In this article, we explore the history of engineered wood flooring and examine the advantages and disadvantages of the different types of support layers available today.
Parquet prefinito a due strati: il supporto
Il prefinito è già... finito!
L'avvento del legno prefinito ha rivoluzionato il mondo dei pavimenti in legno in quanto consente di posare un prodotto già finito che, quindi, non necessita di essere lavorato e finito in opera.
Nelle nostre provincie di Vicenza e Verona da oltre 30 anni posiamo pavimenti in legno prefinito che ormai hanno quasi completamente sostituito i vecchi pavimenti in legno massello grezzo.
Perchè è più richiesto?
Cercheremo, in questo articolo, di capire quali sono i motivi per cui oggi il prefinito la fa da padrone e come mai il mercato ha scelto questa direzione. Capiremo che non tutti i prefiniti sono uguali, anche se all'apparenza possono sembrare simili. Impareremo che ci sono diversi modi di costruire un prefinito e scopriremo quale è la costruzione migliore per un legno prefinito. Tra le tante domande ci chiederemo: quale strato di supporto è il migliore?
I vantaggi di usare un pavimento in legno
Da sempre il pavimento perfetto
Il legno è da sempre considerato un ottimo materiale da costruzione: già nel neolitico, infatti, si usava ricoprire il pavimento delle costruzioni con arbusti e legni grezzi.
Perchè?
Da sempre sono state apprezzate le sue qualità naturali di calore, resistenza e comfort.
I motivi per cui lo si sceglie ancora oggi
Oltre all'estetica che regala a chi ci abita, i vantaggi di mettere il legno a pavimento sono noti:
- una buona resistenza all’usura,
- un ottimo isolamento termico ed
- un ottimo comportamento acustico,
- una buona elasticità,
- un buon rapporto qualità prezzo ed
- una facile manutenzione che, se ben eseguita, ne conserva a lungo la funzionalità.
Da non trascurare la possibilità di riportare a nuovo più volte il pavimento mediante una rilevigatura e successiva verniciatura o trattamento ad olio.
Dal massiccio al prefinito multistrato
In origine utilizzato nelle abitazioni più prestigiose e nei palazzi nobiliari, il legno era lavorato in versione grezza (massello) e veniva posato e finito con tecniche artigianali.
Con il tempo, la richiesta del mercato e l’evoluzione delle lavorazioni e delle tecnologie ha portato alla nascita di parquet sempre più stabili e performanti, fino ai moderni pavimenti prefiniti multistrato. Questi prodotti sono stati capaci di coniugare l’estetica del legno naturale con esigenze contemporanee di velocità, precisione, stabilità, durabilità e compatibilità con i nuovi sistemi costruttivi.
Ma prima di vedere le caratteristiche dei prefiniti facciamo un passo indietro per capire la storia che ci ha portati fino a qui.
Dettagli
Pavimenti in legno massiccio e parquet prefinito: due epoche a confronto
Per molti decenni, quando si parlava di pavimenti in legno, si faceva riferimento quasi esclusivamente al legno massiccio grezzo, fornito in tavole da posare, levigare e finire direttamente in cantiere. Oggi, invece, il mercato è dominato dal parquet multistrato prefinito, già levigato e verniciato in fabbrica.
Questa trasformazione non è stata casuale, ma il risultato di un’evoluzione tecnica, culturale e ambientale che ha cambiato profondamente il modo di costruire e abitare.
Il pavimento in legno massiccio: la tradizione
Il pavimento in legno massiccio nasce come soluzione artigianale. Le tavole, realizzate interamente in essenza nobile, venivano posate grezze, inchiodate o incollate, e successivamente levigate e trattate in opera. Questo tipo di parquet ha caratterizzato palazzi storici, dimore nobiliari e abitazioni di pregio per secoli, soprattutto in Europa.
Il massiccio offriva una grande libertà di personalizzazione, ma richiedeva:
- tempi di posa lunghi
- cantieri complessi e polverosi
- forte dipendenza dall’abilità del posatore
- maggiore sensibilità a umidità e variazioni climatiche
Era un pavimento “vivo”, affascinante, ma anche più difficile da gestire.
La nascita del parquet prefinito: quando e dove
Il parquet prefinito multistrato nasce nella seconda metà del Novecento, in particolare tra gli anni ’60 e ’70, nei paesi del Nord Europa, soprattutto in Germania e nei paesi scandinavi.
Qui le condizioni climatiche, l’uso diffuso del riscaldamento domestico e una forte cultura industriale spinsero a cercare soluzioni più stabili, prevedibili e standardizzate rispetto al massello tradizionale.
L’idea rivoluzionaria fu quella di separare estetica e struttura:
- uno strato nobile superiore in legno pregiato
- uno o più strati di supporto progettati per garantire stabilità
Il risultato fu un parquet già finito in fabbrica, pronto per essere posato.
Perché il prefinito ha preso il posto del massiccio
Il successo del parquet prefinito non è stato immediato: inizialmente era visto con sospetto dai puristi del legno e, paradossalmente, costava anche più del massello, perché frutto di tecnologie avanzate e processi produttivi complessi.
Con il tempo, però, i vantaggi sono diventati evidenti:
- maggiore stabilità dimensionale
- migliore compatibilità con il riscaldamento a pavimento
- posa più rapida e pulita
- finiture industriali più resistenti e uniformi
Il parquet prefinito ha risposto meglio alle esigenze dell’edilizia moderna, fatta di tempi certi, cantieri più rapidi e abitazioni sempre più performanti dal punto di vista energetico.
Perché i posatori lo preferiscono
Dal punto di vista dei posatori, il parquet prefinito rappresenta una svolta:
- elimina la levigatura in cantiere
- riduce drasticamente polvere e rumore
- permette una posa più veloce e programmabile
- riduce il rischio di contestazioni post-intervento
Il risultato è un lavoro più controllabile, con meno variabili imprevedibili e una qualità finale più costante.
