatura delle pareti.

Tutti questi fattori, interagendo con il corpo umano di ogni individuo (temperatura della pelle, vestiario, metabolismo) contribuiscono a far percepire la sensazione di benessere o di negatività.

I danni alla salute umana causati da umidità in eccesso (una modesta presenza di umidità è corretta e fisiologica) possono essere importanti e sono correlati alla quantità di tempo che passiamo all'interno di spazi chiusi. Generalmente si tratta di danni all'apparato respiratorio come asma, riniti, allergie, infezioni più o meno gravi, fino alla legionella e alla polmonite

Come può una macchia di muffa produrre questi disagi? 

 

"Muffe volanti" e salute

Il problema non è solo quello che vediamo, e cioè la macchia di muffa nera nelle pareti o negli angoli della casa. Ma piuttosto nei composti volatili emessi dai microorganismi e che noi ci respiriamo.

Le muffe emettono continuamente spore, piccole cellule e altro pulviscolo che noi respiriamo e che si deposita nei polmoni, attraverso la respirazione (e quindi anche nel naso, nella gola). Spore che ritroviamo anche nella pelle e negli occhi. Se per qualcuno il disagio è minimo o addirittura non percepibile, per altri potrebbe essere grave e comportare infezioni e malessere continuo. Alcune ricerche - come quella stanno concentrando a determinare gli effetti sulle persone di queste tossine volatili (micotossine).

Questi fenomeni, questi disagi, sono un capitolo del grande fenomeno - su cui si stanno concentrando governi e scienziati  - della sindrome da edificio malato. 

 

Condensa e sindrome da edificio malato

La cosiddetta SBS (Sick Building Syndrome, tradotta con Sindrome da Edificio Malato) è un tema che è causa di preoccupazione crescente, al punto che se ne occupa anche il Ministero della Salute con alcune pubblicazioni e la presenza di condensa e di muffa nelle pareti è uno dei motivi principali di danni alla salute causati dalle abitazioni. 

Tra i sintomi del SBS vi sono: stanchezza cronica, irritazioni, mal di testa, dolori alle articolazioni, predisposizione alle infezioni. Se in organismi sani questi disturbi sono lievi, in soggetti deboli - come bambini e anziani - possono avere anche gravi conseguenze. Trovi molte informazioni sul link che segue (ci mette un po' ma si apre...): 

Sick Building Syndrome - Approfondimenti sul sito del Ministero della Salute

L'umidità non è la causa diretta di questi problemi, ma crea un ambiente, crea delle condizioni favorevoli all'attività biologica dei microorganismi. L'assenza di umidità impedisce la vita dei microorganismi, che non crescono e non si riproducono. Non muoiono però: semplicemente sospendono le proprie attività vitali (anche per diversi anni) in attesa che tornino condizioni favorevoli per proliferare.

 

Come raggiungere il comfort abitativo in 3 passi

In estrema sintesi, per avere un comfort abitativo ed evitare la presenza di condensa (e quindi di muffa) è fondamentale che:

► 1. ci sia un corretto rapporto tra temperatura ed umidità.

A 20 °C l'umidità dell'aria dovrebbe essere tra il 50 ed il 70%. 


► 2. che la traspirazione delle superfici interne sia in grado di compensare i picchi di umidità.  

Per esempio: se abbiamo all'interno dell'abitazione un intonaco cementizio, questo non assorbe quanto un intonaco in calce che ha capacità igroscopiche di gran lunga migliori. 
Oppure se abbiamo il tetto della casa in legno, anche in questo caso abbiamo un materiale in grado di svolgere anche una funzione igroscopica ed assorbirà ancora più umidità in eccesso di quanto possa fare, ad esempio, un controsoffitto in cartongesso.

Il tetto in legno

► 3. che ci sia ricambio d'aria.

