Termografia edile, un'attenta analisi per la casa

Una diagnosi veloce e non invasiva

10/25/2018 - 16:38

Alla Fratelli Pellizzari siamo dotati di macchina termografica, dispositivo che ci consentirà di offrire una veloce risposta sullo stato di salute dei vostri edifici e sulle problematiche su cui agire.

Termografia edilizia: valutazione dei ponti termici

La termografia si colloca all’interno dell’efficientamento energetico, diventato oggi un requisito necessario sia per il nuovo che per l’esistente.
Nel primo caso c’è la possibilità di partire da zero scegliendo struttura, materiali ed altri accorgimenti, mentre nel caso dell’esistente si deve intervenire in modo consono rispettando vincoli e limitazioni.

La termografia è una utilissima tecnologia che permette di analizzare l’involucro ed offre risultati attendibili, infatti in base alla temperatura superficiale rilevata è possibile risalire alle perdite energetiche, individuando ad esempio i ponti termici.
Grazie a questo processo di analisi veloce e non invasivo si possono avere subito le idee chiare rispetto alla coibentazione dell’edificio e delle sue prestazioni. Si pensi all'importanza che può avere, ad esempio, per valutare la corretta esecuzione di un rivestimento a cappotto termico

 

Che cos'è una termocamera? 

La prima termocamera venne messa in commercio nel 1965 per l’ispezioni di impianti elettrici ad elevato voltaggio; dal quel momento è migliorata molto la qualità delle immagini, la versatilità delle macchine ed è cambiata la loro dimensione.

Le termocamere sono, oggi, in grado di rendere immagini ad alta risoluzione e sono usate da addetti in diversi settori. Tra questi vi è l’edilizia in cui il dispositivo consente di realizzare immagini che mostrano la distribuzione della temperatura superficiale di un edificio.

 

Come funziona una termocamera? 

La termocamera è in grado di registrare l’intensità di radiazione nel campo dell’infrarosso dello spettro elettromagnetico, per poi restituirla in forma di immagine in cui i diversi colori indicano diverse temperature.

Ogni oggetto emette radiazioni infrarosse e più è caldo, maggiori saranno le radiazioni emesse. Con la termografia siamo in grado di visualizzare valori assoluti e variazioni di temperatura degli oggetti e la correlazione tra irraggiamento e temperatura delle superfici.

 

L'analisi termografica, a cosa serve? 

In edilizia la termografia permette utili diagnosi senza essere un metodo invasivo, proprio questa qualità permette di effettuare i lavori senza fermare o compromettere le normali attività e di non creare alcun disagio alle persone nel luogo oggetto di studio.

Questo tipo di studio permette di riscontrare i problemi in modo veloce così da poter intervenire prima che ne sopraggiungano di più gravi, inoltre permette di avere delle immagini molto accurate che danno indicazioni precise sui punti in cui esiste il problema, in modo da intervenire con precisione.

Questi strumenti comunque trovano impiego in altri settori come in quello industriale dove queste macchine permettono di conoscere eventuali surriscaldamenti potendo poi porvi rimedio prima che vi sia danni.

 

Termografia edilizia

Fondamentalmente la termografia in edilizia permette di evidenziare le perdite energetiche individuando la differenza di temperatura tra zone superficiali adiacenti.

Gli obiettivi principali che può avere un’indagine termografica in questo ambito sono: la ricerca di ponti termici, la verifica dello stato delle impermeabilizzazioni, degli impianti in funzione e la ricerca di umidità nelle murature.

Macchina termografica


I ponti termici coincidono in punti in cui si ha una “perdita” energetica e quindi una differente temperatura superficiale rispetto al contesto; nelle immagini li vedremo come punti tendenti al blu, quindi più freddi.

Le immagini termografiche sono utili anche per cercare difetti nell’isolamento come nei sotto-finestra, per individuare le infiltrazioni d’acqua in coperture, per scoprire se vi sono “perdite d’aria” in un edificio e per individuare le zone umide che avranno diversa temperatura (di solito più bassa) rispetto al contesto.

Gli usi sono davvero molti, si pensi, ad esempio, alla capacità di trovare le perdite nell’impianto di riscaldamento a pavimento.

 

Termografia, accortezze

È giusto sapere che questa tecnica è influenzabile da fattori ambientabili e climatici che possono alterare le condizioni di temperatura dei materiali e dei manufatti che si stanno studiando.
Sarà quindi importante effettuare le valutazioni nelle corrette condizioni ambientali per avere risultati più veritieri.

Va effettuata, quindi, nei momenti in cui non sia presente un irraggiamento solare diretto, quando sono assenti le precipitazioni, non ci siano interferenze sul percorso di trasmissione e quando non c’è vento.

Un ulteriore fattore da considerare è che eventuali fonti di calore, come tubazioni non coibentate, possono provocare variazioni di temperatura sui componenti dell’involucro, ma basta essere consapevoli delle condizioni in cui si sta effettuando l’analisi.

Inoltre è importante sapere che per misurare con gli infrarossi nel settore edile, il momento ideale sarebbe dopo il tramonto, quando l’edificio si sta raffreddando.
Ideale se tra l’interno e l’esterno c'è uno sbalzo termico di circa 15 gradi, che gli elementi dell’involucro non siano fortemente influenzati dall’irraggiamento solare e le condizioni ambientali devo essere stabili.

Ovviamente tutte queste accortezze sono valide quando l'analisi termografica viene svolta dall'esterno
Se riguarda ambienti interni bisognerà comunque prestare attenzione alla presenza di impianti o di fonti di calore.

 


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RUOLO: Tecnico specializzato in cappotti, cartongesso, pitture
SEDE: Costo di Arzignano

ANNO DI ARRUOLAMENTO: 2001

Commenti

Buongiorno,
ho una divergenza di opinione con il mio termotecnico riguardo alla trasmittanza di una stratigrafia. In pratica la situazione è questa:
- Resistenza superf. interna
- Intonaco interno ca 1 cm
- Muratura in blocchi forati da 30 cm
- Intonaco esterno ca. 1 cm
- Stifterite da 80 mm (oppure da 100 mm)
- Intonaco per cappotto (dovrebbe essere sui 0,5 cm)
- Resistenza superf. esterna.
Secondo i miei calcoli dovremmo essere sotto i 0,23 m2°K/W con entrambi gli spessori di stifterite, mentre il termotecnico dice di no. Il motivo sarebbe che il lambda della stifterite dichiarata 0,026 W/m°K va aumentata del 25% per le normative di posa.
Cosa ne pensate? di che norma si tratta? a voi quanto viene la trasmittanza totale?
Grazie per un vostro consiglio.
Un cordiale saluto.
Alessandro.

03/31/2021 - 21:56 - Alessandro

Ciao Alessandro,

la misura in campo mediante termoflussimetri, secondo la norma Iso 9869 (paragrafo 9) prevede un incertezza variabile tra il 14% ed il 28%.

ciao!

 

04/14/2021 - 15:36 - michele

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