Pavimenti ed impatto ambientale

Tutti siamo coscienti su quanto sia importante che i nostri acquisti siano rispettosi dell'ambiente. Anche quanto stai per acquistare un pavimento è fondamentale fare una analisi sulla sostenibilità del tuo acquisto, valutandone l'impatto ambientale sia per produrlo sia per smaltirlo a fine vita. Altrettanto importante è valutare la durabilità del pavimento: un pavimento che dura pochi anni diventerà un ingombrante rifiuto che va ad aggiungersi alle tonnellate e tonnellate di rifiuti che ogni anno produciamo.

Non sempre le politiche delle aziende ed il marketing sono attente ai benefici di lungo termine, sia tuoi personali che ambientali. Pensa all'industria automobilistica che, prima in america e poi nel resto del mondo, ha privilegiato le auto di grandi dimensioni. Questo ha determinato elevati consumi di carburante, inquinamento, danni più gravi per i conducenti di auto di minori dimensioni coinvolte in incidenti stradali e maggiori spese di acquisto, manutenzione, riparazione.

Un altro esempio è il settore della ristorazione rapida che offre cibi gustosi, grazie ad insaporitori e salse, e golose bevande zuccherate. Tutto molto attraente nel breve termine ma sappiamo quanti danni provocano diete di questo tipo nel lungo termine. Senza contare la quantità di rifiuti che produciamo quando, con la famiglia o gli amici, mangiamo in un fast food in termini di contenitori "usa e getta".

Oppure pensa all'industria della chimica. Multinazionali che producono detersivi hanno educato generazioni di consumatori ad avere dei bucati "più bianchi del bianco" mettendo in vendita prodotti che, per rispettare questa promessa, inquinano fiumi e laghi e fanno proliferare la crescita di alghe lungo i litorali. O ai produttori di PFAS che con l'obiettivo di rendere impermeabili tessuti e pellami hanno inquinato le falde tra Vicenza e Verona a cui attingono centinaia di acquedotti comunali con il risultato di avere, oggi, decine di migliaia di persone con concentrazioni di pfas nel sangue con conseguenze sulla salute che sapremo solo tra qualche anno.
 

Insomma al tuo bene personale ed al bene del pianeta devi pensarci tu. Non puoi aspettarti che aziende, tantopiù multinazionali, siano sensibili al tuo benessere di lungo periodo o alla sostenibilità di un prodotto rispetto al pianeta. Devi essere attento perchè ogni tua decisione di spesa avrà ripercussioni su di te, sulla tua famiglia e sul pianeta.

Non occorre essere super esperti di pavimenti per comprendere che alcuni prodotti, specie i più economici (laminati, pvc, spc, lvt) hanno dei costi ambientali importanti sia nella produzione che nel futuro smaltimento ed una durata più breve.
E le piastrelle?
 

Le piastrelle in grès (italiane) sono ecologiche? 

L'industria italiana delle piastrelle ceramiche è accreditata di diversi primati: è stata per molti anni la prima al mondo per capacità produttiva, è tuttora la prima come qualità tecnica ed estetica dei prodotti ed è leader anche nel campo della tecnologia e dell'impiantistica. La produzione di piastrelle si è concentrata, in Italia, nel distretto di Sassuolo, comprensorio in cui sono presenti più del 80% dei produttori italiani.

Accanto a questi vi è un altro primato non meno importante e qualificante: l'industria italiana delle piastrelle in ceramica è la prima al mondo ad aver affrontato in modo completo, organico, concreto ed efficace i problemi di impatto ambientale, con interventi mirati e compatibili con le proprie politiche di sviluppo e progettati ed attuati partire dai risultati di attività di ricerca scientifica espressamente sviluppate. 

Molti paesi in via di sviluppo offrono, oggigiorno, piastrelle a costi che sono di gran lunga minori rispetto a quelli italiani. Un esempio sono i produttori Turchi, ma anche quelli Cinesi. Non sono in grado di darti informazioni sulle loro politiche ambientali ma credo sia facile supporre che i bassi costi siano anche correlati ad una altrettanto bassa attenzione all'ambiente.


Piastrelle, Sassuolo e ambiente

Nel paragrafo precedente abbiamo visto come il distretto di Sassuolo, ed in particolare il settore meccano-ceramico, che comprende tutti i produttori di macchinari per la produzione di ceramica, sia stato al centro delle innovazioni tecniche ambientali.
Lo stimolo all'attenzione ambientale è stato l'insorgere di problemi di contaminazione ambientale, sconosciuti ad altri insediamenti meno concentrati in Italia e all'estero, che si sono verificati a Sassuolo proprio per il grande numero di produttori di piastrelle.