Per limitare l'inquinamento interno e l'eccessivo tenore di umidità relativa abbiamo già accennato alla necessità che vi sia un adeguato ricambio dell'aria all'interno degli ambienti. Questo va raccomandato anche in inverno, stagione in cui non viene spontaneo aprire le finestre per far fuoriuscire l'aria viziata e far entrare ossigeno. Per la precisione nelle abitazioni dovrebbe esserci un ricambio di almeno metà del volume d'aria contenuta nell'ambiente ogni ora (n=0,5 V/h).

Se non ti preoccupi ogni mattina di arieggiare i locali, dovresti prevedere quanto prima una ventilazione meccanica. Per saperne di più puoi leggere il bellissimo articolo del collega Diego

La ventilazione meccanica controllata

Il mancato rispetto di questi tre basilari principi per il benessere degli abitanti, combinati con delle murature non traspiranti, con l'installazione di serramenti ermetici causano la condensa ed il proliferare di muffe su pareti e soffitti.

 

La condensa nelle abitazioni: un fenomeno naturale

La condensa è un fenomeno naturale che si presenta ogni volta che l’acqua evapora e si mescola all’aria.

Le cause che la alimentano sono molteplici e se combinate tra loro rendono difficile l'individuazione della natura precisa del fenomeno ma sicuro è che, superata una certa temperatura in casa, l’aria va ad assorbire il vapore acqueo fino alla saturazione e di conseguenza il suo volume aumenta. Nel momento in cui si raffredda, l’aria espelle il vapore che, a contatto con una superficie più fredda, si condensa trasformandosi così in gocce d’acqua. In pratica la condensa nelle abitazioni dipende da due fattori: la quantità d’acqua presente nell’aria e la temperatura.

La presenza di condensa nelle pareti favorisce la formazione di muffe, le cui spore in ambienti umidi si moltiplicano e diffondono con grande facilità, intaccando le finiture e compromettendo la qualità dell’aria che si respira. 

Ma come si forma la condensa? 


Quando si forma la condensa sulle pareti

La condensa sulle pareti interne può essere causata da moltissimi fattori. 

Ad esempio:

► nelle giornate di pioggia o durante una nevicata l’umidità all’esterno è altissima ed, in genere, superiore rispetto a quella degli ambienti interni, pertanto esistono i presupposti che si formi condensa in casa. L'ingresso di aria fredda ed umida in un ambiente riscaldato può fungere da innesco.  

► pensa anche alla produzione di vapore connessa alla vita quotidiana, quindi dalla cottura di cibi e all'uso di bagni e docce: la quantità di umidità che si crea è rilevante e se non viene smaltita in qualche modo si andrà a depositare sulle pareti

► anche la semplice presenza di esseri viventi siano persone, animali o piante, genera umidità in un ambiente chiuso. 

 

Come mi accorgo della condensa? 

Il fenomeno condensa è più visibile sui materiali a forte compattezza, quindi non porosi, come le superfici metalliche, i vetri e quindi gli specchi, le ceramiche e il cemento armato.
Il fenomeno sarà meno visibile nei  materiali porosi (mattoni, intonaci se non plastificati, legni non protetti da vernici a poliestere, tessuti..).

Se ti accorgi di gocce di condensa sui vetri o sulle piastrelle, ebbene questo è il sintomo di presenza di condensa anche nelle altre superfici della casa.

condensa muri muffa cosa fare

 


Condensa: i danni visibili

Abbiamo già accennato a quali sono i danni della condensa e della muffa, proviamo ad elencarli:
► macchie scure sui muri, 
► distacco della carta da parati,
► sbollatura di tinteggiatura, di smalti o di resina dalle pareti
► danni a rivestimenti lignei delle pareti
► danni a battiscopa, cornici delle porte o pavimenti in legno
► danni a serramenti in legno (marcescenza)
► danneggiamenti agli intonaci

Se ti accorgi, insomma, di una presenza di condensa nei vetri delle finestre di casa prendi subito provvedimenti. Magari è ancora in fase iniziale, non è ancora un problema, ma è certamente un avvertimento a cui far fronte immediatamente, prima che la condensa si formi anche lungo le pareti trasformandosi poi in muffa.
Se i serramenti sono in legno, ovviamente, la preoccupazione deve essere maggiore. 