Perché i clienti finali lo scelgono
Anche per chi abita la casa, i vantaggi sono evidenti:
- la casa è subito utilizzabile dopo la posa
- nessun odore persistente di vernici
- maggiore resistenza superficiale
- manutenzione più semplice
Il parquet prefinito ha reso il pavimento in legno più accessibile, non solo economicamente, ma anche culturalmente, avvicinandolo a un pubblico più ampio.
Aspetti ambientali: massiccio o multistrato?
Dal punto di vista ambientale, il parquet multistrato presenta un vantaggio spesso sottovalutato: utilizza meno legno nobile a parità di superficie finita.
Questo significa:
- migliore sfruttamento della materia prima
- riduzione dell’impatto sulle foreste
- maggiore sostenibilità se proveniente da filiere certificate
Il massiccio resta una scelta nobile, ma è meno efficiente dal punto di vista dell’uso delle risorse.
Comfort abitativo e comportamento nel tempo
In termini di comfort abitativo, entrambi offrono calore e piacevolezza al tatto, ma il parquet prefinito garantisce:
- maggiore stabilità nel tempo
- minori fessurazioni stagionali
- comportamento più prevedibile
Questo aspetto è fondamentale nelle case contemporanee, spesso molto isolate e con impianti radianti.
Il pavimento in legno: recenti innovazioni
L'invenzione del lamparquet
I primi pavimenti in legno realizzati seguendo precisi schemi e geometrie risalgono al periodo dell’impero romano. Da allora ad oggi molto è cambiato. Una delle innovazioni più importanti, che ha consentito la diffusione del pavimento in legno, si è avuta negli anni sessanta con l’introduzione di un formato standard per il pavimento in legno massello chiamato lamparquet (con questo nome si identifica un legno massiccio di spessore un centimetro e di dimensioni 60 x 300 mm).
La rivoluzione del multistrato
Ma è negli anni ottanta che il pavimento in legno subisce una vera e propria rivoluzione: viene ideato il parquet prefinito due strati. Il vecchio legno massello viene sostituito da una struttura a 2 strati:
- lo strato nobile - la parte di legno a vista -
- e lo strato di supporto.
Il prefinito in legno multistrato: motivi del successo
Questa innovazione, che si propone inizialmente come alternativa al legno massello, si diffonde per una serie di motivi che vanno dalla convenienza alla rapidità. Ma vediamoli nel dettaglio.
Minore costo
Il legno massiccio ha un prezzo elevato e riducendone lo spessore si può contenere il prezzo finale. Anche nel mondo del legno massello, prima dell'affermazione del multistrato prefinito, si era tentato di ridurre lo spessore delle tavole per abbassare il prezzo. Ma con spessori troppo ridotti il pavimento tendeva a deformarsi. Con il prefinito multistrato questo problema è superato e si riesce ad utilizzare legno "nobile" (quindi massiccio) di spessore estremamente ridotto incollandolo su un supporto stabile.
Minori problemi post posa
Un secondo fattore, che ha determinato lo sviluppo del prefinito, è la pressoché totale assenza di contestazioni e problematiche legate alle lavorazioni ed alla verniciatura in opera. La verniciatura del pavimento massiccio effettuata in cantiere è una operazione che difficilmente può avere il livello di precisione di una verniciatura fatta in azienda. Senza contare che il cliente che acquista un legno prefinito vede immediatamente come sarà la tavola mentre nel caso del legno massiccio da verniciare solo alla fine del lavoro si aveva questa possibilità.
Omogeneità di aspetto del pavimento
Il prefinito, essendo già verniciato, consente al posatore di vedere subito l'aspetto del legno per cui disporrà le tavole tenendo conto del cromatismo e delle venature del legno. Nel caso di posa di legno massiccio solo al termine della verniciatura emergeranno eventuali incongruenze cromatiche che il cliente finale potrebbe non capire e non gradire.
Rapidità
Un altro motivo del successo sono le tempistiche: la posa di un legno massiccio richiedeva circa 30 giorni dal momento in cui si posava la prima tavoletta, al termine della posa. Occorreva svolgere, infatti, tutta una serie di operazioni successive all'incollaggio che prevedevano la levigatura, la stuccatura, le diverse mani di verniciatura. Nel caso del multistrato prefinito si tratta solo di incollare la tavoletta ed il gioco è fatto.
Compatibilità con sistemi radianti
Una ulteriore considerazione riguarda lo sviluppo e la diffusione di sistemi radianti a pavimento, il cosiddetto riscaldamento a pavimento. Questa tipologia di riscaldamento costituisce uno stress per il pavimento in legno: va ad essiccare le fibre del legno generando dilatazioni e costringimenti. Il pavimento prefinito a due strati viene in aiuto anche qui in quanto limita la deformazione del legno riducendone la sforzo.
Dettagli
Il pavimento in legno nella storia Europea
Le epoche primitive: il legno come necessità
Nelle civiltà più antiche il legno veniva utilizzato per i pavimenti per necessità funzionale, non per ragioni estetiche. Tavole grezze o tronchi spaccati venivano appoggiati sul terreno o su strutture rialzate per isolare dall’umidità e dal freddo. Non esistevano disegni, né selezioni: il legno era un materiale disponibile, locale, non decorativo. La protezione era affidata al fumo dei focolari, ai grassi animali o semplicemente all’uso continuo.
Il mondo romano: il legno come struttura, non come decoro
Nell’Impero Romano il legno veniva usato soprattutto come supporto strutturale (solai, tavolati) o come base per altri rivestimenti. Nelle domus più ricche, il pavimento “nobile” era in mosaico o marmo, mentre il legno trovava spazio nei piani superiori o negli ambienti di servizio. Le tavole erano posate diritte, senza disegni complessi, e protette con oli naturali e cere. La manutenzione era continua e manuale.
