Le piastrelle prodotte grazie al metodo produttivo denominato bicottura sono adatte per il rivestimento e non per il pavimento. La finalità applicativa è conseguenza della maggiore fragilità e delicatezza del prodotto che però consente una maggiore brillantezza e lucentezza rispetto ad altri metodi produttivi.
Il processo produttivo prevede innanzitutto la realizzazione del supporto, a base di terra cotta, che poi andrà smaltato con smalti colorati e cotto per la seconda volta. Da questo il nome "bicottura".
Il supporto viene realizzato utilizzando argilla, sabbia, e feldspati con funzione fondente. Gli smalti invece sono preparati miscelando argilla, rocce calcaree, quarzo, feldspati miscelate a vari composti inorganici, come minerali particolarmente puri, ossidi coloranti e, infine, a vetri preformati che consentono di ottenere le caratteristiche tecniche e gli effetti voluti (opacità, resistenza superficiale, colorazione). La natura vetrosa dello smalto è importante e cosnente di raggiungere gli specifici requisiti del rivestimento ceramico, come la resistenza all’abrasione superficiale, agli agenti macchianti e agli aggressivi chimici , e le sue caratteristiche di igienicità.
Il processo produttivo del supporto prevede:
- la macinazione delle argille ad umido o a secco
- la pressatura delle stesse tramite compressione del tampone sullo stampo
- l'essiccamento, che ha la funzione di eliminare il contenuto d’acqua, necessaria per la pressatura
- la cottura, che permette di ottenere finalmente il cosiddetto biscotto, su cui dovranno essere successivamente posti gli smalti.
La preparazione degli smalti consiste nel dosaggio delle materie prime (fritti, caolini, sabbie silicee, ossidi diversi, pigmenti coloranti, etc) e nella loro macinazione in acqua per ottenere una sospensione contenente circa il 40- 50 % di acqua già pronta per l’applicazione.
Una volta confezionati gli smalti si tratta di applicarli sul biscotto.
Questa operazione si chiama smaltatura e avviene mediante macchine di distribuzione di tipo diverso, a seconda dell’effetto estetico che si vuole dare alla piastrella: filiere e campane servono per distribuire uno strato uniforme di smalto ; i gocciolatoi applicano lo smalto sotto forma di gocce casualmente distribuite sulla piastrella, gli aerografi, permettono di spruzzare lo smalto. Importanti sono le macchine serigrafiche che arricchiscono la piastrella con disegni e forme spalmando gli smalti attraverso un retino e, ultime nate, le macchine digitali che applicano gli smalti a goccia tramite microscopici ugelli in modo simile alle stampanti a getto d'inchiostro.
Il prodotto ceramico, una volta smaltato, viene stoccato all’interno di appositi box, pronto per essere cotto nuovamente.
Alla cottura seguirà la fase della scelta, operazione necessaria al fine di verificare la qualità (planarità, tonalità e mancanza di difetti superficiali) delle piastrelle finite. Potranno esservi piccole differenze cromatiche all'interno del lotto produttivo, per cui è prassi suddividere la produzione in lotti di differenti "toni".
Vi sono poi apparecchiature elettroniche computerizzate che controllano la planarità, l’ortogonalità e il calibro dello piastrelle, verificando gli scostamenti dalle tolleranze previste dalle norme europee o i più rigidi parametri che le aziende ceramiche più serie si impongono.
I pezzi non conformi vengono selezionati, in genere da personale femminile, e classificati come seconda o terza scelta di pezzi che presentano difetti superficiali o marcate variazioni di tonalità, mentre quelli di prima scelta vengono inscatolati e sono pronti per essere posati nelle vostre case.
Come si diceva all'inizio, la Bicottura consente, rispetto alla Monocottura, di ottenere dei prodotti che presentano innanzitutto una maggiore brillantezza degli smalti ed una migliore definizione dei colori ed in secondo luogo un minor peso. D’altro canto i difetti sono una minore resistenza all’usura, alla scalfittura ed all’urto, legati alla maggiore porosità. Leggerezza, estetica e minore resistenza tecnica fanno del prodotto l’ideale per rivestire le pareti verticali interne degli edifici, ed in particolare bagni e cucine.
Copyright Michele Pellizzari, 2011.