Ma oltre alla condensa "visibile" c'è un altro fenomeno più subdolo: la condensa interstiziale.


Condensa interstiziale e superficiale

La condensa nelle pareti degli edifici si può, infatti, classificare in due tipologie:

► la condensa superficiale che si verifica sulle superfici dell'abitazione, secondo quanto già descritto
► la condensa interstiziale che si manifesta all'interno della parete. L'insorgere di questo elemento può quindi compromettere la durabilità delle stesse pareti ma anche la vivibilità dell'ambiente. La condensa interstiziale si studia con il "Diagramma di Glaser" 

Nella grafica qui sotto - a cura di Pontarolo Engineering - si vede una rappresentazione di questo Diagramma. Come si vede è immediato determinare, per un certo tipo di stratigrafia di parete, il rischio di formazione di umidità interstiziale. Effettuando alcune simulazioni permette di determinare i corretti spessori di materiali e di isolanti che compongono la parete evitando il rischio di questo fenomeno.

condensa interstiziale muri casa glaser



Condensa e ponti termici

Talvolta, nonostante l'analisi della stratigrafia e nonostante la presenza di dispositivi per il ricambio d'aria si verificano comunque formazioni di condensa, anche notevoli. 

La ricerca delle cause dovrà prendere in considerazione anche errori di natura progettuale o d'esecuzione, come nel caso di un isolamento dei ponti termici non adeguato e ben posato o di spessori delle pareti troppo esigui. 

In un caso, che abbiamo seguito da vicino, il fenomeno era dovuto alla presenza di una "vasca/fioriera" in muratura realizzata nel terrazzo soprastante il cui progetto e la realizzazione erano state male eseguite. Risultato? Un ponte termico lungo tutto lo spigolo superiore del solaio sottostante (in corrispondenza della fioriera) e formazione di condensa.

ponte termico umidità casa condensa

 

La muffa sulle pareti è un problema serio

La muffa è un tipo di fungo composta da microrganismi viventi, come batteri e spore, che continuano a proliferare sui muri, letteralmente “mangiandosi” prima le pitture esterne e poi l’intonaco. Infatti si manifestano da subito con piccoli puntini neri che poi diventano delle macchie scure compatte alla quale segue lo sfarinamento e un vero e proprio sfogliamento delle pitture, degli intonaci ed in alcuni casi rimangono coinvolti anche i materiali isolanti interposti alle pareti.

Per attecchire e svilupparsi hanno bisogno di una temperatura alta all'interno e bassa all'esterno, della presenza di spore, di una luce scarsa e dell'acqua in forma di condensa.

Principalmente si formano in ambienti chiusi e poco soleggiati ma purtroppo si possono presentare anche all'interno delle abitazioni sui soffitti in conseguenza di quanto detto a proposito della condensa. 

Il fenomeno è, infatti, diretta conseguenza della presenza di condensa. Se a questa non si trova una soluzione in tempo per l'umidità superficiale si finirà per dover lottare contro la muffa. 

muffa muri casa cosa fare

 

Come risolvere il problema dell'umidità

Il livello di umidità in un ambiente è in equilibrio se il vapore smaltito risulta uguale a quello entrante e cioè prodotto dall'attività dell'uomo.
Ma la quantità di vapore traspirato dalle murature è modesta e la velocità di propagazione molto lenta, quindi per evitare che il livello aumenti fino a diventare pericoloso, occorre smaltire il vapore mescolando l'aria interna umida con quella esterna più asciutta, ventilando l'ambiente.