Il Medioevo: funzionalità e semplicità
Durante il Medioevo il pavimento in legno si diffonde maggiormente nelle abitazioni, nei castelli e nei monasteri, soprattutto nei climi freddi del Nord Europa. Le tavole erano larghe, irregolari, posate parallelamente e fissate con chiodi.
Non esisteva una ricerca decorativa: il valore del pavimento era legato alla robustezza. La protezione avveniva con oli, grassi, talvolta sabbia strofinata per assorbire lo sporco. Il colore del pavimento era quello naturale del legno, scurito dal tempo e dall’uso.
Rinascimento: nasce il parquet
Con il Rinascimento il pavimento in legno cambia completamente ruolo: da elemento funzionale diventa strumento di rappresentazione. In Italia, Francia e nelle corti europee nascono i primi parquet geometrici, posati a piccoli elementi.
Si diffondono schemi come:
- spina di pesce
- quadrotte
- intrecci geometrici
Il legno viene selezionato, talvolta combinando essenze diverse per creare contrasti cromatici. Le superfici vengono trattate con cere naturali, lucidate a mano, e mantenute con grande cura.
Le ville palladiane: ordine, proporzione, materia
Nelle ville progettate da Andrea Palladio il pavimento in legno segue i principi dell’architettura: ordine, simmetria, proporzione.
I parquet sono sobri ma raffinati, spesso in:
- tavole regolari
- schemi geometrici controllati
- disegni che dialogano con la pianta dell’edificio
Il legno non è mai eccessivo, ma armonico. La protezione avviene con cere e oli, rinnovati periodicamente.
Barocco e grandi monarchie: il pavimento come scena
Con il Barocco e l’affermarsi dei grandi Stati europei, il parquet diventa spettacolo. Nei palazzi reali, come Versailles, nascono parquet complessi:
- disegni a stella
- rosoni
- motivi floreali
- intarsi policromi
Si utilizzano legni pregiati provenienti da tutto il mondo. Il pavimento diventa una tela decorativa, simbolo di potere e ricchezza. La manutenzione è affidata a squadre dedicate: cere, lucidature frequenti, riparazioni continue.
San Pietroburgo e l’Europa orientale: fasto e intarsio
Nei palazzi imperiali di San Pietroburgo il parquet raggiunge livelli di raffinatezza straordinari.
Qui si sviluppano pavimenti:
- completamente intarsiati
- con decori figurativi
- con contrasti cromatici marcati
Il parquet è parte integrante dell’apparato decorativo insieme a stucchi, affreschi e arredi.
Belle Époque: eleganza borghese
Tra fine Ottocento e inizio Novecento il parquet entra stabilmente nelle case della borghesia.
Si diffondono:
- spina di pesce francese
- spina ungherese
- quadrotte decorative
Il pavimento è un segno di status, ma anche di comfort. Le superfici sono curate, lucide, protette con cere e gommalacca.
Tra le due guerre mondiali: razionalità e industrializzazione
Nel periodo tra le due guerre il parquet inizia a semplificarsi. Nascono formati più standardizzati, posa più rapida, meno decori.
L’estetica si fa più razionale, in linea con l’architettura moderna. Il legno resta un materiale nobile, ma meno celebrativo. Inizia lentamente il passaggio verso una produzione più industriale.
Si iniziano ad utilizzare, per la protezione dei pavimenti, vernici industriali.
Il prefinito in legno: lo "strato nobile”
Il nobile è quello che si vede
Lo strato superficiale del prefinito, il cosiddetto “strato nobile” viene realizzato con essenze pregiate: rovere, frassino, noce, olmo, iroko, afrormosia, larice, teak e molte altre. Un buon prefinito multistrato ha uno strato nobile di almeno 4 millimetri. Ma ci sono prefiniti con strati di legno nobile inferiori: 3 mm. ed anche 2 mm.
Le lavorazioni avvengono sul nobile
In questo strato si concentrano le lavorazioni finali, tra le quali la spazzolatura per renderlo più naturale o la piallatura per renderlo ondulato come le assi lavorate a mano. Anche l'effetto "segato a mano" oppure le operazioni di morciatura avvengono sul nobile.
Il nobile va protetto
Per rendere il parquet più resistente agli agenti esterni (come ad esempio l'acqua) e più duraturo (visto che è soggetto ad usura da calpestio), si eseguono sullo strato nobile la verniciatura o in alternativa l'oliatura: la differenza tra le due finiture ed i vantaggi e svantaggi di ognuna sono oggetto di un altro articolo di questo blog.
Dettagli
Il trattamento di protezione del parquet
Oggi il mercato offre soluzioni molto diverse tra loro: vernici, oli naturali, oli di sintesi e trattamenti ibridi, ognuno con caratteristiche specifiche e destinazioni d’uso precise.
Le origini: cere, oli naturali e gommalacca
Per secoli, la protezione del legno è stata affidata a prodotti naturali.
Si utilizzavano cere d’api, oli vegetali (come lino o noce) e, in epoche successive, la gommalacca, una resina naturale disciolta in alcool.
Questi trattamenti:
- nutrivano il legno
- lo proteggevano superficialmente
- esaltavano il colore naturale
Ma offrivano una resistenza limitata all’acqua, alle macchie e all’usura.
La manutenzione, che comprendeva la periodica sostituzione delle tavole, era necessaria e frequente e faceva parte della vita quotidiana delle abitazioni storiche.
La svolta del Novecento: nascono le vernici
Con l’industrializzazione e con i progressi della chimica nascono pretezioni più durature. Si tratta delle nuove vernici per parquet, inizialmente a solvente e successivamente sempre più evolute.
