Il porfido, ideale per le pavimentazioni esterne

Pavimenti per esterno in porfido a Gambellara, Vicenza ed Arzignano

Che cos'è, quanto costa e quali sono i vantaggi del porfido come pavimentazione per esterni? 

porfido esterno

Pavimenti esterni in porfido: i vantaggi

In questo approfondimento ti parliamo di uno dei nostri prodotti preferiti: il porfido!
Tra l'altro è anche uno dei primi prodotti commercializzati dalla Famiglia Pellizzari, subito dopo la nascita dell'azienda nel 1967.

La durezza del materiale, la sua longevità, la bassa assorbenza e la bassa sporcabilità, il grip che lo rende sicuro per il transito pedonale e di automezzi... tutte caratteristiche che rendono questo pavimento un leader nel settore dei pavimenti per esterni.

Vediamoli assieme, uno ad uno, questi vantaggi... 

I vantaggi del porfido

Rispetto ad altre pavimentazioni per esterno il porfido vanta numerosi vantaggi. Vediamone alcuni:

► La durata del prodotto nel tempo: non a caso era utilizzato per obelischi e sarcofagi, proprio perché la sua "eternità" sembrava sconfiggere il tempo. Troviamo pavimenti in porfido che hanno centinaia di anni in piazze e strade di tutta Italia che sono silenziosi testimoni della durata di questo materiale. La stessa durata la potrai avere anche a casa tua. 

► Il limitato costo di acquisto: la procedura di estrazione, non onerosa, e la vicinanza alle città di Vicenza e Verona, dove lavoriamo, ci consentono di offrirti questo materiale ad un costo davvero vantaggioso. Considera con un opera incerta di porfido costa meno di una normale piastrella in grès da esterno e che con un porfido squadrato - più costoso -  spenderai solamente qualche euro in più rispetto ad un pavimento in piastrelle

► Il costo di manutenzione pressoché nullo: non servono trattamenti di protezione, né particolari pulizie. E' sufficiente una buona pioggia a lavare via la sporcizia. Il porfido non si macchia e non assorbe. Inoltre, se ben stuccato, non necessita di trattamenti anti-infestanti come, ad esempio, gli autobloccanti

► Le infinite applicazioni che si possono creare con i vari formati del porfido, ad esempio utilizzando lo squadrato come contorno ed un formato irregolare all'interno, oppure abbinando un cubetto con posa a file parallele con uno squadrato. 

► Le infinite possibilità di abbinamento con altri materiali lapidei. Questa è una delle caratteristiche più interessanti per noi che ci divertiamo a sposare il porfido con altri materiali naturali. Grazie alla sua colorazione grigio/ruggine è un materiale che si presta ad essere facilmente abbinato a materiali come il trani o come il giallo reale. Ma anche a ciottolo o a quarziti indiane.  

► II fatto che non si veda lo sporco è un altro fattore importante: si pensi alle gomme delle macchine che lascia i segni neri sul pavimento o alle piccole perdite di olio... nel porfido non sono affatto visibili. Con altri materiali dopo pochi mesi dalla posa si vedono le tracce dei passaggi delle auto. Non a caso viene scelto per pavimentare strade e piazze.  

Ma perchè il porfido è così resistente?

Dipende dalle sue origini: il porfido è una roccia vulcanica, che viene estratta nella regione del Trentino-Alto Adige.
Si presenta come estremamente vario e differenziato, sia in termini di composizione chimica che come epoche e modalità di formazione. Le cave di porfido attualmente in essere prelevano il porfido grazie al fatto che la colata lavica si è raffreddata stratificando e formando delle fessurazioni verticale. La presenza di queste fratture molto nette rende possibile l'estrazione e la lavorazione del porfido che sarebbe, altrimenti, davvero difficile vista la estrema durezza del materiale.

Una cava di porfido del trentino


La composizione chimica del porfido è data da oltre il 70% di silice, circa il 14% di allumina, l’8% di alcali e piccole percentuali di ferro, calcio, magnesio. La composizione mineralogica è data da cristalli di quarzo, di sanidino e di plagioclasi ed in minor misura di biotite e di pirosseni immersi in una pasta vetrosa. Questo spiega la brillantezza delle lastre. 

 

La storia del porfido

Nei tempi antichi il porfido è stato usato per la realizzazione di oggetti, sarcofagi, sculture, elementi costruttivi di edifici. A tal fine quello maggiormente utilizzato era il Porfido Rosso egiziano. Veniva utilizzato per il significato simbolico per il suo colore purpureo. Manufatti in porfido provenienti dalle rovine dei palazzi egizi e romani si trovano tuttora nei principali musei europei quali il Louvre, il British Museum, la Galleria degli Uffizi, Palazzo Pitti, i Musei Vaticani etc. Qui in Veneto troviamo il porfido rosso anche come pavimentazione, ad esempio nei mosaici pavimentali di Ca' D'Oro o nella Basilica di San Marco.