Gli impatti ambientali principali della produzione di piastrelle si traducono in:

  • utilizzo di acqua per la macinazione ad umido delle argille
  • consumo di gas per asciugare e atomizzare le particelle di argilla dell'impasto
  • necessità di portare a temperature molto elevate i forni di cottura, con conseguente consumo di gas e produzione di CO2
  • utilizzo di argille feldspati e altri minerali che provengono da cave in europa e nel mondo per realizzare l'impasto
  • scarico in ambiente dell'acqua e dei fumi da combustione


Le attività produttive del distretto, nel corso degli ultimi 50 anni, hanno collaborato sia con gli enti di ricerca, tra questi, in particolare, il Centro Ceramico di Bologna che con le università che con il settore meccano-ceramico. Grazie a questa collaborazione sono stati messi a punto sistemi che hanno permesso la riduzione dell'impatto ambientale del settore.

Ad esempio tutte le aziende del comprensorio di Sassuolo - e molte delle altre aziende italiane - hanno installato già da decine di anni  impianti di depurazione sia delle emissioni gassose che degli scarichi idrici.
Questi investimenti hanno determinato, chiaramente, un aumento dei costi di fabbricazione, ma i risultati sono stati di rilievo pari all'impegno profuso: la riduzione dell'inquinamento si è rivelata efficace ed affidabile e gli effetti positivi sull'ambiente sono manifesti e confermati dai continui monitoraggi predisposti. 

La situazione ambientale del distretto della ceramica si è mantenuta entro limiti accettabili nonostante un progressivo e costante aumento della produzione. 

Lotta all'inquinamento e produzione di piastrelle in ceramica

La lotta contro l'inquinamento da industrie ceramiche fu avviata negli anni '70, in adempimento alle leggi nazionali sull'inquinamento atmosferico promulgate in quel periodo e alle leggi sull'inquinamento idrico e sui rifiuti via via promulgate negli anni successivi, ma soprattutto per rimediare ad una situazione grave e preoccupante di compromissione ambientale proprio nel comprensorio di Sassuolo.

Come abbiamo detto la presenza di un numero elevato di fabbriche provocò danni ambientali anche gravi. Ad esempio una diffusione estesa della fluorosi bovina, problemi di inquinamento delle acque di falda, problemi per i livelli elevatissimi degli scarichi (gassosi, liquidi e solidi). Il tutto venne ricondotto, appunto, all'elevatissima concentrazione di produttori di ceramiche in quella zona. 

La lotta contro l'inquinamento vede l'adozione di rimedi "a valle" del processo, quali la depurazione che permette di raggiungere in pochi anni risultati certamente positivi.
Tra l'altro questo ha consentito all'industria del meccano-ceramico di diventare leader mondiale nella produzione di macchinari per la depurazione connessi all'industria ceramica che, oggi, esportiamo in tutto il mondo.

Ma esaurita la fase a valle ci si chiede come evitare, a monte, le emissioni inquinanti, come ottimizzare il processo produttivo con l'obiettivo di azzerare l'impatto ambientale dei processi di fabbricazione di piastrelle ceramiche per pavimenti e rivestimenti.

Certificazioni ambientali e piastrelle

La continua ricerca in merito alla prevenzione dell'inquinamento industriale intrapresa dal settore dei produttori di ceramica ha consentito ad alcune aziende di potersi fregiare di una certificazione di qualità ecologica. Ad esempio il marchio "ECOLABEL" che è stato istituito con regolamento CEE nel 1993: è un marchio volontario di qualità ecologica. Le finalità di ECOLABEL sono promuovere la produzione e l'uso di prodotti che hanno un minore impatto ambientale durante il ciclo di vita del prodotto; fornire ai consumatori una migliore informazione sull'impatto ambientale dei prodotti; il tutto senza incidere in modo significativo sulle qualità dei prodotti. Un gruppo di lavoro formato tra l'altro da assopiastrelle, ha consentito lo sviluppo del marchio Ecolàbèl per i prodotti ceramici. 


Leggi anche: Il marchio Ecolabel

 

 

 

Il ruolo dell’analisi del ciclo di vita (LCA)

Quando si parla di sostenibilità del gres porcellanato, come di qualsiasi altro prodotto, dovremo considerare non solo gli aspetti produttivi ma le emissioni in tutto il ciclo di vita del prodotto. Lo strumento principale in questo caso è la LCA – Life Cycle Assessment, una metodologia internazionale che analizza gli impatti ambientali lungo tutto il ciclo di vita del prodotto: dall’estrazione delle materie prime fino allo smaltimento finale.

Nel caso del gres porcellanato, questo significa considerare:

  • estrazione di argille, feldspati e sabbie
  • produzione industriale (pressatura e cottura)
  • trasporto e posa
  • utilizzo e manutenzione
  • fine vita (demolizione e recupero)

Questo è un passaggio fondamentale: un materiale non è “ecologico” in assoluto, ma solo se lo è lungo tutto il suo ciclo di vita.

 

Le Dichiarazioni Ambientali di Prodotto (EPD)

Un'altro strumento che va considerato, quando si parla di impatto ambientale, sono le cosiddette EPD (Environmental Product Declaration), documenti certificati che riportano dati verificabili sull’impatto ambientale.