Se non è possibile aprire periodicamente le finestre, ci si dovrà dotare di una ventilazione meccanica. Se il budget lo consente meglio una unità ventilante canalizzata altrimenti considerare l'opportunità di installare delle unità ventilanti puntuali. La prima soluzione, per una abitazione di medie dimensioni, può costare dagli 8 ai 10 mila euro. Una ventilazione puntuale costa meno di 1.000 euro installata (per un unico punto).

La ventilazione meccanica controllata

 

Il cappotto termico come soluzione

Nella zona in cui è presente la muffa la temperatura superficiale è di solito molto bassa e per questo è bene prevedere un buon isolamento termico dell'involucro abitativo
Nei casi più gravi si riscontra la presenza di umidità e di muffe sull'intera superficie delle pareti, soprattutto se orientate verso Nord o se poco soleggiate.

A seconda dei casi si può realizzare un rivestimento a cappotto esterno se il fenomeno è molto diffuso, mentre se è limitato è preferibile intervenire, dall'interno o dall'esterno, in modo parziale. C'è da sapere che l'intervento dall'interno solitamente è meno desiderabile perchè sottrae spazio agli ambienti e provoca disagio visto che deve essere eseguito in ambienti già abitati.

Il rivestimento a cappotto

 

Altre soluzioni per l'involucro abitativo

Negli ultimi decenni si è cercato di affrontare tutti i fenomeni di degrado causati dall'umidità: molti tecnici e aziende hanno ideato e prodotto nuovi materiali e nuove tecnologie ma ciò che garantisce ad un edificio di non incorrere in queste patologie resta sempre la corretta progettazione dei componenti, che si traduce con la scelta di un'idonea tipologia costruttiva, di una corretta posa dei materiali e di necessarie verifiche termoigrometriche in fase di progetto.

Ma se l'edificio è già stato costruito si potrà comunque fare un attento esame che permetta di stimare il livello medio della temperatura e dell'umidità, e se questo è in eccesso si dovrà prevedere un sistema di aspirazione meccanico di piccola portata che aspiri l'aria.
Si potranno inoltre installare delle bocchette autoregolanti sui cassonetti o sui serramenti dei locali in modo da favorire il ricambio d'aria e da ridurre così i picchi di umidità negli ambienti e a questo punto è necessaria un'analisi per verificare la presenza e l'influenza dei ponti termici e dei nodi strutturali principali.

Eliminare l'umidità con una stufa o un camino

Installare una stufa o un camino è un ottimo modo per ridurre l'umidità all'interno della casa. Se prevedi un camino o una stufa ventilati ancora meglio. In questo caso la stufa deve essere collegata all'esterno mediante una presa d'aria e, pertanto, emette in ambiente aria calda prelevata dall'esterno. 

Camini e stufe

 

Quale intonaco per evitare condensa e muffa

Abbiamo spiegato prima come alcuni materiali compatti e non porosi, come il cemento, peggiorino il fenomeno. Per questo nella scelta dell'intonaco andrebbe sempre preferito un prodotto a base calce che oltre ad essere più poroso ha una elevata igroscopicità ossia una capacità di assorbire l'eccesso di umidità ambientale. Proprio per la capacità di sottrarre acqua dalle superfici delle pareti la calce funge anche da disinfettante naturale. Questo a patto che non solo l'intonaco ma anche le pitture successive vengano realizzate con prodotti a base calce. 

Intonaci a base calce
 

Il punto di rugiada

Il punto di rugiada indica il valore della temperatura in cui, a pressione costante, l’aria condensa. E’ così chiamato proprio perché raggiunta quella temperatura nella quale l’aria diventa satura si formano rugiada, brina e condensa.

In edilizia il punto di rugiada si raggiunge ad una temperatura minore nelle zone dell’involucro rispetto alle aree circostanti: si tratta dei ponti termici in corrispondenza dei serramenti, negli interstizi delle murature e in zone non adeguatamente isolate.

