Il vetro in bagno

Trasparenze che arredano

10/25/2018 - 15:45

Lo troviamo nei moderni box doccia, nei piani e nella struttura dei mobili da bagno, nei pensili ma anche negli accessori: il vetro è un ingrediente importante nei nostri bagni e la sua storia merita di essere raccontata.

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Bagno

Il vetro ed il bagno: mobili e accessori raffinati 

Il vetro si usa da centinaia di anni per la sua bellezza, per la trasparenza e per la capacità di riflettere la luce. Ma è anche un materiale che non risente dell'umidità, per questo si presta particolarmente ad essere utilizzato in bagno.
 

La lavorazione del vetro nella storia

Nell'antichità la difficoltà di fabbricazione e di lavora­zione, la fragilità e la carat­teristica della trasparenza rendevano questo materiale uno dei più preziosi esisten­ti. La trasparenza in particolare, raramente riscontrabile in natura se non in alcuni tipi particolari e puri di cristalli, lo rendeva ricercato ed ambito. 

Spingendo l'analisi storica a tempi ancora più remoti è possibile individuare alcune tecniche di lavorazione che risalgono a millenni fa. La formatura di oggetti tramite unione di tessere vitree portate ad alta temperatura risale ai tempi della Mesopotamia, mentre la soffiatura è una tecnica che ha origini nella Grecia Antica.

La sua bellezza irrinunciabile lo ha visto protagonista in numerosissimi oggetti di artigia­nato, come bicchieri, vasi, calici, lampadari e ampolle - dalle fatture pregevolissime - che sono giunti fino a noi, fortunatamente,  attraversando indenni i secoli.


Il vetro oggi

Le lavo­razioni artigianali di questo materiale sono cambiate ben poco da allora. Il vetro viene ancora fabbricato miscelando silice, soda, potassio e silicati. Le tecniche di lavorazione, come quella a colatura, a soffiatura, la plasmata in massa... sono rimaste pressoché immutate. Forse l'unica vera novità si è avuta nei forni che sono molto diversi da quelli antichi che ancora vediamo funzionanti nell'isola Veneziana di Murano. Qui i turisti possono all'opera i maestri vetrai che conservano le antiche tradizioni.  

Insomma le basi di lavorazione del vetro sono state gettate in terre ed epoche lontane per poi essere affinate con il tempo e grazie alle abilità dei maestri vetrai. 

 

Vetro nel passato


La produzione del vetro

Fino a pochi decen­ni fa il vetro era un materiale estremamente prezioso: le raffinate tecniche artigianali acquisite attra­verso anni e anni di espe­rienza e la  specifica sensibilità, quasi artistica, rendeva i manufatti in vetro delle piccole opere d'arte, retaggio di pochi fortunati.

Nel corso dell'ultimo secolo però, si sono avuti grandi cambiamenti tecnologici che hanno portato all'indivi­duazione ed elaborazione di tecniche di produzione, poi industrializzate,  di oggetti vitrei diventati quindi di uso comune. Bottiglie, vasi e bicchieri, sempre più facil­mente reperibili a prezzi contenuti, hanno fatto per­dere al vetro la connotazio­ne di preziosità che lo caratterizzava, per trasfor­marlo in una presenza quo­tidiana “banale” e facilmente accessibile a tutti. Inoltre la necessità di produrre oggetti per un uso massifi­cato con macchinari che devono sfornare un certo numero di pezzi al giorno ha determinato l’esi­genza di realizzare pezzi con un certo spessore, in grado di resistere a urti e shock fisici di vario tipo così da ridurre notevolmente la fragilità del materiale, altra componente che ne determinava la pre­ziosità.


Il vetro temprato 

Sono state anche approntate determinate tec­niche di rafforzamento del vetro con lo scopo di ren­derlo resistente a situazioni di forte calore o a sbalzi di temperatura in cui prima non avrebbe resistito.

Il pro­cesso di tempra, ad esempio, durante il quale l’oggetto o il semilavorato vitreo vengono sottoposti al passaggio da un'altissima temperatura a un raffreddamento uniforme e controllato, rende più stabile la struttura del vetro e di contenerne la ten­denza a creparsi e a rom­persi di fronte a shock ter­mici o a forti urti.

Vetro oggi


Le lastre in vetro

Per quanto riguarda la rea­lizzazione di pezzi d'arreda­mento, tra cui le lastre che utilizziamo comunemente nei bagni,  l'inven­zione più importante è stata quella dell'elabora­zione del processo di fab­bricazione del cristallo in lastra float.

Fino ai primi decenni di questo secolo, infatti, per ottenere lastre di vetro si procedeva con l'antico sistema della sof­fiatura che però consentiva di ottenere solo lastre dalle misure molto limitate, oppu­re attraverso il sistema della tiratura del vetro (la massa di vetro in fusione veniva “tirata" verticalmente e fatta passare attraverso rulli che avevano lo scopo di ridurne man mano lo spes­sore e di rendere lisce le superfici).
Da entrambe le tecniche però, risultavano lastre dalle superfici non perfettamente planari e quindi leggermente defor­mate (basti pensare agli specchi vitrei vec­chi o antichi, che spesso deformavano la figura rifles­sa o ai rari per finestra, sopravvissuti nonostante l'età, la cui leggera ondulazione non ci fa vedere bene all'esterno).

Il sistema "float"

Ma in cosa consiste il sistema float ? Negli anni Cinquanta l'azienda anglosassone Pilkington ha elaborato un processo che consiste nel far colare la massa vitrea in fusione su uno stra­to di stagno fuso lasciando­la galleggiare (“float”, in inglese) sopra di esso, mentre il lato superiore del­la massa vetrosa rimane in con­tatto con un’atmosfera com­posta da azoto e idrogeno. Man mano che la massa vitrea scorre lungo il “nastro“ di metallo fuso dove vin­coli meccanici (come rulli o altro) ne definiscono lo spessore. Essendo in tem­peratura di fusione e posa­ta su uno strato di metallo, a sua volta in fusione, la mas­sa vitrea è libera di asse­starsi e tende ad appianarsi seguendo l'impulso dato dalla forza di gravità.

Ne derivano lastre dalla perfet­ta planarità e dalle notevoli dimensioni, utiliz­zabili per la realizzazione di semilavorati e oggetti, anche da arredamento.  Il fatto che sono perfettamente lisce ha anche permesso l'accoppiamento di varie lastre per realizzare cristalli di sicurezza, per vetrine di grandi dimensioni, ma anche cristalli antiproiettile. 

Il vetro come arredo nei bagni

Ma veniamo al mondo del bagno che, in questi ultimi anni, ha visto un utilizzo del vetro diffuso. Non solo, come in passato, relativamente ad alcuni particolari o accessori, ma anche nella realizzazione di elementi funzionali come il lavabo che pian piano che sta assu­mendo un ruolo for­temente decorativo grazie a forme sempre più ricercate ed a materiali e colorazioni di impatto. 

 

Lavabo in vetro

Le poten­zialità cromatiche, la relati­va semplicità di lavorazio­ne, la facilità di elaborazio­ne di nuovi progetti e la possibilità di realizzare anche pezzi unici sono i punti di forza di questo materiale che sta acqui­sendo un ruolo da protago­nista nell'arredamento do­mestico.

 

Elementi del bagno in vetro

Specializzazione: progettista di interni specializzata in arredamento bagno.

Giulia ha sempre amato il mondo del design, della moda, dell'arredamento e ha deciso di fare della sua passione il suo lavoro.

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