Le vernici creano una pellicola protettiva sopra il legno, separandolo fisicamente dall’ambiente esterno.
Vernici poliuretaniche e acriliche
Oggi le vernici più diffuse sono:
- vernici poliuretaniche
- vernici acriliche
Possono essere:
- a solvente
- a base acqua (le più utilizzate oggi)
I loro punti di forza sono:
- elevata resistenza all’usura
- ottima protezione da acqua e macchie
- manutenzione ridotta
- facilità di pulizia
Di contro, creano una superficie più “chiusa” e meno naturale al tatto, anche se le versioni moderne hanno ridotto molto questo limite.
L’evoluzione estetica delle vernici
Nel tempo, anche l’aspetto delle vernici è cambiato.
Dalle finiture lucide degli anni ’70–’80 si è passati a:
- vernici satinate
- vernici opache
- ultra-opache
Oggi molte vernici sono progettate per:
- non alterare il colore del legno
- mantenere un effetto naturale
- ridurre l’effetto “plastica”
Alcune includono additivi anti-graffio, anti-UV e antibatterici.
Il ritorno dell’olio: naturalezza e manutenzione consapevole
Parallelamente allo sviluppo delle vernici, negli ultimi decenni si è assistito a un forte ritorno dei trattamenti a olio, spinti dalla ricerca di un’estetica più naturale.
L’olio non crea una pellicola, ma penetra nel legno, proteggendolo dall’interno.
Oli naturali
Gli oli naturali sono derivati da:
- oli vegetali
- cere naturali
- resine di origine naturale
Vantaggi:
- massima naturalezza estetica
- superficie calda e materica
- possibilità di riparazioni localizzate
- buona traspirabilità del legno
Svantaggi:
- minore resistenza alle macchie rispetto alle vernici
- manutenzione periodica necessaria
- maggiore attenzione nell’uso quotidiano
Sono ideali per chi accetta un rapporto più “attivo” con il pavimento.
Oli di sintesi e oli tecnologici
Accanto agli oli naturali, si sono sviluppati oli di sintesi e oli modificati, che combinano penetrazione e prestazioni elevate.
Questi prodotti:
- penetrano come un olio
- ma includono componenti sintetiche che aumentano la resistenza
- riducono l’assorbimento di liquidi
- migliorano la durabilità nel tempo
Rappresentano una soluzione intermedia tra:
- naturalezza dell’olio
- protezione della vernice
Sono molto utilizzati nei parquet contemporanei di fascia medio-alta.
Trattamenti ibridi: olio + vernice
Una delle evoluzioni più interessanti è rappresentata dai trattamenti ibridi, spesso chiamati:
- vernici oleo-uretaniche
- oli UV
- finiture “effetto olio”
In questi casi:
- il legno viene impregnato
- poi protetto con una micro-pellicola molto sottile
- spesso polimerizzata con raggi UV in fabbrica
Il risultato è:
- un aspetto naturale
- una buona resistenza
- manutenzione semplificata
Sono tra le finiture più diffuse nel parquet prefinito moderno.
Trattamenti industriali UV
Con la diffusione del parquet prefinito, si sono affermati i trattamenti industriali UV, applicati in stabilimento.
Questi trattamenti garantiscono:
- qualità costante
- polimerizzazione completa
- elevata resistenza
- assenza di tempi di asciugatura in cantiere
Sono una delle ragioni principali per cui il parquet prefinito ha superato il massello tradizionale nel mercato moderno.
Il prefinito in legno: lo strato di supporto
Lo strato che supporta il nobile
Come abbiamo detto non tutti i prefiniti sono uguali: anche a parità di strato nobile il prezzo si differenzia in base come il parquet è costruito.
Qui ci concentriamo sullo strato inferiore, quello nascosto alla vista e sul quale si incolla il nobile, che viene chiamato strato di supporto.
Lo strato di supporto serve principalmente a dare stabilità al legno nobile neutralizzando i movimenti naturali del primo strato.
Come si rende più stabile il nobile
La stabilità del parquet può ottenuta in svariati modi, il più tradizionale dei quali è ricorrere ad un supporto in legno lamellare a fibre incrociate (detto anche multistrato), che disperde in modo uniforme le forze esercitate dalle fibre del legno in tutte le direzioni.
Un "wafer" di legno
Uno strato di supporto con lamelle incrociate si presenta esteticamente con una sezione a righe - tipo wafer - in cui i vari strati di legno sono incollati tra loro generalmente tramite una colla fenolica.
Il supporto generalmente viene realizzato da aziende specializzate in questo specifico semilavorato (talvolta invece è realizzato internamente dall'azienda di parquet).
In ogni caso è importante che sia in classe A E(1) in rispetto alla normativa sulle emissioni di formaldeide e certificato PEFC FSC per la provenienza del legno.
Le essenze utilizzate
Le due essenze più utilizzate per realizzare questo strato di supporto sono abete e betulla, la seconda da privilegiare alla prima per qualità tecniche superiori. Generalmente lo strato di supporto ha uno spessore di 5/8 millimetri. Lo strato di supporto dovrà poi essere incollato al nobile, anche qui utilizzando colle che non rilascino sostanze nocive.
Lo spessore totale ed il prezzo
L'incollaggio del nobile sul supporto ci consente di avere uno spessore totale del prodotto finito che varia da 10 mm fino a 14 mm totali. Più elevato è lo spessore e più il prodotto costerà. Anche se va ribadito come il prezzo sia determinato anche dal tipo di supporto: la soluzione più economica sia utilizzare come supporto un unico strato in abete, una soluzione migliore sia utilizzare un multistrato di abete e la soluzione più costosa, ma ancora migliore, sia quella di utilizzare il multistrato di betulla.
Nobile e supporto: un difficile equilibrio
Perchè lo strato di supporto è così importante?