Il vapore acqueo presente nell’aria entra in contatto con le pareti ad una temperatura inferiore a quella di rugiada condensando e favorendo così la formazione di muffe soprattutto su pareti e soffitti intonacati. Per quanto riguarda supporti lisci e poco porosi come vetri, lastre di metallo o plastica, la formazione di condensa è subito visibile ma la formazione di muffe è molto più rara.

Per calcolare il punto di rugiada dell’aria in un ambiente si utilizza un diagramma, detto diagramma psicrometrico, dove è possibile individuare le proprietà dell’aria (miscelata con l'acqua) a pressione costante. Per determinare la temperatura di rugiada è necessario intersecare le due linee dei valori di temperatura (Tv, °C) e umidità dell’aria (Y, %), sulla curva di saturazione (umidità 100%).

Se, per esempio, in un ambiente la temperatura interna è di 20 °C e l’umidità relativa del 55%, il punto di rugiada si troverà a 10.7 °C. Quindi sulle superfici più fredde di 10.7 °C il vapore acqueo condenserà formando l'umidità.


Punto di rugiada e case degli anni '70

Abbiamo accennato al punto di rugiada perché spesso ci troviamo a dover ristrutturare case degli anni '70 con un portico al pian terreno, dove è posizionato l'ingresso e la zona giorno o il living posizionato al piano primo, sopra al portico. 

Se il portico non viene ben isolato si può creare il fenomeno del punto di rugiada a pavimento. La formazione di condensa a pavimento è già spiacevole di suo ma diventa decisamente un problema se si sceglie di posare un pavimento in legno. 

In questi casi è obbligatorio prevedere, prima, un cappotto che rivesta il soffitto del portico in modo da isolare termicamente la zona giorno soprastante e non incorrere in fenomeni di danneggiamento del pavimento in legno. 


Punto di rugiada e impianto di raffrescamento a pavimento

Il punto di rugiada è un concetto importante anche nel caso di raffreddamento a pavimento. Il fenomeno è del tutto simile a quanto appena detto a proposito delle case degli anni '70. In quel caso il mancato isolamento del portico ha come conseguenza un raffreddamento invernale degli strati sottostanti al pavimento in legno provocando la condensa. 
Nel caso di raffrescamento a pavimento questo fenomeno si provoca volutamente ma l'esito è il medesimo: si finisce per scatenare il punto di rugiada al di sotto del pavimento in legno, compromettendone la posa. Per questo gli impianti di raffrescamento a pavimento prevedono obbligatoriamente la presenza di una unità di deumidificazione in grado di prevenire il fenomeno. 

L'impianto di riscaldamento a pavimento

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Elimina il problema di muffa e condensa con il cappotto termico!

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Specializzazione: cappotti, cartongesso, pitture

 

Commenti

Buongiorno,
trovandomi all'ultimo piano ho un problema di muffa all'interno del bagno. Avendo le maioliche ad una altezza pari a 1,80 m, ha senso installare i pannelli isolanti antimuffa sul resto della superficie del bagno? (soffitto e sopramaioliche) O la condensa che potrebbe crearsi sulla superficie delle maioliche potrebbe creare altri problemi?
Grazie e articolo interessante.
Saluti
Enrico

02/21/2019 - 11:39 - Enrico

Buongiorno Enrico, 

ti suggerisco, piuttosto, di installare una ventilazione meccanica puntuale in grado di effettuare un ricambio d'aria continuo nel bagno. In questo modo togli odori ed umidità eccessiva. La spesa più o meno è la stessa ma i vantaggi sono maggiori.

grazie per aver letto l'articolo, mi fa piacere che l'hai trovato interessante (io ci provo...) 

ciao

 

02/21/2019 - 12:43 - manager

Il vostro è uno dei migliori articoli trovati in rete, complimenti.