Porfido rosso e verde

La produzione dei manufatti in porfido nella zona del trentino - e quindi dei cubetti, del lastrame e delle piastrelle per la pavimentazione di strade e viali - è successiva. 
Inizia nei primi anni del 1900, per svilupparsi in una continua crescita e susseguirsi di innovazioni.
Negli anni del secondo dopoguerra, in particolare, si ottennero notevoli miglioramenti nelle prestazioni delle macchine operatrici in cava ed in stabilimento contemporaneamente ad una crescente domanda. 
Nuove lavorazioni vennero introdotte e iniziarono le esportazioni del porfido verso i mercati dell'europa del nord.

>>> Per conoscere la "Storia del porfido" clicca qui >>> 
 

Pavimenti in porfido moderni

Il porfido trova oggi larga applicazione in architettura ad esempio per il rivestimento e finitura di pareti, parti di edifici come scale, davanzali, contorni in genere e coperture. L’uso del "sasso di porfido" è invece diffuso per i rivestimenti massicci e per le murature tradizionali.

Ma il settore principale che lo vede protagonista è il mondo dei pavimenti esterni.
Lo troviamo posato in varie forme: cubetti, piastrelle, lastre irregolari (lastrame), cordoni, binderi, smolleri, bugnato, gradini, copertine e con successive lavorazioni materiale segato, semilucido, lucido e fiammato.

>>> Alcune nostre realizzazioni di pavimenti esterni a Vicenza e Verona >>>
 

Quale formato per un pavimento in porfido?

Le lastre di porfido, una volta estratte, possono essere lavorate per ottenere diversi prodotti. 
Qui di seguito elenchiamo i principali. 

► Il BUGNATO è adatto per la costruzione di argini di alvei di fiumi, mura di sostegno perimetrali e di contenimento delle strade e viene utilizzato anche come abbellimento estetico e rivestimento nell’edilizia.

► Gli SMOLLERI vengono posati di piatto l'uno sull'altro e possono rivestire muretti, pilastri, pareti , zoccolature. Posati in costa, perpendicolarmente, sono utili per pavimentare strade in forte pendenza e rampe di accesso ai garages. In questi casi occorre tenere uno spessore di almeno 10 centimetri. Se il selciato è sottoposto a passaggio veicolare è necessario realizzare un fondo in calcestruzzo. La testa superiore (a vista) e le coste sono a spacco, mentre le due facce laterali sono a piano naturale di cava.

► I BINDERI ed i CORDONI sono impiegati per bordare pavimentazioni di ogni tipo. Delimitano marciapiedi, piazzali, cigli stradali. Vengono usati per realizzare aiuole e giardini, spartitraffico e gradinate. La faccia superiore è a piano naturale  e le coste sono a spacco. I binderi si ottengono spaccando delle lastre informi con delle presse oleodinamiche.

► Il LASTRAME che viene anche chiamato opera incerta è stato uno dei prodotti più utilizzati per la pavimentazione di cortili, viali, marciapiedi, passi pedonali, giardini, piscine. Viene prodotto sia nello spessore normale che sottile con pezzatura che variano dai 15 ai 35 cm.

► I CUBETTI pavimentano strade, piazze, portici, isole pedonali, marciapiedi, viali di giardini: sono prodotte nelle misure standard: 4/6, 6/8, 8/10 e 10/12. I cubetti sono di forma cubica con facce tra loro non ortogonali, ottenuti da lastre di porfido lavorate a spacco in laboratorio. La superficie di marcia è lasciata grezza e corrisponde al piano principale di cava, mentre le pareti laterali possono non essere perfettamente a squadra.  La versatilità del cubetto ha permesso l'affermarsi di diverse geometrie di posa, da quelle consolidate della tradizione, ad archi contrastanti a file parallele, a coda di pavone, a cerchi concentrici.

► PIASTRELLE A SPACCO o squadrato. Sono molto usate, anche da noi, per la realizzazione di pavimenti più moderni rispetto alla tradizionale opera incerta. Prodotte nelle misure da 10 a 50 cm. a correre, quadrate o in misura fissa; spessore da 2 a 5 cm. Sono sempre ottenute per compressione di lastre informi per mezzo di particolari presse oleodinamiche e presentano spigoli leggermente smussati.

► PIASTRELLE SEGATE: L'utilizzo è piuttosto limitato per il costo delle stesse. Prodotte nelle misure standard a piano naturale con bordi segati rappresentano l'ideale alternativa alla piastrella a spacco per la posa di pavimenti ancora più moderni, con una fuga più contenuta.

► PIASTRELLE LUCIDE E SEMILUCIDE : Particolarmente consigliate per la pavimentazione di interni di edifici, negozi, uffici.

► GRADINI: Usati come rivestimento di scale sia per la pedata che l’alzata. Utilizzati lucidi o semilucidi per rivestimenti di scale interne oppure anche massicci a coste segate piano cava.

 

Quanto costa il porfido? 

Il prezzo di un pavimento in porfido posato in opera può variare molto in base ai formati, agli schemi di posa, alle dimensioni da pavimentare.
Per darti un prezzo di partenza, seppure indicativo, considera circa 50 euro al metro quadrato per l'opera incerta. 
Per vedere i prezzi degli altri formati clicca sul singolo link del paragrafo precedente: troverai oltre alla descrizione anche il prezzo medio del materiale compresa la posa in opera.