La tecnica del prefinito in due strati prevede una difficile ricerca dell'equilibrio tra le tensioni della parte nobile ed il lavoro di stabilizzazione svolto dalla parte di supporto. Non solo. Il supporto deve anche garantire una sufficiente resistenza meccanica alle sollecitazioni impresse allo strato superiore di calpestio. Compiti del supporto, insomma, sono quelli di garantire stabilità, resistenza e durata alla pavimentazione.
Le misure disponibili per i multistrato-prefiniti in legno
Grazie alle strutture multistrato abbiamo oggi a disposizione un range di misure di gran lunga superiore rispetto a quelle disponibili sul legno massiccio.
Si parte dal listoncino 70 x 700 x 11 mm, sempre meno utilizzato, passare poi all'elegantissimo Listone 90 x 1000 x 11 mm, al maxi-listone 135 x 1400 x 11 mm e alle misure più grandi, oggi preferite per la zona zona giorno, che sono i grandi tavolati le cui misure variano dal 160 x 1900 x 11 mm e 200 x 2100 x 11 mm.
Questa lista di misure non è esaustiva ed è molto variabile a seconda dell’azienda produttrice.
Il prefinito in legno: quale strato di supporto scegliere?
Recentemente si è sviluppata una seconda tipologia di supporto, l’HDF (High-density fiberboard). Questo pannello ad alta densità è composto da fibre di legno compresse ad alta pressione. I pannelli in hdf devono rispettare le stesse normative del pannello in multistrato ed essere di conseguenza in classe E1.
Il supporto in fibre ad alta densità ha portato ad alcune migliorie: lo spessore del pavimento si è ridotto a 9-10 mm mantenendo le larghezze della precedente soluzione ed inoltre c'è una miglior resa dei pavimenti radianti in quanto lo strato in HDF essendo un materiale più denso ha una miglior trasmittanza termica e quindi lascia passare di più e in modo più omogeneo il calore.
L’HDF, inoltre, è infinitamente più resistente all’umidità, rispetto ad ogni altro tipo di supporto: anche immerso nell’acqua per diverse ore non fa riscontrare alcuna modifica dimensionale.
Come scegliere il prefinito in legno
I criteri per la scelta
Se possiamo dare per assodato che la soluzione del prefinito è quella più utilizzata per i pavimenti in legno, quali sono, allora, i criteri per la scelta del prefinito? Certamente si terrà conto dello strato di legno nobile, dell’essenza e delle finiture e lavorazioni preferite. Si dovrà poi valutare il tipo di trattamento di protezione desiderato (olio o vernice), della scelta del parquet che, come detto, che sono oggetto di un altri articoli in questo blog.
Ma molta importanza ha lo strato di supporto che va scelto in base alle nostre esigenze.
Vediamo allora qualche esempio.
Supporto HDF
Il nuovo supporto HDF va preferito nei casi in cui lo spessore sottile sia utile al raggiungimento delle richieste di conformità dell’abitazione o nel caso di riscaldamento a pavimento per la miglior trasmittanza termica o in casi di umidità leggera ma latente. Per fare un esempio relativo a quest'ultima situazione si pensi alla necessità di incollare il prefinito su un pavimento in ceramica esistente al piano terra in una abitazione vecchia, senza interrato e priva di isolamenti o strati di aerazione sottostanti. In questo caso l'HDF, risentendo meno dell'umidità, è preferibile.
Supporto in ABETE
Il supporto in abete, utilizzato nel parquet prefinito a due strati può essere sia in versione massello sia in versione multistrato (cioè diversi strati di abete incollati tra di loro). L'abete rappresenta una soluzione tradizionale che affonda le sue radici nella storia del parquet. È un materiale naturale leggero e con un buon comportamento igroscopico, caratteristiche che lo rendono interessante anche dal punto di vista economico, grazie a un costo generalmente più accessibile a fronte di una maggiore sensibilità alle variazioni di umidità e temperatura. La sua affidabilità dipende fortemente dalla qualità del legno selezionato, dalla stagionatura e dal tipo di incollaggio utilizzato.
Supporto in BETULLA
Il supporto in Betulla (quasi sempre si tratta di multistrato di betulla) è oggi considerato una delle soluzioni tecnicamente più affidabili per il parquet prefinito a due strati. È composto da più strati sottili di betulla incrociati tra loro, una struttura che garantisce un’elevatissima stabilità dimensionale e riduce al minimo i movimenti del legno nel tempo. Grazie alla sua resistenza meccanica e al comportamento prevedibile anche in presenza di riscaldamento a pavimento, rappresenta la scelta ideale per chi cerca prestazioni elevate, durata e sicurezza, a fronte di un costo generalmente più alto rispetto ai supporti tradizionali. Il multistrato di betulla è lo strato di supporto che costa di più.
Il prefinito in legno: difetti e problematiche
Come ogni materiale, anche il Parquet in due strati può presentare delle problematiche di cui si deve tenere conto.
Se lo strato nobile non è correttamente incollato o se dopo la posa subisce uno sforzo di trazione troppo elevato potrebbe presentarsi una delaminazione, ovvero un distaccamento parziale o intero del primo strato dal supporto.
Per approfondire la delaminazione si legga questa FAQ: "Si è delaminato il prefinito!" ->>
Un altro problema potrebbe sorgere nel caso in cui il legno subisse un danneggiamento dovuto ad una ammaccatura o ad un urto violento e di conseguenza, si venisse a provocare una lesione notevole. Lo strato di legno nobile potrebbe nei due casi non essere sufficiente a coprire il danno e la lesione potrebbe arrivare fino allo strato di supporto evidenziando un colore, in alcuni casi, notevolmente diverso.
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Commenti
il materiale che descrivi ha una struttura che non conosciamo, probabilmente è di manifattura non italiana.