Il nostro problema è probabilmente dato da muffe di condensa. Sono macchie nere. Si presenta solo in alcune stanze stranamente. Casa appena ristrutturata e pochi soldi per provvedere.. Ci potete consigliare la soluzione piu a basso costo? Nel bagno grande dove c'è una vasca, con maioliche che coprono tutte le pareti fino al soffitto ci sono macchie scure concentrate su un angolo della parete a nord est e diffuse di meno su tutto il soffitto e a chiazze rotonde sulle maioliche stesse. Problema legato probabilmente all'alta umidita della stanza. Pensavo di trattare con antimuffa e poi ricoprire il soffitto con pannelli decorativi in polistrene la parte non ricoperta da controsoffitto (sul controsoffitto non ci sono macchie di umidita, probabilmente sono sotto). La stanza ha finestra sempre aperta. Bagno piccolo, piccole muffe in corrispondenza degli infissi, altre pareti nulla. Trattate con antimuffa a base varichina ed andate via. (ho fatto qui un test con un prodotto che sembra efficace, il problema è che puzza troppo! Sarebbe meglio uno inodore). Stanza da letto, problema immenso! Parete nord ovest, umidità dietro l'armadio, tutti i vestiti ammuffiti. Macchie rotondeggianti verdastre sulle pareti interne dell'armadio (non so cosa ci sia dietro l'armadio e vorrei evitare di smontarlo perche immenso). Parete sud est macchie globulari grigiastre sugli angoli superiori e inferiori della parete ed in corrispondenza degli infissi. Altra parete della stanza nulla. Poi si va in salone, grande e con quattro finestre su vari angoli e non c'è una macchia di umidita manco sulla parete che poi prosegue verso la stanza da letto! Io avrei pensato come iniziale trattamento a basso budget di trattare il bagno grande con un antimuffa (come questo https://www.leroymerlin.it/catalogo/fissativo-antimuffa-luxens-trasparente-25-l-36098482-p) ove accessibile con pennello ed ove inaccessibile (dietro al controsoffitto) con lancia di pompa a compressione. Nella stanza da letto, lo stesso con pennello per le pareti visibili o lancia per le pareti meno accessibili. Ma per l'armadio posso fare un trattamento senza smontare tutto?

03/03/2019 - 18:33 - Marco

Buongiorno Marco, 

ci sono parecchi "antimuffa" in circolazione sia chimici che naturali. Ti consiglio di provare prima con dei sistemi naturali (trovi su internet delle formulazioni facili da realizzare) così eviterai di dover respirare sostanze tossiche in casa. 

Ma la presenza di muffa è solo un sintomo: è necessario agire alla radice del problema. Per questo nell'articolo io suggerisco dei rimedi più "drastici" del classico antimuffa. Altrimenti è solo questione di tempo e il problema si riproporrà uguale. 

grazie per aver letto il mio articolo

03/18/2019 - 08:32 - manager

Buongiorno!
Abitiamo in un edificio moderno, dotato di geotermia ed impianti a pavimento con deumidificazione di ultima generazione. L'unità abitativa si articola su più livelli, con il terzo costituito da una terrazza. La scala interna è coperta in alto da una grande struttura vetrata con infissi metallici. Purtroppo su questi ultimi si forma condensa, in quanto il pianerottolo dell'ultimo piano non è dotato di riscaldamento. Il calore sale e contrasta con il freddo condensando su vetri ed infissi metallici. Pensiamo di installare un fancoil Olimpia Splendid per contrastare questo effetto all'interno del padiglione vetrato e per sortire anche un effetto di raffrescamento in estate. Considerate l'intervento utile/risolutivo? Grazie ancora!

04/01/2019 - 23:20 - Luca Innocenzi

Ciao Luca, 

sicuramente l'intervento è utile: il fenomeno della condensa sarà alleviato dal combinato disposto della circolazione forzata dell'aria generata dal ventilconvettore e della attenuazione della differenza termica. 

grazie per la domanda

04/02/2019 - 18:14 - manager

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