Le EPD includono:

  • emissioni di CO₂
  • consumo di energia e risorse
  • impatti nelle diverse fasi (produzione, uso, fine vita)

Per un progettista o un cliente evoluto, la presenza di una EPD è oggi uno dei criteri più affidabili per valutare la sostenibilità reale di una piastrella.

 

Tecnologie che riducono l'impatto ambientale del gres

Quindi il grès è davvero green? e come viene percepito dai clienti che lo acquistano? 
Premessa: 

  • il gres non è “green” per definizione, specie a causa della fase di cottura in forno
  • può diventarlo se prodotto con processi ottimizzati e certificati

Molte aziende stanno investendo proprio in questa direzione, introducendo:

  • recupero degli scarti
  • riutilizzo dell’acqua
  • riduzione delle emissioni
  • utilizzo di forni elettrici oppure ad idrogeno (prodotto grazie al fotovoltaico)

Quest'ultimo aspetto, la conversione dei forni a gas in forni elettrici o ad idrogeno è l'argomento più "caldo" del momento, per cui dobbiamo approfondire parlando della fase di cottura. 

 

Tecnologie applicate sulla fase più energivora: la cottura

Il gres porcellanato viene cotto a temperature molto elevate (oltre 1200°C), un processo indispensabile per ottenere resistenza e impermeabilità

Questo comporta:

  • elevato consumo energetico
  • emissioni di CO₂ legate ai forni industriali a gas 

Le tecnologie si sono concentrate dapprima sul recuperare il calore del forno utilizzandolo in altre fasi del processo. Questa ottimizzazione energetica riduce l'impatto, ma la cottura rimane la fase più critica dell’intero ciclo produttivo.
 

Da gas a idrogeno

Uno degli sviluppi più avanzati sul fronte della sostenibilità nel settore ceramico riguarda la progressiva conversione dei forni tradizionali a gas verso sistemi alimentati (anche) a idrogeno. Un caso concreto e già operativo è quello del gruppo Iris Ceramica Group, di cui fa parte anche Ariostea, che ha avviato il progetto industriale denominato H2 Factory®.

In questo stabilimento è stato installato un forno di nuova generazione “hydrogen ready”, progettato per funzionare inizialmente con una miscela di gas naturale e idrogeno verde, con percentuali destinate ad aumentare nel tempo. Nella fase attuale, l’idrogeno viene prodotto direttamente in sito tramite elettrolisi alimentata da energia rinnovabile, creando un sistema integrato che collega produzione energetica e processo ceramica. Dal punto di vista ambientale, il vantaggio è significativo: già nelle prime applicazioni industriali, l’utilizzo di idrogeno consente di sostituire una quota rilevante di gas metano e ridurre le emissioni di CO₂, con risparmi stimati nell’ordine di centinaia di tonnellate annue

Questo è particolarmente rilevante perché la fase di cottura – che avviene oltre i 1200°C – rappresenta la principale fonte di impatto ambientale nella produzione del gres. È importante sottolineare che si tratta di una transizione graduale ma che, se questa trasformazione continua, si arriverebbe gradualmente a ridurre di molto l'impatto ambientale della cottura. 

 

 

Vanno considerati anche trasporto e logistica

Un aspetto raramente considerato è il trasporto che, nel caso delle piastrelle in ceramica andrebbe considerato perchè:

  • il gres è un materiale pesante e voluminoso
  • spesso viene esportato su lunghe distanze

Nelle analisi LCA, la fase di trasporto può incidere in modo significativo sull’impatto complessivo, soprattutto nei mercati globali.
Insomma quando si acquista un prodotto che viene da paesi remoti si va ad impattare sull'ambiente. 

 

Il paradosso della durabilità

Uno dei grandi punti di forza del gres è la sua durata nel tempo, che riduce la necessità di sostituzione e quindi il consumo di risorse. Rispetto a materiali come vinilici, moquette ed altri ha una durata estremamente maggiore. 

Ma va detto che, ultimamente, noi vediamo qui nei nostri negozi che la sostituzione del pavimento viene richiesta non tanto per motivi di funzionalità ma per per motivi estetici, non tecnici In questi casi, il vantaggio ambientale si riduce, perché il ciclo di vita reale viene accorciato dalla moda.

Aggiungi un commento

Il contenuto di questo campo è privato e non verrà mostrato pubblicamente.

Testo semplice

  • Nessun tag HTML consentito.
  • Linee e paragrafi vanno a capo automaticamente.
  • Indirizzi web ed indirizzi e-mail diventano automaticamente dei link.
Dichiaro di aver letto l’informativa ex art. 13 dlg 196/03 e di accettare i termini in essa esposti (dettagli). I dati raccolti a seguito della compilazione del presente modulo possono essere utilizzati per rispondere alle richieste degli utenti. Il messaggio inviato verrà pubblicato secondo le norme stabilite nel regolamento del sito. La compilazione del modulo è facoltativa ma per la pubblicazione è necessario inserire un proprio indirizzo email valido.
Selezionando questa casella autorizzo Fratelli Pellizzari S.P.A. ad utilizzare i dati inseriti per il successivo invio di comunicazioni commerciali e di marketing.