La conducibilità termica λ che nel S.I. si misura in watt al metro-kelvin è la capacità del legno di condurre il calore: più è elevata e più il materiale è in grado di far passare il calore dal sistema radiante agli ambienti.
Venendo al valore che ci segnali di 0,17 per la parte nobile in teak: tale valore è soddisfacente ed allineato a quello di altri legni utilizzati per la pavimentazione, come il Rovere (0,16) o il Doussiè (0,19).
Il teak, inoltre, offre una migliore stabilità dimensionale rispetto alla media dei parquet utilizzati per pavimento, questo significa che non soffre moltissimo gli sbalzi di umidità e temperatura.
Credo ci sia un errore, invece, nel valore che ci segnali della conduttività termica del supporto in quanto il valore è troppo basso e l'unità di misura non è quella corretta. Deduco si tratti della Resistenza termica, che si indica con R = d/λ (espressa in m² K/W) che ha un significato opposto rispetto alla conducibilità.
In ogni caso non conoscendo il prodotto ed avendo dei dati non certi mi limito a darti alcuni suggerimenti:
1. se scegli un produttore italiano (o tedesco o austriaco o francese) sarai garantito sul rispetto di norme severe in fase di produzione ed utilizza prodotti chimici che rispettano l'ambiente, i lavoratori ed i clienti finali;
2. la scelta di un produttore conosciuto sarà in grado di garantire anche le tempistiche di lavorazione (asciugatura ed essicazione dei legni) che sono importantissime per evitare conseguenze sul parquet dopo la posa, uno dei quali è proprio la delaminazione che ci segnali;
3. il teak proveniente dalla Birmania non dovrebbe nemmeno essere acquistato in quanto frutto di un traffico illegale che ha come effetto l'annientamento della foresta primaria. Se vuoi saperne di più leggi: Il traffico di legno tropicale di teak
4. la scelta di fornitori "esotici", attirati dalla italianissima perenne convinzione di fare un "affare", si rivela quasi sempre controproducente, specie per acquisti impegnativi come un pavimento. Paese strano il nostro: la quasi totalità della produzione di eccellenza italiana di parquet viene comperata da stranieri che apprezzano il nostro operato, mentre noi, inspiegabilmente, scegliamo la bassa qualità del sud est asiatico.
Grazie, ciao!
Buonasera approfitto della vostra disponibilità, conoscenza e specializzazione in materia per sottoporvi un problema in un appartamento che sto ristrutturando. Nella forsennata ricerca di un prodotto che potesse sposare le richieste del cliente , ci siamo imbattuti in un parquet stratificato a due strati con incastro m/f . IL venditore certifica il prodotto come "Teak massiccio giuntato" (Teak Asia -Tectona Grandis) 10mm di cui 3 parte nobile ; massiccio appunto per il supporto che anch'esso è composto da listelli di teak meno pregiati. Il quesito nasce sull'opportunità di usare questo tipo di supporto. Ritenete abbia una buona prestazione termica per posa su impianto radiante ? Ci sono maggiori rischi di "delaminazione" visto che trattasi di due materiali uguali? I valori certificati sono:
-Conduttività termica parte nobile (con massa volumica pari a 700 kg/mc ±10%) : 0,170 W/mK
-Conduttività termica del supporto : 0,059 m 2K/W
Grazie per la risposta e quanto prima verremo a visitare i Vs. showroom
no, non la conosciamo. Ma perchè mai vuoi acquistare un prodotto cinese? Siamo i più bravi al mondo a produrre pavimenti in legno: in Italia i processi controllati, i parquet sono sicuri per chi li lavora e per chi abiterà nella casa; il legno è più selezionato e bello. E poi pensa all'inquinamento che si produce con il trasporto via nave dalla Cina a qui. E se scegli il Made in Italy darai lavoro a famiglie italiane.
Ciao!
Salve,
conoscete la falegnameria MEG Trading?
Importa dalla cina la collezione caraibi...
Sapete se è di una qualità accettabile?
Grazie
Andrea
Ciao Pasquale,
io ti consiglierei il Bauwerk nella versione "vernice b-protect" che ha un ottimo rapporto qualità-prezzo ed una verniciatura molto resistente.
ciao!
Ho necessità di pavimentare un negozio commerciale per 140 mq. con medio-alto ingresso di clienti.
Sulla base dei costi e della durabilità del prodotto quale materiale scegliere.
Grazie
Pasquale
Ciao Stefania,
difficile darti una risposta completa qui, per cui in estrema sintesi direi che il miglior rapporto qualità/prezzo tra i prodotti che mi hai descritti è il CASAPARK rovere 181.
Sono un po' perplesso sulla scelta che hai individuato e cioè sulla 45: tieni presente che avrà molti nodi ed anche presenze di alburno. Deve piacerti, insomma, un effetto finale piuttosto rustico.
ciao!
Buonasera,
scrivo per chiedere consigli per la scelta del parquet prefinito da posare in casa (circa 80 mq commerciali), da posare ovunque (compresi bagno e cucina). Ho riscaldamento con termosifoni.
Mi piace il rovere colore naturale con nodi.
Attualmente ho le seguenti proposte:
Se sapete darmi consigli, informazioni, indicazioni ne sarei enormemente grata!
Conoscete queste aziende? Sapete darmi consigli in merito? Sono prodotti di qualità (non asiatici)?
I prezzi sono corretti?
Oliato o verniciato? Quale il migliore? Cosa vuol dire verniciato olio UV? 2 strati o 3 strati? Cosa pensate del supporto HDF?
SKEMA
- rovere aida rock: 3 strati, 15 mm di cui 4 nobile. vernice olio UV - 45 €/mq - 1900x190x15
BAUWERK
- CASAPARK rovere 181 scelta 45, 3 strati, 14 mm di cui 3,5 nobile (verniciato opaco o olio naturale... non so quale dei due mi è stato proposto) - 56 €/mq - 181, 2200 ⨉ 181 ⨉ 14 mm --> Non ho capito il tipo di legno/materiale degli strati di supporto, voi lo sapete?
- VILLAPARK rovere scelta 46, 2 strati, oliato, 9,5 mm di cui 2,5 nobile, - non so ancora prezzo - 2100 ⨉ 190 ⨉ 9.5 mm --> secondo strato in HDF
- VILLAPARK rovere scelta 35, 2 strati, oliato, 9,5 mm di cui 2,5 nobile, - non so ancora prezzo - 2100 ⨉ 190 ⨉ 9.5 mm --> secondo strato in HDF
SALIS
- country gent/natural , 3 strati, oliato, 14 mm di cui 3,5 nobile - 45,6 €/mq - 138x1100/2200x14
- pretty wood/loto, 3 strati, oliato, 12 mm di cui 3 nobile - 54,15 €/mq - 158x900/1830x12
- pret a porter multistrato betulla 180/190x1000/2000x14 (di cui 4 nobile) spazzolato e verniciato ad acqua, bidellato - 50 €/mq
WOODCO
- DREAM rovere naturale oliato, scelta SPIRIT, 15 mm di cui 4 nobile - circa 70/78 €/mq (in attesa prezzo finale) - (credo) 1400/2200 x 180 mm
Grazie mille
Ciao Davide,
La tua è una domanda molto interessante e richiederebbe un approfondimento maggiore di quello che sto per scrivere. In estrema sintesi, quindi, ti scrivo che lo spessore di un prefinito non è necessariamente indice di qualità: occorre esaminare la stratigrafia del prodotto. Ci sono prodotti da 10 millimetri che sono più validi (e costosi) di altri da 15 mm.
Se lo spessore 15, ad esempio, viene ottenuto sovrapponendo strati di abete otterremo un prodotto di qualità medio-bassa. Ma se lo stesso spessore viene ottenuto controbilanciando lo strato superficiale di legno nobile con un altro strato di legno nobile nella parte bassa del prefinito (a contatto col massetto), otterremo un prodotto di qualità molto più elevata.
Se vuoi passa a trovarci in negozio così approfondiamo meglio la questione,
ciao!
Grazie molto gentile..approfitto per un ulteriore chiarimento.. ma invece lo spessore di un prefinito incide anche sulla sua qualità e sul suo valore? Cioè investire una cifra maggiore per uno spessore maggiore (da 10mm a 15 per esempio) ha senso?
Ciao Davide,
abbiamo parlato dei massetti per il parquet in legno qui:
https://www.fratellipellizzari.it/blog/posa-legno-massetto
Non c'è un massetto specifico per prefiniti oppure un massetto che va bene sempre ed un altro che è sempre sconsigliato, ma in genere è preferibile un massetto tradizionale (sabbia e cemento staggiato a mano) rispetto ad un autolivellante (che spesso richiede l'applicazione del primer). Però, ripeto, non è una regola che vale sempre: bisogna vedere da caso a caso.
ciao!
Buongiorno!
Esiste un massetto specifico per un pavimento in legno prefinito?
Ci sono massetti da sconsigliare?
Grazie
Ciao Francesco,
si, su un impianto di riscaldamento a pavimento puoi posare anche un pavimento in legno (o in laminato) galleggiante o, come si dice, flottante. E si, è necessario interporre un materassino compatibile con il riscaldamento a pavimento.
Trovi altre informazioni qui:
https://www.fratellipellizzari.it/blog/legno-flottante-o-incollato
Ciao!
Dovrei posare un multistrato sopra un impianto a pavimento,vorrei sapere se andrebbe bene anche un pavimento"gallegiante",e se tra massetto e laminato deve essere interposto un telo.Grazie
Buongiorno Tiziana,
come spesso scrivo nei miei articoli (ed anche i miei colleghi lo dicono) è assolutamente sbagliato affidare massetto e posa dei pavimenti a due ditte diverse. In caso di problemi dovrai sorbirti uno scaricabarile ed anche legalmente non sei molto tutelata. Per una migliore garanzia del risultato finale ed una migliore tutela legale ti consiglio:
Questa semplice dicitura ti sarà utilissima in caso di future problematiche e, legalmente, sarai in una botte di ferro. Inoltre perderai molto meno tempo perchè l'interlocutore unico che scegli avrà tutto l'interesse a fare il lavoro nel migliore dei modi, senza che tu debba interessarti a destra e a manca su quale sia la soluzione migliore.
Per cui evita di assumerti questa responsabilità ed incarica una singola azienda di tutto il lavoro.
Spero di essere stato chiaro, grazie, ciao!
Buongiorno sig. Ezio,
sto ristrutturando una casa degli anni 50 e, poiché gli impianti sono stati rifatti ex novo, il massetto dovrà essere anch'esso rifatto, la ditta che sta realizzando i lavori mi ha detto che loro non fanno il massetto autolivellante e che volendo io posare un parquet( appena acquistato un formpark spina ungherese rovere mandorla, spero di aver scelto bene, visto che mi è stato venduto come un prodotto di qualità eccellente, pur avendo di legno nobile solo 2.5mm e uno strato di supporto in HDF e non betulla!) avrei dovuto far colare l'autolivellante dal posatore. Quest'ultimo mi risposto che se la ditta realizza un buon massetto "ben fracassato", non ci sarà alcuna necessità di colarvi sopra un autolivellante. Lei mi conferma quanto detto dal mio posatore e mi potrebbe spiegare qual è il miglior massetto da realizzare per la posa del suddetto parquet da me scelto.
La ringrazio e le auguro una buona domenica
Buonasera Massimo,
ti sconsiglio di attuare un intervento "fai da te", è meglio rivolgersi ad un posatore di legno che ti potrà garantire un miglior risultato. In ogni caso noi utilizziamo una colla vinilica molto simile alla vinavil.
Grazie per la domanda e per aver letto l'articolo!
Buonasera, ho un problema di delaminazione della parte nobile del parquet prefinito, cercando sui vari forum in materia, ho trovato il vostro sito web molto interessante oltre ad essere uno dei pochi che parla di questi problemi.
Il montaggio è avvenuto ormai da molti anni, circa 15/16 e questo problema si è verificato in una piccola parte di un ambiente mentre in altri tre è tutto a posto.
Il supporto del parquet installato è in abete.
Vorrei fare un tentativo nell'incollare la parte nobile al supporto, vorrei chiederVi un consiglio in merito. Che tipo di colla conviene usare? Non penso che la classica vinavil possa andare bene o mi sbaglio?
Rimango in attesa di un vostro riscontro, Vi ringrazio in anticipo del tempo che vorrete dedicarmi.
Colgo l'occasione per porgere cordiali saluti.
Massimo L.
Gentile Sig. Pier,
Concordo con il posatore: non ci si deve fermare al Brand ma bisogna analizzare bene il prodotto. Mardegan fa un ottimo prodotto (noi non lo teniamo perchè non è Made in Italy, viene fatto in Ungheria, ma il prodotto è ottimo). Inoltre concordo con il posatore anche sullo spessore: 15 millimetri vanno bene, 18 sono troppi.
Buona giornata
Buongiorno Sig. Ezio,
mi hanno proposto per un pavimento con riscaldamento a pavimento, un parquet triplo strato da 18mm listone Giordano in rovere mentre un palchettista, mi ha suggerito un triplo strato Mardegan da 15mm in quanto dice che 18mm sono troppi.
Corrisponde a verità tutto ciò?
Mardegan può competere a livello di qualità con Giordano?
N.B.: Il Mardegan propostomi ha 5mm di legno nobile mentre il Giordano solamente 3,5mm.
Grazie e distinti saluti.
Pier
Buon giorno Ezio
Grazie per la tua attenzione
Certo il supporto hdf è adatto anche alla silanica monocomponente, noi cerchiamo sempre di utilizzare i prodotti migliori presenti sul mercato, nel tuo caso userei la Kerakoll SLC eco L34 flex, bio compatibile e adatta anche a pavimenti riscaldati.
Grazie ancora e buona giornata
Roberto
Buongiorno ho letto il suo articolo in Internet e volevo chiederle siccome devo fare posare del parquet a casa mia , del prefinito con il supporto in hdf. È adatto come collante la colla silanica ?????
Buongiorno Maria Luisa,
grazie per aver letto l'articolo e per la domanda.
Iniziamo dalla prima preoccupazione: certamente il legno è un isolante per cui il calore fa un pochino più fatica a passare rispetto ad un pavimento in grès effetto legno, ma passa. L'importante è non esagerare con gli spessori: un listoncino piccolo, come quello visto da lei, a due strati e di basso spessore (solitamente 10 mm.) va benissimo. Sicuramente spenderà un po' di più (il suo termotecnico le può anche calcolare la differenza) ma non così tanto da esserne preoccupata.
Sul tipo di supporto: io consiglio decisamente l'HDF che rende più stabile il sistema. In secondo luogo il multistrato di betulla (solo se di origine nord-europea!) mentre sconsiglio l'abete.
Sulla qualità dei materiali, tipo di colla, ecologia... le consiglio di utilizzare Bauwerk, produttore svizzero. Ho visitato personalmente lo stabilimento e le posso garantire che hanno un rispetto incredibile e meritevole per gli aspetti ecologici ed ambientali. Non so da dove mi stia scrivendo ma hanno rivenditori in moltissime zone d'Italia: cerchi sul sito di Bauwerk se c'è un negozio nella sua zona.
In alternativa, se non trova Bauwerk, pretenda che il prodotto sia made in Italy (le norme sull'uso di prodotti chimici sono più rigide da noi che in altri paesi) e se possibile VISITI lo stabilimento produttivo. Questo perché - purtroppo - ci sono un sacco di "finti produttori" che magari fanno una singola lavorazione e spacciano il prodotto come italiano. Per esempio qui a Vicenza ce ne sono almeno tre che si limitano a fare l'oliatura o la verniciatura su tavole di provenienza cinese e poi vendono il prodotto come made in Italy e poi scrivono "risparmia comperando direttamente dal produttore". Ma il risparmio è, chiaramente, dovuto ad altri fattori...
grazie ancora per averci consultato,
buona giornata
Buonasera ,
sto decidendo il tipo di pavimento per una mansarda posta al terzo piano con riscaldamento a pavimento… amo il parquet e non il gres effetto legno.. mi hanno proposto di mettere un prefinito multistrato con betulla… il listone piccolino che verrà incollato…la mia preoccupazione è che mettendo il parquet io abbia difficoltà a riscaldare la casa in quanto il legno so che potrebbe essere isolante del calore e non consentire la dispersione del calore per irraggiamento…. vorrei chiedere a voi se posso avere problemi o invece il parquet è preferibile al gres proprio per mantenere calda la casa…. essendo una mansarda mi preoccupo un po'… poi sarebbe meglio preferire hfd betulla o abete.. (a me hanno proposto l'abete)… ed in ultimo come faccio a verificare se la colla che usano per la posa del parquet è quella ecologica e non quella ricca di forlamdeide??
vi chiedo di rispondermi quanto prima visto che io devo scegliere a breve il tipo di pavimento. inoltre visto che il passo per il sistema radiante è più corto vorrei capire che facendo più serpentine a causa del parquet io possa spendere di più a livello dei consumi
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